Isola, cucina. design Setsu e Shinobi Ito per Abitare il Tempo a Verona nel 2014

Setsu e Shinobu Ito . Design interattivo e zen per il Salone del Mobile 2015

Setsu e Shinobu Ito . Design interattivo e zen per il Salone del Mobile 2015

Fuorisalone 2015 e Salone del Mobile

Setsu & Shinobu Ito sono una coppia famosa nel mondo del design contemporaneo, e dal 1997 hanno scelto Milano per vivere e lavorare, continuando con il loro studio come consulenti per importanti aziende e brand internazionali tra cui Riva1920, Gruppo Euromobil, Guzzini, Lavazza, Canon, Panasonic (Japan), Sony Music Group, Nava, Richard Ginori. Il design di Setsu & Shinobu Ito sarà presente sia al Salone del Mobile 2015 che al Fuorisalone con numerosi pezzi in anteprima per Fonderia Artistica Campagner, gruppo Euromobil con l’azienda Desirée, Aisin, Slow Wood, Ianiro, Tumar, Grassi Pietre.

Sofa per Grassi Pietre ed allestimento, Marmomacc 2011

Sofa per Grassi Pietre ed allestimento, Marmomacc 2011

 

Dal 1995, anno di fondazione dello studio, hanno progettato in svariati ambiti: dall’architettura al design di interni, design di prodotto, industriale e del packaging, amando applicare ai valori creativi quelli interattivi, oggi più che mai attuali, soprattutto legati alla mobilità. I loro lavori sono stati premiati con vari premi internazionali come The Young & Design Award 1999 (Italia), The Good Design Award 2001 (Giappone), The Toyama Product Design Award 2001 (Giappone), ADI Design Index 2001 e 2005 (Italia) e il Compasso d’Oro nel 2011.

Letto SHELLON, design Setzu e Shinobu Ito per Euromobil- Desirée

Letto SHELLON, design Setzu e Shinobu Ito per Euromobil- Desirée

 

Alcuni loro progetti fanno parte della collezione permanente del Museo del Design in Triennale di Milano e Die Neun Sammlung International Design Museum di Monaco. Diverse pubblicazioni sono dedicate a loro, sia libri che riviste di settore: citiamo la biografia East-West Designer (Italia 2008), International Design Year Book (Sterling 1996, 1997, 1998, 2000, 2001, 2004, 2007), The Eco-Design Handbook (Sterling 2002), New Furniture Design (2005 negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania), 1000 New Designs (Sterling 2006), European Design Since 1985 (2009), Plastic (Spagna 2007), Process (2009 Testata British Issue), e Elle Decor (Italia, Aprile 2010), per celebrare i 20 anni di attività della prolifica coppia.

Sono inoltre visiting professor presso Domus Academy, Politecnico e IED di Milano, IUAV di Venezia e Tsukuba University di Tokyo. Setsu Ito è membro della giuria dell’ IF Design Award 2015 in Germania.

Tavolo ENN- design Setzu e Shinobu Ito per Slowood

Tavolo ENN- design Setzu e Shinobu Ito per Slowood

Setsu Ito si è laureato all’Università Tsukuba in Giappone, ha in seguito collaborato con il leader del design italiano d’avanguardia Alessandro Mendini per lo Studio Alchimia, e con colui che considera maestro del design moderno, Angelo Mangiarotti. Shinobu Ito ha conseguito la laurea all’Università d’Arte Tama a Tokyo e iniziato la sua carriera presso CBS Sony (Sony Music Entertainment) in Sony Creative Products, seguita da un Master alla Domus Academy di Milano.

Isola, cucina. design Setsu e Shinobi Ito per Abitare il Tempo a Verona nel 2014

Isola, cucina. design Setsu e Shinobi Ito per Abitare il Tempo a Verona nel 2014

 

La loro peculiarità e forza sta nell’integrazione tra le tradizioni giapponese e italiana, e nella combinazione delle personalità e attitudini individuali, veicolate al progetto per Studio Ito Design. Hanno a cuore la tecnologia e l’artigianalità, attingendo alle tradizioni e ai mestieri antichi delle due nazioni, e il loro design invita a seguire un ritmo più lento e contemplativo della vita.

Nella loro vasta esperienza dei diversi settori del design si sono sempre avvalsi della collaborazione attiva con altri professionisti. Possiamo dire che il loro marchio di fabbrica è l’integrazione di forze congiunte per dare al processo creativo e progettuale una prospettiva ampia, e creare prodotti che abbiano una sostanza plurima, un senso dell’estetica data dalla composizione di diversi punti di vista e stili, legati alle diverse culture, ereditarie e progettuali o tecniche.

 

Centrotavola IKKO design Setzu e Shinobu Ito per Tumar

Centrotavola IKKO design Setzu e Shinobu Ito per Tumar

 

Il loro approccio alla progettazione implica un coinvolgimento più diretto dell’uomo con la natura e i suoi ambienti, arredi e packaging favoriscono questa intimità nuova. Indagano le relazioni interpersonali e sociali, e l’interazione tra i potenziali utilizzatori delle loro creazioni e lo spazio circostante, per costruirne di più dinamiche, in movimento e cambiamento come lo sono sempre il Tempo e lo Spazio. Il design si avvicina ancora alla Natura nel suo adattarsi a delle relazioni trasversali tra persone e cose, si basa infatti sui concetti di “cambiamento”, “movimento” e “ritmo” combinati al senso di attesa e anticipazione di volta in volta. La finalità è riuscire a scatenare delle emozioni, delle sensazioni tattili, e favorire determinati gesti.

In tema di interattività segnaliamo la presenza al Superstudio Più dell’azienda giapponese Aisin, che presenterà sistemi di mobilità avveniristici basati sull’innovativa tecnologia dei sensori. Lo studio Ito favorisce un rapporto mediato con la tecnologia, utile negli oggetti comuni ma resa più armonica e “addomesticata”, più vicina all’uomo grazie all’estetica. Si visioneranno elementi dal design originale ispirato alle tecnologie più avanzate del settore automobilistico come maniglie, sportelli e spoiler, e domestico, come letti e macchine da cucire.

Poltroncina WING-Setzu e Shinobu Ito per Euromobil- Desirée

Poltroncina WING-Setzu e Shinobu Ito per Euromobil- Desirée

 

Al Salone del Mobile 2015 di Rho vedremo la poltroncina WING, il letto SHELLON, per il gruppo Euromobil e l’azienda Desirèe. Si aggiunge la collezione DABLIU che è una vera e propria famiglia di elementi d’arredo; libreria, seduta, consolle, appendiabiti.

Wing accentua la leggerezza della struttura attraverso linee sinuose e sottili, e il suo schienale alto ricorda delle ali. Esso è particolarmente flessibile grazie a due strati di poliuretano, interno morbido ed esterno rigido.

Seduta-appendiabiti DABLIU-design Shinobu e Setzu ito per Euromobil- Desirée

Seduta-appendiabiti DABLIU-design Shinobu e Setzu ito per Euromobil- Desirée

 


Dabliu nasce dalla combinazione tra struttura in tondino metallico e basi in legno
, sono elementi d’arredo dalla linea rigorosa e scultorea. La libreria: cambia aspetto a seconda del punto di osservazione, la si può ruotare per ottenere un diverso effetto visivo, creando così una vera e propria architettura d’interni, sempre in accordo con l’idea dei designer di interattività dei pezzi in relazione alla loro mobilità. Shellon ricalca la stessa idea di lievità, appare come sollevato da terra per la posizione dei piedi e il loro taglio inclinato, che va rastremandosi verso l’interno. L’effetto di tridimensionalità è dato invece dalla lieve curvatura della testata, sottolineato dall’imbottitura rivestita con un tessuto percorso da linee irregolari, come pieghe suggerite.

E’ ancora una scultura mobile e dalla doppia funzione di seduta e appendiabiti la sedia Dabliu. Di grande impatto architettonico, si può inserire in diversi ambienti domestici. La struttura è come per la libreria in tondino metallico trattato e saldato; il cuscino in materiale poliuretanico è rivestito con tessuto sfoderabile. Lo stesso discorso vale per la consolle, il cui piano d’appoggio è in legno, e l’appendiabiti da parete.

Divano COCOCI-Setzu e Shinobu Ito per Slowood

Divano COCOCI-Setzu e Shinobu Ito per Slowood

L’azienda Slow Wood ospiterà – per il Fuorisalone 2015 nello showroom di Foro Buonaparte il divano COCOCI, la sedia e il tavolo ENN, e la poltrona e il paravento MORI.

La particolarità di Cococi sono i braccioli che prendono forma dall’unica struttura in legno di frassino che corre dietro lo schienale, si presentano sinuosi e scultorei, invitando all’esperienza tattile del legno e della sua naturalezza.

La stessa sensazione di calore e morbidezza del legno, resa ancor più pura dalla sua nudità, vive nella sedia e nel Tavolo Enn. Nella prima la struttura ricalca la forma esistente anche in natura, nell’irregolare andamento di schienale e seduta, e sostiene con eleganza lo schienale asimmetrico. Anche il tavolo presenta elementi asimmetrici come il piano, mentre perfettamente simmetrica risulta la struttura dai montanti a sezione ellittica, e si compone di due pezzi a forma di H.

Paravento MORI- design Setzu e Shinobu Ito per Slowood

Paravento MORI- design Setzu e Shinobu Ito per Slowood

 

Il paravento Mori è estremamente lineare e autoportante, formato da una base a S e una struttura verticale unite da listelli. Gioca con l’estetica dei pieni e dei vuoti. I designer affermano: è “come una persona nella foresta alberata, che vede e non vede, guardiamo con piacere l’insieme ma non distinguiamo tutta la molteplicità delle forme”.

Per l’azienda di illuminazione Ianiro in Via Spontini, durante il Fuorisalone 2015, sono presentate le lampade da terra IIIRO e IANEBEAM.

Iiro in giapponese significa colore. La lampada rivisita il proiettore professionale per illuminazioni in studi televisivi, con il corpo luminoso come una scatola cubica bianca e le facce laterali a forma di alette per direzionare il fascio luminoso. Un tubo telescopico sostiene il diffusore, è fissato con elementi metallici su una struttura lignea ed e’ possibile ruotare il corpo su se stesso a 360 gradi, sia verticalmente che orizzontalmente.

Lampada da terra IANEBEAM- Setzu e Shinobu Ito per Ianiro Illuminazione

Lampada da terra IANEBEAM- Setzu e Shinobu Ito per Ianiro Illuminazione

 

Ianebeam riprende invece il disegno del proiettore Ianiro per uso professionale, creando un proiettore per uso domestico, che riesce ad irradiare luce e calore visivo allo stesso tempo. Sono presenti le alette bianche per indirizzare il fascio di luce ma sulla parte frontale.

All’interno della mostra Hands on Design alla galleria Orsorama di via dell’ Orso, per il Fuorisalone 2015 ci sarà IKKO per Tumar, una collezione per la tavola composta da tovaglietta con centrotavola integrato, sottobicchiere e sottobottiglia o sottocaraffa. Ogni elemento è in 100% feltro naturale proveniente dal Kyrgyztan.

Il portaspazzolino Eda regge gli spazzolini Misoka, Salone del Mobile 2015

Il portaspazzolino Eda regge gli spazzolini Misoka, Salone del Mobile 2015

 

Per Fonderia Artistica Campagner, presso Misoka Opificio 31, Officina 2, via Tortona – zona ricca di eventi Fuorisalone 2015 per eccellenza – il Portaspazzolino EDA in fusione d’alluminio, progettato specificamente per lo spazzolino da denti nanotecnologico Misoka (design Kosho Ueshima).

Nella stessa location per Grassi Pietre, vedremo la Fontana IZUMI ( in giapponese “fonte naturale“), che fa riferimento al giardino zen e al naturale scorrere del tempo, dal suo centro l’acqua scorre fino al bordo del piano in pietra. Anche qui si gioca con i punti di vista, dall’alto le linee sono squadrate e minimali, tendono ad ammorbidirsi verso la base, nell’avvicinarsi al secondo elemento importante nel giardino zen, la Terra. Installabile sia in esterni che in ambienti chiusi.

MISOKA, allestimento dello spazio di Setsu e Shinobu Ito, Fuorisalone 2015

MISOKA, allestimento dello spazio di Setsu e Shinobu Ito, Fuorisalone 2015

 

KONOHA, sembra esser mossa dal vento come una foglia (in giapponese questo il significato del suo nome), nonostante sia di marmo. Siamo così ancora nell’atmosfera del giardino zen per il rimando al terzo elemento,l’Aria. Konoha si può appoggiar su tutti i lati, per aver così differenti piani di seduta. Ancora una volta un invito al rispetto e al piacere delle differenze nei punti di vista.

Michela Ongaretti

 

Favilla- render di Piazza S. fedele

Favilla. Ad ogni luce una voce, di Attilio Stocchi. Una scatola delle meraviglie al Fuorisalone 2015

Favilla. Ad ogni luce una voce, di Attilio Stocchi. Una scatola delle meraviglie al Fuorisalone 2015

Favilla Ogni luce una voce di Attilio Stocchi per il Fuorisalone2015. In occasione della 54esima edizione del Salone del Mobile 2015, dal 14 al 19 aprile, piazza San Fedele sarà animata dall’installazione Favilla. Ad ogni luce una voce, su progetto dell’ architetto Attilio Stocchi, aperta liberamente al pubblico. L’evento speciale sarà visitabile in contemporanea alla nuova edizione di EuroluceSalone Internazionale dell’ Illuminazione, esposizione biennale come Workplace 3.0 Salone Ufficio, presenti in questo 2015 di Expo.

Favilla di Attilio Stocchi. Interno del geodeSalone del Mobile 2015 – Favilla di Attilio Stocchi. Interno del geode

Se Euroluce porterà novità in fatto di apparecchi per l’illuminazione, insieme alle tecnologie nuove di software, sorgenti e sistemi di illuminazione, possiamo definire Favilla la sua controparte poetica. Il suo creatore Attilio Stocchi non ha pensato tanto agli effetti e utilizzi della luce, ma al senso di mistero e fascino che si cela dietro di essa, alle ricerche che per secoli sono state fatte per conoscere e capire la sua natura, alla sua origine corpuscolare e ondulatoria. Gli spettatori, o sarebbe meglio definirli attori, saranno immersi in un’esperienza che oltre ad essere spettacolare presenterà la luce nel suo aspetto scientifico.

ingresso euroluce2015

Il nome esprime appieno l’idea fondante: raccontare l’essenza della luce grazie all’associazione tra i suoi mutamenti e il suono, proprio nel 2015, dichiarato da Unesco Anno Internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce.

Si tratta della terza installazione interattiva dell’architetto durante il Salone del Mobile. Nelle precedenti edizioni avevamo visto Cuorebosco (2011), sempre nella centralissima Piazza San Fedele, e Librocielo (2012).

All’interno di un grande black box si seguirà un percorso e si parteciperà ad un coinvolgimento didattico, che esplora non solo il modo i cui la luce si muove nello spazio per propagazione rettilinea, diffrazione, riflessione e razione, ma anche quei fenomeni naturali, vitali e stupefacenti, come la fotosintesi e l’arcobaleno.

Favilla- render di Piazza S. fedeleRender della struttura in Piazza San Fedele

Si scopriranno in maniera multisensoriale le sue manifestazioni e il modo in cui viene percepita dai nostri occhi, dato che si potranno scegliere suoni associati ad un diverso concetto relativo alla luce, come scoprire una personalità umana con i suoi differenti stati d’animo. Partendo da questa interazione Stocchi intende agire su due leve emotive per far prendere coscienza il visitatore: la Sorpresa e la Scoperta, che portano allo sviluppo di nuove e diverse prospettive sulla Scienza. Sorpresa di fronte al rivelarsi della luce come energia potente e immaginifica, motore del suo stesso manifestarsi, Scoperta della natura fisica e intrinseca della luce, immergendosi osmoticamente nei suoi fenomeni.

Favilla- render dell'internoFuorisalone 2015 – Favilla- render dell’interno

La luce è intesa come rivelazione e meraviglia. Per questo la grande scatola nera dentro alla quale ci si avventura rappresenta un geode, dove la scoperta delle sue misteriose profondità genera stupore progressivo, e nella moltiplicazione degli effetti visivi e dei riflessi ricorda la struttura di un cristallo.

Il percorso da seguire ricalca invece in maniera precisa ilpattern rappresentativo delle tragedie greche, avvalorando l’idea di racconto e rendendolo più coinvolgente. Sarà diviso in prologo, dixit Deus fiat lux et lux facta est, quattro episodi, quattro stasimi e un epilogo. Gli episodi espongono le quattro caratteristiche di movimento della luce: propagazione rettilinea, diffrazione, riflessione e rifrazione, che secondo la teoria di Newton del 1704 (Opticks), dimostrano che la luce è onda e corpuscolo allo stesso tempo. Gli stasimi o intermezzi illustrano invece quelle che Stocchi definisce “declinazioni vitali” di quelle caratteristiche nel mondo naturale: i raggi solari, la fotosintesi clorofilliana e l’arcobaleno.

Favilla. Episodio sulla riflessioneFavilla. Episodio sulla riflessione di Favilla, durante la MDW2015 in piazza S. Fedele

L’evento è sponsorizzato da Ford in collaborazione con il Salone del Mobile 2015. L’azienda automobilistica negli ultimi anni non ha esposto solo nei saloni per l’auto. L’Ovale Blu al Salone aveva già accolto alcuni oggetti lifestyle nelle precedenti edizioni e quest’anno vedremo nuovi prodotti elaborati dal suo team di designer internazionali. Ford considera la propria ricerca sull’innovazione, il connettersi con i consumatori per capire le loro aspirazioni e sorprenderli piacevolmente, accomunabili all’esperienza coinvolgente di Favilla. A tal proposito Moray Callum, Vice Presidente Design di Ford afferma: “Questa installazione conduce i visitatori attraverso un processo d’inaspettata scoperta che rispecchia perfettamente la filosofia di Ford per cui il design è un viaggio emozionale orchestrato intorno al cliente”.

Favilla- render dell'interno 2L’interno di Favilla, con la fruizione da parte del pubblico, in un render

Sempre Ford organizzerà al Salone un panel sul tema della privacy e del ruolo dello spazio, sia esso fisico virtuale o digitale, nella creazione di un ambiente o di un’esperienza appropriati. Attraverso lo studio la privacy si definisce come l’equilibrio tra ciò che i clienti di tutto il mondo sono disposti a condividere, e i benefici che in cambio ne conseguono. Non è esattamente il caso di Favilla ma sappiamo che il fenomeno recente dell’interattività implica anche una “scopertura” della privacy personale: per questo ogni ragionamento critico sulla tecnologia interattiva è utile, perché mette in gioco sempre più la nostra quotidianità, come il design, e l’amata imprescindibile luce sopra ogni cosa.

Favilla. Ogni luce una voce

Chi vi parla si è documentato, ma non ha potuto ancora immergersi nell’installazione Favilla. Ci ricordiamo però bene Cuorebosco, e siamo certi che il concept di Stocchi non lascerà dentro di noi la sensazione di una semplice lezione didattica. Favilla , se manterrà l’intento dell’installazione del 2011, potrebbe far permanere nel nostro animo un sentimento di curiosità amorevole verso la Natura e la sua manifestazione nella Luce, come una fiaba dove si svela un mistero.

Michela Ongaretti

 

 

Staygreen Sedute Pepper_

Staygreen, il mecenate moderno è ecosostenibile. Alla Design Week 2015

Staygreen, il mecenate moderno è ecosostenibile. Alla Design Week 2015

Fuorisalone 2015 Milano. Staygreen sarà presente nel distretto di Brera District – allo showroom Seventy in via Pontaccio n. 10  – con la collezione Le Anime di Carta, ma vedremo l’azienda protagonista anche in veste di mecenate per l’Arte alla Casa Museo Spazio Tadini – zona Fuorisalone Lambrate, via Jommelli 24 – dove i suoi materiali costruttivi saranno la base delle creazioni dell’artista Luca Moretto (molto in vista anche nella recente Asta Flash di Basezero ad Affordable Art Fair presso Superstudio) – con siliconi colorati Mungo e Saratoga – nella mostra A misura d’uomo. Inoltre Staygreen sarà in via della Spiga dove sarà allestita l’area Lounge di Global Blue.

Staygreen lampada Marylin

La lampada Marilyn prima dell’intervento di Moretto, design Staygreen, particolare

I prodotti Staygreen sono per noi molto interessanti perché esempio eccellente di quel filone di design votato a dare forma e comfort alla vita quotidiana, tentando di non impattare negativamente e violentemente sull’ambiente. Definiamo eco-friendly furniture i letti, tavoli, lampade, divani e sedute sono costruiti con materie prime ecosostenibili e selezionate; inoltre sono tutti pezzi unici, realizzati a mano in Italia. Parliamo di cartone a doppia onda rigorosamente riciclato, segatura di recupero e collanti naturali, tessuti biologici. La resistenza all’acqua e all’usura è garantita da un isolante trasparente solvent free ad alta penetrazione.

Il knowhow dell’azienda nasce dall’esperienza originaria nell’ambito degli arredi imbottiti che interviene sul cartone con finiture di vario tipo, sempre in materiali “green” come gli inserti in legno, cotone rigenerato, acciaio o Corian. Il cartone stesso proviene dal recupero di imballaggi e dalla filiera del riciclo della carta da macero, mentre la segatura dal riuso di sfido di lavorazione.

Non è un caso quindi che gli stessi materiali diano forma alle creazioni di Luca Moretto, tra cui la lampada Marilyn – scultura di quasi tre metri – nella mostra a Spazio Tadini sponsorizzata anche da Saratoga per questo Fuorisalone 2015.

sgabello-staygreenLuca Moretto – intervento sulla seduta Cork, design Staygreen

Le opere che esplorano e celebrano il rapporto tra Uomo e Natura, e tra Natura e Tecnologia, si sposano con il concetto di design racchiuso nei prodotti Staygreen. Come spiega il project manager Mauro Marcenta si intende creare qualcosa di idealmente più alto che semplici mobili scelti per la loro praticità: conta molto la ricerca del Bello, l’impronta dello stile dei progettisti, e la manualità artigianale con cui sono costruiti. Inoltre, come per Moretto la tensione dialettica dell’uomo verso la Natura è costante, così per Staygreen l’avvicinamento di estetica, funzionalità ed ecosostenibilità è in continuo processo di affinamento, e di scoperta. L’azienda può ben rappresentare l’esempio concreto nell’ambito del design del discorso artistico di Moretto, che è ragionamento ontologico sulla possibilità dell’uomo di esistere in Natura: in questo caso design e arte condividono gli stessi strumenti, usando semplicemente altri linguaggi.

La fiducia della casa di produzione verso la creazione di questa mostra viene senz’altro dal riconoscimento del valore dell’artista, di quanto riesca ad esprimere la propria visione del mondo con una personalità incisiva, ma anche per l’abbinamento sinergico dei materiali: i siliconi colorati della gamma Leed di Mungo srl, con cui Moretto ha inondato il cartone a doppia onda. Per Marcenta cartone e silicone sono “molto diversi tra loro ma accomunati dal concetto che più abbiamo a cuore: l’ecosostenibilità.”

Staygreen Libreria Omm

Libreria Omm, design e produzione Staygreen

Da sempre Staygreen ha cercatoconnessioni con altri mondi, come gli hotel e gli store. Ha all’attivo un’altra collaborazione artistica con Studio Prince presso la Queeen Gallery di Desenzano, coinvolgendo l’opera di Pietro Romano, e presto sarà la volta dell’artista Edoardo Menini.

Roberto Pamio, fondatore dello studio Pamio e Partners, è stato l’ideatore della linea di arredamento che Staygreen ha contribuito a sviluppare e concretizzare. Secondo l’architetto e designer il cartone è il materiale del futuro: riciclabile, sostenibile, leggero ma soprattutto personalizzabile con facilità: una materia povera che può essere nobilitata attraverso il design.

I clienti per ora sono soprattutto stranieri, ma le recenti numerose commesse stanno dimostrando che anche nel nostro paese si sta allargando l’interesse per il green design. I mobili della collezione si trovano in molte prestigiose location in tutto il mondo: dalla Google House di Milano al ristorante La Cantine de Faubourg aDubai, presso l’albergo ecosostenibile Mari e Monti di Grado. Hanno accompagnato importanti eventi come il Salone Nautico di Genova e la Barcolana di Trieste, in collaborazione con Eataly, ed hanno arredato il Padiglione Italia all’International Golf Travel.

Secondo Marcenta la collezione è stata creata partendo con complementi semplici per arrivare , galvanizzati dal successo ottenuto, a strutture molto più complesse come letti e divani, che riprendono la linea di design ma introducono elementi diversi, come il cotone rigenerato.

Staygreen Poltrona Dahlia in ecopelle

Poltrona Dahlia in ecopelle, design e produzione Staygreen

Abbiamo chiesto di cosa il team di Staygreen sia particolarmente orgoglioso, e sono stati fatti i nomi di due modelli di sedute: Wendy e Dahila. Wendy si compone di quel celebre cartone a doppia onda, appoggia su piedini conici e il suo volume è definito da una seduta profonda e una imbottitura soffice su seduta e braccioli, rivestiti in cotone rigenerato lavabile o ecopelle. Dahlia esprime eleganza grazie alla commistione di linee rette e curve, dall’aria retrò e avanguardistica allo stesso tempo. Struttura e rivestimento come per Wendy, dotata di fettucce di velcro per un rapido smontaggio e rimontaggio. Le spalle interne ed esterne sono in MDF (medium density fiberboard) con finitura in laccato bianco o nero. Entrambe le sedute sono intese per gli interni.

Si segnalano i prodotti di illuminotecnica, sviluppata di recente. Questi ultimi saranno presentati al Fuorisalone 2015 con la collezione “Le Anime di Carta”.

Staygreen Poltrone wendy_19_L_2Poltrone Wendy, design e produzione Staygreen

Sono in cantiere molte idee per il futuro, sia sul design che su materiali inediti, ma la grande novità nei prodotti presentati al Salone è il colore, ancora work-in progress, che Staygreen ritiene abbia un impatto fortissimo sull’immagine degli arredi. Inizialmente tutti i pezzi erano disponibili in bianco e in cartone naturale mentre ora si sono arricchiti di diverse nuances: oro, argento, bronzo, nero, bianco, arancio, grigio e tortora. In via Pontaccio 10 lo showroom sarà occupato dalla versione Colour, dove il colore è dato da vernici all’acqua senza componenti chimici, esclusivamente composto da coloranti vegetali, applicato anche agli elementi scoperti in cartone. Anche le colle impiegate sono ecosostenibili perchè a base di cellulosa naturale al cento per cento. Presso l’area Lounge di Global Blue in via della Spiga vedremo invece gli arredi nella versione argento, per tutta la durata dell’Expo.

Staygreen divano Scaccomatto

Scaccomatto, un divano Staygreen

Il lavoro di Moretto accentuerà anche questo aspetto di novità di Staygreen, dato che attraverso il colore l’artista aggiunge o cambia significato ad un oggetto. Come scrive Francesco Tadini usare l’espressione ” a misura d’uomo” significa riportare la realtà alla nostra dimensione impedendole di “spersonalizzarsi divenendo un semplice ingranaggio di un mondo produttivo e, quindi, di riconsiderare la scelte che disumanizzano anche gli habitat da noi edificati”, direzione condivisa da tutti coloro che in ambito imprenditoriale e creativo si impegnano affinchè tutti noi possiamo progredire a contatto con le risorse del pianeta, senza danneggiarlo.

Staygreen Sedute Pepper_Sedute Pepper di Staygreen, in un bell’allestimento “modulare”

Allo stesso tempo Moretto rappresenta la capacità di adattamento ad una difficoltà fisica, nella sua trascendenza nella vitalità del colore e della scultura biomorfa nata da riuso della forma, e da un materiale divenuto industriale,che però nasce dal naturale silicio. L’Arte è una forma ancora più generale di ecosostenibilità. E’ biosostenibilità nel senso che senza l’invenzione e l’emozione del gioco infantile, combinatorio all’infinito e generativo di e dalle emozioni, non possiamo davvero parlare di vita.

Michela Ongaretti

 

Goodesign-Michael Schoner

Goodesign-The Natural Circle alla Cascina Cuccagna, Design Week 2015

 

 

Goodesign-The Natural Circle alla Cascina Cuccagna, Design Week 2015

 Alla Cascina Cuccagna via Cuccagna 2, angolo via Muratori, durante il Fuorisalone 2015 che quest’anno si protrarrà sino all’inizio di Expo, si terrà la sesta edizione di Goodesign – The natural circle, l’evento dedicato al design e all’abitare ecologico ed ecosostenibile. Il progetto è stato creato da Best Up e Associazione Consorzio Cantiere Cuccagna, a cura di Officina Temporanea. Il format-evento Goodesign è stato selezionato nel 2014 da ADI Design Index per il Compasso d’oro.

Goodesign-Michael SchonerMichael Schoner per Goodesign- MDW2015 alla Cuccagna

Goodesign si avvale, inoltre, del patrocinio del Ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Expo in città, Camera di Commercio di Milano, Adi, Consolato Generale dei Paesi Bassi a Milano. I partner tecnici saranno Davide Groppi, Giardini Pagani, Nemes, Pixartprinting, Zeus, e i media partner Living, Abitare, BioEcoGeo, MR.


Goodesign-Bernotat_Co_credit_Marleen Sleeuwits
Goodesign-Bernotat, MDW2015, ph. Marleen Sleeuwits 

Non si tratta del classico evento da Fuorisalone ma di un format di appoggio ai valori della responsabilità sociale e ambientale. Dal 14 aprile al 3 maggio saranno in mostra progetti e realizzazioni di design insieme a installazioni e performances artistiche, che raccontano la sostenibilità nella sua complessità e attualità, non dimenticando l’aspetto poetico e la sua impronta estetica, legata ad un’idea di armonia e leggerezza.

Le imprese, i designer, le associazioni gli enti e le scuole coinvolte porteranno il pubblico, attraverso la loro testimonianza, alla riflessione su modelli di benessere nuovi, basati sul rispetto dell’ambiente e delle persone.

Il design ha avuto e ha il potere di cambiare e migliorare la vita quotidiana, così, ai nostri giorni mantiene un ruolo determinante nella diffusione di comportamenti esemplari in ambito ecologico: riqualificare i processi industriali in senso ecocompatibile e’ possibile attraverso tecnologie a basso impatto ambientale, l’utilizzo di materiali riciclabili, la produzione di oggetti durevoli, più che lo smaltimento dei loro rifiuti, meglio se disassemblabili, per potere gestire con le componenti un riuso. Tutto questo non si dispiega in maniera asettica e fredda, ma attraverso la visione poetica della creatività; attrarre attenzione sull’impatto ambientale dei nostri comportamenti significa avvicinarsi alla bellezza della natura, che si riflette nel linguaggio emozionale ma lucido dell’umano, e nel tentativo di far dialogare natura e tecnologia.

Goodesign. Cucina Salinas, design Urquiola per BoffiGoodesign. Cucina Salinas, design Urquiola per Boffi

Officina Temporanea, nelle persone di Elisa Ossino, Alberto Zordan e Stefania Vasques, presenta un progetto di curatela nel quale la semplicità, la chiarezza e l’essenzialità rappresentano i valori che sintetizzano l’approccio sostenibile. L’allestimento delle diverse componenti non è simile a quello merceologico ma a quello dell’installazione artistica. Lo scopo è suscitare emozione attraverso la qualità estetica degli oggetti esposti: capire come essi coinvolgano la profondità dell’animo può invogliare ad assumere comportamenti più consapevoli come consumatori. E’ la bellezza a mostrare la via. Per questo motivo non sono privilegiate opere inedite, legate all’idea frenetica di “novità”, ma esempi etici e assimilabili, funzionali all’ecosostenibilità, come in un museo dei buoni progetti.

Tra gli esempi di virtù “verde”di designer e imprese, o tra le suggestioni poetiche dell’arte: la cucina Salinas della designer Patricia Urquiola realizzata da Boffi con materiali ecocompatibili, esempio del Parametro di Friburgo, con il suo innovativo sistema modulare costruito in leggerissimo materiale lavico. Sempre Boffi ha messo in produzione la linea di cuscini in cellulosa lavabile ed idrorepellente, design di Stefania Vasques.

Goodesign. Woodland, design Baldereschi per Seletti-Credits_Antonio di Canito

Goodesign. Woodland, design Baldereschi per Seletti, ph. Antonio di Canito

Come esempio di approccio “post-carbon” MOCA propone una soluzione abitativa in fango e paglia, mentre Mosaico Digitale presenta un’installazione che utilizza soluzioni energetiche a basso impatto. Foscarini sarà presente sul tema con i suoi prodotti, in un allestimento creato appositamente dai curatori di Officina Temporanea. Interessante la presenza di Seletti con il paravento Woodland di Alessandra Baldereschi. L’oggetto suggerisce con delicatezza l’idea della necessità di un rapporto con la natura: è ispirato alla storia di Frances Burnett “ Il giardino segreto”, crea quindi un angolo di intimità e mistero grazie alla protezione degli alberi. Il progetto Les Angles impegnerà invece Made a Mano e la francese Smarin.

Goodesign.Soojin Kang Soojin Kang alla Cascina Cuccagna, Goodesign- The Natural Circle 2015

Ci sarà un’area d’esposizione collettiva con designer ed artisti internazionali. In pratica si vedranno lampade, mobili e oggetti di design costruiti seguendo l’approccio al tema, il tutto animato dalle proiezioni di Stefano Tagliafierro e dall’installazione sonora di Roberto Pugliese, insieme agli interventi artistici di Giulia Berra, Sabrina Belfiore Lucovich con Vagabondablu e Maura Tacchinardi. Per tutto il periodo sono previste azioni performative curate da Officina Temporanea, e il ricco palinsesto di eventi nell’evento comprenderà il Fika Festival e il video New Material Award, prodotto dalla Fondazione DOEN, Materiaalfonds e l’Het Nieuwe Instituut di Rotterdam.

La cooperazione per il buon design ha coinvolto 10 paesi partecipanti; Italia, Olanda, Svezia, Polonia, Gran Bretagna, Irlanda, Finlandia, Francia, Cina, Giappone. Molto impegnata l’Olanda grazie al supporto del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi a Milano e l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma. Sono stati selezionati gli operati di dieci designer connazionali in linea con i valori propugnati. In particolare citiamo Ed van Hinte, esperto di dematerializzazione e leggerezza del design contro la sua obsolescenza, coautore del libro “Products that Last” e chairman di Lightness Studios.

Goodesign.Tuomas Markunpoika

Goodesign: Tuomas Markunpoika, MDW2015

Sarà presente il 19 aprile alla conferenza ‘Design, economia circolare e innovazione sostenibile’, nella quale, in considerazione della nuova direttiva adottata dalla Commissione UE per un modello di economia circolare, si farà un bilancio sulle soluzioni per la progettazione industriale riguardo sostenibilità e innovazione.

Non è un caso che tutto si svolga nella Cascina Cuccagna, l’edificio che vive grazie alle risorse della società civile per la sua ristrutturazione e rinascita. Luogo di fascino e convivialità, legato alle origini agricole dell’area, oggi ricco di attività stabili, gestite da varie associazioni nei suoi spazi che comprendono giardino, orto, bar e ristorante, falegnameria, ciclofficina e ostello. Durante l’anno si svolge anche un mercato biologico delle realtà agricole produttive, ed ecosostenibili, della regione.Il consolato e l’ambasciata olandese appoggiano il design come valore d’impresa supportando una serie di altri eventi: quattro designer al Salone Satellite con il nome Dutch Satellite, la conferenza di Daan Roosegaarde che si terrà presso il Museo della Scienza e della Tecnica, una mostra con progetti di Gionata Gatto & Giovanni Innella, infine il workshop di Sanks Editions all’evento Kids Design Week.

Goodesign.Liu Hsuan TzuGoodesign. Liu Hsuan Tzu per la MDW2015

Il 19 aprile tutta la zona di Porta Romana sarà in festa per il design: apriranno le loro porte laboratori, showroom e co-working allestiti per l’occasione. Durante la Design week saranno coinvolti a vario titolo i vicini Teatro Franco Parenti con ELITA Design Week Festival, la Fondazione Prada, il MUBA-Museo dei Bambini alla Rotonda della Besana, Frigoriferi Milanesi, IED, Open, Marni, NIL 28, Opendot e Macao.

Michela Ongaretti

superstar

Pagani e Perversi Associati: dal posacenere al grattacielo

Pagani e Perversi Associati: dal posacenere al grattacielo – Un’intervista prima del Salone del Mobile 2015

 Un mese prima del Salone del Mobile 2015 siamo andati a far visita agli architetti Luciano Pagani e Angelo Perversi, di pluriennale esperienza, nati entrambi nel 1950 e attivi dall’inizio degli anni ottanta. Abbiamo avuto una piacevole conversazione che ci ha condotto attraverso i mutamenti verificatisi nel settore. L’ impronta che la coppia continua a lasciare è senz’altro fondata su un approccio integrato all’architettura, l’interior design e il design di prodotto, con le caratteristiche di versatilità e flessibilità, dove la luce svolge un ruolo fondamentale nell’integrazione stessa dell’architettura, ed è intesa come esperienza unica legata al progetto specifico, dall’illuminazione monumentale agli interni, al semplice e raffinato design di lampade.

 

Poltrone Ilar-i , design Pagani e Perversi per Domodinamica

Poltrone Ilar-i , design Pagani Perversi per Domodinamica

Pagani e Perversi hanno progettato per grandi aziende del design internazionale come Flos, Joint, FontanaArte, Zanotta, Poltrona Frau, Unifor, e vinto numerosi premi. Due Compassi d’Oro: nel 1987 per le librerie modulari Hook System per Joint, e nel 1998 per i tavoli e contenitori per ufficio Move e Flipper prodotti da Unifor, premiati anche ad IF Hannover nel 1996.

Selezionato per il Compasso d’Oro nel 1991 il sistema di lampade Grall per Flos, ancora IF Hannover nel 1999 con Alas Lamp per Regiolux-Lichtwerk GmbH; la lampada Thor è inserita nel ADI Design Index 2002 ed infine il sistema per ufficio Move 010 disegnato per Unifor, sempre IF Hannover e ADI Design Index 2012. Saranno al Salone del Mobile 2015 a Milano con i tavoli Eiffel per Hub Design.

Lampada da tavolo Thor-design Pagani e Perversi per Fontana ArteLampada da tavolo Thor-design Pagani e Perversi per Fontana Arte

Lo studio si trova in via Daniele Crespi, nel cuore di Milano. Si respira fin da subito l’atmosfera dell’ambiente di lavoro di chi ha accumulato molti anni di esperienza, serio ma informale, semplicemente quello che fin da bambini ci si aspetta di trovare nello studio dell’architetto: progetti in corso sul tavolo, molti libri e alcuni mobili che raccontano un pezzo di percorso, senza orpelli. Come spesso accade, lo stiamo sperimentando sempre più, nel lavoro di progetto la coppia è un organismo che funziona, che produce attraverso l’unione di due teste creative che si compensano. E così doveva essere perché dopo alcuni anni dalla laurea in Architettura, presso il Politecnico di Milano, i due si incontrano per caso, o per destino, e decidono di lavorare insieme.

Nasce così nel 1980 lo studio associato, che non si concentra solo sull’architettura tout court. Ci spiegano come dalla fine degli anni settanta un vento nuovo soffiava in Italia e a Milano, era la consapevolezza che il nostro design stava per assumere un ruolo diverso, non era più l’egemonia dell’international style ma si vedeva che l’Italia poteva esprimersi e reinventare una propria idea di design. La prova venne dal fatto che anche designer stranieri lavorarono per imprenditori italiani, che esprimevano appieno l’essenza di marchi innovativi, e avevano acquisito fiducia e prestigio internazionali.

Si inseriscono in questo contesto storico le prime importanti esperienze dei due professionisti che continuano fino al 1988 a portare avanti anche attività indipendenti:Pagani impegnato al centro di progettazione speciale di Flos Lightcontract, Perversi come consulente per Mondadori per ristrutturazioni delle redazioni di Repubblica e a Segrate. Insieme portano avanti gli interni del Corriere della sera, le richieste per l’azienda Flos e per privati situazioni innovative di arredo e luce, che comprendono sempre mobili e lampade con nuove sorgenti luminose. A quei tempi la progettazione su larga scala, quindi improntata all’integrazione massima tra tutte le componenti d’arredo, era frequente.

Eos- design Pagani e Perversi per Poltrona Frau

Eos- design Pagani e Perversi per Poltrona Frau

L’approccio alla progettazione, costruito e seguito negli anni, nasce dalla formazione interdisciplinare dei due protagonisti, secondo il modello complesso degli architetti che hanno fatto architettura e design assieme: come nello slogan di Rogers “dal cucchiaio alla città”, è la cultura organica del progetto a pulsare. Se il design mantiene l’assunto di migliorare la qualità della vita anche oggi, nella realtà frammentata nella quale esistiamo, dove moderno e postmoderno sono passati, oggi la qualità perde un senso di unitarietà per incontrare la coesistenza di ciò che è molto alto e ciò che è molto basso, ibrida questi posizionamenti per proporre un design non solo per tutti ma da tutti digeribile, restando sulla superficie. L’interdisciplinarità di Perversi e Pagani li rende ricercati perché si inseriscono contenuti nei dettagli di un oggetto, che regala “quell’attenzione in più a farlo congiungere con un involucro più grande”, quindi integrarlo in una collezione o in un ambiente, unendo tutte le informazioni che un architetto ha dell’insieme. Inoltre esiste nei loro lavori una interscambiabilità, una logica di destinazione d’uso non fissa: i prodotti non sono mai tipicamente da casa o esclusivamente da ufficio.

L’organizzazione del lavoro all’interno dello studio dipende molto dal tipo di commissione, non c’è come atrove una ricerca strategica del cliente perchè di solito sono le aziende a ricercare i progetti degli architetti, conoscendo il loro operato e i valori su cui si basa. Per alcune commissioni molto impegnative ci si avvale di collaboratori a progetto, con una delega all’esterno in altri casi. Il disegno vero e proprio, la sua analisi e le scelte complessive vengono sempre effettuati dai due soci. Il brief che proviene dall’azienda ha più spesso caratteristica di suggerimento su alcuni temi, come la ricerca di nuove fonti luminose, ma lascia libertà ai progettisti. Meno spesso si fanno ricerche a monte su possibilità di produzione e in seguito si interpella la ditta potenzialmente interessata; e’ sempre comunque viva l’intenzione di fare combaciare i propri valori con quelli del marchio.

Chiediamo a quali progetti di design siano particolarmente legati e vediamo alle nostre spalle Hook System, con cui vinsero il compasso d’oro nel 1987. Si tratta di una libreria congancio autoportante, di cui capiamo in pochi gesti la portata innovativa della sua versatilità, soprattutto in un ambiente sensibile di periodici spostamenti di oggetti e documenti come l’ufficio.

Ppie-design Pagani e Perversi per Vanini

Ppie-design Pagani e Perversi per Vanini

Notiamo sul tavolo una parte del posacenere Ppie con il marchio Rcs, prodotto da Vanini: oltre ad essere un’idea originale ben rappresenta gli anni delle grandi redazioni, delle aziende strutturate degli ultimi anni ottanta, sebbene la sua forma lo può portare ai nostri giorni, non si può più fumare in riunione, trasformandolo in un portamatite. Ci riporta agli anni di grande sviluppo e attività perchè l’oggetto è un simbolo stesso di tutto questo attraverso la sua forma, un ingranaggio, scomponibile in sei pezzi.

Sempre per questo ambiente nasce il tavolo da riunione Flipper per Unifor, altro Compasso d’Oro nel 1998. Possiamo parlare di home office, in quanto emblema della leggerezza e della possibilità di trasformazione da un ambiente all’altro. Questo si profila come un tema, quello dell’ufficio leggero, che torna in questi anni ad essere attuale dato lo stile di vita a cui ci siamo abituati, a vivere il lavoro come parte integrante della vita quotidiana. L’idea che Pagani e Perversi portano avanti dalla fine degli anni ottanta matura in effetti ora nella loro interpretazione del modo di far convivere nello spazio la vita privata con quella lavorativa, per loro è facile immaginare un modello che sia utile per la casa o per uno studio cambiando solo le finiture, o le misure.

I soci considerano di aver raggiunto la maturità nell’ambito dell’industrial design con il gruppo Flos e con Poltrona Frau: Eos con il divano e il sistema di sedute, pouf a tavolini da salotto, del 2000-2001. Qui notiamo come l’aspetto della luce non esaurisce la loro creatività ma si applica con la stessa mentalità trasversale, in linea con quell’idea di ufficio leggero, al furniture design. Qui come altrove è nell’approccio progettuale la nota più alta quella della versatilità e flessibilità degli oggetti nella vita di ogni giorno.

Altro modello da ricordare, centrato nella vocazione all’illuminazione, è la lampada Thor (2000) per Fontana Arte da appoggio e da parete, in vetro soffiato bianco opale. Prova come si predilige la progettazione di prodotti che durino molto, nella media odierna significa dai cinque anni in su, per questioni di persistenza d’immagine sulle mode e sullo styling.

Saily Lamp

Saily Lamp / Pagani – Perversi

Tra i lavori più recenti sono molto interessanti dal punto di vista dei materiali le lampade Saily, prodotte in serie a led da Skitsch. Nella parte esterna sono in Nomex, un materiale ignifugo della Dupont, lo stesso usato per gli avvolgimenti dei cavi elettrici. Il concept rimanda alla tenerezza del gioco infantile, povero e semplice elemento di protezione come la barchetta o il cappello del muratore. Dopo Saily con le stesse caratteristiche vediamo ancheP-Jet, sempre a led, che ricalca la forma dell’aeroplanino di carta. Queste due creazioni rappresentano solo una prima parte di progetto per Skitsch nel catalogo del 2011, il brand acquisito da Hub Design. Vocazione di Skitch è sempre il gioco pop della forma accompagnato alla ricerca tecnologica avanzata sui materiali, anch’essi alla ricerca di leggerezza nell’innovazione. per il brand Pagani e Perversi disegnano anche il tavolo Pang (2009), sempre in linea con la versatilità ricercata, adattabile a tavolo da ping pong o nell’uso comune, e il letto-panca Forrest (2009). Ci mostrano anche le lampade in rete di tessuto metallico Net sia da appoggio che in sospensione, alcune autoalimentate,compatibili a led.

Impossibile non notare in studio la poltrona Ilar-i prodotta da Domodinamica nel 2008. E’ un sistema di sedute accostate che unite creano un’isola. Prese singolarmente evocano i totem tribali africani, ma il materiale le rende contemporanee, sono in poliuretano espanso ignifugo con struttura interna in acciaio, qui rivestite in pelle colorata, si trovano anche in tessuto.

lampada Superstar, design Pagani e Perversi per Slamp

lampada Superstar, design Pagani e Perversi per Slamp

Sempre sulla strada dei materiali protagonisti di innovazione e stile parliamo della lampada Superstar ( 2012), prodotta dalla ditta Slamp in Lentiflex e Iridescent Polycarbonate, che riflette la luce come un cristallo, al quale si rimanda anche nella forma di icosaedro. La lampada è a basso consumo energetico e attaccata al cavo con calamita.


Unicità e qualità di un prodotto sono date per Pagani e Perversi dall’unione di artigianalità, ricerca e tecnologia. In tal senso si inserisce la collaborazione recente, nel
2013, con la collezione di arredi Nodo per Natura e Design, dove la tradizione artigianale e l’attenzione ai dettagli si unisce all’ecosostenibilità di realizzazione e produzione.

Eiffel, design Perversi e Pagani per Hub DesignEiffel, design Perversi e Pagani per Hub Design

Sono in produzione, e verranno presentati al Salone del Mobile 2015 i tavoli reclinabili metallici, molto leggeri e con il profilo del piano a coda di rondine Eiffel, prodotti da Hub Design, azienda che fa vivere insieme i marchi Skitch e Baleri Italia nella vocazione di coniugare estetica e avanguardia tecnologica. Saranno in fiera nel padiglione 16 presso lo stand E 35.

Michela Ongaretti

panca molletta baldessari-lucedicarrara

Paolo e Michela Baldessari. Abitare il progetto, abitare i materiali. Fuorisalone2015

Paolo e Michela Baldessari. Abitare il progetto, abitare i materiali. Fuorisalone2015

Un tiepido sole primaverile ci ha accompagnato in via Pontaccio, dove abbiamo incontrato Paolo e Michela Baldessari, titolari dello studio associato Baldessari e Baldessari: abbiamo piacevolmente discorso del loro lavoro passato e futuro, a partire dalla mostra “Abitare i materiali”, che si terrà presso la galleria EffeArte di via Ausonio 1/A in occasione della Design Week, dal 14 al 19 aprile nel distretto delle 5VIE .

 

Star-Lit design Baldessari e Baldessari per StarpoolStar-Lit design Baldessari e Baldessari per Starpool

 

Paolo e Michela Baldassari sono cresciuti in un ambiente dove tutto parlava di architettura, che ha nel loro caso influenzato positivamente le scelte future. C’è chi si ribella alle proprie origini, chi prende strade diverse e chi, come loro, ha saputo fare buon uso degli esempi quotidiani del padre Giulio e dello zio Luciano, respirando quell’ossigeno creativo che ha portato allo sviluppo di un percorso e una professionalità propria pur nella sua coerenza evolutiva.

Così, dopo la laurea in Architettura allo Iuav di Venezia  per Paolo e presso l‘Istituto Europeo di Design per Michela nel 1980, i fratelli riprendono lo studio fondato da Giulio nel 1950. Nel corso della loro carriera si sono occupati di architettura, interior design, industrial e visual design. Gli allestimenti di mostre in Italia e all’esterosono un fiore all’occhiello dell’attività dello studio, che fa ricerca e partecipa ad esposizioni e concorsi, progetta nel settore pubblico e residenziale e ha collaborato con diverse aziende di design come Riva1920, Pallucco, Adele c, cc-tapis, De Castelli, Atipico , Twils, Starpool e Luce di Carrara.

Lo studio è stato insignito di premi e menzioni di merito. Nel 1984 al concorso “Una sedia italiana per gli Usa”, nel 1991 al “Premio Alcan” per l’uso dell’alluminio nell’ambiente costruito” ed al concorso internazionale Trau per la progettazione di una workstation. Nel 2007 vince il “Concorso di nuove sperimentazioni di arredo per esterno” SunRimini 2007, nel 2013 il premio Pida 2013 nella sezione concept alberghieri, per il restyling dell’Hotel Villabella di Tempesta . Nel 2014 vince il Premio Pida Friends per il contributo nella conduzione del Workshop Design.

Sofa Casablanca design Baldessari e Baldessari per Adele-c

Sofa Casablanca, design Baldessari e Baldessari per Adele-c

L’organizzazione del lavoro si avvale di un ampio network di consulenze esterne, e crea gruppi di lavoro a seconda delle commissioni. Non ci stancheremo mai di meravigliarci di come due menti complementari riescano, se sopravvivono a quel tremendo meccanismo di unanimità obbligata nelle coppie decisionali, ad armonizzarsi nei processi creativi, a unificare le visioni.

Forse perché in questo caso lo spirito che anima il loro lavoro nasce proprio da quel multilinguismo dell’architettura che è parte del loro dna, in ogni caso leggiamo nel loro operato la coerenza di voler miscelare e contaminare gli stili, nel rispetto di un ambiente con una storia, una collocazione territoriale ben esprimibile attraverso l’uso dei materiali e dei rimandi culturali.

Come tutti i protagonisti italiani del design con anni di esperienza alle spalle, il punto di partenza è l’architettura nel suo approccio integrato: in questo modo occuparsi di progettazione per edifici o interni, o allestimenti per esposizioni, significa anche organizzare in maniera logica i pezzi di arredamento contenuti in questi ambienti. Michela ci spiega che le commissioni di interior design hanno un’alta percentuale di mobili a disegno, con qualche elemento che viene dal mercato, ciò che conta è la valorizzazione reciproca e inserita in una visione d’insieme e di “carattere” del luogo.

Così come non esistono confini disciplinari tra architettura e design così pure negli oggetti si trova spesso un richiamo forte all’arte contemporanea e ai suoi meccanismi logici. Rovereto, la loro città natale, è stata un crocevia per le arti nel novecento che ha favorito la vocazione interdisciplinare che collega una forma ad altri mondi, differenti da quello in cui solitamente si trova un arredo, tendenza necessaria negli allestimenti, che amplifica la portata “comunicazionale” dei contenuti del progetto.

Anche quando un pezzo di design è progettato senza un ambiente di destinazione preciso, si attinge ad un immaginario, quello del “caveau della memoria”: sono oggetti che hanno un forte valore iconico, e che spesso gioca con l’ironia e un gusto leggero e pop. Stiamo pensando alla panca “Molletta”, ready made dell’oggetto quotidiano che cambia funzione attraverso l’uso del fuoriscala. Disegnata per Riva 1920, sia per l’outdoor che per ampi interni, la sua presenza scultorea regala importanza all’oggetto originario povero a cui si ispira

panca Molletta design Baldessari e Baldessari per Riva1920La panca Molletta, design Baldessari e Baldessari per Riva1920, al Fuorisalone2015

Rimanda ad esso l’uso del cedro naturale massello, ed è al contempo in linea con la tradizione di Riva1920. Prodotta nel 2012, due anni dopo vengono create versioni in diverse misure. La stessa forma si propone nel fermacarte in marmo Tina, per Luce di Carrara nel 2014, che in collaborazione con Riva 1920, ne produce anche una versione in marmo, nella parte inferiore.

Sempre mettendo in comunicazione mondi diversi ogni anno il fuorisalone vede in esposizione il design dello studio Baldessari e Baldessari in luoghi non convenzionali, l’anno scorso nello showroom di Gucci e quest’anno presso la galleria Effearte, dove dialogheranno con le opere di Franco Cervi. Il titolo illustra la loro ricerca degli ultimi anni sui materiali, in grado di amplificare una sensazione scaturita da un oggetto o connotarlo in senso preciso, donare ad esso confort e innovazione. E’ questo lavoro sui materiali, unito alla costante attenzione per i meccanismi dell’arte e il suo rappresentarsi, il loro plus progettuale.

Saranno in esposizione i tavoli e vassoi della collezione Filo, con la novità di un modello a piano rotondo, per Luce di Carrara, brand di Henraux. Il piano è in cristallo mentre la base in marmo: quest’ultima ricalca la forma del vassoio rovesciata, sono due forme accostate ricavate in modo da non sprecare materiale
.

tavoli Filo design Baldessari e Baldessari per Luce di FerraraTavolo Filo, design Baldessari e Baldessari per Luce di Ferrara

Un grosso blocco di marmo che in questo caso è scavato nella stessa direzione, utile anche per la produzione dei vassoi e centrotavola, come quello che presenta nella lavorazione del marmo un calendario perpetuo nei dodici mesi; si espone anche la versione metà in marmo metà in legno.

In mostra ci saranno anche altri progetti recenti che abbiamo visto in studio, dalla panca Molletta per Riva 1920 ai pouf SEIperSEI per Twils in tessuto e metallo, al tappeto Colossal per C- C Tapis.

Inoltre il divano con il maxi intreccio Casablanca per Adele-c del 2014, che ha rappresentato in un momento di difficoltà ,una svolta risolutiva proprio attraverso l’uso dei materiali. Nel profilo è stato possibile svuotare lo schienale grazie alla lavorazione artigianale, ci ha pensato poi la tecnologia laser per il taglio e la finitura del tessuto. Completa l’insieme il gioco compositivo della creazione di un piano consolle. L’intreccio caratterizza il progetto ma in nome della sua versatilità è pensato in alternativa in velluto semplice.

lampada Arianna design Baldessari e Baldessari per Pallucco Italia
Lampada Arianna, design Baldessari e Baldessari per Pallucco Italia

Arianna, la lampada a sospensione per Pallucco Italia del 2013 è sempre un’integrazione dal “caveau degli oggetti della memoria” con la funzionalità dell’oggetto, ricorda infatti un arcolaio per tessere le lana nella struttura allungabile in ciliegio, mentre le parti centrali sono in alluminio.

Nella collezione di tavolini in ferro Tribù per De Castelli il trattamento del materiale è una capacità espressiva. L’essenzialità del disegno che esprime un gusto sofisticato nel trattamento cromatico.

Star_lit nasce nel 2012 come complemento per l’azienda Starpool che produce saune, da collocare in una zona benessere. La forma semplice, data da semilavorati costituiti da due cilindri intarsiati in compensato curvato, nel traforo ricorda la foglia d’ulivo richiamando la decorazione sul pavimento, mentre la parte imbottita è rivestita di materiale waterproof o ecopelle.

Si tratta di uno dei progetti per cui i designer si accorgono di andare nelle direzione desiderata, nell’ottica di uno sviluppo dei materiali che diano una personalità unica alle diverse realizzazioni dello stesso progetto,: Star lit infatti cambia completamente con il rivestimento in cavallino, materiale di pregio ma anche percettibilmente ironico.

Culla Chicca design Baldessari e Baldessari per Horm

La culla Chicca design Baldessari e Baldessari per Horm

Il compensato curvato era nella mente dei designer già dai tempi di Chicca, la culla per Horm del 1993, citata dai fratelli alla nostra richiesta di parlare di un pezzo storico al quale fossero particolarmente legati.

Il materiale aveva un sapore nordico e caloroso nello stesso tempo ma in questo caso fu l’emblema di come il mercato e il contributo del committente intervengono nelle scelte progettuali per arrivare alla messa in produzione. Allora la riverberazione sui costi era eccessiva quindi la soluzione alternativa fu il midollino, esempio invece di come la tecnologia artigianale possa formare un prodotto modernissimo nella linea.

Ci raccontano un aneddoto sul progetto che fu pensato per la figlia di Michela, Chicca, che davvero utilizzò il prototipo: Horm presentò il modello, ad Abitare il Tempo a Verona, in due versioni in midollino, una con le ruote blu per il maschietto e una con le ruote arancio per la femmina. Ebbe vita breve in fiera, perché molto presto una coppia di arabi in attesa di due gemelli le comprò entrambe.

Michela Ongaretti

 

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Meneghello e Paolelli Associati: designer come consulenti per l’innovazione

Meneghello Paolelli Associati: designer come consulenti per l’innovazione. Design Week 2015

Cosa sta succedendo nella Milano pre Expo 2015? La primavera è alle porte e così pure il Salone del Mobile 2015, l’evento che mostra la città con una forte vocazione all’innovazione  soprattutto nell’ambito dell’arredamento.
Iniziamo quindi questa indagine effettuando diversi studio visit nel mondo del design. Partiamo dallo studio Meneghello Paolelli Associati – entrambi classe 1979, Sandro Meneghello e Marco Paolelli si sono laureati al Politecnico di Milano nel 2004 – facente parte della nutrita schiera di giovani creativi che contribuiranno al successo della Design Week. Si occupano soprattutto di arredo bagno e più recentemente di outdoor. In questo momento ci si prepara al Salone del Mobile con la collezione di tre letti “Natural”, “Open Air” e “Millecuscini” per Twils, con la loro chiara contaminazione dei concetti di letto e outdoor. Sempre in tema outdoor saranno presentate “’50 Collection” e “V-UP Pot”, prodotte dagli spagnoli Oi Side.

Meneghello e Paolelli hanno collaborato per numerosi marchi italiani ed esteri come Antonio Lupi, Fiam, Horm, Unopiù, Twils, Artceram, Porcellanosa, Glass 1989, Victoria + Albert , Ridea, Bertocci, Fima Carlo Frattini, Hidra, Grantour, Kreaty.

meneghello paolelli-infinityMeneghello Paolelli Associati -Infinity

A riconoscimento di tali meriti i due soci hanno vinto alcuni premi internazionali, come ben quattro Red Dot Design Award, cinque Design Plus, due Good Design Award, un ADI Design Index, e inoltre una speciale menzione per il German Design Award e sei per Young&Design. Per il Good Design Award di Chicago nel 2013, parliamo di “Infinity” per Horm: si tratta di sistema di storage modulare, che sembra illusoriamente composto di semplici piastrelle. Design Plus ha poi recentemente premiato il soffione doccia Cloud per Fima Carlo Frattini, la vasca Sofà ed il sistema sauna/hamman HSH per Glass 1989.

Lo studio nasce nel 2004, quando i due designer si trovano , poco dopo la laurea conseguita al Politecnico, già a lavorare con due aziende che si occupano di arredo bagno. Sandro Meneghello e Marco Paolelli sono al tempo ancora giovani ma l’esperienza estera, a Londra al Central Saint Martins College per il primo e la Norwegian University of Science&Technology di Trondheim per il secondo ( a cui si aggiungono Köln Kisd University e EDF R&B a Parigi), ha già dato un imprinting funzionale e creativo nel modo di concepire il lavoro, e nell’energia giusta per il raggiungimento del risultato, operando in sinergia con il cliente. Inizia così la loro avventura professionale che ha già superato i dieci anni di attività.

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Ridea- Meneghello Paolelli Associati

Gli uffici si trovano in via Pietrasanta, dove le ex strutture industriali sono ora diverse soluzioni indipendenti ognuna con un proprio ingresso e un piccolo giardino prospiciente, perfettamente adatte ad ospitare uno studio con almeno dieci postazioni e una sala riunioni al piano seminterrato. Ci troviamo a nostro agio come se fossimo in una villetta a schiera famigliare e veniamo introdotti all’organigramma. La testa dell’attività, il design di prodotto, è gestita dai due soci mentre una parte dell’ufficio è occupata dallo studio Officemilano che si occupa di grafica e comunicazione.

La loro ricerca parte già dalla tesi sulla ceramica e si rafforza sempre più commercialmente nell’entrare nella rete degli uffici stampa e del commerciale di diverse aziende, così si configura da subito la loro capacità di curare in autonomia la parte di pubbliche relazioni per la propria attività, rendendo la scelta delle persone per cui lavorare una vera e propria scelta strategica, mai casuale. I partners supervisionano i rapporti con le aziende, ma sono sempre presenti nella gestione di due figure che si occupano dello sviluppo del prodotto, il follow up e la presentazione finale. E’ poi presente uno studio manager, e una figura junior a rotazione per collaborazioni legate ad progetti specifici.

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Cup, design Meneghello Paolelli Associati nella versione nera

La parte più consistente delle commissioni riguarda l’ambiente bagno. Ci spiega Paolelli che, a partire da questo ambito, si è studiato e riproposto come modello operativo un metodo. Esso si applica a problemi realizzativi e di vendita simili, anche per prodotti molto diversi tra loro. In effetti il secondo orientamento progettuale è del tutto differente: l’outdoor. Da ora la ricerca di nuovi progetti si spinge più all’estero e in ambiti meno battuti dal design:l’arredo urbano, il clubbing, i rivestimenti esterni, e le biciclette elettriche.

In ogni caso il servizio che viene dato ad un’azienda produttrice è specifico perché tiene in considerazione il suo bagaglio produttivo, il target a cui si rivolge tradizionalmente e i valori su cui basa una scelta: tutto questo entra nell’idea preliminare per ogni oggetto.

meneghello-paolelli-associati-les-arcs-Les Arcs, poltrona per Unopiù, particolare

Per dare supporto al fatto che il metodo permette di progettare ogni materiale Meneghello e Paolelli hanno partecipato alla collana di libri insoliti “Le ricette dei designer” per Editrice Compositori, dove viene chiesto di “progettare” una ricetta di cucina. Con gli strumenti e la presentazione tipici del processo industriale si spiega una ricetta. Meneghello precisa: ” è un concept quello realizzato da uno chef, proprio come farebbe un produttore di mobili, che si presenta nel suo atto finale”. Dietro alle realizzazioni dell’uomo moderno c’è sempre il progetto.

meneghello paolelli tazza

Cup, design Meneghello Paolelli Associati

Per quanto riguarda i prodotti di Meneghello Paolelli Associati, presentiamo una selezione di alcuni pezzi rappresentativi. I designer ne hanno portati esemplari al Fuorisalone praticamente sempre , tranne negli ultimi due anni. Azienda chiave Artceram: “Cup” è un tipico esempio del loro approccio progettuale, caratterizzato dall’inserimento e personalizzazione dello stile e della tradizione del brand: in questo caso innovazione e ricerca legata indissolubilmente al divertimento e all’empatia con l’utilizzatore, in maniera pop e non comune. Il gioco continua, o parte, dal nome stesso che ricalca nella forma l’uso in altro settore merceologico del termine.

Non solo con i nomi si gioca: per Hidra si assiste alla riedizione e inversione, uno “scambio” di valenza proprio tra due settori merceologici differenti ma ben conosciuti dai soci, outdoor e bagno. Si portano valori di uno nell’altro e viceversa. Il plus di Meneghello Paolelli Associati è immedesimare qualunque prodotto in una forma che vediamo quotidianamente, per qualunque funzione essa sia nata. La curiosità è selettiva nel cogliere somiglianze insolite e applicarle al design.

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Carlo frattini-CLOUD, design Meneghello Paolelli Associati

Per la rubinetteria Fima Carlo Frattini è invece più importante esibire la funzionalità che viene prima del design. Si desidera dare autorevolezza quindi non si sceglie una linea troppo accattivante o ironica. L’azienda desidera dare di sé un’immagine tecnica e fredda quindi il prodotto finale presenta questo aspetto di rigidità, permettendosi di fare la differenza attraverso piccoli dettagli.

Per l’outdoor segnaliamo Unopiù, che fa parte di quelle aziende medio-grandi i cui prodotti sono sempre presentati in fiere, non partecipano al Salone del Mobile perché posseggono uno show-room monomarca che organizza eventi ad hoc in autonomia. Nel 2013-2014 lo studio progetta per loro Les Arcs, una gamma che comprende sedute e tavolo allungabile, sempre in linea con l’approccio di adattamento dei valori aziendali, qui identificati nella commistione tra tradizione e modernità. Vediamo quindi una parte più rigida nella struttura associata ad un materiale innovativo nella parte superiore della spalliera. Questo aiuta a comprendere ancor più un modus operandi nel quale l’azienda committente è un editore, e lo studio cerca una soluzione senza imporre violentemente il proprio tratto, ma operando come consulenti.

meneghello-paolelli-associati-les-arcs-tavolo-e-sedia-unopiu--4Les Arcs tavolo e sedia per Unopiù, design Meneghello Paolelli

Un caso diverso rispetto agli altri prodotti è rappresentato dai radiatori. In un mercato per ora poco sfruttato “si può fare la differenza” nel segmento più alto, spiegano i due soci. Ridea è il segmento più alto del marchio Radiatori 2000. Il grosso gruppo industriale ricicla alluminio, e il radiatore è il prodotto che utilizza maggior quantità di alluminio rispetto alla sua marginalità.

Scegliere dei radiatori diversi da quelli predisposti all’acquisto di un’abitazione accade raramente, di solito si opera sul restyling esterno dei radiatori esistenti. Per chi opta per un oggetto esclusivo è stato inventato con Ridea “Schema”: sostituisce le piastre d’arredamento ed è costruito in alluminio in alta percentuale.

meneghello paolelli-Ridea-Schema-CollectionMeneghello Paolelli Associati – Ridea, Schema Collection

Il calore si diffonde grazie a questo materiale molto velocemente su tutta la piastra, e l’acqua in esso contenuta circola solo in due canali collegati al muro attraverso un flessibile. Si tratta di un prodotto quindi funzionalmente molto efficiente, oltre che raro nell’estetica.

Abbiamo visionato altri progetti per prodotti di arredo bagno, come saune, che richiedono un lavoro di architettura d’interni, e vasche per Victoria + Albert.

meneghello-paolelli-associati-amiata-victoria-albert-1--4Amiata per Victoria+Albert, design Meneghello Paolelli Associati

Con l’azienda inglese i designers saranno presenti dal 10 al 14 marzo a Francoforte con il modello Amiata, mentre la piazza di Milano non vedrà quest’anno nulla sull’ambiente.

Michela Ongaretti

 

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Smart Community . Design urbano e agricolo per Porta Nuova a Milano.

Smart Community .  Design urbano e agricolo per Porta Nuova a Milano.

Prima dell’avvio di Expo, per la precisione il 28 febbraio 2015 Fondazione Riccardo Petrella ha avviato il progetto Smart Community a Milano. Si apre idealmente la stagione di eventi che coinvolgeranno la città nel periodo di Expo, con un momento cardine per i principi animanti che culminerà nella Design Week 2015, con l’operazione di design pubblico ” L’Italia si alza ” . Il nome Smart Community deriva dalla definizione più ampia di Smart City, per specificarsi nella missione di non fermarsi alla dimensione tecnologica e dei consumi energetici, per concentrarsi maggiormente sulla dimensione umana. La centralità della persona torna ad essere protagonista, con i suoi bisogni primari e sociali. Si tratta di un programma articolato in tre atti principali: Porta Nuova Smart Lab, I Progetti della gente , e il Porta nuova Smart Community Festival, in corso per tutto il 2015.

foto area parco Wheatfield dal Bosco Verticale.Milano durante il Fuorisalone 2015. Una foto area del parco dedicato all’opera Wheatfield, vista dal Bosco Verticale.

Il ricco e complesso calendario e’ stato ideato dalla Fondazione Riccardo Petrella, che ha apertamente coinvolto altre realtà sempre del settore no profit, tra cui le Fondazioni Cariplo, Cometa, Feltrinelli, Romeo ed Enrica Invernizzi e Nicola Trussardi. Per lo start up è stato molto importante il supporto istituzionale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, della Regione Lombardia e del Comune di Milano. Hanno poi contribuito : come main partner Samsung e quali sponsor tecnici Ethimo, Metro5, Confagricoltura, Mixmilanoper, Nuova Malegori, Produttori Sementi di Bologna, Ratanà come food partner. Il canale televisivo Discovery Italia fornirà ausilio come media partner e Razorfish sarà il digital partner , fondante per una parte di progetto.

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Rendering di WHEATFIELD- Agnes Denes per Smart Community porta nuova

Fondazione Petrella è nata con l’intento di sviluppare progetti civici di valorizzazione e animazione degli spazi pubblici e nelle aree verdi cittadine. Si favorisce e incentiva quindi la creatività e l’innovazione italiane, e l’approfondimento del sapere nell’ambito architettonico, dell’urbanistica del verde e della sostenibilità ambientale , del design e della comunicazione. Smart Community è studiato nello specifico per l’area di porta Nuova e coincide con il completamento del quartiere, che è stato il cuore in questi anni della radicale trasformazione architettonica e urbanistica milanese.

Porta Nuova Smart Lab si configura come un laboratorio di ricerca e di analisi di dati, intesi come fattori determinanti la qualità della vita degli abitanti in primis, di tutti coloro che vivono lavorativamente o semplicemente transitano, nel distretto urbano. Sono stati messi a punto vari strumenti informativi e di rilevazione, per studiare la comunità reale e virtuale orbitante e presentare un modello inedito di analisi del territorio e della città, idealmente destinato ad essere utilizzato nell’elaborazione di nuovi insediamenti, nel prossimo futuro. Ciò che ne uscirà sarà il sentimento, l’umore dei cittadini verso l’ambiente vissuto quotidianamente. A tal fine la Fondazione, in collaborazione con l’associazione MIX Milano per e Razorfish, ha creato una nuova applicazione chiamata MIXMood.

I Progetti della Gente sono, a nostro avviso, la parte più interessante, perchè coinvolge direttamente la creatività e il desiderio di coesione ed identità dei cittadini. Sono iniziative nate dal processo pluriennale di ascolto degli abitanti da parte della Fondazione pronte a creare, in risposta a tali richieste, attività negli spazi pubblici. Si divide in due progetti: “MiColtivo. The Green Circle” e “L’Italia si alza”.

rendering di Wheatfield

Fuorisalone 2015 -rendering di Wheatfield di Agnes Denes

Per MiColtivo l’azione principale sarà la realizzazione dell’opera d’arte ambientale WHEATFIELD dell’artista statunitense Agnes Denes (1931), che aveva realizzato un lavoro molto simile a New York, Battery Park City, nel 1982.

Oggi a Milano, nell’area non edificata di fronte al palazzo del Bosco verticale, la stessa che ospiterà il nuovo parco pubblico “Biblioteca degli Alberi”, cinque ettari di terreno sono stati seminati dai cittadini il 28 febbraio. Nell’arco di qualche mese crescerà il grano, e tutti i cittadini e visitatori sono chiamati ad impegnarsi in tutte le fasi della coltivazione, fino alla sua raccolta in ottobre. Il campo sarà ufficialmente aperto al pubblico sabato 11 aprile, in occasione del Miart 2015. Questo evento, ideato in sinergia con la Fondazione Trussardi e Confagricoltura, si ricollega direttamente al tema di Expo2015 “ Nutrire il pianeta. Energia per la vita”: intende riportare alla ribalta valori come la condivisione dell’energia e del cibo, cura dell’ambiente e crescita economica e sociale, imprescindibili dal rispetto individuale e di comunità. L’esperienza vorrebbe anche legarsi al ricongiungimento con la nostra tradizione, alla nostra storia agricola, per riflettere sul suo destino futuro. Come percorso di agricoltura urbana altra tappa fondamentale sarà “Coltiviamo insieme!” costituito dalla realizzazione di un orto con un frutteto di 4000 metri quadri nell’area accanto al parco pubblico di via De Castillia 28. L’intero progetto sarà poi descritto attraverso una video mostra, al piano terra della sede della Fondazione Catella, accanto al parco. Completa il ciclo, e il percorso circolare descritto attraverso queste quattro tappe, la collocazione di un totem digitale che illustrerà le tematiche della biodiversità e sostenibilità, partendo dall’esempio del Bosco verticale, vincitore dell’International Highrise Award nel 2014. La direttrice Kelly Russel ha dichiarato inoltre che il percorso degli orti e dei campi coltivati vuole diventare uno strumento indispensabile di didattica per le scuole pubbliche e private.

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 Schizzi di Sedie, Mario Ferrarini per il progetto L’Italia si Alza, Fuorisalone 2015

L’Italia si alza è invece un vero e proprio progetto di design pubblico per l’arredo urbano, elaborato dalla Fondazione Catella e l’Associazione Cometa, basato sull’idea del sapere e del fare che parte dalla popolazione, come motore di crescita per l’Italia.

Si è deciso di coinvolgere la scuola professionale Oliver Twist e i suoi studenti, che si sono al contempo avvicinati al mondo del lavoro e del design. I ragazzi progetteranno una sedia per esterni , e grazie all’indispensabile aiuto del produttore Ethimo realizzeranno tre prototipi: saranno i finalisti, esposti durante la Design Week a Porta Nuova, per essere pubblicamente votati on line sulla pagina Facebook di Porta Nuova Smart Community dal 10 al 28 aprile, anche una giuria di professionisti presieduta da Michele De Lucchi interverrà nella scelta. Si richiedono i seguenti requisiti: sedia per esterni, parchi o spazi pubblici, che sia un oggetto creativo ma resistente, facilmente trasportabile e immagazzinabile, dai costi di produzione contenuti.

Questo prodotto è simbolo di una socialità urbana rinnovata nella riqualificazione degli spazi, e del desiderio di scelta del cittadino che decide cosa contribuisca alla qualità anche estetica dell’ambiente. Tre designer professionisti hanno seguito 70 studenti frequentanti i corsi di falegnameria e tessile della Oliver twist, affiancandosi ai docenti nel percorso formativo. Hanno lavorato con entusiasmo Philippe Bestenheider, Giopato Coombes e Mario Ferrarini.

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Schizzi di Sedie, Giopato Coombies per il progetto L’Italia si Alza, Fuorisalone 2015

Parte dell’insegnamento viene da quella che pare emergere come tematica dell’anno, condivisibile per Expo e il cibo, ma che sarà senza dubbio protagonista del Salone del Mobile, e cioè l’idea che non possa esistere innovazione senza conoscenza della tradizione. L’aspetto artigianale della produzione rimane un valore inalienabile del Made in Italy, e questo è un valore da insegnare alle nuove generazioni: ai nuovi lavoratori, siano essi designer, artigiani o utilizzatori del prodotto finito.

Infine Porta Nuova Smart Community Festival è uno scrigno di eventi e manifestazioni in corso nel periodo di Expo nel quartiere, iniziato già dalla semina pubblica del 28 febbraio, con un ricco ventaglio da Aprile, dall’apertura dei parchi agricoli all’esposizione dei 100 esemplari della sedia vincitrice, che arrederà davvero porta Nuova durante la Design Week 2015.

Michela Ongaretti