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Gli store Natuzzi protagonisti del design e dell’arte. Dicembre a Milano e alla Miami Art Week

Progetti di design e d’arte per gli store Natuzzi, tra Milano e Miami Art Basel

di MICHELA ONGARETTI

da  ·

Natuzzi Adrien Missika nel making of di [ham-uh k], ph.Tilman Vogler
Milano e  Art Basel con la Miami Art Week per Natuzzi. Il gruppo italiano specializzato nella produzione e vendita di divani, poltrone, mobili e complementi d’arredo è da sempre protagonista della settimana più internazionale di Milano, quella del Design per il Fuorisalone. Lo showroom si trova nello strategico San Babila Design District, precisamente in via Durini con il Natuzzi Italia Store, ed è una presenza costante che ben si fissa nella memoria di cittadini e turisti in qualunque stagione.
Nel mese di Dicembre 2015 in Italia ci si prepara al Natale con la presentazione della collezione dedicata, mentre dall’altra parte del mondo un evento di grande rilevanza presenterà l’opening del nuovissimo store Natuzzi a Miami.

Interno del Natuzzi store a Miami, ph. Robin HillIl Natuzzi store a Miami, interno, ph. Robin Hill

Il marchio d’eccellenza per il design Made in Italy apre i battenti in Florida il 2 dicembre, durante Art Basel e la Miami Art Week. In quest’occasione per la prima volta negli Stati Uniti si parla del progetto Open Art, che dal 2007 ha l’obiettivo di portare nei flagship store Natuzzi l’arte, e renderla così accessibile a tutti.

Verrà presentata l’installazione site-specific [ham-uh k], amaca in italiano, di Adrien Missika, a cura di Myriam Ben Salah. L’opera è stata concepita grazie ad un’immersione dell’artista nell’Headquarter Natuzzi in Puglia, dove si trova il cuore pulsante e creativo del brand con il il Centro Stile e il Centro Sviluppo Prodotto, e nasce dalle riflessioni sul concetto di letto o giaciglio, spazio individuale e area elementare del corpo, come lo descrive lo scrittore Georges Perec, elemento principe della produzione Natuzzi con i suoi divani, poltrone e complementi d’arredo.

Adrien Missika e Pasquale Jr Natuzzi, Natuzzi Headquarter, Santeramo in PugliaAdrien Missika e Pasquale Jr Natuzzi, Natuzzi Headquarter, Santeramo in Puglia

Missika trasforma lo spazio individuale e antropometrico inluogo che accoglie un’esperienza collettiva, gioca con il paradosso attraverso il fuoriscala dimensionale. Concepisce e realizza quindi un’amaca oversize che possa ospitare più persone, dalla coppia alla famiglia, al gruppo di amici: fonde quindi l’archetipo del letto trasportabile alla funzione sociale del divano. Missika intende dare però a questo oggetto “una pausa”, fare riposare come fa l’amaca, l’amaca stessa, e astrarlo quindi dalla sua funzionalità per indurre al pensiero, mantenendo una sua presenza scenica.

Adrien_Missika_making_of_photo_by_Tilman_Vogler_11 (1)Un momento dal making of di [ham-uh k], ph.Tilman Vogler

Il materiale stesso, le pelli provenienti dalla conceria italiana di Udine selezionate insieme al Centro Stile Natuzzi, è stato decostruito per portarlo ad una condizione elementare e atavica, originaria, nella cucitura di sei pelli intere. Spesso il lavoro di Missika parla di esperienza del viaggio: anche qui è suggerito un percorso nel sogno, verso un tempo senza tempo, e il mezzo per partire è questo tappeto magico. L’opera interpreta anche il concept Harmony Maker di Natuzzi, dove elemento portante del marchio è l’armonia tra gli elementi; in questo modo Open Art unisce le ispirazioni di Natuzzi e degli artisti coinvolti.

Natuzzi in via Durini a MilanoNatuzzi in via Durini a Milano

A Milano invece Natuzzi Italia declina quell’idea di armonia nella collezione per le idee regalo natalizie: tante soluzioni d’arredo per doni made in Italy e certo non comuni.

L’esclusività si rivela integralmente secondo il concetto di total living, dove anche gli oggetti contribuiscono all’idea di comfort e di sofisticate scelte stilistiche, dall’area living a quella dining fino alla camera da letto.

Quindi nei materiali, nelle forme e nei colori si esprime appieno quell’armonia negli accessori, che uniscono modernità e innovazione ad un tocco di eleganza tutta italiana .

Natuzzi- Double Ring

Il vaso Double Ring di Natuzzi

Il vetro, elemento dalla grande e gloriosa tradizione di casa nostra, pare essere l’elemento principe tra le proposte.

Ad esempio la linea di vasi Ring: Chain Ring Double Ring, sono in vetro soffiato, di forma irregolare “fermata” da anelli di metallo come a sottolineare l’idea di qualcosa di non definitivamente plasmato, e ad impreziosirne il profilo.

Da scegliere nei colori trend per la stagione entrante blu navy e viola gioiello, si distingueranno in qualunque ambiente si decida di inserirli.

Natuzzi-Vasi Float

I Vasi Float di Natuzzi

Notiamo la collezione Float sempre in vetro, colorato in pasta e soffiato in questo caso a bocca e senza stampoda maestri vetrai, con dimensioni e sfumature di colore diversi per ciascun pezzo, che diventa quindi un vero e proprio pezzo d’artigianato unico.

Si differenzia dai precedenti il modello Pumpking sempre soffiato a bocca, con una armatura esterna in ferro a sottolineare la struttura a più facce, tondeggiante e caldo nel caldo colore giallo sole. Tra le lampade scegliamo Gong, a sospensione a luce diffusa, dotata di un diffusore in vetro soffiato verniciato internamente o metallizzato, per creare un’atmosfera avvolgente.

Natuzzi-Mapa, design Regina MedeirosMapa, design Regina Medeiros per Natuzzi

Sul versante della preziosità più decorativa osserviamo Mapa, il centrotavola o portaoggetti opera dell’artista del vetro brasiliana Regina Medeiros, con anni di esperienza nell’ambito della fusione e di varie tecniche di pittura su questo antichissimo materiale. La sua originalità e unicità negli effetti sulla superficie viene soprattutto dall’utilizzo di ossidi locali e componenti in oro.

La funzionalità tipica del design moderno, sintetica nella forma pura ma tutt’altro che seriosa grazie ai colori accesi, è espressa dai tavolini Labirinto disegnati dall’architetto Claudio Bellini.

Natuzzi- tavolino Labirinto, design Claudio Bellini

Natuzzi – tavolino Labirinto, design Claudio Bellini

Il facile movimento è garantito da ruote piroettanti nascoste, e i vani laterali aperti possono trasformarsi in piccole librerie. Il gioco cromatico tra le diverse tonalità si rafforza inoltre grazie al vetro di sottile spessore.

Il tappeto Affresco è tessuto a mano, lavato al sale il vello di lana, viene poi tinto: il decoro tradizionale viene quindi “trasfigurato” dal lavaggio che regala una texture unica e decisamente contemporanea. Sempre presente il colore blu, che anticipa i trend della prossima stagione.

Natuzzi-tappeto Affresco

Il Tappeto Affresco, Natuzzi

Anche per le feste Natuzzi non dimentica il suo fiore all’occhiello per quanto riguarda il confort: la linea di poltrone Revive è presente nei modelli in rosso natalizio come la versione Quilted.

Per gli arredi e per questi esclusivi oggetti si può andare a visitare l’elegante showroom in via Durini a Milano, in questa stagione pre-natalizia dall’intimo luccichio, prima che torni la Primavera e con essa il consueto, allegro vociare internazionale del Fuorisalone 2016 e dei suoi molteplici eventi in calendario.

Michela Ongaretti

Gillo-Dorfles-illy-Art-Collection

Gillo Dorfles per Illy Art Collection

Gillo Dorfles per Illy Art Collection, dal Macro di Roma al caffè di ogni giorno

Illy caffèGillo Dorfles per Illy Art Collection
Da pochi giorni ha inaugurato al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma la prima grande mostra antologica di Gillo Dorfles Essere nel tempo, sponsorizzata da Illy Caffè. Saranno in scena il pensiero e l’opera artistica di un personaggio chiave di questo e del secolo scorso, critico, sociologo delle arti, artista intellettuale influente, e sarà anche l’occasione per presentare la recente collaborazione con l’azienda leader di un prodotto italiano per eccellenza, da tempo sensibile alla promozione del talento. 
Galleria illy Pechino 2012 - Galleria Beijing - Opening

Galleria Illy Pechino 2012

L’artista è stato chiamato per disegnare la nuova Illy Art Collection, la nuova serie di tazzineesposta in anteprima durante la preview della mostra e sarà disponibile a partire da febbraio 2016 nei punti vendita illy e sul sito dell’azienda.

Dorfles si è ispirato ad alcuni suoi disegni realizzati su carta tra il 1937 e il 1940, destinati alla decorazione di tessuti. Aveva allora sperimentato la tecnica della tempera grassa all’uovo, recuperando una pratica dei grani maestri quattrocenteschi.

Illy Art Collection, artista Liu WeiIlly Art Collection, artista Liu Wei

Già all’epoca l’artista aveva quindi collaborato con delle aziende, i potenziali mecenati della nostra epoca, e a distanza di più di settant’anni diffonde il frutto della sua ricerca mediante un prodotto popolare e quotidiano, italiano per eccellenza, affida i suoi disegni nelle mani di chi li potrà osservare nel momento del risveglio o in una pausa condivisa, trasformata in esperienza estetica.

Sul servizio da tavola si gioca quindi con la ripetizione di elementi grafici e la reintrepretazione di altri segni archetipi dell’universo immaginifico di Dorfles, le sue peculiari forme e colori come visioni di organismi monocellulari fantasmatici nell’astrazione di un pattern adagiato su un campo blu, il colore della spiritualità.

La collaborazione tra l’artista e l’azienda si basa sicuramente sulla condivisione di una visione di valori comuni. Li unisce la stessa città natale, Trieste, e lo stesso orizzonte culturale mitteleuropeo. Inoltre come Dorfles ha studiato e divulgato con lungimiranza lo sviluppo di diverse forme d’arte, così Illy Caffè ha sostenuto il talento emergente, ha investito energie nell’arte contemporanea, da anni territorio di elezione per il marchio.

Illy Art Collection, artista Robert WilsonIlly Art Collection, artista Robert Wilson

Le Illy Art Collection sono piccoli oggetti d’arte in forma di tazza e tazzina, disponibili in set per espresso e cappuccino, con alcune tirature speciali costituite da una tazzina singola per caffè espresso. Come leggiamo sul sito aziendale sono creati “per unire al piacere sensoriale del caffè quello estetico per l’arte”,numerati e firmati. Nascono dal 1992 da un’idea di Francesco Illy: sulla superficie della tazzina in porcellana disegnata da Matteo Thun si sono avvicendati i,lavori di più di cento protagonisti dell’arte contemporanea come Michelangelo Pistoletto, Marina Abramović, Sandro Chia, Julian Schnabel, Robert Rauschenberg, Jeff Koons, Joseph Kosuth e James Rosenquist. Ad essi si sono affiancati diversi giovani emergenti a cui è stata donata l’opportunità di farsi conoscere internazionalmente.
La tazzina di Sebastiao Salgado, 2003

Illy Art Collection – La tazzina di Sebastiao Salgado, 2003

Dal 2006 l’operazione viene estesa ai barattoli d’autore: parliamo dell’iconico packaging Illy in metallo da 250 grammi, per il quale sempre esponenti della scena artistica internazionale concepisconoun’opera circolare e infinita. Per valorizzare l’immagine Illy sposta le informazioni commerciali, solitamente stampate sul metallo, su una pellicola trasparente removibile.

Gli artisti interessati sono stati diversi ma citiamo in particolare Michelangelo Pistoletto con Cittadellarte, e Sebastião Salgado il grande fotografo che ha ideato il progetto In Principio, sulle origini del caffè.

Sul versante dei giovani artisti l’ultimissimo barattolo è realizzato da Daria “Dasha” Zaichanka: la vincitrice del progetto speciale sostenuto da Illy in collaborazione con l’Università di Arti Applicate di Vienna.

Galleria Illy a Londra presso Flos-Moroso, 2011Galleria Illy a Londra presso Flos-Moroso, 2011

La preziosità di questi barattoli dichiara quanto la bellezza esteriore contenga la bontà interiore del blend, qualcosa di altrettanto prezioso, infatti tutti i progetti Illy si basano sull’aspirazione della cultura greca alla kalokagathia, dove la perfezione è ricercabile attraverso l‘unione di bello e buono, l’integrazione dell’etica all’estetica.

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Illy Art Collection, artisti Felipe Arturo,Ernesto Bautista, Wanja Kimani e Marcelo Moscheta

Per questo spesso Illy amplia il suo interesse per l’arte ad altri media e luoghi come mostre, musei, libri ed eventi, mettendo in comunicazione il pubblico a questi artisti. In particolare segnalo Galleria Illy, uno spazio temporaneo in luoghi chiave per la creatività di diverse città nel mondo, un salotto culturale animato di volta in volta da personaggi di fama internazionale del mondo dell’arte e della letteratura, della scienza, del design e dell’enogastronomia.

Nel 2012 si è svolta ad esempio al Parkview Green FangCaoDi, nel cuore di un nuovo distretto di Pechino, qui per il vernissage si è visto lo speciale chandelier composto da 66 enormi tazzine, collocate lungo una spirale di cinque cerchi del peso complessivo di due tonnellate; nel2011 è stata la volta di Londra nello showroom di FLOS Moroso, edizione affidata alla Fondazione Cittàdellarte di Pistoletto, nel 2010 a Istambul nella Galleria Işık Teşvikiye della Fondazione Feyziye Mektepleri, nel 2010 a Berlino negli spazi di KaDeWe, uno dei department store più famosi al mondo risalente al 1907.

Gillo Dorfles Gillo Dorfles per Illy Art collection, la tazzina con il packaging

Se desiderate visitare la mostra antologica di Gillo Dorfles, e la sua creazione per Illy Art Collection prima della sua commercializzazione, lo potrete fare al Museo Macro prima del 30 marzo 2016.

Michela Ongaretti

matera paesaggio urbano

Matera Design Weekend. E’ festa del design alla sua prima edizione

Matera Design Weekend. E’ festa del design alla sua prima edizione

Matera Design Weekend 11 / 13 dicembre 2015

Parte la manifestazione Matera Design Weekend, un nuovo progetto di Casa Netural, sulla scia del grande entusiasmo italiano per il settore, che darà spazio ad aziende, designer internazionali e del nostro paese, affermati ed emergenti. Siamo lieti di parlarne per l’introduzione inedita del mondo del design nella realtà della splendida Matera, capitale europea della cultura 2019.

Il paesaggio intorno a Matera, l'occhio del festival da Instagram

Il paesaggio intorno a Matera, l’occhio del festival da Instagram

In un clima festoso e informale Matera Design Weekend sarà un festival con incontri tra le aziende e i designer, le aziende e il pubblico, il pubblico e i designer, inoltre workshop ed eventi collaterali. Il tutto sarà diffuso in vari punti della città dall’11 al 13 dicembre 2015.

Matera Design Weekend

Matera Design Weekend

In questa occasione il design è uno strumento di riflessione sul patrimonio culturale ed economico che si può valorizzare secondo nuovi modelli, per una auspicata “ rigenerazione urbana” di cui abbiamo bisogno per rendere funzionale e a portata di tutti le strutture utilizzate nel quotidiano, senza dimenticare o mortificare il patrimonio storico ereditato e sempre presente, in Italia ma non solo. Matera Design Weekend intende quindi favorire le relazioni, gli scambi, in un contesto in continua evoluzione; mette in rete artigiani, progettisti, commercianti e aziende, ma coinvolge anche il pubblico dei non addetti ai lavori, i destinatari dei progetti.

Succede a Matera. Festa per il design

Succede a Matera. Festa per il design

Si fanno circolare le idee per un nuovo modello di sviluppo radicato nel territorio, nuovo e cosmopolita nel paesaggio urbano particolare e unico della Capitale Europea della Cultura 2019, una sfida per tutti i professionisti del progetto. Matera sarà il luogo temporaneo per creare facendosi ispirare e integrando il contesto esistente, la sua storia viva parteciperà allo studio per il futuro. Tra le location suggestive l’antica cappella Malvinni Malvezzi di Palazzo Gattini, oggi un luxury hotel, un cafè “non convenzionale” chiamato Area8 e Casa Netural, l’organizzazione no profit e primo co-working rurale in uno dei sassi di Matera, anima del festival.

Portego con lo specchio Selfportrait al Matera Design Weekend design Ilaria Innocenti e Giorgio Laboratore

Portego con lo specchio Selfportrait al Matera Design Weekend design Ilaria Innocenti e Giorgio Laboratore

 

Casa Netural dal 2012 è una vera e propria casa che ospita innovatori da tutto il mondo che portano a Matera i propri progetti per metterli in rete: offre formazione specializzata, supporto nella costruzione del progetto, uno spazio fisico per testarlo e una comunità di persone per realizzarlo. E’ un “incubatore di sogni”, come ama definirlo Mariella Stella, cofondatore e vicepresidente dell’associazione, che aiuta i designers o makers a trasformare in realtà il lavoro desiderato.

Il pouf take-away di Calia al Matera Design festival

Il pouf take-away di Calia al Matera Design festival


Questo clima informale e di festa si manterrà per tutto il week end: venerdì ci sarà la conferenza stampa alle ore 17 presso Casa Netural e la serata sarà animata da un concerto. Sabato 12 dicembre la mattinata prevede uno workshop al quartiere San Pardo. e il primo “pranzo con il designer”. Nel pomeriggio saranno presentati degli esempi di prodotti innovativi e incontri con i designers, mentre la notte resterà giovane perché alle 23 inizierà la “Festa della Luce” presso Area 8. Il 13 dicembre il festival continua a Casa Netural con il secondo “pranzo con il designer” dove si toccheranno vari temi sulla progettazione, mentre nel tardo pomeriggio l’atmosfera magica di Matera prenderà il sopravvento, e le “conversazioni al buio” saranno portate avanti a voce alta dalla Cappella Malvinni alla Piazza del Duomo ai Sassi di via Muro.

Main sponsor della manifestazione è Calia Italia, mentre notiamo tra i media sponsor Archiportale, Archiproducts e Zero.

Il design è di famiglia a Matera nel week end di Santa Lucia.

Michela Ongaretti

Landed, Nikky Taylor

Landed: storie di chi ha scelto l’ Alto Adige, nelle foto di Giovanni Melillo Kostner

Landed: storie di chi ha scelto l’ Alto Adige, un progetto fotografico di Giovanni Melillo Kostner

Landed: storie di chi ha scelto l’ Alto Adige per vivere e crescere. Dream Factory ospita il progetto fotografico di  Giovanni Melillo Kostner.

Business Location Südtirol – Alto Adige (BLS) è già stata protagonista a Milano. Nell’Aprile del 2013 ha presentato l’eccellenza del green design altoatesino per il Fuorisalone, stavolta si impegna nella promozione del proprio territorio attraverso il racconto fotografico di cinquanta personalità internazionali, che testimoniano la qualità della vita e della possibilità di fare impresa, nel contesto della provincia più a Nord d’Italia. La mostra Landed è aperta dal 19 novembre presso Dream Factory e curata da Martha Jiménez Rosano, con Elisa Weiss a coordinamento del progetto, nasce dalla collaborazione tra BLS e la cooperativa sociale Cuartel -Headquarters for art & culture, e sarà visitabile fino al 29 novembre.

Ritratta per il progetto Landed anche la curatrice Martha Jimenez

Ritratta per il progetto Landed anche la curatrice Martha Jimenez

Il progetto fotografico dell’artista Giovanni Melillo Kostner presenta i ritratti di persone che hanno scelto di trasferirsi a vivere e lavorare a Bolzano e provincia: non sono solo imprenditori o ingegneri ma anche architetti, artisti, ricercatori e psicologi provenienti da altre regioni italiane e diversi paesi europei e mondiali: Germania, Spagna, Portogallo fino a lontane nazioni come Australia, U.S.A., Cina e Giappone.

Progetto Landed_Bosio Dominic, direttore vendite

Progetto Landed_Bosio Dominic, direttore vendite

 

Per tutti è chiaro, dal breve testo che accompagna le immagini, quanto la nuova patria non abbia fatto rimpiangere quella originaria, sicuri di come l’Alto Adige sia un luogo accogliente e a misura d’uomo, con un ambiente naturale straordinario che ossigena la mente, culturalmente stimolante epronto a ricevere il beneficio di nuovi progetti imprenditoriali e dell’immigrazione dei cervelli. Nessuno di loro progetta la fuga, anzi è riuscito ad integrarsi con la propria famiglia alla cultura e alla lingua, meglio dire alle lingue parlate, grazie anche a progetti educativi di accompagnamento all’inserimento per i figli di questi brillanti talenti.

Progetto Landed. Nikky Taylor, agente di marketing e p.r.

Progetto Landed. Nikky Taylor, agente di marketing e p.r.

 

Per qualcuno ci sono caratteristiche comuni al modo di vivere e lavorare del paese originario; ad esempio l’agente di viaggio Keiko Sawayama trova analogie tra la ricerca di perfezione e precisione nel lavoro di giapponesi e altoatesini, per altri è riscontrata l’internazionalizzazione della ricerca, come per lo scultore tedesco Florian Glaber che ricorda la lavorazione del marmo di Lasa per la nuova stazione della metropolitana e per il centro commerciale del World Trade Center di New York.

Progetto Landed, Xiaofeng Wang , ricercatrice

Progetto Landed, Xiaofeng Wang , ricercatrice

 

Giovanni Melillo Kostner è giovane ma ha già le idee chiare sul suo futuro. Cofondatore della cooperativa sociale Cuartel-Headquarters for art & culture, dedicata alla valorizzazione delle potenzialità di arte e cultura per lo sviluppo sociale e locale, dal 2011 è impegnato attivamente nella progettazione e realizzazione di Open City Museum con Johanna Mitterhofer, antropologa culturale, e Martha Jiménez Rosano manager e operatrice culturale, curatrice della mostra Landed. Open City Museum è la somma di tutti i valori espressi con questa raccolta fotografica e in generale nel lavoro di Melillo: l’arte intesa in senso partecipativo per la promozione della diversità e della coesione sociale nelle società multiculturali.

Progetto Landed, Pau Palacios, drammaturgo e performer

Progetto Landed, Pau Palacios, drammaturgo e performer

 

Ho avuto la fortuna di poter parlare con Melillo per capire meglio il suo modus operandi. Nello specifico di queste immagini il fotografo ha realizzato gli scatti dopo lunghi dialoghi con i soggetti per conoscere la cultura d’origine, le aspirazioni, la personalità o carattere che determina il modo di vivere e di rapportarsi all’ambiente circostante.

Progetto Landed_Gorter Ben, export manager

Progetto Landed, Gorter Ben, export manager

In seguito ha inserito le persone ritratte nel paesaggio alpino o urbano, nelle loro case o nei luoghi di lavoro, all’interno o fuori dalle strutture, e in certi casi si trova rispondenza tra i loro interessi e il setting della foto, come nel caso dell’architetto Angela Ferrari in un interno, su una scala dal raffinato design. Noto che le figure si staccano nettamente dal fondo e mi viene spiegato che l’effetto è dato unicamente dall’uso del flash in pieno giorno, per questo mi ricordano un pò il lavoro di Martin Parr, con le dovute differenze di contesto e di intento, non certo dissacrante come per l’inglese; inoltre alcune immagini posizionano i personaggi in una ristretta zona d’ombra contro un paesaggio in piena luce, come ben esemplificato nel caso dello chef Arturo Spicocchi.

Progetto Landed_Spicocchi Arturo, chef

Progetto Landed, Arturo Spicocchi, chef

Secondo il direttore di BLS Ulrich Stofner l’intento del progetto è quello di promuovere un territorio ideale per attrarre talenti e capitali, emergente nel contesto europeo, e di alta qualità per la residenza con la sua efficienza nei servizi, l’eccellenza della tradizione gastronomica, la bellezza del paesaggio e un clima sempre più internazionale.

Si aggiunge l’augurio di invogliare a una nuova vita professionale, per chi vogliaprendere esempio da coloro che hanno contribuito a rendere questo territorio “prolifico con le proprie diverse competenze e contaminazioni”.

Progetto Landed, Zavodchikova Anastasia

Progetto Landed, Zavodchikova Anastasia

 

Perchè vedere la mostra: per l’esempio positivo di un’emigrazione felice, che arricchisce culturalmente ed economicamente un territorio italiano.

L’autrice Michela Ongaretti ringrazia l’ufficio stampa Ufficio Stampa Ketchum per BLS

La-ristrutturazione-in-via-Montegrappa-16-a-Milano-la-corte-dallalto-con-i-due-occhi-

Westway Architects: nuova vita alle case di ringhiera tra Porta Nuova e Porta Garibaldi

Westway Architects: nuova vita alle case di ringhiera tra Porta Nuova e Porta Garibaldi

Westway Architects di Luca Aureggi e Maurizio Condoluci: Nuova vita alle case di ringhiera tra Porta Nuova e Porta Garibaldi.

La vecchia Milano è quella delle case a ringhiera, degli edifici a corte, anche se non ne sono rimasti in tanti tra Porta Garibaldi e Porta Nuova. In questa zona protagonista è la nuovissima Milano, quella dei grattacieli, dell’Unicredit Pavilion e del Bosco Verticale.

 

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L’intervento di Westend Architects in via Montegrappa Vista del cortile dall’ingresso

 

In viale Montegrappa 16 la situazione è però diversa. Qui abbiamo notato un palazzo modernissimo ma rispettoso della sua identità passata. Il fabbricato risale al 1882 ed era un’abitazione popolare destinata all’affitto, ha subito da poco un originale intervento diristrutturazione realizzato dallo studio romano Westway Architects, alias gli architetti Luca Aureggi e Maurizio Condoluci.

Quello che ci pare un makeover deciso è in realtà un tentativo ben riuscito di unificare il passato e il presente, ( è la missione presente e futura dell’architettura a Milano) e lo scopriamo man mano ci addentriamo nei suoi spazi.

La facciata dell'edificio in via Montegrappa16 a Milano

La facciata dell’edificio in via Montegrappa 16 a Milano

 

L’ edificio ora visibile è risorto letteralmente dalle ceneri del vecchio, demolito, e sarà destinato ad uso residenziale e commerciale. Nel progetto e nella realizzazione l’ attenzione è stata massima in termini di rispetto dei vincoli paesaggistici e storici: la facciata è certamente nuova ma ha mantenuto il canone estetico dell’epoca costitutiva originaria, l’unica concessione al contemporaneo e tocco della personalità degli architetti viene dalla pelle di vetro che racchiude i due piani superiori, innalzati in allineamento con gli edifici limitrofi. Maurizio Condoluci osserva che l’inserto in vetro serve soprattutto a rompere il rigore monotono dello stile ottocentesco, e anticipa volutamente da fuori gli aspetti progettuali interni di estrema contemporaneità sia estetica che funzionale, “impianto distributivo interno, caratteristiche costruttive, materiali, standard abitativi, prestazioni energetiche elevate fino alla destinazione d’uso mista”. Ci viene indicata la garanzia degli standard di sostenibilità, e ci auguriamo che sempre più la nuova edilizia posso accogliere questo stimolo, attraverso la certificazione energetica CENED in Classe A l’adozione di soluzioni costruttive e tecnologiche innovative.

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Laristrutturazione in via Montegrappa 16 a Milano la corte dall’alto con i due occhi

 

Varcato il portone ed entratinella corte rimane il senso di accoglienza e protezione dei palazzistorici, come pure è mantenuta la continuità nella presenza del vecchio ballatoio,la ringhiera di un tempo che divide in porzioni orizzontali le facciate interne, trasformata però in una copertura calpestabile a separazione del piano terra, ad uso commerciale, dalla zona residenziale dal primo fino al quarto o sesto piano, a seconda dei diversi corpi di fabbrica. Un elemento decorativo ed equilibrante di questo elemento orizzontale è rappresentato da due alti alberi inseriti come a bucare quella copertura in due grandi fori ellittici, come occhi. Su questa visuale si affacciano i 25 appartamenti del complesso.

Westway Architects - Edificio Viale Montegrappa , vista della corte con i diversi corpi di fabbrica

Westway Architects – Edificio Viale Montegrappa , vista della corte con i diversi corpi di fabbrica

Intento estetico primario del progetto è stato movimentare e aprire la vista in orizzontale e in verticale, togliendo all’impianto originario quell’effetto di chiusura dall’interno delle singole soluzioni abitative. Per questo motivo i corpi di fabbrica perimetrali alla corte hanno altezze differenti e larghi terrazzamenti. Ci spiega Aureggi che per fare percepire ai piani inferiori una “spazialità dilatata”, si passa dall’esterno verso l’interno partendo dalla leggerezza alla densità, all’opposto di quanto avviene verso l’esterno del complesso.

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Westway Architects. Uno sguardo verso l’alto

 

All’interno si notano i rivestimenti in legno fino al terzo piano, e in pietra di Bedonia dal quarto al sesto. Dal primo piano i ballatoi ci sono ancora ma non sono più aree condominiali pubbliche, ora privati con una porta d’accesso, sono spazi esterni abitabili. Così le case di ringhiera diventano moderne abitazioni più funzionali e dal comfort visivo e percettivo non paragonabili al passato, in comunicazione con il verde delle terrazze e quello delle zone comuni piantumate.

Anche gli appartamenti, di diversa dimensione e tipologia, sono molto curati nei dettagli dei materiali e delle finiture di pregio e la distribuzione funzionale è stata adattata ad una moderna spazialità. Personalità sofisticata è data inoltre dagli arredi di design contemporaneo come le le cucine Boffi e le pareti scorrevoli in vetro Rimadesio.

Un ritratto di Luca Aureggi e Maurizio Condoluci- Westway Architects

Un ritratto di Luca Aureggi e Maurizio Condoluci- Westway Architects

 


Tra i giovani italiani della nuova generazione di progettisti, il duo ha conquistato stima e completezza nel panorama odierno, dimostrate da dieci anni di attività testimoniata da realizzazioni complesse e innovative. Citiamo la risistemazione delle cantine e degli
edifici industriali del complesso Santa Margherita a Portogruaro, il concept per l’area food di Blomingdale a New York, l’auditorium del Gruppo Caltagirone a Roma, gli uffici di Cementir Holding a Roma e di Italiana Costruzioni a Milano, inoltre hanno sviluppato molti interventi nel retail, ad esempio gli stores Nike, e nell’edilizia residenziale privata.Lo studio di architettura Westway Architects è stato fondato da Luca Aureggi e Maurizio Condoluci, a Roma nel 2005, ha un sede a Roma e una a Milano. Il nome nasce dalla fondante esperienza professionale e di vita negli States.

fotografie di Moreno Maggi

Michela Ongaretti

Illustri, Biennale dell'Illustrazione di Vicenza

ILLUSTRI Festival, la biennale dell’Illustrazione a Vicenza

ILLUSTRI Festival, la biennale dell’Illustrazione a Vicenza

4 – 8 dicembre 2015: ILLUSTRI Festival è la biennale dell’Illustrazione a Vicenza con grandi mostre ed eventi.  Il primo week-end di dicembre per i milanesi è Sant’ Ambrogio e per tanti occasione di spostarsi. Illustri Festival potrebbe in questo caso trasformare la città di Vicenza in una desiderabile meta per chi ama il disegno, il colore e la fantasia, in una parola sola l’illustrazione. Dal 4 all’8 dicembre la città palladiana si animerà con diverse iniziative: tre importanti mostre e molti eventi distribuiti nel centro storico. Previsti incontri con gli illustratori, workshop per professionisti e semplici appassionati, portfolio review rivolti a giovani artisti emergenti, momenti formativi per le scuole.

Manifesto per Illustri Festival 2015

Manifesto per Illustri Festival 2015

 

Illustri Festival è una creatura dell’associazione Illustri: come biennale di illustrazione è alla sua prima volta nel 2015, mentre le tre mostre principali seguono la formula dell’edizione Illustri passata e tutte, a differenza degli eventi, proseguiranno fino al 31 gennaio del 2016.

Ci sarà la personale di un grande illustratore noto internazionalmente, quest’anno l’argentino Pablo Lobato, una collettiva di undici artisti italiani emergenti, e una per quelli di lunga carriera.

Borges visto da Pablo Lobato

Borges visto da Pablo Lobato

 

Anche le location sono tutte da guardare, soprattutto per chi scopre per la prima volta Vicenza.

Gli emergenti di Saranno Illustri sono in Palazzo Chiericati. la collettiva Illustri con i grandi nomi degli illustratori italiani si terrà nella Basilica Palladiana, mentre la mostra di Lobato, Illustrissimo sarà presso le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari. L’area degli interrati del Palazzo Chiericati è studiata per l’innovazione contemporanea ed è stata denominata Chiericati Underground, per il Festival ospita la mostra collettiva delle opere di undici tra le speranze dell’illustrazione italiana, già apprezzate e valorizzate da alcuni brand.

Il Manifesto di Saranno Illustri

Il Manifesto di Saranno Illustri

 

In Basilica Palladiana torna la mostra con 150 opere dei big del settore, negli spazi del piano nobile. Si presenterà composta da undici mini-personali sul linguaggio peculiare di ciascun illustratore, mondi eterogenei in un confronto valorizzante e vivace. Infine l’altro storico Palazzo Leoni Montanari, sede delle Gallerie d’Italia, vedrà il genio internazionale di Pablo Lobato con un omaggio a tutta la sua carriera, nella selezione della sua produzione migliore accostata ad opere inedite. Le vernici di queste mostre sono appositamente sfalsate per riuscire ad incontrare il pubblico del week end, rispettivamente il 4, il 5 e il 6 dicembre.

Alle esposizioni principali si aggiungono altri protagonisti.  Sempre in Basilica Palladiana:

Shout2016 mette in mostra i lavori di Alessandro Gottardo in arte Shout, in collaborazione con Burgo Group, azienda leader tra i produttori europei di carte grafiche e speciali. Vedremo le sei illustrazioni per il calendario Burgo 2016 insieme a disegni originali e bozzetti preparatori sul tema della carta.

Omaggio a Toni Vedù alla Basilica Palladiana celebra il pittore vignettista ed illustratore vicentino, scomparso questa primavera. Un’ampia visuale su molte tavole originali per mostrare il suo tratto, e il suo colore dall’ironia sferzante e popolare.

Un'illustrazione di Toni Vedù

Un’illustrazione di Toni Vedù

 

Nel Chiericati Underground ci saranno anche gliOlimpic Frames, un’illustrazione inedita per ogni squadra olimpica italiana che gareggerà in Brasile nel 2016. Diciotto come gli illustratori italiani partecipanti, tutti legati a brand e magazine del mondo sportivo. Quest’iniziativa è possibile grazie a Kinder + Sport, il progetto di Responsabilità Sociale Ferrero a sostegno della pratica sportiva giovanile, il cui tema focale per la mostra è la “Joy of Moving”. I disegnatorisono Roberto Blefari, Bomboland, Stefano Colferai, Matteo Cuccato, Federica Del Proposto, Ilaria Faccioli, Ilaria Falorsi, Mauro Gatti, Ale Giorgini, Riccardo Guasco, Federico Mariani, Simone Massoni, Rita Petruccioli, Francesco Poroli, Giulia Sagramola, David Sossella, Totto Renna e Jacopo Rosati.

Il Manifesto di Illustri

Un Manifesto di Illustri 2015

 

Per quanto riguarda i portfolio review il 4 e il 6 dicembre, forniranno la loro consulenza professionisti come Malika Favre, oggi tra i più importanti disegnatori mondiali, e l’agenzia di Londra Dutch Uncle, nota internazionalmente con sedi a Londra, Tokio e New York, ha tra i propri clienti marchi come Adidas, Audi, Coca Cola, Gucci, Honda, Tiffany.

La review dei due direttori creativi Helen Cowley e Dan Chrichlow sarà selettiva la massimo perchè solo quattro tra i candidati potranno far visionare il proprio lavoro, dopo un’attenta valutazione di Illustri. L’associazione le propone dopo averle sperimentate in diverse città italiane con un un notevole successo.

Per chi andrà al festival come disegnatore segnalo l’imperdibile Illustri lab, un ciclo di laboratoridedicati al ritratto presso leGallerie d’Italia, che proseguiranno anche a gennaio. Sono quattro i professionisti a tenerli con quattro approcci molto diversi: il tutto incentrato sullo studio del proprio viso. Paolo Lobato in due ore parlerà del suo processo creativo della caratterizzazione facciale nelle sue illustrazioni. Il duo Bomboland resterà con i partecipanti tre ore per un Paper Selfie con la tecnica dell’illustrazione papercut, Stefano Colferai aiuterà a creare un modello 3d in plastilina del viso dei partecipanti con il laboratorio Plastica facciale: creare il proprio avatar in plastilina. Infine Cartoonati: diventare un personaggio dei cartoni animati tenuto da Matteo Cuccato.

Illustrissimo

Illustrissimo

 

Inoltre per cinque giorni, Illustri lab sarà anche presso il polo B55, con un ciclo di workshop per professionisti e studiosi, amatori creativi e bambini. Tra gli otto proposti: lo showcase di Mauro Gatti che presenterà progetti con disegni per gif, giochi, animazioni e progetti interattivi.Francesco Poroli racconta il brief attraverso diversi case-histories, come si traducono le parole in immagini . Il Character design sarà spiegato da MatteoCuccato con l’utilizzo di materiali da disegno Faber Castell, e un ci sarà un laboratorio-dimostrazione con l’acquerellista Marina Marcolin. Le iscrizioni sono aperte on-line e alcuni corsi già chiusi..bisogna affrettarsi!

Michela Ongaretti

L'eleganza della tradizione artigiana in Abisso- Atelier12

Atelier12, un nuovo brand per l’arredobagno di Francesco Meneghello e Davide Lanfranco

Atelier12, un nuovo brand per l’arredobagno di Francesco Meneghello e Davide Lanfranco

Aspettando il Salone del Mobile e i Fuorisalone 2016, alla ricerca di novità e giovani talenti non possiamo non notare il nuovo brand Atelier12, che dal 2013 ha come direttori creativi e designers Francesco Meneghello e Davide Lanfranco. Entra a pieno titolo tra le eccellenze del design del nordest, Vicenza, con la prima collezione per l’arredo bagno dall’ipnotico nome, Abisso, presentata ufficialmente al pubblico in occasione del Fuorisalone 2015 nelTortona District.

Collezione Abisso- Atelier12- vista dall'alto

Collezione Abisso- Atelier12- vista dall’alto

 

Attendiamo di rivedere i creativi nella prossima edizione, visto che il loro design è senza dubbio giovane, classe ’90 per Meneghello e ’91 per Lanfranco, e sono certo talentuosi nel far incontrare la funzionalità al lusso.

Affascina l’accostamento di materiali eterogenei come Acciaio Inox, Cristalplant Biobased® e una selezione ricercata di essenze di legno. Il carattere di Abisso è versatile, perché si adatta a contesti molto differenti, elegante per le linearità e la raffinatezza di materiali e dettagli, anticonformista rispetto alla tendenza dei modelli presenti sul mercato.

Una versione della collezione Abisso- Atelier12

Una versione della collezione Abisso- Atelier12


La collezione
Abisso gioca inoltre con la ruvidità delle superfici e delle finiture opache, e con la relazione tra le forme pure del cerchio e del quadrato come identità complementari che alludono al maschile e al femminile, alla dimensione spirituale e terrena.I designer intendono esaltare l’interazione sensoriale tra i materiali e tra l’uomo e i materiali utilizzati, che genera un senso di benessere attraverso l’aspetto cromatico e tattile, come un ritorno alle origini dell’uomo e della Natura. Per il duo arredare il bagno è utilizzare materiali innovativi come il Cristalplant Biobased®, ma anche godere del risultato organico che sprigiona dall’equilibrato accostamento con l’acciaio inox, materiale che dà l’idea di praticità e resistenza nel tempo, e con il legno che regala invece una morbida sensazione di calore ancestrale.

L'eleganza della tradizione artigiana in Abisso- Atelier12

L’eleganza della tradizione artigiana in Abisso- Atelier12

 

Quello che risulta essere peculiare dei due progettisti e del marchio è un approccio votato agli accostamenti,vibrante ed emozionale.

Atelier12 ha sviluppato la linea di complementi d’arredo sostenuto da imprenditori di pluriennale esperienza e coadiuvato dai sapienti artigiani veneti verso la realizzazione di prodotti dall’estetica e dalla funzionalità precisa, attenta alla sostenibilità in quanto frutto di una filiera corta, personalizzati e taylor made sui bisogni dell’utilizzatore.

Abisso- Acciaio Inox, Cristalplant Biobased® e Legno

Abisso- Acciaio Inox, Cristalplant Biobased® e Legno

Design giovane, tradizione artigiana e fiducioso slancio imprenditoriale: queste le tre parole d’ordine del brand vicentino.

In seguito Meneghello matura una fondante esperienza in Danimarca collaborando con con lo Studio Mikal Harrsen e in seguito per per MA/U Studio, mentre Lanfranco concentra la sua attenzione sul riutilizzo ragionato degli scarti aziendali di piccole e medie imprese torinesi.

Atelier12- Nuovi materiali

Atelier12- Nuovi materiali

I direttori creativi di Abisso hanno entrambi unBachelor Degree in Industrial Design presso lo IAAD di Torino: Meneghello con una tesi in collaborazione con Gessi Spa sulla contaminazione tra arredo e ambiente circostante, Lanfranco sulla reinterpretazione del classico capitonné con Poltrona Frau.

Insieme ricevono una menzione speciale al Carbon Fiber Design Contest nel 2014, con il progetto per una lampada a sospensione, costruita interamente in carbonio.

ladies and gents, warhol

Warhol inedito. Una mostra documentario nella nuova sede di Deodato Arte a Milano

Warhol inedito. Una mostra documentario nella nuova sede di Deodato Arte a Milano

Warhol è inedito nella nuova sede di Deodato Arte a Milano. Fino al 21 novembre 2015 è aperta la mostra ” Warhol inedito: le prime sperimentazioni digitali con Amiga” in via Santa Marta 6. Un viaggio attraverso le opere del creatore della pop art, che fu il primo artista ad appassionarsi all’uso di un computer nell’elaborazione artistica di immagini fotografiche, con alcuni lavori di Giuliano Grittini basati sulle icone di Warhol.

L'ingresso alla mostra-ph. Alessia Interlandi

L’ingresso alla mostra-ph. Alessia Interlandi

 

Vi domanderete subito ..cos’è Amiga 1000? Uno dei primissimi pc esistenti che dimostrò come il mezzo informatico non poteva o doveva servire solo come calcolatore, ma come strumento per esaltare l’immagine donando unicità a qualcosa di riproducibile all’infinito: tutto questo era possibile per chi ha fatto degli oggetti di uso comune un soggetto della propria visione.

Viene celebrato anche il trentesimo anniversario del lancio di Amiga 1000, quando Commodore invitò Warhol al Lincoln Center di New York per la creazione di un’opera d’arte, prodotta con l’ausilio di foto integrata alle prime rielaborazioni cromatiche mediante tocchi di mouse.

Andy Warhol con Debbie Harry alla presentazione di Amiga 1000, 1985

Andy Warhol con Debbie Harry mostrano i riusltati del lavoro con Amiga1000, 1985

Nacque il primo ritratto digitale, il soggetto era Debby Harry dei Blondie, che battezzò il periodo di grande sperimentazione sulle potenzialità di uno strumento allora davvero rivoluzionario, per l’artista interessante proprio perchè congeniale al suo modus operandi, dalle immagini che tanto ricordano i suoi risultati ottenuti prima di conoscere Amiga. Per due anni intensi, fino alla morte nel 1987, Warhol diede nuova veste a moltissimi suoi lavori tra cui i ritratti di Marylin Monroe, i barattoli di Zuppa Campbell, i suoi Flowers. In questa occasione si riscopre una parte dell’enorme corpus di opere per troppo tempo dimenticate.

La copertina della Rivista Amiga World, Vol_02_01_1986, gennaio_febbraio

La copertina della Rivista Amiga World, Vol_02_01_1986, gennaio_febbraio

 

Sembra incredibile come tutto ciò accadde negli anni ottanta, la preistoria della nostra era digitale. Non solo per questo vi consigliamo la visita di un’esposizione che si distanzia dal visto e “stravisto” sulla pop art, ma anche perché vi troverete catapultati nel mondo di Warhol attraverso opere mai presentate prima, un appuntamento unico in una sede nuova per la galleria che raddoppia la propria presenza nel centro storico cittadino.


Gli inediti sono nove di cui sei tra gli
acetati della serie Ladies and Gentlemen, con ritratti di modelle e drag queen. Completano la collezioneserigrafie, dischi e banconote da due dollari e centomila lire; inoltre fotografie, filmati, biglietti di Leo Castelli, alcuni numeri di “Interview” e la rivista ormai vintage “Amiga World” con l’intervista a Andy Warhol, che fece la storia di ciò che oggi è pane quotidiano della creatività in svariate discipline, il digitale in ogni sua applicazione.In via Santa Marta la vetrina invita nell’accogliente saletta al piano terra, con una selezione concentrata in poche opere, che lascia il posto alla sua parte più cospiqua nell’ ampia sala seminterrata dove sono esposti due modelli dello storico pc Amiga 1000 del 1985.

Giuliano Grittini al lavoro nel suo studio

Giuliano Grittini al lavoro nel suo studio

Warhol icona della modernità, e come pioniere eccezionale della digital art, è qui celebrato da un’altro artista, fotografo e stampatore,Giuliano Grittini.

Ha collaborato con diverse personalità della scena artistica del novecento tra cui lo stesso Warhol, e per il pubblico di Deodato Arte ha contribuito al successo di questa mostra, esponendo rielaborazioni in tecnica mista con interventi manuali su acetati e immagini digitali dell’americano, dieci in tutto.

Andy Warhol, serie Ladies and Gentleman- acetato

Andy Warhol, serie Ladies and Gentleman- acetato

 

Da non perdere per: il momento in cui la pop art ha incontrato il digitale, e lo ha invitato per restare, nell’universo creativo.

Michela Ongaretti

via Rocca 50
46019 - Viadana - MN - Italy

Design, ironia e citazione. Le proposte di Seletti per il Natale 2015

Design, ironia e citazione. Le proposte di Seletti per il Natale 2015

Seletti Natale 2015 – Vegaz

Il brand italiano Seletti ,con le collezioni L’Art de la table, Lighting e Objects , prepara un Natale 2015 giocoso e sofisticato.  Le creazioni fanno parte di collezioni le cui parole d’ordine sono originalità, sorpresa e ironia, unite alla citazione scherzosa di opere d’arte del nostro tempo e di casa nostra. Prego di astenersi dal leggere di seguito chi non desidera che gli oggetti di uso quotidiano portino buonumore, oltre che funzionalità.

La selezione Seletti per il Natale 2015

La selezione Seletti per il Natale 2015

Per gli altri segnaliamo in primis la linea per la tavola Cosmic Diner ideata in collaborazione con Diesel Living che già comprende un set di piatti raffiguranti i pianeti.

Oggi possiamo osservare Starman, un astronauta in porcellana il cui zaino provvisto di un foro diventa un portafiori, i macina sale e pepe Rockets, due missili in legno laccato e decorato con macinino in acciaio e ceramica.

Cosmic Diner - Diesel with Seletti

Cosmic Diner – Diesel with Seletti

 


L’ironia qui sta nel parallelismo delle azioni: l’eroismo delle missioni spaziali diventa gesto minimale nell’uso comune a tavola, come un’
iperbole al rovescioDirettamente di ritorno da Marte i bicchieri Meteorite, elettroplaccati con finitura oro sfumato e disponibili in due misure, alto e basso, uniscono sapienza artigiana alla tecnologia più funzionale perché sono formati da vetro soffiato a bocca, e doppia camera per preservare la temperatura delle bevande.

Per un pranzo meno eccentrico presentiamo la collezione Hybrid del duo CTRLZAK: unisce le culture occidentale e orientale donando all’utilizzo della bone china un design inedito, in particolare con i bicchieri da cocktail Clarice e la lattiera Berenice.

My little neighbour - Seletti

My little neighbour – Seletti

 

Nell’ambito dell’illuminazione ritorniamo un pò bambini con la lampada My Little Neighbour, che evoca la poesia del souvenir di viaggio nell’urna di vetro. In questo caso al suo interno c’è una casetta luminosa, per raccontarci una fiaba ogni volta che accendiamo la luce sul comodino.

Evocativa invece del mondo simbolico nell’arte è la linea di lampade MRND di Elena Salmistraro: sono un tributo originale dell’opera di Giorgio Morandi, di cui si rielabora l’atmosfera della sua pittura e della sua grafica nei colori e nelle forme, in una visione dove Arte e Design si esaltano e completano reciprocamente.

Still Alive - Antonio Aricò per Seletti

Still Alive – Antonio Aricò per Seletti

Passiamo dalla delicatezza alla grinta più pop conVegaz e Neon Art: le prime luci hanno struttura in metallo che contiene una sequenza di lampadine a led e riproducono tutte le lettere dell’alfabeto, le seconde sono lettere e simboli neon che si possono fissare alle pareti combinandole per formare parole o frasi personalizzate.

Tra gli oggetti dedicati allo spazio di lavoro notiamo Inception di Luca Nichetto: ricostruisce lo skyline di New York per viaggiare con la fantasia nella città moderna per antonomasia, con questo portalettere o scolapiatti in morbido materiale plastico. Sulla scrivania i vasi raccoglitori e fermacarte Still Alive di Antonio Aricò uniscono funzionalità e decorazione nel divertissement multimaterico in calde colorazioni, mentre i vasi Caméra di Marcantonio Raimondi Malerba aggiungono un’aria surreale e possono contenere liquidi grazie al loro particolare rivestimento waterproof.

Vegaz - Seletti

Vegaz – Seletti

L’arte che critica la nostra società con un’irriverente risata, ecco cosa si intende citare con gli oggetti della collezione per i regali del Natale 2015 Seletti wears Toiletpaper; i disegni provengono dalla rivista di sole immagini creata daMaurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari e sono ombrelli e cuscini nelle quattro fantasieFrog, Lipstick, Shit e Typewriter.

Se poi restiamo in tema di citazione artistica con Cattelan non dimentichiamo L.O.V.E., la scultura in Piazza Affari che diventa un oggetto di design con Seletti come souvenir di Milano, oggi restyling della versione del 2014, sottoforma di carillon, boule de neige e miniatura.

L.O.V.E. - Seletti wears Toiletpaper

L.O.V.E. – Seletti wears Toiletpaper

 

SELETTI nasce nel 1964 a Cicognara (Mn). Romano Seletti dagli anni settanta è pioniere dell’importazione di prodotti per la casa, dopo una serie di viaggi in estremo Oriente e grazie alla collaborazione dell’esperto in relazioni internazionali commerciali Luigi Goglio.

Fino agli anni ottanta arrivano tipici prodotti cinesi in bambù e smaltati da tavola, poi l’azione dei figli Stefano e Maria segue il mutamento radicale nel mondo della distibuzione, con il GDO e il passaggio dalla vendita “assistita” a quella “a libero servizio”. Stefano si forma accompagnando il padre in Cina, India , Tailandia e contribuisce a trasformare l’azienda attraverso un nuovo servizio caratterizzato dalla grande importanza del packaging creativo, come fornitore strategico del mercato GDO. Lo studio del marketing in termini di strategia, creatività e comunicazione porta avanti la vocazione di Seletti ad essere interprete del design che soddisfi i bisogni di eterogenei gruppi di consumatori, “democratico” e popolare.

Cosmic Diner - Diesel with Seletti

Cosmic Diner – Diesel with Seletti


Michela Ongaretti
Negli anni ‘90 i fratelli seguono anche l’evoluzione merceologica in Oriente includendo lavorazioni industriali complesse. Inizia ilgioco combinatorio sui nuovi materiali, di cui è esemplare la linea da tavola “Estetico Quotidiano” in porcellana e vetro borosilicato, con la sua riproposizione in materiali nobili degli articoli monouso. Grazie all’osservazione in prima persona, al dialogo con gli artigiani e fabbricanti in Cina, cresce con grande entusiasmo la creatività attraverso la sperimentazione, ispirandosi senza definizioni anche all’imperfezione da cui può “nascere un’idea vincente”, una finitura incompleta o una forma incompiuta che diventa ready made. Il brand si afferma in tutto il mondo e lancia modelli ormai classici.

Toiletpaper umbrella - Seletti

Toiletpaper umbrella – Seletti

Dal 2000 sono due le filiali ufficiali: La Seletti North America Ltd e la Seletti China, con un grande investimento sul quartier generale di Cicognara di oltre settemila metri quadrati alimentati da fotovoltaico. Il cambiamento continua perché se prima dalle grandi quantità si passa al design selezionato, oggi l’attenzione del brand è rivolta a prodotti altamente creativi ma di nuovo democratici, nel prezzo e nei materiali, ad esempio Egg of Columbus, lampade in carta pressata idrofuga del 2013. L’intento odierno è la continua evoluzione e innovazione, quindi accanto a giovani leve internazionali Stefano Seletti cerca la collaborazione di personaggi esterni al mondo del design. Egli lo intende come viaggio trasversale nell’idea di una nuova bellezza, la sua r(evolution) accompagnato da artisti visionari.

Michela Ongaretti