ArtVerona 2025. Dialoghi e confronti in tre declinazioni di valore

by Michela Ongaretti
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ArtVerona 2025. Chantal Criniti, Effimera- artscore.it

ArtVerona è una fiera d’arte contemporanea che si svolge in autunno da ormai vent’anni, e che finalmente visito per artscore.it su invito di artisti e gallerie amici. Artverona è stata in effetti una delle prime fiere di arte contemporanea in Italia, che in un momento storico nel quale ne sono fiorite diverse, continua le sue attività ospitando espositori italiani e stranieri, accanto a gallerie, collezionisti e istituzioni culturali ed economiche del territorio veronese. 

Anche ArtVerona, come le altre manifestazioni nel suo genere, vanta un palinsesto di iniziative, mostre ed eventi in città, coinvolgendo attivamente anche il pubblico non presente in fiera. Inoltre presenta talk e incontri sulle tematiche del contemporaneo e si arricchisce di premi in collaborazione con partner e sponsor.
ArtVerona 2025- In fiera- artscore.it
Visitatori e operatori tra gi stand di ArtVerona 2025. Ph. EnneviFoto

L’intento dell’edizione 2025 diretta da Laura Lamonea è quello di accogliere i linguaggi dell’attualità al passo con l’evoluzione tecnologica e sociale, e su questo abbiamo trovato rispondenze come pure “allontanamenti” rispetto al presente, come l’arte è giusto sappia differenziarsi nel pluralismo di linguaggi. Che questa attualità comprenda anche inclusione, come recita il comunicato, è un più arduo da stabilire. In generale posso dire che non aver riempito ogni angolo espositivo è stato donare un respiro più largo al lavoro artistico, una fruizione più rilassata rispetto ad altrove, permettendo di essere guidati dal proprio gusto. D’altronde l’intento della nostra visita, e ancor più di questo articolo, non è fornire un resoconto di una manifestazione così articolata, ma condividere con i nostri lettori il riconoscimento di un valore estetico in ricerche note o sconosciute fino ad oggi.

Visitatori tra le opere in fiera d'arte-artscore.it
Opere e visitatori. Ph. EnneviFoto
ArtVerona 2025 e’ stata suddivisa in cinque sezioni, a cui accenniamo e da cui attingiamo per le nostre scelte. 

Nella Main Section fortunatamente si è scelto di eliminare la tradizionale separazione tra arte contemporanea e moderna (XX secolo), promuovendo continuità anche attraverso i progetti speciali nei due padiglioni speculari. La riflessione va all’evoluzione dei linguaggi in un processo trasformativo e di riscrittura, soffermandosi sul concetto ampio di dialogo. Sono certa che le scelte del mio tour ben rappresentino declinazioni originali e interessanti del discorso suggerito.

In questa sezione mi fermo volentieri presso Galleria Melesi per osservare la nuova serie pittorica di Nicolo Tomaini. Ancora una volta nella sua opera convivono due epoche nella stessa immagine, anche se il dialogo si rivela ben presto un dissidio. 

Nicolò Tomaini. Un dipinto dei suoi Silici-artscore.it
Un Silicio di Nicolò Tomaini in mostra con Galleria Melesi

Prerogativa dell’artista fin da inizio carriera è recuperare dipinti ottocenteschi per interrompere la loro lettura con invadenti componenti elettroniche; altrove codici di programmazione come nella serie dei Silici, presenti ad ArtVerona. L’obiettivo? Dimostrare come oggi ogni immagine sia schiava di rappresentazioni mediatiche di pura apparenza, in cui i sistemi digitali e di produzione della conoscenza dominano in maniera occulta la nostra visione del mondo, e dunque dell’arte. 

I ritratti di Illusionisti, hanno questo titolo che fa riferimento non al soggetto ma a tutto ciò che sta sotto alla superficie, un apparato neo tecnologico che consuma e divora dall’interno. Qui Tomaini inserisce schede elettroniche, in alcuni dipinti dei primi radar militari o in altri di computer o tv degli anni ‘80 e ‘90. Questi personaggi infestati esemplificano come altre immagini del nostro tempo abbiano perso sostanza ontologica, siano svuotate di ogni sacralità o trascendenza rispetto ai secoli passati, fermandosi ad una rappresentazione autoreferenziale. L’operazione estetica sta quindi nello smascherare l’illusione, chiusa da una cornice inedita in alluminio, come i tavoli borchiati del grande Houdini.

Nicolò Tomaini , Ritratto di Illusionista, 2025-artscore.it
Nicolò Tomaini , Ritratto di Illusionista ad ArtVerona 2025
La sezione Video? Avete detto video?, a cura di  Élisa Ganivet e Laura Lamonea omaggia Philippe Dubois e la complessità del linguaggio delle immagini in movimento

Qui troviamo la galleria più giovane nella mia selezione, Art Gallery Finestreria di Milano, che con entusiasmo espone per la prima volta ad ArtVerona proponendo un progetto originale con quattro artisti di diverse generazioni: Emilia Faro, Mauro Valsecchi. Nadia Galbiati e Paola Fonticoli. Come richiede la linea guida della sezione la video arte di Emilia Faro viene messa in dialogo con le altre forme espressive presenti.

Art Gallery Finestreria ad ArtVerona 2025
Opere nello stand di Art Gallery Finestreria

Delineando un ritmo incalzante di accostamenti la mostra di Finestreria costituisce un’installazione multidisciplinare giocata su rimandi e opposizioni formali.

Lo stand ad angolo infatti pare opporre ai due capi il video di Faro in cui il movimento dell’artista stessa si pone in relazione a quello di un cavallo, creando una comunicazione parallela e simultanea, come una sorta di danza telepatica, mentre sulla parete che chiude ( o apre) lo stand le opere di Paola Fonticoli fermano lo sguardo con la monumentalità di un segno che diventa geometria solenne. La tridimensionalità leggera della carta, ma densa di scrittura intellegibile si blocca in una dimensione atemporale grazie alla densità della scrittura. Comunicazione e scrittura, poesia nel quotidiano o nella visione, anche i lavori di Nadia Galbiati e Mauro Valsecchi si incontrano differenziandosi ad ArtVerona.

Opere di Nadia Glabiati e Paola Fonticoli ad ArtVerona- artscore.it
Opere di Nadia Galbiati e Paola Fonticoli ad ArtVerona. Ph. artscore.it

Galbiati lavora il metallo per dare forma aperta alle sue proiezioni mnemoniche di ombre architettoniche in una città notturna, per poi dilatarsi su lamiere impresse da morsure bidimensionali, creando eleganti gusci con la patina di un’impressione. Anche la tecnica di Valsecchi è una sorta di incisione: disegnando con un punteruolo che rilascia variazioni monocromatiche su carta, però racconta una quotidianità misteriosa fatta di tanti dettagli ineludibili, come sono le emozioni comuni e universali, sui suoi dipinti. Con piacere ricordo che a Mauro Valsecchi è stato assegnato da ArtVerona il Premio Massimiliano Galliani per il Disegno Under 40.

Ad ArtVerona un’idea che ha coinvolto soprattutto gallerie consolidate è Effetto Sauna.

Si tratta della sezione che prende a prestito il termine museologico che definisce il confronto benefico tra artisti in fasi professionali diverse. Gli espositori sono invitati a presentare un artista della propria scuderia accanto a un giovane non rappresentato dalla galleria e non ancora introdotto nel mercato. L’intento è quello di generare curiosità e scoperta nell’alternanza di “due temperature visive”, come nell’esperienza degli anni ‘50 di Knud W. Jensen, fondatore del Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca.

Mauro Valsecchi, Antologia Privata, disegni a pigmento su legno- artscore.it
Mauro Valsecchi, Antologia Privata

Nella passeggiata tra gli stand si nota la presenza massiva della pittura contemporanea e moderna, non solo per una questione di gusto ma per la richiesta di una sezione specifica. Pittura Ora, a cura di Leonardo Regano omaggia Francesca Alinovi, critica e curatrice che negli anni 80  cercò di promuovere la pittura del suo tempo come forza dirompente nell’incontro con un pubblico più allargato. Così l’obiettivo è stato mostrare come la pittura continua interrogarsi sulla contemporaneità nelle visioni soggettive che tracciano continuità ( o discontinuità consapevoli) con i diversi passati del ventesimo secolo. Uno spazio di confronto tra generazioni e linguaggi che comprendono il gesto, il segno, il disegno, la parola.

ArtVerona 2025.  Pittura tra gli stand- artscore.it
La pittura protagonista ad ArtVerona 2025. Ph. EnneviFoto
In una ArtVerona dedicata ai dialoghi e confronti intergenerazionali, alle modalità di comunicazione attraverso segni e azioni pluridisciplinari, la mia scelta tra gli emergenti potrebbe appartenere a più sezioni. 

In effetti fa parte di STEPS, a cura di Giulia Civardi, un lavoro compiuto in due passi, le ricerche di un’artista giovane e una storicizzata cercando stimoli visivi comuni, e inaspettati, presentato da una realtà attiva da meno di otto anni. Steps immagina le coinvolte giovani gallerie e spazi sperimentali dedicati all’arte come un processo di crescita secondo diversi passi e strie umane. Così l’invito è anche quello di condividere tra gallerie sia immagini che spazi, nella previsione che si generino dalla collaborazione punti di incontro e momenti di sincronia.

Lia Pasqualino Noto, Mani, 1934- ArtVerona- artscore.it
Lia Pasqualino Noto, Mani, circa 1934. Courtesy Archivio Lia Pasqualino Noto

Ricordo con la precisione del genuino interesse storie calde e mobili dal progetto CASTI di Margherita Castiglioni, che ha portato ad ArtVerona la ricerca contemporanea di Chantal Criniti (Luino, 1989) con l’opera di Lia Pasqualino Noto (Palermo, 1909–1998).

Entrambe le ricerche pittoriche mettono in evidenza il tema dell’identità attraverso dettagli formali e introspezione psicologica: due linguaggi lontani che offrono la soggettività come ponte tra epoche e visioni. Lia Pasqualino Noto con il suo sguardo lirico e una resa espressionistica della figura fu rilevante nella scena artistica siciliana del Novecento, anche se coltivò il suo talento lontano da rumori pubblicistici. La sensibilità verso dettagli tutt’altro che decorativi, anzi come elementi emblematici della rappresentazione di un vissuto, tra memorie personali e tensioni collettive, connette l’universo di Pasqualino a quello di Chantal Criniti.

Chantal Criniti davanti ai suoi dipinti- artscore.it
Chantal Criniti ad ArtVerona 2025 con CASTI

Entrambe hanno scelto la pittura come strumento investigativo sul mondo e sul sé, anche se Criniti si sbilancia a favore di operazioni più installative accogliendo inquietudini in uno stile più narrativo. Oggetti, volti e altri elementi hanno spesso uno sviluppo rizomatico e si intrecciano alle tracce culturali, ai ricordi e ai simboli per delineare una trasformazione identitaria ed emozionale instabile. Effimera è il titolo del grande dipinto, la nostra cover, e la condizione esistenziale a cui si riferisce. In una logica di simmetrie e colori pop, il senso della caducità si espande su un’allegoria di simboli legati alla ciclicità, alla scomparsa e al desiderio di trattenere l’esperienza nelle profondità del sogno. 

Michela Ongaretti

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