Esterno del Padiglione U.S.A. ad Expo2105jpg (1)

Gli U.S.A. ad Expo2015. Il padiglione dell’ American Food 2.0

Gli U.S.A. ad Expo2015. Il padiglione dell’ American Food 2.0

Rendering del Padiglione U.S. A. dal retro (1)Rendering del Padiglione U.S. A. dal retro

Padiglione USA Expo Milano 2015 – Il design del Padiglione USA Expo Milano 2015.

Nutrire un pianeta multiculturale attraverso l’innovazione tecnologica – La nostra seconda visita estera è il Padiglione USA, che si propone con entusiasmo fin dal nome “American Food 2.0: United to Feed the Planet”, di dare il proprio contributo al tema di Expo. Che vi piaccia o no, gli Stati Uniti restano una delle maggiori potenze economiche mondiali, e il ruolo di innovatori è innegabile in molti aspetti culturali, della scienza e di modelli di business, componenti che entrano in gioco quando si parla di alimentazione. 

L'Orto Verticale sulla parete del Padiglione (1)L’Orto Verticale sulla parete del Padiglione USA


Ciò che la struttura offre sono spunti di riflessione sulla produzione agricola
, la nutrizione e gli ambiti di intervento delle politiche governative, perchè i valori che li muovono influenzeranno il nostro futuro: tutto questo avviene attraverso numerosi pannelli interattivi e media digitali. Il fine è quello di lasciare un’idea dei successi dell’industria alimentare americana con i suoi prodotti, la sua tecnologia, l’aspetto della nutrizione e della salute, e la sua tradizione, sempre integrata alle culture immigratorie.Il padiglione vuole presentarci il ruolo unico dell’influenza U.S.A. nel settore Food inteso come infrastruttura gigantesca che coinvolge le tecnologie più avanzate e sistemi dinamici, che a loro volta influenzano e sono influenzati dalla valori della società odierna, e il ruolo del design è fondamentale nello sviluppo di uno spazio che si propone di educare e informare allo stesso tempo secondo la formula dell’edutainment.

Gran parte del merito per la realizzazione di questa complessa struttura va all’associazione Friends of the USA Pavilion Milano 2015, scelto come partner del Dipartimento di Stato per l’implementazione della presenza americana ad Expo: si tratta di un’organizzazione no-profit, formata dalla Fondazione James Beard (JBF) e dall’ Istituto Culinario Internazionale (ICC), in collaborazione con la Camera di Commercio Americana in Italia.

Interno del Padiglione U.S.A. ad Expo2015 (1)Interno del Padiglione U.S.A. ad Expo2015

Questi soggetti si sono organizzati per trovare i finanziamenti privati e realizzare il progetto affidato allo studio dell’architetto James Bieber di New York, coadiuvato da un grande team di consulenti in loco composto da Andrea Grassi di Milano e Genius Loci Architettura di Firenze; SCE per la Structural Engineering, ESA per il MEP Engineering e la Tillotsen Design Associates for lighting. NUSSLI si è occupato della vera e propria costruzione ed installazione, mentre finanziamento e progettazione del concept legato alla parte “narrative” ed educational del design delle esposizioni è stato garantito dalla società Thinc Design, molto nota nel settore per l’elevata qualità delle sue produzioni. Esiste un orto verticale sulle pareti del padiglione: è stato curato in ogni dettaglio dallo studio di architettura paesaggistica Dlandstudio, nella persona di Suzanna Drake. Gli elementi grafici, compresa la segnaletica, sono stati creati invece dalla celebre azienda Pentagram.

L’edificio si ispira alle linee del tradizionale granaio americano, con i suoi 3250 metri quadrati distribuiti su tre piani. Sono una costante gli spazi aperti, la facile accessibilità e la trasparenza delle superfici. Inoltre l’ approccio progettuale si basa sulla tecnologia usata per ricostruire ecosistemi specializzati nella produzione agricola e alimentare, che siano di basso impatto ambientale. Si inseriscono quindi elementi che possano mantenere un alto livello d’ interazione tra le componenti infrastrutturali e quelle naturali e vive.

Esterno del padiglione U.S.A (1)Expo 2015 Esterno del padiglione U.S.A

La passerella che dobbiamo percorrere per entrare è stata ricavata dal pontile originale di Coney Island distrutto nel 2012 dall’uragano Sandy: lo compongono rare tipologie di legno tropicale come l’Ipe e il Cumaru, che al tempo della sua costruzione furono importati dalla Guyana e dal Brasile.

Il viaggio conoscitivo inizia fin dalla rampa di accesso, dalla quale si sentono le cosiddette “Voci della Terra”: diversi racconti sul terreno americano, il suo sole, la sua acqua e le sue tradizioni alimentari originarie.. Sono le visioni dei ricercatori, degli esperti in tema di alimentazione, dei policymaker insieme a chi porta avanti una diversità culturale all’interno della società statunitense. Affidarsi a delle voci è come calare il racconto in un’atmosfera di antica trasmissione del sapere, e induce alla riflessione senza essere eccessivamente solenne, suggerendo invece una visione ottimistica e positiva del proprio paese.

Rendering dell'ingresso (1)Rendering dell’ingresso del padiglione USA con la passerella dal pontile originale di Coney Island

Ciò che ci appare come un’introduzione al mood generale viene immediatamente confermata dall’ufficiale e forse un pò retorico, ma pur sempre carico di energia,video del presidente Obama che ci da il benvenuto una volta approdati al cosiddetto “Boardwalk level”; insieme a lui in altri video ci sono cittadini statunitensi di varie estrazioni sociali, età, sesso ed etnia, ed ognuno si definisce uno di quei 9 miliardi di persone che si prevede popoleranno il mondo nel 2050, affermando quindi la propria responsabilità nell’incoraggiare o favorire lo sviluppo di necessarie soluzioni per una convivenza sostenibile per l’ambiente, perciò sana. Noi, come siamo oggi e per quello che possiamo fare, siamo il futuro del nostro sistema alimentare, quindi vitale.

Rendering con vista del boardwalk level (1)Rendering con vista del boardwalk level del Padiglione USA ad Expo 2015

L’esperienza che si può fare da subito all’interno del padiglione USA è incentrata sull’edutainment nel piano della “Ricchezza Globale con la Diversità” attraverso presentazioni digitali e giochi interattivi sulla realizzazione americana dei temi chiave dell’Esposizione Universale quali la sicurezza alimentare, la ricerca tecnologica nel campo agricolo che presta anche attenzione alla sostenibilità e tenta di dare risposte su come potrà essere il cibo nel futuro. Si mette in mostra l’impegno americano nello studio e nell’applicazione dell’innovazione in ambito del food , con il suo patrimonio di conoscenza e l’impegno governativo in tal senso. A rendere più accogliente e “popolato” l’ambiente troviamo dei lampadari composti da piante e ad ogni angolo l’esperienza- video- di persone che operano nel settore, coinvolte nel processo produttivo ed evolutivo come chef, agricoltori e scienziati. In particolare segnaliamo il display digitale “American Perspectives” che illustra come i leader del paese organizzino il sistema alimentare per affrontare il problema della sua sicurezza.

Non ci siamo stancati troppo e il percorso procede in maniera fluida verso il settore maggiormente d’ intrattenimento, siamo ricondotti al piano terra dal scale mobili verso le sale dedicate al “Great American Foodscape”: sono tre video d’animazione che mostrano uno sviluppo nella cucina e nella ristorazione soprattutto attraverso gli scambi culturali e i processi di trasformazione della tradizione alimentare degli immigrati verso un’integrazione con quella di chi già popolava da alcuni secoli il Nord America, per arrivare al culto tutto USA del BBQ, del menu per il Giorno del Ringraziamento, e del cibo di chi è sempre in movimento, quello “On-the-go” da noi noto come street food. Vediamo poi il breve film “Farm to Table”, sulla necessità di reperire alimenti provenienti dall’agricoltura anche in città, e sullo spirito imprenditoriale attivato per tale ricerca.

La terrazza del padiglione U.S.A (1)La terrazza del padiglione U.S.A ad Expo2015

Alla fine del percorso si osserverà una raccolta di foto che illustrano le specialità della cucina dei diversi stati, influenzati ciascuno da una prevalente cultura dell’immigrazione, e ammettiamo che avremmo desiderato una trattazione più a lungo dell’argomento.

All’uscita troviamo un vero e proprio foodscape con Food Truck Nation: iconici furgoni che servono piatti tradizionali tipici del concept dello street food. Sicuramente è un’eperienza tipica degli Stati Uniti ma esportata così da tanto, nelle declinazioni europee certamente, da non rendere l’idea così originale, e certo non da convincere sulla portata della sostenibilità o del cibo sano come si promuove nei menu.

In tema di sostenibilità c’è però ben altro da dire, e in questo ci aiuta proprio il design del Padiglione.

Altri elementi ecosostenibili sono i nebulizzatori per rinfrescare l’aria, con un continuo riciclo di acqua nel cortile principale, mentre sul retro ci sono dei semplici alberi, per fornire altri punti di ombra e riposo .Con un superiore ma limitato consumo di energia troviamo tutti gli impianti di illuminazione a LED, mentre i pavimenti in legno lamellare utilizzano rivestimento metallico riciclato e riciclabile al loro smontaggio dopo l’Esposizione.Diversi elementi sono ecocompatibili ed innovativi, e alcuni potranno essere riutilizzati al termine della manifestazione milanese. A parte il riuso del legname della passerella, ricordiamo il già citato Orto Verticale sulla facciata esterna, il più grande al mondo nella sua categoria, circa 2000 metri quadrati, e costituito dalla tecnologia ZipGrow Tower sviluppata dalla start up Bright Agrotech. La soluzione automizzata aumenta la capacità delle piante di ricevere luce solare e quindi facilita una loro crescita più rapida. Un sistema esclusivo di luci le stimola ulteriormente. Queste numerose varietà di ortaggi, cereali ed erbe aromatiche sono alimentate da un sistema idroponico e di recupero dell’acqua, e testimoniano la tendenza dell’agricoltura americana a cercare sempre nuove strategie e tecnologie per un utilizzo funzionale ma sostenibile del suolo.

Fiore all’occhiello del Padiglione, in termini di tecnologia e utilizzo di energie alternative e green, è la terrazza utilizzata per le conferenze e gli eventi. La sua copertura, oltre 3000 metri quadrati, è costituita da pannelli in SPD-SmartGlass, prodotti dall’italiana Isoclima capaci di oscurarsi in diverse gradazioni per consentire la protezione dal sole, utilizzando un minimo apporto energetico. I pannelli sono attivabili dai visitatori mediante dei tablet touch screen. Con un tocco di originalità in più serviranno anche da schermi su cui proiettare immagini, ma ciò che ci interessa maggiormente è sapere che questo tetto verrà riutilizzato per edifici nuovi. Per nutrire la vita serviranno risorse anche al termine di Expo, e in questo lascito gli Stati Uniti hanno mantenuto delle promesse.

Michela Ongaretti

Libreria Greco ( Rocci 1936) , collezione Fz, design Francesco Rosi per Città Castello

Città Castello. Umbria artigiana e tecnologica al Fuorisalone2015

Città Castello. Umbria artigiana e tecnologica al Fuorisalone2015 via Tortona, Opificio 31

Una delle zone più ricche di eventi Fuorisalone, via Tortona o Tortona District, ospiterà anche Ambiente Umbria con l’evento Città Castello – Designed to be Authentic e la sua collezione Fz del brand Città Castello disegnata dall’architetto Francesco Rosi, presso Loftino/ Opificio 31 di via Tortona. Verranno coinvolti nel progetto altri creativi nella realizzazione di wallpaper, e gli studenti dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia.

 

Sedie Sedule, collezione Fz, design Francesco Rsi per Città Castello

Sedie Sedule, collezione Fz, design Francesco Rsi per Città Castello

 

Ambiente Umbria non è un’azienda ma molto di più: è una rete di imprese artigiane fondata da Umbria Export, l’agenzia per l’internazionalizzazione del sistema produttivo della regione, al fine di far cooperare le diverse professionalità dell’Alta Valle del Tevere afferenti al settore del design e della produzione di mobili.

Primo passo progettuale è stata la creazione del brand Città Castello, nome scelto in omaggio alla città d’arte Città di Castello, che si trova ad essere il centro urbano più conosciuto dell’Alta Valle del Tevere, e per indicare il forte legame della rete con il territorio. Forse non tutti sanno che l’area è tra le prime in Italia per la produzione di mobili in stile, nella quale operano in gran numero imprese artigiane dedicate a rendere i prodotti sempre più competitivi in termini di qualità estetica e funzionale.Tutto questo è stato possibile grazie al progetto per lo sviluppo locale Alta Umbria, supportato dalle Casse di Risparmio dell’Umbria, Camera di Commercio di Perugia e Sviluppumbria, tramite il progetto i-Start. E’ patrocinata da Confindustria Umbria, Confartigianato e Confcommercio Perugia.

Tavolo Tabula, Città Castello, design Francesco Rosi

Tavolo Tabula, Città Castello, design Francesco Rosi

 

 

Si tratta quindi della valorizzazione di un territorio già ricco di talenti, che viene ulteriormente stimolato attraverso iniziative e progetti per ricerca e innovazione. La vocazione artistica e artigianale pare essere nel dna umbro data la provenienza di artisti come Piero della Francesca e nel ventesimo secolo Alberto Burri, personalità che hanno lasciato la propria impronta artistica nel tempo e nello spazio: qui e nel mondo, al tempo in cui sono vissuti e nella memoria di chi si ispira alla loro ricerca. Non dimentichiamo l’eccellenza “industriale” ante-litteram fin da molti secoli attiva: parliamo dell’artigianalità legata allo sviluppo della produzione della carta e della stampa, all’agrimeccanica, alla lavorazione del tabacco e quella del legno.

Se tradizionalmente in Umbria si lavora il legno, la collezione Fz non si ferma alla mera produzione artigianale, ma coniuga alla sapienza degli antenati lo sviluppo e l’innovazione tecnologica che rende i mobili funzionali e confortevoli.

particolare del set bagno Levando, collezione Fz, design di francesco Rosi per Città Castello

particolare del set bagno Levando, collezione Fz, design di francesco Rosi per Città Castello

 

 

La linea è progettata dall’architetto Francesco Rosi che regala alle forme lignee una vena ironica: a volte c’è un richiamo scherzoso a oggetti- simbolo dell’infanzia, a volte la citazione si fa più dotta recuperando elementi decorativi dalla tradizione artistica e territoriale, altrove si gioca con forme antropomorfe. Inoltre Rosi sottolinea nell’uso dei materiali il gioco di rimandi tra tradizione e innovazione, mediante la mescolanza di legni “antichi” e lavorazioni dallo stile contemporaneo.

Usare il legno significa poi rispettare l’ambiente, non tanto per l’utilizzo di una sua risorsa quanto nella possibilità di un uso eterno di questi resistenti mobili, evitando lo spreco e rendendo non necessario un riciclo di eventuali scarti. Se uniamo al senso di calore e protezione che il legno dà, probabilmente perché viene associato a qualcosa che è sempre esistito nella nostra cultura, la ricerca raffinata e semplice del design , e la tecnologia che lavora per amplificare la funzionalità dei pezzi, abbiamo ben compreso la finalità del progetto di Francesco Rosi per Fz.

Nel dettaglio: Sedule è una serie di sedute tipico esempio dell’integrazione tra artigianato e nuove tecnologie: si usano essenze nobili, legno di carpine e noce, mentre gli schienali sono realizzati grazie alla stampa 3D e si ispirano alle grottescherinascimentali ben visibili nel patrimonio umbro, non le ricalcano ma piuttosto giocano combinando i loro disegni.

Schienale di Sedule collezione Fz Città Castello, design Francesco Rosi

Schienale di Sedule collezione Fz Città Castello, design Francesco Rosi

 

 

Tabula: definito tavolo-architettura circolare, nato per la convivialità antica unendo la funzionalità del design odierno. I legni usati sono quelli del mobile artigianale della zona come il noce, castagno, frassino, faggio, olmo . I piani d’appoggio sono invece in cristallo , multistrato di betulla e noce- carpine.

Libreria Greco ( Rocci 1936) , collezione Fz, design Francesco Rosi per Città Castello

Libreria Greco ( Rocci 1936) , collezione Fz, design Francesco Rosi per Città Castello

Libreria Greco (Rocci 1936): qui il recupero della tradizione si attua nell’utilizzo dellastruttura classica delle boiserie a parete delle dimore nobili, con una logica rilettura moderna nel suo insieme, ma sempre utilizzando elementi storici. Un collage moderno di idee lontane nel tempo, e nella memoria della giovinezza. La finitura si compone infatti di un découpage di carta applicato artigianalmente e recuperato da una copia autentica del Dizionario di Greco, a cura di Lorenzo Rocci, editato dalla Dante Alighieri di Città di Castello nel 1936..se potesse parlare avrebbe molto da raccontare sulla formazione umana, culturale, sentimentale di molti giovani..al momento può essere presente nella quotidianità del nostro salotto, per racchiudere altri libri e mostrarsi alle nuove generazioni, dando una nuova veste alla libreria Greco.

Santone è figlio del nostro tempo, si tratta di una docking station per smartphone e tablet, dalla quale si possono ricaricare i dispositivi, ed è collegata a degli amplificatori. Esprime una forte carica di gioia per la tecnologia su diversi piani, ad esempio le luci incorporate sono controllate da sensori ad infrarossi che comandano diverse configurazioni, interagendo con il suono circostante. Non solo allegria ma anche gioco e ironia ( e auto-ironia) nelle sembianze antropomorfe date dalla forma e posizione delle casse. Pare vedere l’uomo tecnologico entusiasta ma un pò buffo, dall’animo puro e infantile, aperto a nuove esperienze, qui accolte nel cuore del suo funzionamento grazie alla piattaforma open source Arduino, e alle sue finiture provenienti dalla stampa 3D.

 

Santone docking station, CollezioneFz di Città Castello, design Francesco Rosi

Santone docking station, CollezioneFz di Città Castello, design Francesco Rosi

 

Levando è un set bagno ergonomico e pratico per il singolo, caratterizzato da inedite composizioni polimateriche: basamento in rovere e noce con raffinata lavorazione che sostiene il lavabo in ceramica artigianale.Comodo: un mobile contenitore con cassetto apribile su tre lati con luce notturna, abat-jour ed è cablato per la ricarica di smartphone, tablet, notebook con un microprocessore a controllarne i comandi. Anche questo arredo, così flessibile nella possibilità di utilizzo date le molte funzioni, si presenta come un gioco d’infanzia per i “grandi”, ma non troppo.

Bombi, wall paper di Giovanni Bettacchioli per Città Castello

Bombi, wall paper di Giovanni Bettacchioli per Città Castello

Lectoro: è un letto multifunzione, nella spalliera sono integrate luci e lampade flessibili LED, mentre nelle superfici laterali si trovano spazi di ricarica per ogni dispositivo. Sempre Arduino dal suo interno può generare effetti di luce.

Armario / Set si presenta come unarmadio solido in materiali pregiati. Da fuori notiamo la finitura a foglia d’oro e noce fiammato sulla struttura in listellare nobilitato di noce e faggio, e lo specchio sulle ante scorrevoli con specchio; mentre all’interno cassettiera e illuminazione rendono onore alla praticità razionale.

Lavabile: è un lavabo in terra refrattaria smaltata, free stand, cioè che può essere spostato e collocato ovunque. Il basamento è in travertino e la parte lignea a mosaico di listelli noce e rovere.

In via Tortona vedremo anche gli wallpaper e i progetti dell’Accademia di Belle Arti, i primi su disegno di Giovanni Bettacchioli, illustratore, dell’architetto Besmira Braho, Fabio Mariacci, graphic designer e artista e dell’architetto e designer Achille Sberna. A questi lavori si aggiungono i progetti di ricerca e progettazione degli studenti dell’Accademia “Pietro Vannucci” di Perugia del corso di Design3. Sotto la guida del docente Marco Tortoioli Ricci i ragazzi hanno esplorato il rapporto tra identità territoriale e design.

Città Castello – Designed to be Authentic- Loftino/ Opificio 31 di via Tortona

Michela Ongaretti

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Mungo: silicone ed ecodesign per l’arte di Luca Moretto, al Fuorisalone2015

Mungo: silicone ed ecodesign per l’arte di Luca Moretto, al Fuorisalone2015

MUNGO Italia al Fuorisalone 2015 con Luca Moretto . Manca sempre meno agli eventi di design del Fuorisalone 2015 di Milano e tra i protagonisti dell’eccellenza italiana non ci sono solo arredatori, ma anche aziende leader nella produzione innovativa delle materie prime, che servono per la realizzazione dei progetti di design, e sono fondamentali e insostituibili nello sviluppo della ricerca artistica. Parliamo di Mungo Italia, azienda che ha fornito i siliconi per la realizzazione delle opere dell’artista Luca Moretto, in mostra durante la Design Week e nel primo mese di Expo 2015 presso lo Spazio Tadini di via Jommelli 24. I prodotti Mungo, applicati alle opere dell’artista si potranno vedere anche allo spazio Seventy di via Pontaccio e al negozio Seventy di via Manzoni.

mostre Luca Moretto

Se Mungo Italia finora aveva nell’Arte il ruolo della messa in sicurezza, fissava i capolavori contemporanei, oggi è accolta da Moretto per entrare a pieno titolo nella realizzazione dell’opera, che si sviluppa in osmosi e rigenerazione dei ruoli: il mondo concreto entra nel mondo delle idee, e viceversa.

La filosofia di Mungo si lega indissolubilmente ai valori espressi dalle opere, che Moretto crea operando sui pezzi di ecodesign dell’azienda di produzione Staygreen, in cartone a doppia onda. L’idea di questo lavoro necessitava di siliconi con particolari colorazioni, che rispondessero al concept ecosostenibile nel suo insieme.

L’ad Mauro Leoni di Mungo ha risposto positivamente ed in maniera entusiastica alla ricerca di Moretto, dimostrando ancora una volta come l’Arte e il mondo produttivo non vivano su pianeti diversi, ma possano di concerto costruire un universo con la creatività e la tecnologia a reciproco sostegno. Si propone quindi l’utilizzo della nuova linea di polimeri ecosostenibili mappati LEED, tra i quali una gamma completa di siliconi con tutte le colorazioni possibili e immaginabili, impiegabili anche come pittura.

Expo si sta sviluppando sul ragionamento di una possibile economia dei consumi, e del cibo, nel rispetto e compatibilità con l’Ambiente, e Mungo è presente nel catalogo SI Expo (Sostenibilità e Innovazione) sugli edifici che racchiudono realmente e metaforicamente i sei mesi caldissimi per la Milano del 2015, allo stesso modo Mungo è orgogliosa di promuovere, e portare avanti nella ricerca, il proprio contributo all’ecosostenibilità del pianeta.

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Luca Moretto – Sintesi (silicone Mungo su tavola, 2013)

Moretto lavora il silicone in maniera spregiudicata: una sostanza industriale come se fosse marmo, come se fosse qualcosa che nonostante la veste estremamente contemporanea, sia inserita in una dimensione universale, in un tempo dilatato e in tal senso funziona la collaborazione con Mungo: un prodotto studiato per la durevolezza senza impatto negativo sull’ambiente, che resiste ai cambiamenti come l’idea artistica resiste alle mode. Il fatto che questi siliconi siano per l’artista colorati in modo esuberante è invece un’inno alla tecnologia felice e “umana”( o umanistica, che pone al centro l’uomo)simbolo dell’arte che vince sulle difficoltà dellavita, anzi è antidoto e oasi di bellezza, della possibilità di un’esistenza armonica tra le sue diverse componenti, le sue diverse funzioni.

JW Marriot Marquis Hotel Dubai costruito con materiali Mungo

JW Marriot Marquis Hotel Dubai costruito con materiali JW Marriot Marquis Hotel Dubai costruito con materiali Mungo

L’azienda svizzera multinazionale è leader nella progettazione, sviluppo e produzione di tecnologie e prodotti per il fissaggio, sigillatura e isolamento termo-acustico, ed è presente in oltre 50 paesi nel mondo.

La tecnologia nel fissaggio è la linea guida da più di quarant’anni, con l‘obiettivo di progettare e sviluppare costantemente nuovi prodotti per le utenze professionali più evolute, che siano aderenti alle normative europee crescenti dedicate al settore. L’ottobre del 2003 vede la nascita di Mungo Italia, con la sua “rivoluzione arancione”, dal colore del logo. Si impegna nel produrre prodotti di fissaggio di alta qualità, ma anche soluzioni applicative d’avanguardia. Per merito dello staff manageriale di pluriennale rilevanza, dell’innovatività del progetto, e della partnership con i migliori rivenditori professionali, con cui crea di volta in volta nuove strategie di business, la sezione italiana diventa la punta di diamante dell’azienda.

Skolkovo Moscow School Management Adjaye Associates Alucobond ACM, Mosca-Russia costruita con materiali MungoSkolkovo Moscow School Management Adjaye Associates Alucobond ACM, Mosca-Russia costruita con materiali Mungo

La comunicazione interessa non soltanto ciò che di nuovo esce sul mercato; è mirata al cliente anche nel tentativo di coinvolgerlo nelle situazioni in cui Mungo partecipa legate al gusto, all’arte e alla sua gioia di vivere, come nel caso di Moretto.Mungo in tedesco significa Mangusta e proprio come questo animale l’azienda saadattarsi al cambiamento in tutta velocità, donando energia positiva. Il coraggio di portare avanti un miglioramento continuo e la passione sono tra le sue core values, unite ad una fiducia nell’ intelligenza umana (tra cui quella creativa) e nel suo progresso, rara di questi tempi.

LEED®, Leadership in Energy and Environmetal Design, è un sistema di certificazione degli edifici che viene applicato in oltre 140 Paesi nel mondo. Afferma Mauro Leoni: “Sicuramente il progetto LEED rappresenta uno dei progetti più innovativi in assoluto di Mungo e lo si vede dal fatto che, dal 2012, ci siamo impegnati come centro di competenza LEED a promuovere questo protocollo nel comparto delle costruzioni e nella filiera del serramento”.

New production machine and production process at Exchem on 14/11/05

Bombolette LEED Mungo utilizzate da Luca Moretto

Oltre a presentare una gamma di prodotti mappati LEED, Mungo diventa così un riferimento per i requisiti di sostenibilità ambientale e qualità di nuovi materiali e componenti, che interessa progettisti come architetti o designer.

Accompagnerà con quel coraggio citato le innovazioni nell’ambito dell’edilizia, la cui sfida sempre più pressante è il risparmio energetico: l’ecosostenibilità non è data solamente dal riciclo o dall’utilizzo di sostanze naturali, comunque alla base dei siliconi, ma può nascere dalla capacità di isolamento nell’architettura. La sigillatura di infissi per porte e finestre rappresenta la possibilità di minimizzare l’impatto del riscaldamento. Mantenere un ambiente isolato è una missione nuova e attuabile attraverso lo sviluppo delle recenti tecnologie di Mungo.

Color Drops-Mini Rosso Scuro di Luca Moretto (silicone su cartone 2014)

Color-Drops-Mini-Rosso-Scuro-di-Luca-Moretto-silicone-su-cartone

In questo modo l’Architettura ha nuove possibilità realizzative per strutture esterne con la nuova generazione di fissativi: lo sviluppo di materiali nuovi stimola creatività nuove, la natura artistica e quella scientifica e razionale dell’uomo si incontrano ancora una volta.

Michela Ongaretti