Record per Marzio Tamer, moltissimi visitatori anche per un elefante

Record di visite per Marzio Tamer. Tre mesi al Museo di Storia Naturale

Record di visite per un genio assoluto del figurativo. La mostra di Marzio Tamer presso il Museo di Storia Naturale ha stupito per tre mesi i milanesi e i turisti amanti dell’arte.

Chiuderà domenica 7 gennaio 2018 la prima mostra in uno spazio pubblico del pittore. La curatela è di Stefano Zuffi e Lorenza Salamon, direttrice dell’omonima galleria, che Artscore ha avuto il piacere di intervistare il mese scorso durante l’esposizione di Gianluca Corona. Quella che si presenta come la più vasta esposizione finora concepita sulla produzione di Tamer ha raggiunto il suo record soprattutto nei giorni di festa, dove ad ammirare animali e paesaggi abbiamo visto persone di ogni età e provenienza, anche famiglie con bambini.

Recordo per Marzio Tamer, moltissimi visitatori davanti ad un elefante

Record di visite per la mostra di Marzio Tamer, tre mesi al Museo di Storia Naturale anche per un elefante ad acquerello e dry brush, ph. Sofia Obracaj

Questioni di disciplina

Anche al Museo di Storia Naturale ciò che stupisce di Tamer è in primis la tecnica. Lorenza Salamon, che lo tratta dalla fine degli anni ottanta, lo definisce senza esitazione come il più bravo acquerellista vivente. Record di eccellenza sia per gli acquerelli, sbalorditivi nella resa intensa e definita, “grafica”, che per la raffinatezza della sua tempera all’uovo e dei quadri ad olio su tela.

Tamer inizia con l’acrilico, ma si converte alla tempera proprio su consiglio di Salamon.  Ha perfezionato in pochi mesi la cura nell’impegnativa preparazione di supporto e colori, che si è rivelata congeniale alla sua ricerca, alle sue scelte iconografiche. Non é da tutti, ma questa dedizione traspare per tutti dall’opera finita. Con consapevolezza dichiara quanto il maniacale lavoro sull’equilibrio della composizione e la scelta dei toni, siano le due componenti essenziali per riuscita di un suo dipinto.

Record di visite al Museo di Storia naturale per Marzio Tamer, Daino

Record di visite per Marzio Tamer al Museo di Storia Naturale. Un recente ritratto di Daino, particolare, acquerello intelato, 2017


Solo successivamente Tamer ha incontrato l’acquerello che lo ha entusiasmato e impegnato su molta produzione. Memorabile la selezione estrema nella scelta dei colori, e quella definizione lineare davvero unica. Gli ultimi acquerelli sono particolari di teste non finite, emergenti dal fondo chiaro, come il daino a misura naturale in mostra. La decontestualizzazione dell’animale dal suo habitat, come in un vero e proprio ritratto, unita alla proporzione naturale, caratterizzano anche l
e opere più recenti, ad olio.

Qualunque sia il soggetto raffigurato l’artista mette sempre in evidenza la texture: che sia del pelo di un lupo, della pelle rugosa di un elefante, della ruvidezza di una pietra, del terreno argilloso di una collina o della massa mobile delle fronde di un albero.

Record di perfezione per Marzio Tamer

Record di visite al Museo di Storia Naturale, MarzioTamer, Gelso, acquerello e dry brush, 2009

I soggetti

La passione per gli animali viene dall’infanzia, dall’idea della madre di creare un’enciclopedia degli animali. Le foto in quelle pagine ritraggono i soggetti che l’artista oggi propone con una visione sensoriale, quasi come se l’estrema semplicità del fondo bilanciasse una presenza tattile e psicologica dell’animale. Ciascuno di essi ha un suo carattere, una sua presenza scenica, che ci attrae rendendoci parte di essa. Pare di sentire il loro respiro da vicino, dopo che una barriera sia stata rimossa. Siamo catapultati nel loro mondo.

Se il paesaggio risponde spesso della profonda osservazione del contesto lombardo, qualche volta il pennello di Tamer si sofferma su un dettaglio di un viaggio più lontano. Per la ferrea necessità di controllare la composizione, il racconto è dato soprattutto dai rapporti spaziali, ci sono dipinti che elaborano una visone dal vivo per arrivare a paesaggi in parte immaginari.

La nostra scoperta museale ha individuato e seguito tre linee guida o “sentimenti”, per noi di grande valore in quanto visivamente ben comprensibili. Ecco quindi l’avvicinarsi dello sguardo del pittore agli elementi selezionati con rigore elegante, la rilevanza identitaria delle loro textures, e la sfacciata integrazione tra gli elementi naturali. Quale è il soggetto tra un masso grande più della metà della tela e un uccellino posato su di esso? La grazia di “esemplare” è condivisa, anche con noi.

In mostra si può vedere un accostamento con le acqueforti di Federica Galli, la cui Fondazione promuove l’esposizione.

Record per Marzio Tamer, moltissimi visitatori davanti ai suoi lupi

Record di visite per la mostra di Marzio Tamer, tre mesi al Museo di Storia Naturale con i lupi, ph. Sofia Obracaj

Il Lupo

Tra tutti gli animali rappresentati un ruolo d’onore spetta al lupo, con diversi lavori nel corpus delle opere di Tamer. Anello di congiunzione tra l’Uomo e la Natura selvaggia, vive attraverso la pittura in molti atteggiamenti, in compagnia o più spesso solo.

Il lupo è protagonista anche del cortometraggio di Gabriele Salvatores, proiettato nella seconda sala.  Si intitola “The Promise” e riflette anche questo sul rapporto tra l’uomo e la Natura, emblematizzata dal cane originario.

Record di viste alla mostra milanese di tamer al mueso di Storia Naturale

Record di visite per marzio Tamer. Una prova di perfezione e semplicità

Un dipinto

Massimo esempio della perfezione raggiunta è un passero posato su di una pietra, che già nella sua forma ad uovo porta il pensiero sulla naturale geometria della natura e rimanda al simbolismo dell’origine. Da notare come le ombre dei due elementi compositivi si riflettano con un effetto diverso dovuto alla diversa materia di appoggio. In questo capolavoro ritroviamo le parole di Stefano Zuffi quando definisce l’opera di Tamer un “canto d’amore verso ogni aspetto del mondo“, che sentiamo come “non ci circonda dall’esterno ma penetra dentro di noi, fino alle più delicate ragioni del sentimento”.

Record id visite per la Natura del pittore Tamer

Record di visite per la mostra Marzio Tamer, Pittore per Natura. Tra i suoi animali, ph. Sofia Obracaj

Record milanese

La maggior parte dei cinquanta dipinti proviene da collezionisti privati che hanno prestato le opere. Le offrono all’osservazione di visitatori che non coincidono col pubblico di una galleria, dimostrando, con il loro grande afflusso, quanto per avvicinare all’arte alle persone forse non abbiamo bisogno di concettualismi astrusi. Mostrare la bellezza attraverso uno sguardo posato sul mondo, per restituire una visione soggettiva ma nello stesso tempo rispettosa del reale, è un record per nulla scontato.

Michela Ongaretti

Record di visite per Tamer e iil suo rinoceronte

Record di visite per Marzio Tamer- Pittore per Natura. Rinoceronte acquerello e dry brush, ph. Sofia Obracaj

Record di visite per Tamer e i suoi animali

Record di visite per Marzio Tamer- Pittore per Natura. Tempera all’uovo per i lupi, ph. Sofia Obracaj

Record di visite per Tamer e i suoi paesaggi

Record di visite per Marzio Tamer- Pittore per Natura. Paesaggi, ph. Sofia Obracaj

 

Museo di Storia Naturale, Corso Venezia 55 – M1 Palestro

dalle 9.00 alle 17.30 (ultimo ingresso 17.00) ingresso libero
Per maggiori informazioni: www.comune.milano.it

Kyoko Dufaux, 2015, La scimmia e il pino, acrilico su tela

Gravitazione. Juryoku. Tre artiste giapponesi a confronto presso Paraventi Giapponesi-Galleria Nobili a Milano

Gravitazione. Juryoku. Tre artiste giapponesi a confronto presso Paraventi Giapponesi-Galleria Nobili a Milano

Akiko Kurihara, Ayumi Kudo, Kyoko Dufaux  alla  Galleria Paraventi Giapponesi di via Marsala 4 a Milano  Aperta fino al 30 gennaio 2016. Indirizzo: via Marsala 4 .

 

Una passeggiata nella zona di via Solferino mi ha fatto scoprire la galleria Paraventi Giapponesi, dove sono stata accolta da Raffaella Nobili per la visita alla mostraGravitazione. Juryoku. 重力, a cura di Matteo Galbiati e costituita dalle opere dalle tre artiste Akiko Kurihara, Ayumi Kudo e Kyoko Dufaux.

Kyoko Dufaux, 2015, La scimmia e il pino, acrilico su telaKyoko Dufaux, 2015, La scimmia e il pino, acrilico su tela

Raffaella e Alessio Nobili hanno aperto lo spazio nel 2006 per occuparsi esclusivamente di arte nipponica: ha infatti il nome di un oggetto identificativo della delicatezza decorativa del sollevante; e di questa grazia riflessiva continua a nutrirsi la mia memoria. Consiglio quindi fino al 30 gennaio la visita alle opere delle tre creative residenti da diversi anni in Europa, operanti nell’ambito del design, dell’illustrazione e della scultura.

logo_nobili

paraventi-giapponesi-paravento-con-peonie-e-uccellini-della-collezione-nobili-periodo-edo-inizio-xix-secolo-particolareParavento con peonie e uccellini della collezione Nobili, periodo Edo, inizio XIX secolo, particolare

Il tema della gravitazione è stato declinato secondo le peculiari e ben differenti personalità artistiche; riguarda la nozione fisica intesa come forza di attrazione dei corpi verso il centro della Terra, e l’interazione tra due masse, con le teorie di Newton e Einstein, ma anche una condizione morale secondo il termine latinogravitas che rimanda ad un atteggiamento dettato da sobrietà e gestione controllata delle emozioni, pur negative. Questo concetto pare avvicinarsi a quelli buddisti di sati e appamāda, dove il primo indica lo stato di coscienza illuminata e il secondo la continuità dello stato di sati. Appamāda e gravitas trovano un punto di contatto nella nella persistenza di uno stato di coscienza senza interruzioni o limiti temporali.

Su questi valori semantici, sui relativi punti di contatto tra due culture, hanno lavorato le tre artiste con opere realizzate ad hoc.

Per me è stato come entrare in un mondo sconosciuto, dove la cultura d’ origine delle protagoniste informa la qualità delle opere. Può sembrare ovvio ma in quest’epoca di globalizzazione siamo abituati a considerare l’arte come produzione generalmente internazionale, senza considerare come l’approccio dipenda da un’educazione alla bellezza peculiare, qui avvertibile nell’attenzione formale e nell’affidare i concetti a figurazioni lineari, grafiche, anche nella gioielleria e nei pezzi di scultura.

Ayumi Kudo, Non è escluso che un dolore sordo un giorno provochi altro dolore acuto, 2015, inchiostro, matita colorata, tavola di legnoAyumi Kudo, Non è escluso che un dolore sordo un giorno provochi altro dolore acuto, 2015, inchiostro, matita colorata, tavola di legno


Kurihara realizza i gioielli della serie Thinking about the gravity, che gioca conironia sul pensiero della gravità come forza fisica.In Giappone, mi spiega Raffaella, non esiste differenziazione tra arte e artigianato, e queste opere mostrano in effetti come si possa indossare un concetto. Sono collane, orecchini, anelli, ciondoli in materiali preziosi differenti che ci spingono ad osservare il reale e restare divertendoci della sua poliedrica o doppia interpretazione, così il peso la forma o il colore diventano materia per espedienti inaspettati e quasi magici. Il girocollo Upside down gioca sul confronto col doppio od opposto, sfida le leggi fisiche, del senso di gravità appunto, perché la parte più lunga e verosimilmente più pesante si orienta verso l’alto e non verso il basso.

Akiko Kurihara, Alchemistic stick, 2015, collana oro giallo 18K e argento 925 Akiko Kurihara, Alchemistic stick, 2015, collana oro giallo 18K e argento 925

Alchemistic stick è sempre un girocollo con un ciondolo che ne contiene la catena, per metà in oro e per metà in argento ossidato: se si tira la catenella da un lato essa risulta interamente dorata, se la si tira dall’altro assume il colore scuro, come se il nostro peso e la nostra forza fossero in grado di renderci alchimisti che sanno trasformare l’oro in argento, e viceversa.

Ayumi Kudo, 2015,Gravità di parola,penna, inchiostro, carta e chiodo (1)Ayumi Kudo, 2015,Gravità di parola,penna, inchiostro, carta e chiodo

Ayumi Kudo è l’artista che mi ha più colpito con i suoi disegni e le sue sculture. I lavori grafici sono accompagnati da un testo che chiarisce, orienta al ragionamento suggerito e ne amplifica la portata espressiva.

Le parole e le immagini costruiscono pari passo il senso di tutte le opere che riflettono sull’idea di peso in senso fisico e figurato, come per la piccola scultura composta da una penna stilografica carica di inchiostro che imbibisce il blocco di fogli nel quale è conficcata come una spada, a dimostrare la portata a lungo termine, il peso appunto, di un contenuto comunicato con la scrittura.

Tracce di vita è un insieme di minuscole sculture inedite in marmo, hanno forma e peso diversi come diverso è il peso di ciascuno di noi, determinato in base alla gravità relativa al punto geografico sul globo.

Ayumi Kudo, Tracce di vita (in senso orario Galileo Galilei, Isaac Newton, Ayumi Kudo, Aristotele e Fumitaka KudoAyumi Kudo, Tracce di vita (in senso orario Galileo Galilei, Isaac Newton, Ayumi Kudo, Aristotele e Fumitaka Kudo).

Kudo ha rappresentato in due pezzi la differenza tra il peso suo e del marito, tra Italia e Giappone, mentre la forma delle singole opere è la traccia della gravitazione nell’esperienza del viaggio geografico e culturale, attraverso i personaggi che hanno “pesato” sulla sua formazione.

Sono le storie di scienziati artisti e letterati come Einstein, Galileo, Saint- Euxepérie, Leonardo da Vinci.

Kyoko Dufaux

Kyoko Dufaux, 2015,L’acquazzone improvviso, acrilico su tela

Kyoko Dufaux è in primis un’illustratrice, in mostra con dipinti legati all’idea della leggerezza, della levità costruita attraverso il suggerimento dellamancanza di gravità dei suoi personaggi.

Essi sono animali nati dalla mente immaginifica vicino alla narrazione dell’illustrazione e della sua atmosfera fiabesca: sono “antropizzati” al punto da vivere gesti e situazioni con una sensibilità e una postura umana, e ritratti mentre rappresentano momenti dove la loro natura rivela l’attaccamento al terreno, la gravità, e il suo superamento nella tensione verso il cielo, la leggerezza, come se indicassero la dualità dell’umano nella dedizione al peso quotidiano degli eventi insieme al desiderio di allontanarsi da esso, per realizzare i nostri sogni. Si veda ad esempio l’olio dal titolo La scimmia e il Pino, dove la bestiola si stacca dall’albero con movenze da danzatrice, levitando nell’aria per avvicinarsi alla luna.