Una sedia realizzata in Madagascar per Tsara, progetto di Giulio e Vinaccia

Il Compasso d’Oro ADI premia il design sociale di Giulio e Valerio Vinaccia

Il Compasso d’Oro ADI premia il design sociale di Giulio e Valerio Vinaccia

DI MICHELA ONGARETTI

Il prestigioso Premio Compasso d’Oro ADI, alla sua XXIV Edizione, non è solo per il progetto di prodotti, coinvolge anche i processi. Quest’anno ha assegnato l’onorificenza per la metodologia progettuale a “Design as a development tool” di Giulio e Valerio Vinaccia con UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale).
XXIVesimo Compasso d'Oro ADI

XXIVesimo Compasso d’Oro ADI

 

Sono particolarmente lieta della vittoria che per la prima volta nella storia del Compasso è assegnata al design sociale. Premiata è infatti la metodologia nell’ambito del design, utile a favorire e far innescare la miccia del progresso nelle specifiche condizioni di paesi in via di sviluppo, e per questo spero emulabile da altre menti progettuali negli intenti e nei risultati.

Una sedia realizzata in Madagascar per Tsara, progetto di Giulio e Vinaccia

Una sedia realizzata in Madagascar per Tsara, progetto di Giulio e Vinaccia

 

Vinaccia riceve anche la Menzione d’Onore per Tsara Project nel Madagascar, sempre design per lo sviluppo coinvolgendo anche le maestranze artigianali locali.

Giulio e Valerio Vinaccia hanno lavorato all’interno dei programmi di UNIDO sviluppando attraverso il design una metodologia d’intervento per creare sviluppo economico e sociale che non stravolga l’ambiente di riferimento dell’intervento, ma suggerisca interventi partendo dalle esistenti risorse umane, culturali e territoriali.

Ritratto di Giulio Vinaccia

Ritratto di Giulio Vinaccia

 

Inizialmente è Giulio Vinaccia ad entrare nel 2008, con l’ente internazionale, in un programma di sviluppo globale. Oggi coordina Creative Med, per lo sviluppo di quattordici cluster di industrie creative tra sette paesi del Mediterraneo.

Anche Tsara è stato portato avanti da Vinaccia con UNIDO, in questo caso con il fondamentale finanziamento del NORAD (Norwegian Agency for Development Cooperation ).

Un'artigiana sorridente in Madagascar, progetto Tsara

Un’artigiana sorridente in Madagascar, progetto Tsara

 

Il Madagascar è tra i paesi fortunatamente non in guerra uno dei più più poveri sul globo, dove le donne ai margini della società sono oltretutto prive per casta di ogni diritto sociale. Per una comunità di duemila di queste donne il destino è cambiato grazie alla creazione di Tsara: casa produttrice di borse e arredi in nylon e fibre naturali intrecciati, impresa nata per essere in futuro autonoma. Da questa iniziativa è nato poi il programma integrato Tsara Project, che interessa istruzione, assistenza alla salute e per l’impresa.

Giulio Vinaccia si dichiara soddisfatto per l’interesse suscitato dal design sociale e che i due premi possano sottolineare la sua reale possibilità di essere uno strumento di cambiamento per lo sviluppo.

Ceramista Egiziana al lavoro

Ceramista Egiziana al lavoro

 

Sin dal 1993 la sua carriera è stata interessata da molti altri interventi di design sociale internazionale, dal Brasile alla Svezia, dal Canada all’Afganistan, dall’Egitto, al Pakistan ed Haiti, operando non soltanto in paesi in via di sviluppo ma anche in situazioni del cosiddetto “primo mondo” dove la crisi è rappresentata da cambiamenti economici e sociali o da eventi catastrofici. Insiste infatti sul fatto che il design è “ un attitudine”, non attività fine a se stessa ma “progettazione del sistema di relazioni”, che può concretamente cambiare le condizioni di vita nel dare soluzione a determinati problemi.

Uno dei prodotti realizzati per Tsara

Uno dei prodotti realizzati per Tsara

 

I progettisti non vivono con la testa fra le nuvole ma ” operano in strutture complesse, con la difficoltà di rapportarsi con differenti figure professionali e umane e con culture e pratiche molto distanti”. Gli interventi per la valorizzazione economica e produttiva di un territorio è portata avanti in effetti attraverso progetti di design per l’artigianato coinvolgendo le competenze tramandate specifiche di ogni ambito geografico. Sicuramente il design non si può limitare al prodotto finito: quello sociale sta secondo Vinaccia prendendo piede anche in Italia, perché cambiano i bisogni, e il nostro sistema economico e culturale ci porta a vedere con occhi diversi il sostegno verso comunità in crisi sempre più vicine a noi.

Particolare della sedia realizzata con Tsara

Particolare della sedia realizzata con Tsara

 

Il premio è importante per l’organizzazione che ha sviluppato il progetto proprio perché si mostra il design come strumento attivo per combattere la povertà e generare reddito e e resilienza nei paesi del Sud, attraverso nuove forme di economia creativa”, dichiara Gerardo Patacconi, Direttore del Agri-Business Department di UNIDO. Dimostra che la creatività non è solo al servizio di chi ha molto denaro da spendere per un arredo originale, da esibire nel proprio salotto.

Michela Ongaretti

Hautematerial durante la lavorazione del legno

Hands on Design. Il brand italiano che nasce dall’incontro tra artigianato e design internazionale

Hands on Design. Il brand italiano che nasce dall’incontro tra artigianato e design internazionale

Hands on Design è un brand milanese sviluppato nel 2015 da Shiina+Nardi Design Snc, la cui mission è quella di ideare e realizzare oggetti attraverso la connessione tra il mondo dell’artigianato tradizionale e di alto segmento, dei singoli laboratori, a quello del design contemporaneo, con una speciale attenzione al panorama giapponese. Si possono ammirare le collezioni in uno spazio dedicato al progetto, collocato in una zona strategica per il design milanese degli ultimi anni, Porta Venezia.
Hands on Design, interno dello spazio in via Rossini

Hands on Design, interno dello spazio in via Rossini

 

Lo showroom Hands On Design ha inaugurato da soltanto alcuni mesi, il 18 febbraio 2016, ed è stato teatro di una prima mostra in occasione delFuorisalone 2016. Poco prima della Design Week avevo intervistato Setsu e Shonibu Ito, tra i protagonisti dell’esposizione nello showroom di via Rossini 3; grazie al mio interesse per i designer giapponesi sono venuta a conoscenza del lavoro unico svolto da Hands on Design.

Conferma della forte componente nipponica nel progetto, un’anima della coppia fondatrice, è stato per me martedì 14 giugno, quando ho visitato il negozio in occasione dell’evento di saluto all’estate: gli oggetti della collezione 2016 sono stati interpretati da Sumiko Furukawa con una performance floreale secondo l’arte dell’Ikebana.

Lampadario Bugatti, design Shiina+Nardi Design, manifattura Kanaami Tsuji, 2016

Lampadario Bugatti, design Shiina+Nardi Design, manifattura Kanaami Tsuji, 2016

 

Hautematerial durante la lavorazione del legno

Hautematerial durante la lavorazione del legno

 

La bellezza scaturita è semplice, ma complessa nella sinergia alla sua base, che rende unico un oggetto e non assimilabile alla moda del momento. C’è qualcosa di assoluto nella purezza dei materiali forgiati secondo norme antiche e naturalmente in armonia con l’ambiente, ecosostenibili nel loro DNA. Non solo: i progettisti Shiina+Nardi rispecchiano la forte componente italiana e giapponese del brand, ma hanno svolto e continuano a svolgere attività di ricerca internazionale delle migliori manifatture e maestranze artigianali, al fine di metterli in contatto e nella possibilità di confrontarsi con il lavoro dei designer più innovativi ed esteticamente originali, per ricevere input tecnici e culturali nuovi e utili al rilancio di una disciplina. A loro volta i designer scoprono l’umanità e maestria di lavorazioni che sono state alla base dell’evoluzione progettuale e dell’industria, l’inizio della Storia del Design, e ne possono interpretare con sensibilità le potenzialità, anche nell’ottica di un’apertura dei valori artigiani a mercati più ampli e attuali. L’unione dei due saperi rafforza il valore intrinseco di un oggetto.

Preparazione della lacca giapponese secondo la tecnica tradizionale Urushi, di Maruyoshi Kosaka

Preparazione della lacca giapponese secondo la tecnica tradizionale Urushi, di Maruyoshi Kosaka

 

La professione e la tecnica artigianale è quindi portata alla ribalta e riscoperta nella sua veste più contemporanea, che sia la costruzione di cestelli di legno, di vasi e contenitori torniti o delle murrine millefiori. Da esse oggi abbiamo, solo per fare alcuni esempi di Hands On Design, i piatti opalescenti degli stessi Shiina+Nardi, le ciotole laccate Urushi di Giulio Iacchetti, i vetri eterei di Kanz Architetti, solo per fare alcuni esempi: mi fanno pensare alla strada aperta dalle collezioni di fine ottocento delle Arts and Crafts, con la loro straordinaria portata innovativa e di qualità estetica nella loro durevolezza.

Tavolino Shushu, design di Tsukasa Goto, manifattura di Hiroaki Usui, 2016

Tavolino Shushu, design di Tsukasa Goto, manifattura di Hiroaki Usui, 2016

 

Fra le aziende artigiane protagoniste del progetto Hands on Design sono: Artexa, Ercole Moretti, Fara Gioielli, Shuji Nakagawa, Shibaji Ochiai, Takeo Shimizu, Slow Wood, Soffieria, Tumar, Warousoku Daiyo, 224 Porcelain, Kanaami Tsuji, Hiroaki Usui, Ogatsu Ishi, Yoko Takirai Jewellery, Hautematerial, Risogama, Kaykado, Maruyoshi Kosaka.

Un momento della lavorazione del feltro, Gruppo Tumar Art (Kirghizistan)

Un momento della lavorazione del feltro, Gruppo Tumar Art (Kirghizistan)

 

I designer coinvolti nel 2016: Tomoko Mizu, Carlo Contin, Lorenzo Damiani, Denis Guidone, Giulio Iacchetti, Setsu &Shinobu Ito, Kanz Architetti, Kazuyo Komoda, Minale-Maeda,Ilaria Marelli, Eliana Lorena, Shiina+Nardi Design, Takirai Design, Natsuko Toyofuku, Carlo Trevisani, Gum Design, Roberto Sironi, Laudani-Romanelli, Buzzo- Lambertoni, Barbara Archiuolo, Tsukasa Goto.

Il negozio Hands on Design è stato disegnato da Paolo Ortelli e si trova in un un’edificio dal genius loci artistico, che ha ospitato nel tempo gli studi/bottega di Medardo Rosso, Lucio Fontana, Marcello Nizzoli. Oggi il luogo è teatro della creatività milanese nella concentrazione di laboratori di restauro, botteghe d’arte, atelier di moda e di design. Anche il contesto storico e architettonico, siamo nella zona del liberty cittadino, pare dunque accompagnare gli stessi valori del brand.

Sgabello Ovarin, design di Giulio Iacchetti, manifattura Hautematerial e Tumar, 2016

Sgabello Ovarin, design di Giulio Iacchetti, manifattura Hautematerial e Tumar, 2016

 

Vi consiglio la visita segnalandovi due prodotti sintomatici della sinergia artistica tra artigiani e designer. Il primo è il lo sgabello Ovarin disegnato da Giulio Iacchetti e realizzato da Tumar Art, per il feltro della tradizione del Kirghizistan, e Hautematerial, italiani specializzati nella lavorazione del legno, il secondo è il lampadario Bugatti frutto della lavorazione in rete metallica di Kyoto di Kanaami Tsuji e del progetto di Shiina+Nardi Design.

Pensate, qui ogni oggetto ha una lunga storia fatta di diverse tradizioni, eppure ha un aspetto nuovissimo, è quasi nato ieri.

Michela Ongaretti

lee broom

In van per la Milano del Fuorisalone: Lee Broom e il suo road-show con la collezione Optical

In van per la Milano del Fuorisalone: Lee Broom e il suo road-show con la collezione Optical

DI MICHELA ONGARETTI

Lee Broom porta in van la collezione Optical al Fuorisalone 2016.

E’ stato la rivelazione del Fuorisalone, almeno per me, perché nel Regno Unito Lee Broom è assai noto come interior designer e progettista

La Milano Design Week è stata teatro itinerante per lui che ha allestito all’interno di un van una vera e propria installazione con la sua nuova linea di lampade Optical.

 

L'installazione sul van Palazzo Italiano con il designer e la collezione Optical

L’installazione sul van Palazzo Italiano con il designer e la collezione Optical

 

Si è fermato in diversi punti della città, lezone calde del Fuorisalone, fino a sabato, aprendo le porte al suo Salone del Automobile (sic), nome ironico per l’operazione “alternativa”, comunque ben accolta ed anzi considerata a tutti gli effetti estensione dell’istituzionale MDW.

L’installazione nel van, quello per le consegne del suo negozio, si chiama Italian Palazzo come omaggio alla nostra architettura, perché Broom ripensa alle sue visite precedenti quando era rimasto impressionato dalle location in antiche dimore cittadine, con i loro maestosi interni.

Il Fuorisalone secondo Lee Broom, con un particolare della decorazione

Il Fuorisalone secondo Lee Broom, con un particolare della decorazione

 

Incorporata alla scenografia la collezione di lampade, in metallo e vetro soffiato, è “Optical”, con l’idea nata dalle illusioni ottiche e dalla op art dei dipinti degli anni sessanta, mutevoli nelle diverse angolazioni e prospettive: allo stesso modo le luci cambiamo il loro look girando attorno ad esse. Somigliano anche a dei lampioni, per ricordare che l’evento è on the road per le vie della città lombarda.

Lampade da terra e e sospensione della collezione Optica di Lee Broom

Lampade da terra e e sospensione della collezione Optical di Lee Broom

 

Segnalata tra i 15 migliori allestimenti per la MDW2016, la mostra compatta e trasportabile è caratterizzata dal grigio, marchio “di fabbrica” della creatività di Broom, ornata da colonne e architrave come sfondo classicista e monocromo, in contrasto controllato con lo stile sixties delle lampade sferiche, appoggiate su sostegni quelle da tavolo, appese direttamente alla struttura le sospensioni o dal lungo stelo quelle da terra. Tutto perfettamente posizionato per materializzarsi agli occhi come una vera stanza apparsa dietro ad una porta magica.

Lee Broom ha aperto alla fine del 2013 uno showroom nel quartiere di Shoreditch a Londra: sotto l’insegna Electra House presenta tutti i prodotti per l’illuminazione e l’arredamento e con la propria etichetta: ha realizzato più di 75 oggetti dal 2007, oltre ad una ventina con altri marchi. Ha particolarmente a cuore la selezione degli artigiani, piccoli produttori e manifatture inglesi. Essi hanno creano ciò che Broom personalmente produce e distribuisce, tra cui ricordo il best seller del marchio, le lampade a soffitto in ottone e vetro Crystal Bulbs.

Crystal Bulb Chandelier di Lee Broom

Crystal Bulb Chandelier di Lee Broom

 

Coerentemente alla sua visione proposta anche a Milano, ogni mobile è collocato in una piccola scenografia, ed ogni oggetto è frutto di un’eccellenza artigianale scelta con cura.

Come interior designer in patria ha curato molti spazi residenziali e commerciali, ristoranti e bar di cui ricordiamo l’Old tom & English a Soho con velluti, legni, e le sue lampade forgiate nel marmo prodotte solo grazie alla perizia tradizionale di artigiani italiani.

Lee Broom abbraccia Rossana Orlandi il primo giorno del tour per le location del Fuorisalone

Lee Broom abbraccia Rossana Orlandi il primo giorno del tour per le location del Fuorisalone

 

Il viaggio del department store immaginario intorno ai distretti chiave del design milanese è partito martedì 12 da S. Ambrogio con il celeberrimo spazio commerciale e di tendenza di Rossana Orlandi, mentre la sera ha animato il dehor del mitico Bar Basso, teatro e rifugio del bel mondo del progetto, milanese e non, dagli anni novanta. Poco dopo la classica ora dell’aperitivo, i calici si sono alzati anche in nome della sua creatività per il party inaugurale.

Il secondo giorno lo si poteva ammirare presso il polo nuovissimo S. Gregorio Docet nell’omonima via vicino a Corso Buenos Aires. Il terzo giorno si è posizionato nel cuore di via Tortona, mentre venerdì 15 aprile è stata la volta di Brera, per la precisione davanti a Fantini in via Solferino 18.

Il road show si è concluso il 16 aprile al design district di via Ventura Lambrate, ormai diventato di culto per le idee più fresche dei giovani creativi.

La collezione Optica di Lee Broom alla MDW2016

La collezione Optical di Lee Broom alla MDW2016

 

Il furgone scenografico non è stato un antagonista ma per ogni location ha fatto da corollario espositivo in accordo con gli eventi e gli espositori, collocato in strada ma non clandestino.

Non è la prima volta che il designer si inserisce in modo originale nel contesto stimolante e caotico del Fuorisalone, e già sono entrate nella sua storia personale e creativa le settimane di primavera passate. Mi domando come sia possibile averlo notato solo nel 2016!

Studiando un p0′ .. ho scoperto che l’anno corso era “stabile” ma in un luogo lontano dalla pazza folla, in zona Stazione Centrale aveva ridato vita ad un negozio dismesso con la varietà dei suoi pezzi di design, dalle lampade alle poltrone, dai mobili agli specchi. Nel 2012, la sua prima volta al Fuorisalone, aveva ricreato in via Ventura un vero e proprio pub inglese in una galleria e ricorda di avere sul serio bevuto un whisky con un visitatore italiano che compiva quel giorno 100 anni. Avvezzo al concetto di makeover funzionale usato in senso spettacolare, aveva pure nel 2015 trasformato il suo showroom di Shoreditch in un negozio di fiori.

Lo showroom di Londra trasformato in negozio di fiori

Lo showroom di Londra trasformato in negozio di fiori

 

Sicuramente è un’esperienza che vorrà ripetere, (chissà cosa studierà per il Fuorisalone 2017), vista l’opinione entusiasta sulla Milan Design Week. L’ha infatti descritta come “meravigliosa, che lega tutti i partecipanti in maniera speciale”. La manifestazione milanese è “incredibilmente importante per designer come me perché è seguita in tutto il mondo, vi accorrono persone persino dall’Australia”, e questa global audience rende l’evento una vetrina unica, sia per mettersi in mostra che per osservare le novità nel campo, senza avere i vincoli di una fiera tradizionale come il Salone del Mobile.

Michela Ongaretti

colorplay-veneta sedie

Anticipazioni Design Week 2016: il Fuorisalone di Veneta Sedie nel quartiere Isola

Anticipazioni Design Week 2016: il Fuorisalone di Veneta Sedie nel quartiere Isola

Anche quest’anno l’azienda di Padova Veneta Sedie parteciperà al Fuorisalone con un evento speciale il 14 e il 15 aprile in via Civerchio, in collaborazione con lo studio di interior design FZILa filosofia dell’evento è in linea con la mission del produttore,portare nel mercato italiano e mondiale il risultato di un’operazione che unisce il bel design Made in Italy al buon lavoro artigianale su un materiale antico e vitale come il legno, straordinario nella versatilità delle lavorazioni.
La collezione Colorplay di Veneta Sedie per esterni

La collezione Colorplay di Veneta Sedie per esterni

Il direttore Enrico Rosa ha scelto volutamente il quartiere Isola in Milano, la zona dove ancora è toccabile con mano la presenza delle botteghe artigiane, di una città che un tempo era molto più costellata di laboratori e piccole imprese fabbricatrici. Qui si trovano o sono rinate alcune attività e all’interno di una bottega artigianale, il laboratorio Cagliani, si terrà l’evento “Il futuro è l’artigianato – la forza della tradizione muove l’innovazione”.

futuro artigiano-micelli

Ispiratore di queste giornate è il libro di Stefano MicelliFuturo Artigiano. L’innovazione nelle mani degli italiani, dove si spiega che il filo rosso che lega il made in Italy di successo oggi, dalle macchine di precisione alla moda, dai grattacieli a pezzi di design in edizione limitata, è il lavoro artigiano, alla base di tutte quelle realizzazioni. Ad esso la nostra cultura non dà il giusto rilievo, mentre sono moltissime le realtà in Italia dove si trova ad essere l’ingrediente essenziale per lo sviluppo qualitativo ed innovativo. Nel volume si parla degli esempi dati da tutte le situazioni e i modi in cui l’eredità delle tecniche tradizionali sta dando futuro all’economia e al suo lancio nel mercato internazionale. Un racconto del mondo artigiano italiano, poco noto ai più, e fuori dai confini, per riflettere sul merito reale e sulle reali opportunità di crescita della nostra creatività.

Veneta Sedie. La selezione della materia prima

Veneta Sedie. La selezione della materia prima

 

Sempre secondo Micelli il lavoro dell’artigiano viene spesso associato al valore della perizia tecnica intesa come continuazione di valori tradizionali, tramandati di generazione in generazione, e slegata quindi da una necessità di innovare il linguaggio e la tecnica costruttiva di un oggetto funzionale.

Nel linguaggio comune poi non sempre l’aggettivo “artigianale” ha connotazioni positive, spesso descrive un prodotto sommariamente realizzato, mentre se si coinvolgono le vere e proprie figure del “ maestro d’arte” o la “maestria artigiana”, si rimanda alla “piena padronanza delle tecniche e delle conoscenze dell’artigiano e che suggeriscono un costante impegno al miglioramento di sé e del proprio lavoro”, questo perché è sopravvissuta in Italia una nutrita schiera di persone che continuano una tradizione e una passione per il bello e ben fatto cercando di inventare forme nuove e raffinando delle tecniche costruttive.

Un salotto Veneta Sedie nel contesto di un hotel di lusso

Un salotto Veneta Sedie nel contesto di un hotel di lusso

 

Al centro dell’operato di Veneta Sedie sta in effetti il saper fare coniugando tradizione e innovazione, a partire dalla lavorazione del legno. Insieme allostudio FZI si presenta quindi nel quartiere Isola un esempio di modelli unici, dall’estetica accattivante pur libera da tendenze passeggere, realizzati da chi ha saputo unire sapienza artigianale e tecnologica.

L’azienda nasce proprio dallavoro artigiano di Giannino Rosa nel 1962, dedicato a sedie e dondoli in legno. L’espansione dell’attività grazie al boom economico permette l’apertura nel 1976 del primo showroom, ancora esistente a valorizzare storia ed estetica dei prodotti. Nel 1986 la svolta decisiva avviene con la costruzione delprimo stabilimento, tutt’ora cuore pulsante della produzione Veneta Sedie. Nel 1996 nasce Veneta Sedie Trading con sede a Merlara, un nuovo stabilimento per le necessità di magazzino, la nuova divisione per la commercializzazione dei prodotti finiti, e un aggiunta per lo spazio produttivo. Il mercato si sta evolvendo e a questo si adattano e ampliano le creazioni.

Alcuni modelli di punta di Veneta Sedie

Alcuni modelli di punta di Veneta Sedie

 

Nel 2004 Veneta Sedie si apre al mondo del web e si rinnova nella gestione aziendale; quando poi arriva l’ondata di crisi della fine del decennio, il momento è occasione di riflessione sulla consapevolezza delle potenzialità, e nel 2013 si sceglie di mantenere la stessa qualità e continuare a produrre in Italia, incrementando la formazione ricerca continua del personale. Il 2014 segna l’arrivo di nuove soluzioni con il catalogo Top10: una selezione di 10 prodotti di punta commercializzati taylor made, la produzione sartoriale da progettarsi con il cliente, incontrando i suoi gusti e le sue esigenze.

Una sala dell'hotel Chateau Monfort a MIlano, arredo di Veneta Sedie

Una sala dell’hotel Chateau Monfort a MIlano, arredo di Veneta Sedie


Nel 2015 nascono le nuove collezioni Luxury, Shabby Chic e Color Play
, tre stili differenti interpretati attraverso le finiture e i rivestimenti.

Veneta Sedie è composta da due divisioni: Production, che realizza sedie al grezzo e Trading per la rifinitura. Grazie a questa doppia anima la produzione propriamente artigianale che fa uscire dallo stabilimento una sedia al giorno, convive con quella in serie da migliaia all’anno: in questo modo non si è persa l’identità delle origini pur rimanendo forti sul mercato contemporaneo.

 La passione e la conoscenza tecnica restano i valori attorno ai quali è cresciuta Veneta Sedie, la cura per l’oggetto in questo modo è definita nei minimi particolari aggiornando l’estetica di prodotti nati nel cuore della tradizione, e destinati anche al gusto estero, grazie appunto al know how di maestri artigiani e ai designer e creativi del Centro Stile che arricchisce e personalizza l’originaria bellezza del legno naturale, sempre con lo sguardo rivolto alle tendenze del momento.

Le migliori qualità di legno e gli altri materiali pregiati sono al servizio della rivisitazione della tradizioneper oggetti dal gusto schiettamente contemporaneo: parliamo di sedie, poltrone, divani, panche, sgabelli, tavoli e complementi come madie consolle, comò.

La bottega shabbychic di Veneta Sedie

La bottega shabby chic di Veneta Sedie

 

La produzione taylor made che si offre al cliente Contract permette inoltre la personalizzazione e il custom design: questo è il nucleo artigianale dell’azienda, dove la ricerca per la soluzione più congeniale per il cliente incontra la voglia di sperimentare.

Nell’evento del Fuorisalone 2016 vedremo quindi in Veneta Sedie un esempio di incontro felice tra tecnologie costruttive nuove e pratica artigianale; quest’ultima caratteristica, osannata dal volume di Micelli, tipica della qualità tutta di casa nostra, è caratterizzata dalla consapevolezza della sua importanza e quindi attenta alla conservazione del sapere. Veneta sedie si dimostra un caso emblematico in questo, dato che i suoi oggetti pratici e funzionali, come il design più di successo ci ha abituato dal ventesimo secolo, nascono anche dal confronto con un prezioso archivio presente nella sede, di tutti i modelli prodotti negli anni con disegni e fotografie originali.

IL Futuro è l’artiginano- la forza della tradizione muove l’innovazione. Presso Laboratorio Cagliani, via Civerchio 5. 14 e 15 aprile dalle ore 18.00 alle ore 22.00

Michela Ongaretti

matera paesaggio urbano

Matera Design Weekend. E’ festa del design alla sua prima edizione

Matera Design Weekend. E’ festa del design alla sua prima edizione

Matera Design Weekend 11 / 13 dicembre 2015

Parte la manifestazione Matera Design Weekend, un nuovo progetto di Casa Netural, sulla scia del grande entusiasmo italiano per il settore, che darà spazio ad aziende, designer internazionali e del nostro paese, affermati ed emergenti. Siamo lieti di parlarne per l’introduzione inedita del mondo del design nella realtà della splendida Matera, capitale europea della cultura 2019.

Il paesaggio intorno a Matera, l'occhio del festival da Instagram

Il paesaggio intorno a Matera, l’occhio del festival da Instagram

In un clima festoso e informale Matera Design Weekend sarà un festival con incontri tra le aziende e i designer, le aziende e il pubblico, il pubblico e i designer, inoltre workshop ed eventi collaterali. Il tutto sarà diffuso in vari punti della città dall’11 al 13 dicembre 2015.

Matera Design Weekend

Matera Design Weekend

In questa occasione il design è uno strumento di riflessione sul patrimonio culturale ed economico che si può valorizzare secondo nuovi modelli, per una auspicata “ rigenerazione urbana” di cui abbiamo bisogno per rendere funzionale e a portata di tutti le strutture utilizzate nel quotidiano, senza dimenticare o mortificare il patrimonio storico ereditato e sempre presente, in Italia ma non solo. Matera Design Weekend intende quindi favorire le relazioni, gli scambi, in un contesto in continua evoluzione; mette in rete artigiani, progettisti, commercianti e aziende, ma coinvolge anche il pubblico dei non addetti ai lavori, i destinatari dei progetti.

Succede a Matera. Festa per il design

Succede a Matera. Festa per il design

Si fanno circolare le idee per un nuovo modello di sviluppo radicato nel territorio, nuovo e cosmopolita nel paesaggio urbano particolare e unico della Capitale Europea della Cultura 2019, una sfida per tutti i professionisti del progetto. Matera sarà il luogo temporaneo per creare facendosi ispirare e integrando il contesto esistente, la sua storia viva parteciperà allo studio per il futuro. Tra le location suggestive l’antica cappella Malvinni Malvezzi di Palazzo Gattini, oggi un luxury hotel, un cafè “non convenzionale” chiamato Area8 e Casa Netural, l’organizzazione no profit e primo co-working rurale in uno dei sassi di Matera, anima del festival.

Portego con lo specchio Selfportrait al Matera Design Weekend design Ilaria Innocenti e Giorgio Laboratore

Portego con lo specchio Selfportrait al Matera Design Weekend design Ilaria Innocenti e Giorgio Laboratore

 

Casa Netural dal 2012 è una vera e propria casa che ospita innovatori da tutto il mondo che portano a Matera i propri progetti per metterli in rete: offre formazione specializzata, supporto nella costruzione del progetto, uno spazio fisico per testarlo e una comunità di persone per realizzarlo. E’ un “incubatore di sogni”, come ama definirlo Mariella Stella, cofondatore e vicepresidente dell’associazione, che aiuta i designers o makers a trasformare in realtà il lavoro desiderato.

Il pouf take-away di Calia al Matera Design festival

Il pouf take-away di Calia al Matera Design festival


Questo clima informale e di festa si manterrà per tutto il week end: venerdì ci sarà la conferenza stampa alle ore 17 presso Casa Netural e la serata sarà animata da un concerto. Sabato 12 dicembre la mattinata prevede uno workshop al quartiere San Pardo. e il primo “pranzo con il designer”. Nel pomeriggio saranno presentati degli esempi di prodotti innovativi e incontri con i designers, mentre la notte resterà giovane perché alle 23 inizierà la “Festa della Luce” presso Area 8. Il 13 dicembre il festival continua a Casa Netural con il secondo “pranzo con il designer” dove si toccheranno vari temi sulla progettazione, mentre nel tardo pomeriggio l’atmosfera magica di Matera prenderà il sopravvento, e le “conversazioni al buio” saranno portate avanti a voce alta dalla Cappella Malvinni alla Piazza del Duomo ai Sassi di via Muro.

Main sponsor della manifestazione è Calia Italia, mentre notiamo tra i media sponsor Archiportale, Archiproducts e Zero.

Il design è di famiglia a Matera nel week end di Santa Lucia.

Michela Ongaretti