Caravaggio al cinema. Dettaglio di Cena in Emmaus

Caravaggio. L’Anima e il Sangue al cinema

Caravaggio. L’anima e il sangue al cinema

Un viaggio emozionante nella vita tomentata e  nell’originalità dell’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio. A raccontarlo sono dei preziosi documenti, i capolavori e i luoghi che li hanno visti nascere, una visione contemporanea e teatrale dei tormenti interiori, e non ultima una pionieristica produzione girata in 8k.

 

Caravaggio al cinema. Testa di Medusa

Caravaggio, l’anima e il sangue al cinema. Rotella con testa di Medusa, Galleria degli Uffizi. Su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

 

Lo aspettavamo. Esce in ben 330 sale in Italia il film Caravaggio. L’anima e il sangue, il nuovo film d’arte prodotto da Sky con Magnitudo Film e distribuito da Nexo Digital. Senza mezzi termini vi consigliamo di andarlo a vedere domani 19 o il 20 e 21 febbraio 2018. E’ annunciata inoltre, dopo il debutto italiano, la distribuzione nei cinema mondiali.

Michelangelo Merisi da Caravaggio è uno degli artisti più amati e controversi della storia dell’arte, protagonista della stagione milanese con la mostra da poco conclusa a Palazzo Reale e un tributo alla sua opera ancora in corso presso le Gallerie d’Italia. In febbraio protagonista persino di un film.

 

Caravaggio al cinema. Archivio di Stato di Roma

Caravaggio, l’anima e il sangueal cinema. Archivio di Stato di Roma, Sala Alessandrina.

 

La sua vita è tutt’ora un mistero perchè ci sono alcuni punti oscuri che le fonti non possono colmare. Tuttavia il punto di partenza per questa straordinaria opera digitale, sono proprio i documenti originali dell’Archivio Storico Diocesano di Milano, dell’Archivio di Stato a Roma e del Pio Monte di Misericordia di Napoli. Ad essere esplorati sono quindi i dati biografici e l’inquietudine del personaggio, ma soprattutto le opere d’arte in questa che è una delle prime produzioni in Italia girate in 8k, che rende quasi tattile l’esperienza cinematografica.

Dai documenti all’opera

Sono due i livelli di narrazione alternati. Il primo è costituito da una preziosa digressione artistica che parte dal   documento di battesimo nell’Archivio Storico Diocesano milanese, ricollocando così la sua origine, per raccontare, sempre partendo da atti documentali, la nascita delle opere di Caravaggio nei luoghi e attraverso le vicende che li hanno visti nascere.

 

Caravaggio al cinema. Claudio Strinati

Caravaggio, l’anima e il sangue al cinema. Il Prof. Claudio Strinati, storico dell’arte ed esperto di Caravaggio, consulente scientifico del film

 

Qui intervengono più spesso il Prof. Claudio Strinati, storico dell’arte ed esperto di Caravaggio, poi la Prof.ssa Mina Gregori (Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi) e la Dott.ssa Rossella Vodret (curatrice della mostra ‘Dentro Caravaggio’ a Palazzo Reale di Milano). Quella che si sviluppa come un’indagine investigativa parte dalle origini mostrando preziosi documenti originali come verbali, atti processuali, denunce, nel luogo che li custodisce, accanto alle scene con le  opere d’arte nei luoghi dove si possono trovare davvero. Ogni elemento è come un indizio fisico dell’esistenza del pittore, una traccia che rende lo rende sempre più umano e vivo nella realizzazione dei capolavori.

Evocazione di un tumulto interiore

Nel secondo livello le scene contemporanee mostrano l’uomo che ragiona sul suo destino e sulla sua storia, secondo la rappresentazione di alcuni stati d’animo corrispondenti a diverse fasi del suo percorso vissuto costantemente sull’orlo dell’abisso: la costrizione e ricerca della libertà, il dolore, la passione, l’attrazione per il rischio, la ricerca della misericordia, fino alla richiesta di perdono e redenzione. Sono immagini evocative e studiosissime nei particolari, per apparire come se fossimo sul set fotografico di uno spettacolo teatrale.

 

Caravaggio al cinema. Evocazione della Misericordia

Caravaggio, l’anima e il sangue al cinema. I moti d’animo di Caravaggio. Scena di evocazione, la Misericordia

 

Sono scene evocative e simboliche, con alcuni elementi che sono metafore della condizione esistenziale dell’artista, ( la pellicola trasparente da cucina  intorno al viso che non permette di respirare a simboleggiare la prigionia, il drappo giallo caratteristico delle prostitute del seicento romano a parlare del rapporto di Caravaggio con le donne, o il colore nero e denso come pece su una tela che riempie il volto dell’artista quando la morte lo accoglie).

Attraverso questi elementi visivi, il volto di Emanuele Marigliano e la voce narrante scopriamo le contraddizioni, gli impulsi, gli slanci e la sofferenza di quest’uomo, cresciuto e vissuto con la sua pittura per entrare nel mito e lasciare capolavori incommensurabili alle generazioni future. La voce dell’io interiore di Caravaggio è stata affidata a Manuel Agnelli, personaggio noto della musica e della televisione italiana, che potrebbe essere un ulteriore aiuto alla divulgazione della grandezza e dell’importanza della storia dell’arte e della cultura, avvicinando i giovanissimi alla visione cinematografica della vita e dell’opera di Caravaggio.

Una particolarità: non ci sono attori ma persone comuni, proprio come lo erano i modelli popolani che usava il pittore anche per le figure sacre.

 

Caravaggio al cinema. Manuel Agnelli

Caravaggio, l’anima e il sangueal cinema. ManuelAgnelli, la voce dell’io interiore, in sala di doppiaggio

 

Caravaggio eroe digitale

L’opera è avvincente e valida nel supporto scientifico, il fatto poi che ben 330 sale lo proietteranno è già un record per un contenuto d’arte al cinema nel nostro paese, siamo quindi particolarmente lieti di questo debutto al cinema del nostro patrimonio e ci auguriamo che venga premiato da una grande partecipazione di pubblico.

Caravaggio. L’anima e il sangue è il quinto film d’arte prodotto da Sky, girato in cinque città e più di 15 luoghi dove si  espongono opere dell’artista, con un team di oltre sessanta persone. La regia è di La regia è di Jesus Garces Lambert, documentarista per Sky e per altri network internazionali come National Geographic, BBC, ZDF, CBS, Arte.

 

Caravaggio al cinema. Particolare del Canestro di Frutta

Caravaggio, l’anima e il sangueal cinema. Canestra di Frutta, dettaglio, Pinacoteca Ambrosiana, Milano, Veneranda Bibilioteca Ambrosiana/De Agostini Picture Library/Scala, Firenze

 

Parliamo di uno dei primi esperimenti italiani di ultra risoluzione di un girato in sorgente in 8K (7680 x 4320 pixel) che restituisce dettagli dell’opera non visibili ad occhio nudo. La telecamera si avvicina al colore facendoci percepire la singola pennellata, la sua consistenza materica dell’opera, rendendo la visione esperienziale, di immersione nella pittura di grande impatto visivo.

Queste immagini pionieristiche si avvalgono del formato Cinemascope 2:40, permettendo una visione più “allungata” e “orizzontale” dell’immagine, molto di più vicina che in passato all’effettiva visione dell’occhio umano. Il risultato rafforza la suggestione visiva ed emotiva dello spettatore perchè l’immagine risulta meno artefatta sullo schermo. A queste scelte visive si aggiunge il trattamento di post produzione della luce, assolutamente inedito nel suo esplorare ciò che fu in effetti, e continua ad essere, il dato saliente e assolutamente originale della pittura di Caravaggio.

 

Caravaggio al cinema. Sette opere di Misericordia a Napoli

Caravaggio, l’anima e il sangue al cinema. Sette opere di Misericordia, Pio Monte di Misericordia, Napoli

 

I luoghi e le opere

Caravaggio girò diversi regni italiani, per cercare fortuna e per sfuggire ai reati documentati. La produzione si è quindi mossa a caccia dei suoi tesori d’arte a Milano, Firenze, Roma, Napoli, Malta, Siracusa: sono più di quaranta i capolavori, fiori all’occhiello di collezioni museali mondiali, e più di quindici i luoghi che li custodiscono, che talvolta corrispondono a quelli originali per cui i dipinti furono creati.

 

Caravaggio al cinema. Dettaglio di Cena in Emmaus

Caravaggio, l’anima e il sangue al cinema. Cena in Emmaus, dettaglio, Pinacoteca di Brera, Milano

 

Si parte dal realismo dei primi lavori alle complesse composizioni di figure sacre e profane, fino alle ultime giocate sulla luce che le fa emergere dall’ombra assoluta. Senza svelare tutte le riscoperte in 8K citiamo la Canestra di frutta alla Pinacoteca Ambrosiana, o Ragazzo morso da un ramarro conservato alla National Gallery di Londra, Bacchino Malato ( forse un autoritratto in veste di Bacco) nella Galleria Borghese di Roma, ancora la Vocazione di San Matteo nella Cappella Contarelli della Chiesa di S. Luigi dei Francesi a Roma, Giuditta e Oloferne di Palazzo Barberini a Roma,  lo Scudo con la Testa di Medusa nella Galleria degli Uffizi, interessante perchè fu per Caravaggio la dimostrazione ai contemporanei di saper rappresentare l’azione.

 

Caravaggio al cinema. La cappella Contarelli a Roma

Caravaggio. L’anima e il sangue al cinema. Cappella Contarelli, San Luigi dei Francesi a Roma con le opere Vocazione di San Matteo e San Matteo e l’Angelo

 

Ancora alla galleria Borghese Davide con la testa di Golia. Spostandoci a Napoli vediamo le Sette Opere di Misericordia al Pio monte della Misericordia, a Malta nella ConCattedrale di San Giovanni la Decollazione di San Giovanni Battista, il Seppellimento di S. Lucia nella chiesa dedicata alla santa patrona a Siracusa.

Gli archivi raccontano

L’eco del carattere dell’uomo fatto di contraddizioni e inquietudini si può ritrovare nelle opere, ma trova conferma nei documenti storici di archivi e tribunali, utili soprattutto a mappare le esperienze di una vita. A parte il già citato atto di battesimo del 29 settembre 1571, è l’Archivio di Stato di Roma ad aprire il suo prezioso scrigno per mostrare per la prima volta al cinema documenti originali sulle problematicità di del sanguigno Caravaggio: sono processi e querele a suo carico, come i verbali del processo per aggressione a Baglione ( il suo primo biografo!), ma anche i contratti per varie commesse come quelle per la cappella Contarelli e la cappella Cerasi.

 

Caravaggio al cinema. Ritratto di Ottavio Leoni

Caravaggio, l’anima e il sangue al cinema. Ottavio Leoni, Ritratto di Caravaggio, Biblioteca Marucelliana, Firenze

 

Dalle accuse di Prospero Orsi veniamo a sapere che l’artista era provvisto di licenza per girare armato di spadone, proibito all’interno delle mura, in quanto servitore del Cardinal Del Monte, e questo rivela l’importanza del suo committente e mecenate. Dal sequestro dei beni della casa di cui non pagava da tempo la pigione (1603) si può descrivere quali fossero gli “oggetti di scena” delle sue composizioni pittoriche. Da qui gli esperti ci ripropongono lo studio sull’utilizzo di una “camera oscura” come spiegato a Palazzo Reale con la mostra “Dentro Caravaggio”.

Una ricostruzione in esclusiva

Grazie alla sofisticata tecnologia digitale è stato possibile il riposizionamento virtuale dell’opera rifiutata “La Madonna dei Palafrenieri” nella sede a cui era originariamente destinata, ovvero l’attuale Altare di San Michele Arcangelo nella Basilica di San Pietro, proprio di fianco al Baldacchino del Bernini.Tutto ciò è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione con Vatican Media (già Centro Televisivo Vaticano), l’Arciconfraternita Vaticana di Sant’Anna dei Palafrenieri e la Fabbrica di San Pietro.

 

Caravaggio al cinema. La Madonna dei Palafrenieri a Roma

Caravaggio, l’anima e il sangue al cinema. Madonna dei Palafrenieri ( particolare), 1605-1606, Galleria Borghese

 

L’opera fu commissionata nel 1605 dalla Confraternita per rendere omaggio alla loro patrona nel suo altare dedicato in San Pietro, ma la protagonista dell’azione sulla tela pare essere la Madonna, inondata di luce mentre la comprimaria Anna, anziana e delicata, resta in secondo piano nella penombra. Inoltre è chiaro dalle cronache dell’epoca che il volto di Maria corrisponde alla cortigiana Maddalena Antognetti, amante del Caravaggio. Insomma l’opera fu rifiutata forse per i motivi descritti, ma non è così vero che i lavori di Caravaggio non piacessero ai contemporanei se si pensa che dopo la rimozione entrò nella galleria di Scipione Borghese. Si mormora che il nobile nipote di Papa Paolo V spinse al rifiuto per acquistare a buon prezzo il dipinto, ed arricchire così la sua collezione di opere del nostro eroe.

Questa ricollocazione cinematografica è la seconda per Sky, dopo quella della parete d’altare della Cappella Sistina prima del Giudizio Universale di Michelangelo nel film su Raffaello. E’ stata possibile grazie a foto a 360 gradi dell’altare sul cui modello è stata “applicata” l’immagine del dipinto dei Borghese.

 

Caravaggio al cinema. Locandina del film

Caravaggio. L’anima e il sangue al cinema. Locandina del film

 

Un film per il Patrimonio

Il film vanta il Riconoscimento della Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il Patrocinio del Comune di Milano, la collaborazione con Palazzo Reale e Vatican Media (già Centro Televisivo Vaticano) e il sostegno di Malta.

Noi iniziamo a sperare che la settima arte riporti le persone nei musei e nelle chiese, che per una volta sia la vita di un artista a portarci nel cuore della sua arte.

Michela Ongaretti

 

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Fuorisalone 2017. Elle Decore Concept Store: a Palazzo Bovara una nuova shopping experience

Il Fuorisalone 2017 di Elle Decor si trasforma in negozio virtuale e fisico con Concept Store- The new shopping experience, non nel senso che mette in vendita gli splendidi arredi della selezione della nota rivista di interior design, ma perchè  si è deciso di ricreare l’esperienza dell’acquisto indagando lo spazio ad essa dedicato. Il progetto intende interpretare l’ambiente per il retail con gli strumenti dell’interior design innovativo, grazie a soluzioni sperimentali e interattive.

Nel 2016 il Palazzo Bovara ospitava al primo piano un ideale appartamento residenziale, quest’anno la stessa signorile e storica location confronta e mette in relazione due scelte: quella effettuata mediante l’osservazione diretta dei prodotti, e quella possibile attraverso strumenti digitali, degli oggetti fisicamente presenti come mobili e complementi d’arredo.

Scalinata di Palazzo Bovara con la locandina di Concept Store. Elle Decor alla MDW 2017

Fuorisalone 2017 con Elle Decore. Concept Store. La scalinata d’ingresso a Palazzo Bovara con la locandina dell’evento, ph. Sofia Obracaj

 

Se il design ha tra le proprie funzioni quella di migliorare le condizioni della vita quotidiana, possiamo ben dire che lo spazio per lo shopping diventa esso stesso degno di attenzioni per una sua fruizione ottimale, come lo può essere per l’uomo contemporaneo e le possibilità tecnologiche della sua epoca.

Elle Decor Italia con la collaborazione di Future Concept Lab, consumer insight; GamFratesi, exhibition design; AKQA, interaction design; Marco Bay, landscape design, ha creato quindi un ipotetico e futuribile luogo dove l’osservazione delle modalità di un’esperienza comune a tutti diventa proposta per la sperimentazione di spazi innovativi a cavallo tra analogico e digitale.

 

La direttrice di Elle Decore a Palazzo Bovara per l'apertura di Concept Store. Elle Decor alla MDW 2017

Fuorisalone 2017 con Elle Decore. Concept Store. La direttrice di Elle Decor Italia Livia Peraldo parla i giornalisti prima dell’apertura della manifestazione, nel giardino tra il bambù del landscape design. Ph. Sofia Obracaj

 

Main sponsor sono Florim Ceramiche spa, presente al Salone del Mobile 2017 e in partnership con altri importanti marchi a molte altre iniziative in diversi design district del Fuorisalone 2017, Mini, Samsung. Per l’outdoor Corradi e citato per ultimo ma non certo in ordine d’importanza, il prestigioso lighting partner Flos.

Seguendo il claim “ shops are out, experience are in” della rivista americana Forbes si suggerisce una risposta all’avanzata del digitale e della crescita dell’e-commerce di negozi, boutique e store. Nasce un progetto che implica l’uso interattivo di dispositivi per l’esposizione degli oggetti e le informazioni relative ad essi per mantenere la relazione con il consumatore, possibile grazie a Concept Future Lab con il suo studio di consumer inside.

Allestimento di Gam Fratesi a Palazzo Bovara con Concept Store. Elle Decor alla MDW 2017

Fuorisalone 2017 con Elle Decore. Concept Store. Particolare dell’allestimento di GamFratesi, ph. Sofia Obracaj

L’allestimento è ideato dall’exhibition design di GamFratesi che rende una nuova interpretazione sensoriale ed evocativa di elementi tradizionali dello store come quelli intimi dei camerini prova qui applicati al test tattile dei pezzi di design e microarchitetture che permettono di provare personalmente la luce, vetrine informative che si “azionano” al passaggio per raccontare la storia di un arredo, nell’invito al visitatore a relazionarsi con lo spazio per vivere un’esperienza nuova.

 

Nello spazio privato del camerino,Palazzo Bovara con Concept Store. Elle Decor alla MDW 2017

Fuorisalone 2017 con Elle Decore. Concept Store. I camerini del design con le lampade da provare.

 

Il percorso vuole essere un vero e proprio customer journey. Inizia con la consegna di un device interattivo per tutti coloro che desiderano registrarsi, con il quale si possono scegliere i prodotti preferiti e ricevere via email tutte le informazioni ad essi relative in maniera selettiva e personalizzata, prosegue con la successione degli ambienti suddivisi secondo le parole chiave Invite, Gallery, Taste, Experience, Feel e Try.  Su tutte però domina una, Immaginazione: è questo lo stimolo più forte per tutti coloro che parteciperanno all’esposizione Concept Store secondo le parole della direttrice di Elle Decor Italia Livia Peraldo.

 

Strutture per l'esposizione a Palazzo Bovara con Concept Store. Elle Decor alla MDW 2017

Fuorisalone 2017 con Elle Decore. Allestimento delle prime sale, il contemporaneo si confronta con la struttura preesistente di Palazzo Bovara

 

Invite presenta vetrine soft touch per conoscere meglio i prodotti di design in esse contenuti, Gallery aumenta la realtà fisica degli arredi presenti con l’apparizione di altri sottoforma di ologramma visualizzabili con gli speciali occhiali Hololens di Microsoft, che permettono di cambiare interattivamente il loro colore. Taste rappresenta l’incontro e la condivisione dei visitatori che attendono una tazza di caffè ad un grande tavolo con rulli spettacolari in legno di diversi colori, lo stesso che ricopre le pareti,come in un sushi bar sofisticato ma in un rifugio alpino.

Allestimento in legno a Palazzo Bovara con Concept Store. Elle Decor alla MDW 2017

Fuorisalone 2017 con Elle Decore. Concept Store. Esperienza del legno per un caffè, ph. Sofia Obracaj

 

Experience si riferisce alle installazioni digitali che sperimentano diversi effetti di luce, Feel fa giocare con pattern e tessuti impiegati nell’interior per immergersi nella materia costitutiva di poltrone e divani, in una situazione simile a quella di un luogo per l’arte contemporanea, mentre Try consiste in strutture come quelle di veri e propri camerini dove si provano arredi e complementi con la stessa privacy di camerini per l’abbigliamento, esperienza da fare con l’App Sayduck.

 

Luce e acqua nelle installazioni di Palazzo Bovara con Concept Store. Elle Decor alla MDW 2017

Fuorisalone 2017 con Elle Decore. Concept Store. Installazione di luce con l’interaction design di AKQA, ph. Sofia Obracaj

 

Di tutto l’interaction design presente è responsabile la brand experience agency AKQA. Secondo le parole del managing director Massimo Ventimiglia aiutano a “creare intimità con gli oggetti esposti e lo spazio, eliminano le barriere tra il retailer e le persone e raccontano i prodotti in maniera soggettiva e selettiva”, ma permettono anche di registrare “dati significativi sui comportamenti dei clienti in uno store” al fine di migliorare o personalizzare i prodotti e decidere se aggiungere informazioni al bisogno dimostrato, condividere suggerimenti da esperti. Tutto questo mentre il visitatore o cliente vive attimi ludici di intrattenimento.

 

Il giardino di Palazzo Bovara con Concept Store. Elle Decor alla MDW 2017

Fuorisalone 2017 con Elle Decore. Concept Store. Il giardino con il landscape design di Marco Bay, vista dalle sale espositive.

 

Ci si riposa e rinfresca al termine di un viaggio, qui al termine o al principio del percorso continua l’esperienza nel giardino con café-bistro, a contatto con l’allestimento di landscape design di Marco Bray. Lo spazio è costruito in senso scenografico con un pergolato realizzato in tronchi di bambù gigante, al quale si aggrappano fusti più leggeri e vaporosi sempre di bambù e glicini, un tributo ai giardini nobiliari delle ville milanesi che li vedono fiorire proprio in aprile, come accade con l’ospite Palazzo Bovara.

Da vedere: per l’esperienza interattiva ed immersiva nella bellezza dei pezzi di design, in un contesto elegante. Non da tutti al Fuorisalone 2017

Michela Ongaretti

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TOG E OPENDOT. IL DESIGN OPEN SOURCE PER LE DIVERSITA’. Incontro al Fab Lab di via Tertulliano

TOG E OPENDOT. IL DESIGN OPEN SOURCE PER LE DIVERSITA’. Incontro al Fab Lab di via Tertulliano

 

Open Source Design per le diversità: Opendot e TOG Together To Go.

Il design può essere sostenibile non solo per l’ambiente, ma anche per le persone, e la diversità tra le persone. Questa è la missione de “ L’oggetto che non c’è”, presentazione di un percorso ed esposizione dei progetti realizzati da Opendot, TOG e gli studenti delle università coinvolte nell’iniziativa, che si terrà lunedì 22 febbraio presso il Fab Lab di Opendot in via Tertulliano.

Il software per il re-design di Opendot

Il software per il re-design di Opendot

L’oggetto che ora c’è nasce grazie all’unione tra fabbricazione digitale, co-progettazione e autoproduzione, competenze di Opendot, come strumenti di supporto alla riabilitazione e per la disabilità.Per questa grande missione sociale è indispensabile la partecipazione di TOG, con tutta la sua esperienza e le conoscenze cinesiologiche e neuromotorie nell’ambito della riabilitazione neurologica infantile.

La sede di via Tertulliano è FabLab e centro di ricerca unico in Milano, dove la tecnologia digitale, l’artigianato e il design lavorano di pari passo e dove Opendot ha pensato e iniziato a sviluppare il progetto più vasto The Other Design, che ha l’ambizione di poter mostrare un cambiamento nel modo di fare design. Perchè è davvero possibile fare un altro design.

Opendot-Un esempio di co-progettazione, un giocattolo per la riabilitazione

Opendot-Un esempio di co-progettazione, un giocattolo per la riabilitazione

 

Può essere un sistema “inclusivo”, quello di rilasciare in opensource i progetti per facilitare la loro diffusione e quindi amplificare il loro impatto sociale, sarebbe quindi accessibile a tutti coloro che localmente vogliano realizzare un prodotto.

Secondo questo pensiero piuttosto che produrre solo per una funzione, si realizzano oggetti unici, modulabili sulle necessità degli utenti.

Inoltre la personalizzazione e l’accessibilità sono reali incentivando la collaborazione tra progettisti e utenti, insieme possono creare direttamente all’interno dei FabLab, utilizzando tecnologie di fabbricazione digitale.

Operatori TOG al lavoro su un piccolo paziente

Operatori TOG al lavoro su un piccolo paziente

 

TOG, Together To Go, onlus che ha creato nel 2011 un centro di eccellenza per la riabilitazione di bambini colpiti da patologie neurologiche complesse, incontra Opendot con “L’oggetto che non c’è” per studiare e fornire nuovi strumenti utili per l’attività riabilitativa della Fondazione agli operatori, al personale clinico e alle famiglie dei bambini malati

Ma come si sviluppa il percorso di collaborazione?

In tre fasi principali:

La progettazione di un software che permetta agli operatori TOG la scansione dei tutori in gesso per creare un modello formata dalla stampa 3d, più leggero personalizzabile e lavabile . Le nuove tecnologie digitali sono qui utili e indispensabili ai progetti di innovazione ortopedica.

La seconda fase è dedicata al re-design di ausili, sistemi cognitivi e giochi, per la riabilitazione. Parliamo di progettazione allargata di ausili sanitari in cooperazione con operatori famiglie e maker: la ricerca si pone al servizio dell’integrazione sociale dato che i piccoli pazienti con deficit comportamentali, motori o cognitivi, sono aiutati nell’apprendimento di gesti e movimenti specifici per dare loro maggiore autonomia e favorire quindi le attività quotidiane.

TOG-e-Opendot

Infine si è attuato un piano di co-progettazione con alcune università per affrontare il tema della disabilità, utilizzando l’approccio maker. Hanno partecipato NABA e Domus Academy – in collaborazione con IKEA – attraverso corsi di co-progettazione allargata con genitori e figli che presentano le loro necessità necessità reali di funzione degli oggetti della vita quotidiana. Ha contribuito anche Niel Liesmons dell’Università di Gent con la sua tesi di Master “Custom Seating”, sulla semplificazione, ed economicità degli strumenti, di progetto e produzione di oggetti su misura.

TOG-TOGETHER TO GO (TOG) Onlus è un’organizzazione di utilità sociale. Nella sede di Viale Famagosta 75 a Milano c’è un Centro di Eccellenza per la riabilitazione di bambini colpiti da patologie neurologiche complesse, Unica struttura in città che gestisce la riabilitazione complessa che deve essere tempestiva e adeguata quantitativamente e qualitativamente, alla poliedricità dei diversi problemi. TOG svolge una intensa attività di raccolta fondi perché non ha alcuna sovvenzione pubblica o istituzionale e le terapie sono per i pazienti totalmente gratuite.

Vista del FabLab Opendot in via Tertulliano

Vista del FabLab Opendot in via Tertulliano

 

OPENDOT– Prima c’era dotdotdot, dal 2004 a Milano uno studio di progettazione e interaction design. Si è sentita poi l’esigenza di creare laboratorio per la fabbricazione digitale, la prototipazione rapida e la sperimentazione un dei progetti realizzati. E’ a tutti gli effetti un FabLab per progettare e produrre unendo tecnologie digitali e artigianato, a disposizione di tutti, giovani, imprese creative, scuole. La conoscenza che va condivisa secondo la filosofia maker della collaborazione

Lunedì 22 febbraio dalle ore 19, Fab Lab di Opendot, via Tertulliano 70

Michela Ongaretti

ladies and gents, warhol

Warhol inedito. Una mostra documentario nella nuova sede di Deodato Arte a Milano

Warhol inedito. Una mostra documentario nella nuova sede di Deodato Arte a Milano

Warhol è inedito nella nuova sede di Deodato Arte a Milano. Fino al 21 novembre 2015 è aperta la mostra ” Warhol inedito: le prime sperimentazioni digitali con Amiga” in via Santa Marta 6. Un viaggio attraverso le opere del creatore della pop art, che fu il primo artista ad appassionarsi all’uso di un computer nell’elaborazione artistica di immagini fotografiche, con alcuni lavori di Giuliano Grittini basati sulle icone di Warhol.

L'ingresso alla mostra-ph. Alessia Interlandi

L’ingresso alla mostra-ph. Alessia Interlandi

 

Vi domanderete subito ..cos’è Amiga 1000? Uno dei primissimi pc esistenti che dimostrò come il mezzo informatico non poteva o doveva servire solo come calcolatore, ma come strumento per esaltare l’immagine donando unicità a qualcosa di riproducibile all’infinito: tutto questo era possibile per chi ha fatto degli oggetti di uso comune un soggetto della propria visione.

Viene celebrato anche il trentesimo anniversario del lancio di Amiga 1000, quando Commodore invitò Warhol al Lincoln Center di New York per la creazione di un’opera d’arte, prodotta con l’ausilio di foto integrata alle prime rielaborazioni cromatiche mediante tocchi di mouse.

Andy Warhol con Debbie Harry alla presentazione di Amiga 1000, 1985

Andy Warhol con Debbie Harry mostrano i riusltati del lavoro con Amiga1000, 1985

Nacque il primo ritratto digitale, il soggetto era Debby Harry dei Blondie, che battezzò il periodo di grande sperimentazione sulle potenzialità di uno strumento allora davvero rivoluzionario, per l’artista interessante proprio perchè congeniale al suo modus operandi, dalle immagini che tanto ricordano i suoi risultati ottenuti prima di conoscere Amiga. Per due anni intensi, fino alla morte nel 1987, Warhol diede nuova veste a moltissimi suoi lavori tra cui i ritratti di Marylin Monroe, i barattoli di Zuppa Campbell, i suoi Flowers. In questa occasione si riscopre una parte dell’enorme corpus di opere per troppo tempo dimenticate.

La copertina della Rivista Amiga World, Vol_02_01_1986, gennaio_febbraio

La copertina della Rivista Amiga World, Vol_02_01_1986, gennaio_febbraio

 

Sembra incredibile come tutto ciò accadde negli anni ottanta, la preistoria della nostra era digitale. Non solo per questo vi consigliamo la visita di un’esposizione che si distanzia dal visto e “stravisto” sulla pop art, ma anche perché vi troverete catapultati nel mondo di Warhol attraverso opere mai presentate prima, un appuntamento unico in una sede nuova per la galleria che raddoppia la propria presenza nel centro storico cittadino.


Gli inediti sono nove di cui sei tra gli
acetati della serie Ladies and Gentlemen, con ritratti di modelle e drag queen. Completano la collezioneserigrafie, dischi e banconote da due dollari e centomila lire; inoltre fotografie, filmati, biglietti di Leo Castelli, alcuni numeri di “Interview” e la rivista ormai vintage “Amiga World” con l’intervista a Andy Warhol, che fece la storia di ciò che oggi è pane quotidiano della creatività in svariate discipline, il digitale in ogni sua applicazione.In via Santa Marta la vetrina invita nell’accogliente saletta al piano terra, con una selezione concentrata in poche opere, che lascia il posto alla sua parte più cospiqua nell’ ampia sala seminterrata dove sono esposti due modelli dello storico pc Amiga 1000 del 1985.

Giuliano Grittini al lavoro nel suo studio

Giuliano Grittini al lavoro nel suo studio

Warhol icona della modernità, e come pioniere eccezionale della digital art, è qui celebrato da un’altro artista, fotografo e stampatore,Giuliano Grittini.

Ha collaborato con diverse personalità della scena artistica del novecento tra cui lo stesso Warhol, e per il pubblico di Deodato Arte ha contribuito al successo di questa mostra, esponendo rielaborazioni in tecnica mista con interventi manuali su acetati e immagini digitali dell’americano, dieci in tutto.

Andy Warhol, serie Ladies and Gentleman- acetato

Andy Warhol, serie Ladies and Gentleman- acetato

 

Da non perdere per: il momento in cui la pop art ha incontrato il digitale, e lo ha invitato per restare, nell’universo creativo.

Michela Ongaretti