Grandart Modern & Contemporary Fine Art. Prima edizione alla ricerca di bellezza

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair. Basta il suo nome a intitolare questo articolo, che vuole semplicemente introdurvi alla primissima edizione aperta al pubblico ieri 10 novembre, in corso fino a domani sera. Ad invitarvi a partecipare saranno le immagini della gallery di Sofia Obracaj, più delle parole.

Siamo in pieno centro a Milano nell’area di Porta Nuova, dove lo sconvolgimento architettonico della zona ha portato anche questa occasione espositiva nuova con The Mall. Qui inizia nel 2017 l’avventura di Grandart, promossa da Ente Fiera Promoberg e Media Consulter

La novità di Grandart sta nella sua vocazione, per noi avvertibile fin dai primi passi. Si vuole dedicare attenzione a pittura e scultura, con qualche esempio nelle arti applicate, vicine alla storia dell’arte e alla poetica dei materiali, ma sopra ogni cosa che mostrino la tecnica, la disciplina che forma in sostanza l’opera e il suo valore.

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Galleria Salamon con Gianluca Corona

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Galleria Salamon con Gianluca Corona, ph. Sofia Obracaj

Il comitato scientifico è composto da critici giornalisti e galleristi, promotori del bisogno di riunire in città e per la città, da offrire anche al turista culturale a Milano, una concentrazione di eccellenze della bellezza d’Italia. Parliamo di Bianca Cerrina Feroni, giornalista e critico, Martina Mazzotta, curatrice, Angelo Crespi, giornalista e critico, Lorenza Salamon, gallerista, Federico Rui, gallerista, Stefano Zuffi, storico dell’arte.

A Grandart si è cercato di ricomporre l’universo artistico del “saper fare” e la ricerca della Bellezza, come è giusto che si torni a scoprire e a farne parlare. Per noi è stato avvertibile soprattutto in pittura, dove accanto a grandissimi nomi di storicizzati, Mario Sironi solo per fare un esempio, abbiamo trovato i nuovi protagonisti, Roberto Ferri, Silvio Porzionato e Alex Folla per citarne solo tre. In alcuni casi la fiera ha rappresentato un prolungamento di visibilità rispetto alla galleria, e un ampliamento di pubblico, ad esempio chi non è riuscito a vedere l’opera Horror Vacui del duo artistico Santissimi faccia un salto a Grandart.

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Silvio Porzionato

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Silvio Porzionato. ph. Sofia Obracaj

L’omaggio a Gianfranco Ferroni è un’iniziativa voluta dal comitato scientifico, per mettere in evidenza 15 opere del maestro della figurazione italiana della seconda metà del Novecento, esponente del Realismo Esistenziale.

Sono previsti anche incontri editoriali. Dopo aver ospitato ieri il direttore editoriale di Exibart Cesare Biasini Selvaggi, stasera alle 17 il direttore artistico di Grandart Angelo Crespi introdurrà il dialogo tra Alessandra Redaelli e Bianca Cerrina Feroni sul libro Keep Calm e impara a capire l’arte(Newton Compton Editori). Domani sempre alle 17 il tema sarà la pubblicazione Arturo Martini. La vita in figure (Johan & Levi Edizioni), sul quale interverranno Elena Pontiggia e Martina Mazzotta.

Grandart

Grandart Modern Art Fair- galleria Liquid Art Sistem, ph. Sofia Obracaj

Tra i numerosi galleristi le due anime ideatrici per questa fiera sono stati Federico Rui e Lorenza Salamon delle omonime gallerie. Rui con Federico Rui Arte Contemporanea presta notevole attenzione alla pittura sin dall’inizio del XXIesimo secolo, e ha voluto creare una possibilità in più per quanti come lui vogliano dare voce alla fetta di mercato riferita alla figurazione, in quanto parte della nostra essenza italiana. Gli artisti italiani sono apprezzati all’estero ma noi portiamo fuori dai confini poco, non ci valorizziamo per quello che siamo, grandi pittori e disegnatori di pennello e matita, impugnati fino a far male per materializzare l’idea. Lorenza Salamon dirige la galleria Salamon & C. dalle scelte coerenti e consapevoli, verso l’evidenza della perizia tecnica come dato saliente della sua selezione. Due anni fa Rui si è confrontato soprattutto con lei per la futura nascita di Grandarte, che ha avuto una gestazione di due anni.

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair. Manuel Felisi

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair. Manuel Felisi con Fabbrica Eos, ph. Sofia Obracaj

 

Mancava una fiera così alla Milano che secondo le parole di Crespi “ha visto nascere e affermarsi alcuni importantissimi movimenti artistici, come lo Spazialismo di Lucio Fontana, l’arte cinetica, l’arte nucleare, il Realismo esistenziale e altri ancora, ma anche vent’anni di distanza da quell’Officina milanese che aveva nella figurazione la sua cifra espressiva più caratteristica”.

Michela Ongaretti

GRANDART. MODERN & CONTEMPORARY FINE ART FAIR a Milano, The Mall (piazza Lina Bo Bardi)

10 – 12 novembre 2017 dalle 11.00 alle 20.00

L’ingresso costa € 10,00

Gratuito per bambini fino ai 10 anni

Ecco il nostro report video di Sofia Obracaj

 

 

Grandart glia rtsiti Manzoni e Ferri

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Giovanni Manzoni, Roberto Ferri e Franco Senesi di Liquid Art System

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair . Horror Vacui di Santissimi

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair . Horror Vacui di Santissimi, ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair , Liquid Art System. Ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Silvia Rastelli con Wikiarte, Ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, l’allestimento della galleria Punto sull’Arte con i dipinti di Claudia Giraudo e Jernej Forbici, scultura di Annalù, ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair , galleria Salamon & C

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair , Galleria Salamon & C., ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Elisa Anfuso

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Elisa Anfuso, ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Alfio Giurato

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Alfio Giurato, ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Fedeico Rui Arte Contemporanea

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Fedeico Rui Arte Contemporanea, ph. Sofia Obracaj

Grandart, Pao

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Pao. Ph. Sofia Obracaj

Galliani

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, un dipinto di Omar Galliani, ph. Sofia Obracaj

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Matteo Pugliese

Grandart Modern & Contemporary Fine Art Fair, Matteo Pugliese. Ph. Sofia Obracaj

i disegni sott'acqua di Marcello Carrà

Carta per l’Arte con WOPART- Work on Paper Art Fair. La seconda volta a Lugano

Carta Canta a Lugano, in esposizione per quattro giorni, accompagnata da incontri e approfondimenti. E’ terminata ieri la seconda edizione di WOPART – Work on Paper Art Fair, la fiera internazionale, ma con una massiva presenza di gallerie italiane, dedicata unicamente ad opere realizzate su supporto cartaceo.

 

Capolavori optical a Lugano con Wopart

Carta per l’Arte con WOPART, Optical. Ph. Sofia Obracaj

 

Ricomincia la stagione.

Artscore che predilige opere dove sia presente ed evidente la linea del disegno, non può non amare la carta e mancare al Centro Esposizioni di Lugano per la manifestazione diretta da Luigi Belluzzi. Il comitato scientifico presieduto da Giandomenico Di Marzio e Paolo Manazza, ha selezionato 75 gallerie che in generale, già dal comunicato stampa era chiaro, non manifestano qui grande attenzione verso l’arte giovane, ma si concentrano sull’arte antica e sui grandi nomi del Novecento. Qualcosa che proviene dalla creatività viva e vegeta di artisti under 50 ci è  però rimasto impresso, e ci auguriamo di sentir parlare ancora di loro dopo questo breve resoconto.

 

In visita a Wop tra Picasso e Mirò

Carta per l’Arte con WOPART- Tra Picasso e Mirò. ph. Sofia Obracaj

 

Lo sguardo attraversa in senso trasversale le epoche e le tecniche ma si possono individuare delle categorie per delineare un percorso di queste opere su carta: disegno antico (vediamo  Guercino, Salvator Rosa, Giuseppe Maria Crespi con Pandora OM & Salaxa sa per fare alcuni esempi), stampa moderna (dal Vesuvio di Andy Warhol con l’italiana AICA Andrea Ingenito Contemporary Art,  Karel Appel), libro d’artista (di artisti storicizzati come Enrico Baj, Giulio Paolini, Emilio Isgrò in fiera anche con l’installazione di dieci serigrafie “Storie Rosse”) dalle collezioni del Museo Pecci di Prato,  fotografia d’autore (Ai Wei Wei, Mario Cresci, Edward Quinn), e quella italiana d’avanguardia della collezione Prelz, alcuni acquerelli tra ottocento e novecento da Pierre August Renoir, Fernand Leger, Francis Picabia presente anche con carte disegnate (ancora Pandora), Giorgio Morandi, presenti anche le sue più rappresentative acqueforti, stampe orientali.

 

Stampa d'arte. Andy Wahrol a WOP

Carta per l’Arte con WOPART-Stampa d’arte di Andy Warhol, ph. Sofia Obracaj

 

Infine, quello che speravamo di vedere, l’interpretazione della carta di artisti moderni contemporanei, dai disegni preparatori di opere più complesse (Christo con Vitart Modern and Contemporary), alle carte poco note sulle quali liberamente esprimere una vena grafica alternativa alla pittorica, a chi sulla carta ha costruito la propria tecnica e poetica (Omar Galliani con Scripta Maneant di Bologna, Carol Rama); dagli inizi del novecento (Gustav Klimt con Ia galleria Il castello, Pablo Picasso, Joan Mirò sempre con Vitart), alla ricerca dagli anni sessanta di casa nostra (Bruno Munari,, Mario Merz, Francesco Clemente, Rodolfo Aricò e Giuseppe Spagnulo con la milanese Grossetti Arte), ed internazionale (Joseph Kosuth (Lia Rumma di Napoli), Alex Katz ( la svizzera e milanese Galleria Monica De Cardenas), Botero ancora con Il Castello.

WOP. Disegno su carta di Christo

Carta per l’Arte con WOPART- Disegno di Christo in fiera con Vitart Modern e Contemporary Art

Rosso Isgrò a WOPART.

Carta per l’Arte con WOPART. Emilio Isgrò ,“Storie Rosse”, installazione di dieci serigrafie. ph. Sofia Obracaj

 

Le opere d’arte su carta rappresentano una nicchia assai dinamica all’interno del mercato, stanno negli ultimi anni conquistando infatti un interesse sempre maggiore da parte del pubblico, dei critici, ma soprattutto dei collezionisti. Il motivo può stare nella relativa accessibilità, comprare un pezzo su carta di un artista acclamato costa molto meno di un dipinto, quindi ampliando il numero di persone che possono portare a casa un’opera, ma anche nella maggiore varietà dell’offerta rispetto al passato: oltre alla rivalutazione della stampa d’arte che aveva subito una forte crisi anche in relazione al concetto di autenticità, si considera parte di esse la sempre più popolare e richiesta fotografia.

 

Arte su Carta a Lugano. WOP 2017

WOP. Works on Paper Art Fair a Lugano. In visita, ph. Sofia Obracaj

 

L’opinione di Artscore è sarebbe bene terrebbe separata quest’ultima disciplina dal disegno o dalla grafica, perchè le aspettative e le motivazioni all’acquisizione sono diverse e il lavoro sul supporto non è ciò che fa differire molto una foto dall’altra come invece avviene nelle altre discipline artistiche. Ma questa è un’altra storia sulla quale ci soffermeremo in altra sede; qui a WOP tra i lavori su carta c’è anche la foto che non ha destato in noi un interesse tale da inserirla nei nostri highlights.

 

La galleria carte Scoperte con opere giapponesi

Carta per l’Arte con WOPART-Lo stand della galleria milanese Carte Scoperte, ph. Sofia Obracaj

 

Parlando di opere d’arte su carta, escludendo per un momento l’incisione e la fotografia, un’ulteriore ragione di prezzo più basso sta nel fatto che spesso parliamo di opere preparatorie a lavori pittorici, e che quindi non hanno la stessa significativa compiutezza e dimensione, sono parziali rispetto ad un progetto e alla sua adesione ad una poetica e ad uno stile. Quello che vorremmo vedere sempre più invece sono opere nate con la carta e sulla carta, sperimentando le sue potenzialità materiche, deformando o valorizzando la sua natura per entrare a pieno titolo nella ricerca di un artista in maniera schietta, evidente. Non opere preparatorie ma opere finite sulla carta o con la carta. Qualche esempio di abitante del nostro mondo ideale lo abbiamo incontrato anche a Lugano lo scorso fine settimana.

 

Varietà delle opere su carta a Wop. Lugano 2017

Carta per l’Arte con WOPART-Foto, disegni e sculture in carta, ph. Sofia Obracaj

 

Tra le meraviglie dei grandi artisti citiamo la Galleria d’Arte Maggiore Gam di Bologna con acqueforti e acquerelli di Giorgio Morandi, in vendita anche il volume in edizione numerata a cento con le copie di tutte le incisioni fino al 1957 e una originale di quell’anno, inoltre uno splendido disegno di un cavaliere di Marino Marini.

 

Giorgio Morandi presentato dalla galleria a WOP, Lugano 2017

Carta per l’Arte con WOPART-la Galleria d’Arte Maggiore Gam di Bologna presenta le incisioni di Giorgio Morandi, ph. Sofia Obracaj

 

Un olio su carta di Luca Giordano della fine del seicento, per un valore molto basso pensando ad epoca ed artista, era in fiera con Pandora OM & Salaxa sa di New York, mentre abbiamo osservato da vicino gli acquerelli di Carol Rama grazie a De Primi Fine Art ( Lugano).

 

Disegno a pennarello e tempera di Carol Rama, Wop, Lugano

Carta per l’Arte con WOPART. Carol Rama, Senza Titolo, 1980 courtesy De Primi Fine Art

 

Il curatore di Vitart Modern and Contemporary sempre di Lugano ci ha istruiti su come il mercato della carta sia molto più prospero in Francia, e sulle difficoltà a rendere visibili i disegni in musei pubblici, a causa della deteriorabilità del materiale, ma soprattutto ci ha fatto spalancare gli occhi di fronte a Mirò, un preziosissimo Picasso e uno strepitoso disegno del progetto di land art per il Pont Neuf di Parigi, ovviamente di Christo.

 

Galleria Richard Saltoun, particolare di un lavoro dell'astrattista Greta Shodl

Carta per l’Arte con WOPART- particolare di un’opera di Greta Shodl, galleria Richard Saltoun.

 

Richard Saltoun (Londra) oltre al contemporaneo Penone, a litografie e un dipinto di Francis Picabia della serie “Le spagnole”, mostra le tecniche miste su carta delle pittrici astrattiste Bice Lazzari, Pia Pizzo, aderente alla corrente di Arte Concreta, e  della purtroppo poco nota Greta Shödl; Lia Rumma (Napoli) presenta il disegni preparatori per gli stencil di un progetto romano di Kentridge. Indimenticabile Mimmo Paladino esposto da Mimmo Scognamiglio (Milano).

 

Foto di Mario Cresci presso la fiera di arte su carta WOP a Lugano, 2017

Carta per l’Arte con WOPART, Fotografie di Mario Cresci nello stand della galleria Brunelli, ph. Sofia Obracaj

 

Lasciamo per ultime, non certo in ordine di importanza le gallerie Monica de Cardenas e Maria Livia Brunelli di Ferrara. A loro va il merito di averci presentato artisti affermati accanto ai nomi di giovani di sicuro interesse e potenziale di crescita.

Nello stand di Brunelli accanto alle foto di Mario Cresci e alla giovane fotografa Silvia Camporesi abbiamo subito notato i disegni a bic su carta e…sott’acqua di Marcello Carrà, un memento mori nella tematica, alla base dell’opera nature morte che ricordano il cesto di frutta di Caravaggio o animali, e nella materia lambita da acqua scura come inchiostro, all’interno di una teca rovesciabile che cela con il liquido una metà del disegno sempre diversa a seconda dell’inclinazione. Con ironia, la carta diventa forma e sostanza di una vera e propria installazione, unendo concettuale a figurativo.

 

i disegni sott'acqua di Marcello Carrà

Carta per l’Arte con WOPART. Marcello Carrà, Serie della Vita , Courtesy Maria Livia Brunelli

 

Per Monica De Cardenas è presente il direttore Filippo Percassi che ha spiegato ai giornalisti presenti il pericoloso andamento del collezionismo verso gli aspetti valutativi dell’opera degli ultimi anni, fenomeno che si spera possa rallentare grazie alle proposte delle gallerie stesse, all’intenzione di riportare attenzione verso la qualità. Dalla carta pare aspettarsi un nuovo slancio di interesse, con la scelta coraggiosa di dare spazio non soltanto allo storicizzato, e ben quotato, Alex Katz con  due disegni, ma anche ad artisti giovani come Claudia Losi e Gianluca Di Pasquale. Losi interessante per la sua necessità di manipolare la carta e comporre l’immagine attraverso diversi livelli, ancora una volta per noi apprezzabile per la possibilità dell’idea di entrare nella sfera del materiale, fagocitando e trasformando il suo supporto in componente essenziale e primaria dell’opera.

 

Alex Katz con De Cardenas in fiera a WOP, 2017

Carta per l’Arte con WOPART-Alex Katz, particolare, courtesy galleria Monica De Cardenas

 

Dipinti e disegni antichi per WOP a Lugano 2017

Carta per l’Arte con WOPART-Giovani visitatori incontrano l’arte antica- ph. Sofia Obracaj

 

All’uscita lo sguardo si fissa su un’opera che a prima vista nulla ha a che vedere con le opere d’arte. L’auto in esposizione di Tesla, la società americana che realizza lussuosi mezzi di trasporto al 100% elettrici. Certo per pochi dato il costo, ci interessa perché i suoi due motori hanno sviluppato un’idea vecchia più di cento anni, nata dalla mente di Nikola Tesla. Dunque era possibile, ma nessuno ha mai reso concreto un concetto geniale ed ecologico. Chissà se fosse stato realizzato anni fa, oggi sarebbe democraticamente presente, anche per chi non ha grandi disponibilità economiche. Il nostro mondo sarebbe diverso se accogliessimo le idee creative, l’innovazione vera da uno sguardo profondo sul reale, esterno o interiore per l’uomo, se non si ragionasse sempre in una logica di ritorno economico immediato, e deciso dall’alto. Forse molte più case conterrebbero opere d’arte, su carta e non, meno costose ma più diffuse, e la Svizzera l’avremmo raggiunta senza benzina inquinante, con l’energia che regala la Terra.

Michela Ongaretti

 

Filippo De Pisis_Composizione (Pagliaccio) 1916

Carta per l’Arte con WOPART. Il mondo di Filippo De Pisis, su carta, 1916, courtesy Galleria d’Arte Matteotti

 

WOP a Lugano, tra disegni e incisioni

Carta per l’Arte con WOPART-Di Marzio presenta la fiera ai giornalisti, ph. Sofia Obracaj

 

WOPART, Paolo Manazza in fiera

Carta per l’Arte con WOPART, Paolo Manazza accoglie la stampa, ph. Sofia Obracaj

 

Incisioni antiche a WOPART 2017

Carta per l’Arte con WOPART-Visitatori osservano le incisioni in mostra, ph. Sofia Obracaj

 

 

 

Affordable Art fair, Milano 2017. Paolo Pettignani

Anche nel 2017 l’arte contemporanea è Affordable a Milano. Arte e Fiera al Superstudio Più

Nel 2017 ritorna con un pizzico in anticipo. Non sentiamo ancora l’odore di primavera quest’anno mentre la città è invasa dai manifesti rosa shocking di Affordable Art Fair, visitabile dal 10 al 12 febbraio. L’arte contemporanea accessibile è in fiera presso il Superstudio Più di via Tortona, per la settima volta, sotto la direzione di Manuela Porcu. Tornano in scena pittura, scultura, fotografia e installazioni proposte da ben 85 gallerie, inoltre nelle diverse giornate sono in programma talk di approfondimento e workshop con artisti per bambini e adulti.

 

Paolo Vergano, Affordable Art Fair 217 a Milano

Affordable a Milano, 2017. Paolo Vergnano con Evvivanoé Esposizioni D’arte

 

Parola d’ordine: Affordable. Arte accessibile in termini economici, tutte le opere sono acquistabili con un budget massimo di seimila euro, ma anche nell’intento di portare le persone ad interessarsi alle diverse proposte della produzione artistica, rendendola  alla portata di tutti, compresi coloro che ne siano attratti senza esserne degli esperti, nella fruizione più comprensibile dell’arte contemporanea, meccanismo che ci auguriamo possa continuare a svilupparsi nella realtà italiana. A Milano, in una location raggiungibile con facilità, non solo i collezionisti ma anche i semplici curiosi hanno quindi l’occasione per farsi un’idea del panorama artistico italiano e europeo in un contesto informale e vario.

 

Affordable Art Fair Milano 2017, Nicola Bergolio

Affordable a Milano 2017, Nicola Bertoglio, Zoia Gallery

 

Un week end all’insegna del talento nell’arte contemporanea come lo è stato per l’art week end di Bologna ma con una connotazione più precisa, forse più glamour e raccolta pensando alla location sempre più nota per Affordable e per il Fuorisalone fisso in aprile in concomitanza del Salone del Mobile.

Il principio su cui si basa questo format è in teoria esaltante, nato dalla mente del fondatore inglese Will Ramsay nel lontano 1999 con la prima Affordable Art Fair a Battersea Park, Londra, è stata e sicuramente continua a rappresentare un nuovo modo di collezionare l’arte contemporanea anche se Artscore si domanda, e non è l’unico interlocutore a farlo, se ad un allargamento del bacino di utenza possa corrispondere un abbassamento di qualità del prodotto e dei suoi contenuti.  In linea di massima risponde che non parliamo di “prodotto” con parametri fissi per l’arte contemporanea, e che un prezzo più contenuto può provenire dalla giovane età e iniziale carriera di un artista valido, oppure dall’utilizzo di  materiali meno costosi e di misure ridotte nelle opere. E’ certo che non stiamo ragionando sul valore di investimento tout court, ma dal valore estetico che un collezionista reputa di un’opera d’arte contemporanea, e ricordiamo che il parametro nel mercato dell’arte può crescere in seguito…ma deve pur formarsi grazie a chi crede in un talento.

 

Affordable Art Fair, Milano 2017, Lars Tunebo

Affordable a Milano nel 2017, in fiera Lars Tunebo, High in New York.

 

Detto questo non resta che cedere alla curiosità e andare a toccare con mano la situazione dell’arte contemporanea a prezzo contenuto. Potremo rimanere delusi o scoprire che nella rivoluzione di Affordable a Milano lo stato democratico dell’Arte può entrare nel nostro mondo quotidiano.

In ogni caso accanto ai giovani riconosciuti nel loro valore e a emergenti di cui sentiremo parlare, (Artscore si riserva una valutazione onesta solo dopo la visita), saranno presenti ad Affordable a Milano anche grandi nomi nel panorama dell’arte contemporanea come Ugo Nespolo, Michelangelo Pistoletto, Enrico Castellani, Piero Gilardi, Giosetta Fioroni, Altan, Paul Kostabi e Toccafondo.

 

Affordable Artfair, Milano 2017, Gian Piero Gasparini

Affordable a Milano nel 2017, Gian Piero Gasparini, Carly, 2016.

 

Le Sezioni

La consueta sezione Main prevede un rinnovamento negli attori coinvolti: tra le gallerie che ormai sono una presenza e una garanzia fissa nel 2017 entrano nel circuito realtà provenienti da tutto il mondo, con artisti dall’Australia, dal Giappone e dall’Europa dell’Est.

La novità per l’edizione 2017 è la sezione Milano Contemporary, che si focalizza sulle gallerie della città ospite. L’intento è di fare conoscere le realtà che promuovono arte contemporanea, che a dispetto di quanto in tanti credono possono anche rivelarsi accessibili. Affordable anche a Milano quindi con l’intento e l’augurio che i collezionisti nuovi, o semplicemente gli amanti dell’arte, possano venire a conoscenza dei luoghi e delle attività delle gallerie attive tutto l’anno.

 

Una foto di Tea Falco ad Affordable Art Fair a Milano nel 2017

Affordable a Milano, 2017. Galleria Gli Eroici Furori, fotografia di Tea Falco

 

ARC Gallery, Deodato Arte, Pisacane Arte, Gli Eroici Furori, Morotti Arte Contemporanea, STATUTO13 Arte Contemporanea, Alidem- L’arte della Fotografia, Spaziofarini6, Carré d’Artistes, Martina’s Gallery, Carte Scoperte , Milano Style Art, Artematta, Independent Artists.

La fotografia continua ad avere un grande seguito nella specifica sezione di cui indico le gallerie coinvolte: Capital Culture Gallery, Monteoliveto, The Bleach Box Photography Gallery, The public House of Art, Alidem- L’arte della Fotografia, Spaziofarini6, LUMAS, G2Atelier.

 

Affordable Art fair, Milano 2017. Paolo Pettignani

Affordable a Milano nel 2017, in fiera Paolo Pettigiani

 

Presente nel 2017 la sezione Young, composta di artisti under40 e gallerie emergenti come : Young Folly & Muse, Federica Morandi Art Projects, Zoia Arte contemporanea, Burning Giraffe Art Gallery, Winarts, StART UP, The Outartlet Gallery, ExpArt Studio and Gallery, Studio Ida Harm.

I Talk

Anche l’approfondimento di temi attuali per l’arte è alla portata di tutti: Affordable a Milano propone MILANO CONTEMPORARY e FALL IN ART, due cicli di incontri e conferenze con grandi personalità del settore. Nell’ area talk ogni giorno dell’edizione 2017 sono previsti i racconti ispiratori di curatori, artisti e fondazioni, coloro insomma che intorno all’arte contemporanea hanno costruito una vita e una carriera.

Alle 15,30 per MILANO CONTEMPORARY: Il 10 febbraio Elena Zaccarelli e Barbara Guidotti di Christie’s Milano parleranno di mercato e funzionamento della casa d’asta, soffermandosi anche sul boom dell’arte italiana del dopoguerra. L’11 febbraio sarà la volta di Roberto Ungaro, direttore di Pisacane Arte che spiegherà le varie attività della galleria nel territorio milanese tra cui il Progetto Milano Vola Alto. Il 12 Febbraio si potranno ascoltare Andrea Zardin (Carte Scoperte Art Gallery) e il critico Luciano Tellaroli che racconteranno dei progetti di scambio e promozione tra giovani artisti, tra Milano e il Giappone.

 

Affordable Art Fair, Milano 2017, Johan Thunell

Affordable a Milano nel 2017, in fiera Johan Thunell con l’opera Nylle

 

Alle 17,30 per FALL IN ART. Il 10 febbraio ci sarà Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, che nel 1995 trasformò la sua attività di collezionista in una vera  propria Fondazione. Il programma culturale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è sviluppato in collaborazione col critico Francesco Bonami: il talk verterà sulla nascita dell’ente e sulle ultime tendenze registrate nell’arte contemporanea.

 

Affordable Art fair 2017 a Milano. Stefano Bonora

Affordable a Milano, 2017. In fiera Stefano Bonora con Artakademy

 

Sabato 11 Febbraio Giorgio Fasol, uno dei più importanti collezionisti italiani, prezioso nel saper riconoscere i talenti emergenti che emergeranno, converserà con Marco Trevisan, economista pasionario dell’arte contemporanea che nel 2010 ha portato Affordable a Milano e insieme a Fasol collabora alla piattaforma di di crowdfunding Artraising.org.

Domenica 12 Febbraio i talk sono con Independent Collectors: piattaforma specializzata in mostre online, interviste e storie di collezionisti, sono questi ultimi gli ospiti d’onore, che parleranno delle nuove generazioni del collezionismo e saranno a disposizione per le domande del pubblico. Nienke van der Wal, giovane collezionista olandese che spiegherà perché ha fondato Young Collectors Circle, la piattaforma per incoraggiare i giovani ad acquistare arte. Amy Binding  discuterà dell’importanza di condividere la sua esperienza attraverso un portale, mentre Roswitha Wille parlerà del ruolo delle donne nel mercato dell’arte, e della sua collezione al femminile.

 

Affordable 2017 a Milano, Pep Marchegiani

Affordale a Milano nel 2017, Pep Marchegiani, Galleria Colonna e Hipponion Art Gallery

 

Workshop

Per Affordable a Milano ogni giorno alle 16,30 si svolgeranno diversi workshop tenuti dagli artisti proposti dalle gallerie di Milano. Deodato Arte propone il primo workshop venerdì 10 febbraio con Tomoko Nagao, sabato sarà la volta di Enrico Macchiavello per Artematta, mentre domenica 12 Gli Eroici Furori Arte Contemporanea presenta i celebri Urbansolid.

Progetti Speciali

Molto attiva quest’anno la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, a tre giovani curatori provenienti dalla CAMPO, il corso per curatori Campo della Fondazione, è stata affidata  la selezione degli Young Talents del 2017, creata per gli artisti emergenti. I loro nomi saranno una sorpresa fino alla serata inaugurale del 9 febbraio.

 

Affordable Milano 2017, Felipe Cardena

Affordable a Milano 2017, Felipe Cardena con Deodato Arte, Lost Memories, serigrafia in edizione limitata a 100 pezzi

 

Attesissima per la seconda edizione durante Affordable a Milano la Warsteiner Art Battle: una sfida a colpi di pennello e spray tra talenti nuovi del mondo della street art. I migliori arricchiranno la collezione privata di Warsteiner, partner affezionato di Affordable a Milano.

La piattaforma Art Sweet Art ideata da Laura Caruso e Saverio Verini è una novità della settima edizione di Affordable a Milano: nata nel marzo 2016 è dedicata alle residenze d’artista in abitazioni private, dove il collezionista interviene in maniera attiva nella creazione dell’opera d’arte, in collaborazione con l’artista e parte del processo creativo. Legato ad Art Sweet Art e al suo intento di interazione nuova del pubblico con l’opera d’arte, la serata inaugurale del 9 febbraio vedrà  in scena il ritratto fotografico con la performance del collettivo fotografico Pogovic Photo Circus, modificato in diretta dopo la posa di persone dal pubblico.

 

CBM IItalia ad Affordable nel 217

Affordable a Milano nel 2017. Un laboratorio di CBM Italia Onlus

Affordable a Milano è sempre più accessibile anche nell’attenzione a persone con necessità particolari.  CBM Italia Onlus, parte della più grande Organizzazione Umanitaria internazionale, parteciperà ad Affordable a Milano con i laboratori artistici e tattili Vietato non toccare, percorsi sensoriali per esplorare la realtà con la vista, il tatto e l’udito. Venerdì 10 dalle 14.00 alle 18.00 e Sabato e Domenica dalle 11.00 alle 18.00 sarà organizzato il laboratorio per partecipanti dagli otto anni in su, dove saranno esposte le opere dello scultore non vedente, ambasciatore di CBM, Felice Tagliaferri.

Sono moltissimi gli stimoli proposti il prossimo week end in fiera, e noi siamo curiosi di capire quanto l’arte contemporanea possa essere Affordable a Milano, e viceversa.

Michela Ongaretti 

 

 

SetUp.Drawing the World, Rodriguez Gallery

Disegno in fiera con Dorota Buczkowska. SetUp nel weekend dell’Arte Contemporanea di Bologna

I fianchi molli di Bologna, per dirla come avrebbe fatto Guccini, mi hanno accolto sabato con Arte Fiera, SetUp e le molte gallerie aperte per l’occasione nel sempre vivo centro città. Ai grandi capolavori dell’arte contemporanea presso la  Fiera “istituzionale” si sono aggiunte al calar della sera le proposte di SetUp Contemporary Art Fair nella location dell’Autostazione. Tra le varie sezioni ero curiosa di vedere il progetto sul disegno Drawing the World:  è portato a Bologna da Mónica Álvarez Careaga, curatrice e direttrice di Drawing Room Madrid.

 

Drawing Room a Madrid

SetUp nel weekend di Arte Contemporanea a Bologna. L’interno di Drawing Room a Madrid, diretto da Monica Alvarez Careaga, curatrice della sezione Drawing The World

 

Presenti quattro gallerie straniere con altrettanti artisti provenienti da paesi  dai contesti culturali differenti. Ho visto quindi Galerie Ulf Larsson da Colonia con l’artista Natarajaa, SAIDA Art Contemporary da Tétouan in Marocco con Mohamed Larbi Rahhali, la galleria Sibonet dalla Spagna di Santander ha presentato il lavoro di Teresa Moro ed infine..last but not least nella considerazione di Artscore, la Rodriguez Gallery che a dispetto del nome porta dalla Polonia l’artista Dorota Buczkowska.

 

Teresa Moro, Siboney Gallery

SetUp nel weekend di Arte Contemporanea a Bologna. Vista della parete con i lavori di Teresa Moro

 

Dalla nascita di SetUp Contemporary Art Fair, a Bologna l’arte contemporanea non dimentica il disegno, ma pone la disciplina al centro del confronto su un tema portante. Per questo abbiamo scelto Drawing the World, perchè anche per noi il disegno rappresenta il nucleo di ogni progetto artistico.Sia esso visibile o meno, figurativo o astratto, esso è la definizione di un’idea attraverso la linea, è il pensiero che si fa immagine costruita, e che dalla notte dei tempi continua ad emozionarci portando la riflessione sul mondo su un piano estetico. A SetUp l’arte contemporanea vista e scelta da Monica Alvarez è accomunata dalla “presenza del disegno come mezzo fondamentale per la concezione o cristallizzazione” dell’opera dei quattro artisti in fiera.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Saida Art Contemporain presenta Mohamed Larbi Rahhadi

SetUp nel weekend di Arte Contemporanea a Bologna. Drawing The World-Mohamed Larbi Rahhali, OMRI, Saida Art Contemporain

 

Nello specifico di Drawing the World II, l’azione del disegno si mostra contaminata da altri linguaggi e supporti come la fotografia e l’installazione, ibrido nel suo ricongiungersi ad intenti culturalmente distanti dall’arte contemporanea, individuati nella fotografia di documentazione tout court per Dorota Buczkowska e nell’artigianato tradizionale  marocchino per Mohamed Larbi Rahhali.

Se l’arte contemporanea si rivolge alla riflessione cerebrale o emotiva, lontana da una necessità di mimesi con il reale, il disegno qui si rapporta alle diverse attività umane per immaginare un altro mondo rimescolando le carte espressive con quelle tradizionalmente assegnate ad una disciplina concreta, finalizzata ad uno scopo preciso e funzionale.

 

Setup, Natarajaa con Ulf Larsson Galerie

SetUp nel weekend di Arte Contemporanea a Bologna. Particolare di Void, Natarajaa, Ulf Larsson Galerie

 

Pensando al tema portante di SetUp, l’Equilibrio definito anche dal suo opposto come motore di un cambiamento, non possiamo che vederlo riflesso nei lavori dei quattro artisti di Drawing the World II. A Bologna il disegno di Natarajaa è segno umano eliminato, presente nella sua assenza, distrutto da fuoco, pioggia o da altri materiali insoliti per lasciare solo la traccia di grafie generate da elementi naturali; al contrario Teresa Moro fa materializzare la presenza dell’uomo nell’impronta che lascia su oggetti di uso quotidiano, rappresentati in maniera più tradizionale con disegni a gouache. Affermazione dell’esistenza nel suo non rivelarsi, trova Equilibrio nell’immanenza della trasformazione. Il lavoro di Mohamed Larbi Rahhali appare più pacificato nel suo rapportarsi all’installazione, moltiplicando piccole porzioni di universi disegnati e colorati sulla superficie interna di scatole di fiammiferi. L’Equilibrio  tra la mano artigianale e la soggettività dell’arte è ritrovato nel gesto ripetuto e ogni volta diverso nella scenografia dell’insieme.

 

A Year In sanatorium, Dorota Buczkowska con Rodriguez Gallery di Poznan

SetUp nel weekend di Arte Contemporanea a Bologna. Dorota Buczkowska, A Year In sanatorium con Rodriguez Gallery di Poznan

 

Dorota Buczkowska si concentra sulla percezione della realtà: nella sua osservazione psiche e fisiologia, emozione e corporeità sono accostati e fatti convivere secondo un ’Equilibrio del limite, come se qualcosa fosse portato alle conseguenze più estreme, ma sempre prima di arrivare alla rottura o alla predominanza di uno dei due elementi.

Quando ho visto One Year in Sanatorium ho pensato che le foto fossero abitate da fantasmi, ed in effetti il disegno “infesta” la resa oggettiva della documentazione. Il progetto dal titolo emblematico si basa sulla raccolta di fotografie appartenenti, davvero o per la finzione che fa parte del gioco, ad un sanatorio in Norvegia. L’intervento grafico che  opera su di esse, con inchiostro, grafite o altri strumenti, aggiunge una nuova dimensione all’immagine. Sia questa dimensione fisica, mentale o emotiva, essa trasferisce lo stato mentale dei soggetti ritratti,caratterizzato da un misterioso senso di occlusione e paura, nella sfera del visibile concreto. Il disegno dà voce emozionale alla documentazione, stravolgendone il senso nella direzione che più aggrada all’idea del disegnatore, e le persone catturate dall’obiettivo nella Storia diventano attori di un teatro tutto contemporaneo. Buczkowska dichiara che  One year in Sanatorium ha questo titolo perché si riferisce al trattamento utilizzato per alleviare i sintomi di malattie croniche, così la raccolta è formata dalla rappresentazione di stati simili al disturbo, e al contempo dell’antidoto ad essi. L’artista cammina in bilico su una fune sottilissima dove la vita e la sua prematura necrosi si toccano, dove disgusto e delizia, atto sessuale ed emotivo non vogliono separazione.

 

SetUp, Dorota Buczkowska, a Year in a Sanatorium

SetUp nel weekend di Arte Contemporanea a Bologna. Dorota Buczkowska, a Year in a Sanatorium, 2013, Rodriguez Gallery

 

La galleria Rodriguez di Poznan ha proposto a SetUp una seconda serie di questa creativa multidisciplinare che usa mescolare pittura, scultura fotografia e disegno, sostenuta come One Year in a Sanatorium dall’ Istituto Polacco di Roma.

The Way Back si dedica  ancora una volta al riflesso fisico e materiale di uno stato mentale, solo che stavolta la struttura circolare del suo disegno esplica il processo stesso della creazione artistica.

 

The Way Back di Dorota Buczkowska, particolare

SetUp nel weekend di Arte Contemporanea a Bologna. Dorota Buczkowska, Particolare della serie The Way Back

 

La descrizione di un cerchio ha sempre fatto parte della preparazione accademica, qui utilizzato non più come elemento immutabile, ma come dimostrazione che anche nel più rispetto dello standard nella forma esiste sempre un margine anche minimo di personalizzazione, dove questi cerchi prendono vita secondo caratteri “vitali” unici tali da avvicinarsi all’umanità. La matericità stessa è data dal confronto o conflitto tra la pittura e il disegno nel suo medium principale che è la carta: quando la pittura ad olio si attacca alla speciale sottilissima carta ne risultano macchie che accentuano le caratteristiche “personalità” componenti i due materiali: l’olio così diretto e fisicamente invadente, la carta così fragile e tendente alla trasparenza.

Sempre che l’Equilibrio non ci abbandoni speriamo che Artscore possa continuare a trovare il disegno nell’Arte contemporanea. Magari a Bologna tra un anno.

Michela Ongaretti

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Metroquadro presenta Nicola Malnato

SetUp Contemporary Art Fair 2017. Week end d’Arte Contemporanea a Bologna.

Mancano pochi giorni alla quinta edizione di SetUp Contemporary Art Fair.

Dal 27 al 29 gennaio Artscore si potrà avventurare nelle sale dell’Autostazione dedicate alla manifestazione in piazza XX settembre a Bologna. L’apertura in fascia serale, dalle ore 17, renderà l’atmosfera ancora più festosa ed informale favorendo l’afflusso di pubblico cittadino. Bologna apre quindi l’art week end di Bologna con SetUp accanto alla più istituzionale ArteFiera: se per la seconda manifestazione l’interesse è più rivolto ai grandi nomi e agli storicizzati, quello che attira dal 2013 SetUp è proprio la presenza di nuove leve, puntando sul qualità e  nuovi stimoli della scena emergente italiana ed internazionale.

Logo e tema di SetUp Contemporary Art fair, edizione 2017

Logo e tema di SetUp Contemporary Art Fair, edizione 2017

 

Per quanto non comprendiamo la denominazione “indipendente”, siamo lieti di ritornare nella città emiliana per le nuove proposte della Fiera d’arte più giovane d’Italia, con il suo format arricchito dai diversi premi collaterali e per un numero di gallerie partecipanti sempre maggiore rispetto alle precedenti edizioni. Nell’edizione 2017 potremo vedere il lavoro di sessanta gallerie, quindici delle quali provenienti dall’estero.

Sul carattere urban style della location abbiamo già avuto modo di esprimerci ritenendola di fascino, è sempre lodevole cambiare la vocazione di un luogo cittadino di passaggio quotidiano soprattutto se è l’Arte ad animarla per un breve periodo, ma la qualità dell’esposizione è limitata nella sua fruibilità, proprio a causa della destinazione d’uso originale ed evidente dell’edificio.

 

SetUp Contemporary Art Fair, DiegoZangirolami, La-veneranda reliquia, CragChionoReiSova ArtGallery

SetUp Contemporary Art Fair, Diego Zangirolami, La veneranda reliquia, per Crag-Chiono Rei Sova ArtGallery

 

Come ogni Fiera d’Arte di rispetto la quinta edizione di SetUp muove la sua selezione a partire da un tema guida che quest’anno le due organizzatrici Simona Gavioli e Alice Zannoni, e il comitato scientifico composto da Silvia Evangelisti e Diego Bergamaschi hanno individuato nell’Equilibrio, esplicitato anche attraverso la sua opposizione. Secondo l’interpretazione di Kierkegaard la mancanza di staticità si rivela motore dell’esistenza perciò “Osare è perdere momentaneamente l’equilibrio, non osare è perdere se stessi”, intento fatto mission per SetUp Contemporary Art fair. La lettura del mondo contemporaneo attraverso l’arte può quindi può manifestarsi nel gioco dialettico complessivo dei diversi esponenti che rendano il valore sia della proporzione, dell’armonia, della simmetria, che dell’eccesso, dinamicità di forze e forme, azione e persino sbilanciamento. L’indagazione secondo queste logiche dovrà riguardare il presente nella condizione economica, sociale, politica, delle relazioni, geografica ma anche fisica, tecnologica, formale e di identità.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Sensi Arte presenta Nicola Bertellotti

SetUp Contemporary Art Fair, Nicola Bertellotti, There mains of the day,  galleria Sensi Arte

 

Set Up ha posto delle domande ben consapevole della estrema eterogeneità delle risposte degli artisti e dei progetti curatoriali presenti: Esiste, perciò, l’equilibrio? Quanto dura? Cosa significa essere in bilico? Ci può essere equilibrio etico? Il progresso è equilibrato? Il libero arbitrio è equilibrato? L’identità di schieramento produce uno sbilanciamento? L’attrazione è un’oscillazione? Come si manifesta? Lo ha fatto perché crede che il fascino della cultura contemporanea stia nella sua contraddizione.

Secondo la vocazione del format questi interrogativi sono posti agli espositori seguendo la logica di far interagire le figure dell’artista, del curatore e del gallerista.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Galleria La Linea presenta Michele Guidarini

SetUp Contemporary Art Fair, Michele Guidarini, Rotten-Jump, Galleria La Linea

 

I progetti esposti sono suddivisi in cinque categorie:Main Section, Solo Show, Drawing the World II, P(I)IGS CAN FLY e S.O.S SetUp Open Space.

La Main Section chiama a proporre un progetto curatoriale con almeno un artista under 35, presentato da un testo critico di un curatore under 35. Riunisce le gallerie italiane ed estere secondo quello che risulta ormai essere un format consolidato di SetUp, spingendo alla massima interazione artista, curatore-critico, gallerista. Insieme a questo artista le gallerie esporranno la loro intera “scuderia” per presentare la propria visione e scelta del mondo artistico contemporaneo.

 

SetUp Contemporary Art Fair, sezione SOS, F05

SetUp Contemporary Art Fair, sezione SOS, Vinz Feel Free, F05

 

In ordine alfabetico vedremo: 3)5 ArteContemporanea (Sipicciano Graffignano – VT), A100 Gallery (Galatina – LE), A-Space gallery (Rheinfelden – Svizzera), Addaya Centre D’Art Contemporani (Maiorca – Spagna), ART and ARS Gallery (Galatina – LE), BBelgravia arte contemporanea (Bologna), BI-BOx Art Space (Biella), BONELLILAB (Canneto sull’Oglio – MN), Cartavetra (Firenze), CASA FALCONIERI Centro di ricerca e sperimentazione (Cagliari), Città dell’Arte (Venezia), CRAG – CHIONO REISOVA ART GALLERY (Torino), Eggers 2.0 Let’s do it together (Torino), Etra Home Gallery (Napoli), exfabbricadellebambole (Milano), Falcinella Fine Art (Mantova), FEDERICO RUI ARTE CONTEMPORANEA (Milano), Galleria B4 (Bologna), Galleria 13 – arte moderna e contemporanea (Reggio Emilia), Galleria 33 (Arezzo), INCREDIBOL – Erika Deák Gallery (Bologna – Budapest), Il Cerchio e Le Gocce (Torino), InConnection Art Center (Orte – VT), ISCULPTURE (San Gimignano – SI), LuxLuxury Group (Bologna-Miami-Dubai – Abu Dhabi-Doha), MARTINA’S GALLERY (Giussano –MB), metroquadro (Torino), MuseoNuovaEra (Bari), PORTANOVA12 (Bologna), SENSI ARTE (Colle Val d’Elsa–SI), spaghettiparty.it (Udine), Spazio Espositivo EContemporary (Trieste), Spazio Lavit (Varese), Stefano Bartoli (Vezzano sul Crostolo –RE), Vibra Spazio contemporaneo di idee (Ravenna), Viridian Artists (New York), VV8 ARTECONTEMPORANEA (Reggio Emilia).

 

SetUp Contemporary Art Fair, Martinas Gallery presenta Stikki Peaches

SetUp Contemporary Art Fair, Stikki Peaches, Martina’s Gallery

 

Solo Show intende presentare i progetti di sei gallerie che mostrano il lavoro di un unico artista, italiane ed internazionali.

Partiamo da lontano con la State of The Art Gallery and Magazine di Clermont (Florida), insieme ad ABC arte Bologna Cultura (BO), ADD-art (Spoleto – PG), Galleria La Linea (Montalcino – SI), STUDIO 38 CONTEMPORARY ART GALLERY (Pistoia), Stefano Bartoli (Vezzano Sul Crostolo – RE).

Le categorie Solo Show e Main Section concorrono per il Premio SetUp, per artisti e i curatori under 35, il vincitore sarà deciso dalla giuria composta dal comitato scientifico unito al Comitato Direttivo, Simona Gavioli e Alice Zannoni.

 

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Stefano Bartoli presenta Alessandra Zini

SetUp Contemporary Art Fair, Alessandra Zini, Atterraggio sulla Terra, galleria Stefano Bartoli

 

Il progetto P(I)IGS CAN FLY a cura di Eleonora Battiston, riunisce cinque realtà internazionali, cinque stati denominati dall’acronimo PIIGS caratterizzati da economie deboli e situazioni di debito pubblico:per riagganciarsi al tema di SetUp 2017, sono luoghi dove è venuto meno l’equilibrio sociale, politico ed economico ripercuotendosi nell’ambito culturale con notevoli tagli economici, ma dove non è mancata continuità nella produzione artistica di alto livello, anche in reazione all’instabilità, generando nuovi contenuti e suggerendo tematiche ad interpretare con nuove visioni la situazione in corso  A Set Up  ecco quindi la Spagna con le gallerie Blanca Soto di Madrid e Artizar di TenerifePortogallo, il Portogallo con Módulo–Centro Difusor de Arte di Lisbona, la Grecia con ALMA GALLERY di Atene,  e l’Irlanda con Steambox Gallery di Dublino.

 

SetUp Contemporary Art Fair, sez. PIIGS, Artizar presenta Jose Luis Serzo

SetUp Contemporary Art Fair, sez. PIIGS, Jose Luis Serzo, Teatrorum-nocturno, galleria Artizar

 

Drawing the World II è la categoria di Mónica Álvarez Careaga, curatrice e direttrice di Drawing Room Madrid, che ha selezionato quattro gallerie di fama internazionale per presentare altrettanti artisti provenienti da paesi diversi, accomunati dalla pratica del disegno come disciplina fondamentale per la costruzione delle opere e per l’interpretazione del mondo. Le gallerie sono: Ulf Larsson Galerie di Colonia, la Rodriguez Gallery di Poznan, Saida Art Contemporain di Tetouan e della Galleria Siboney di Santander, e gli artisti Natarajaa dall’India, la polacca Dorota Buczkowska , il marocchino Mohamed Larbi Rahhali  e Teresa Moro da Madrid.

 

SetUp Contemporary Art Fair, sez. Drawing The World, Rodriguez Gallery presenta Dorota Buczkowska

SetUp Contemporary Art fair, sez. Drawing The World, Dorota Buczkowska, One year in sanatorium, Rodriguez Gallery

 

S.O.S SetUp Open Space è una novità del 2017, la sezione funziona come spazio per 9 progetti sperimentali, e valorizza artisti che siano innovativi e rivoluzionari attraverso il proprio linguaggio. A promuovere e presentare questi artisti saranno Artegiro (Conzano – AL), C.A.C.C.A Centro per l’Arte Contemporanea sulla Cultura Alimentare (Bologna), Collaterart A.P.S. (Salerno), Current (Milano), Peninsula (Berlino), Polisonum (Roma), PrintAboutMe (Torino), Vinz Feel Free (Valencia – Spagna), (Bolzano).

E’ la sezione che comprende gli iscritti al Premio Alviani ArtSpace, per il quale la galleria di Pescara si impegna a dare davvero spazio in galleria durante la stagione 2017-2018, in linea con la sua finalità di ricerca e di contaminazione tra linguaggio artistico e tecnologico.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Artegiro presenta Talaatharb, sez. SOS

SetUp Contemporary Art Fair, SOS, Talaatharb, Pink, per Artegiro

 

Gli altri premi in programma saranno:  il Premio Residenza Casa Falconieri che offrirà dieci giorni all’artista vincitore per lavorare all’interno dello Studio Casa Falconieri, nel cuore della Sardegna, e il Premio fotografico Tiziano Campolmi. Quest’ultimo sarà suddiviso in due fasi, prima la selezione avverrà attraverso i like espressi sulla pagina facebook del premio, in seguito una commissione in carne ed ossa, composta dal presidente dell’associazione Campolmi Andrea Benericetti e dal direttivo di SetUp, sceglierà tra i cinque lavori selezionati dal pubblico online.

 

SetUp Contemporary Art fair, Arredamento a cura di Camisa11

SetUp Contemporary Art fair, arredamento area relax e bookshop a cura di Camisa11, Volta Rosso

 

Ulteriore novità, fuori dalle categorie espositive di SetUp ma perfettamente in linea con gli interessi di ARTscore, è HANDOVER, dove l’equilibrio sarà esplorato nel suo confine tra arte e design. Handover significa letteralmente staffetta e l’intento è in effetti quello di passare le conoscenze o la sensibilità necessaria a far funzionare una sfera creativa rispetto all’altra, nell’orientamento ad esempio del designer si accoglie una visione scultorea o pittorica dell’oggetto progettato. Ciò che ne risulta è un pezzo di art-design, che dopo l’approccio culturale che lo determina va oltre la sua funzionalità. Sono aziende di design di rilievo ad aver aderito a questo esperimento di mostrare la vita donata al design dall’arte, Alessandra Francesca Borzacchini,Camisa 11 Design, StoneLab Design Gumdesign, Walter Vallini.

Il design sarà protagonista anche nella Collectors Lounge, con spazi esclusivi per un numero collezionisti. il merito dell’allestimento va a Gianpaolo GAZZIERO, del noto tempio del design e arredamento a Bologna; pietre miliari del design saranno a disposizione grazie alla prestigiosa collaborazione con Cappellini.

 

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Sensi Arte presenta Elisa Mearelli

SetUp Contemporary Art Fair, Elisa Mearelli, Il sogno di Icaro, galleria Sensi Arte

 

Sono molti i progetti speciali quest’anno, per lasciarvi alcune sorprese ci limitiamo a segnalare l’opera K17 di Fabrizio Fontana all’ingresso, presentata da Ars and Ars di Galatina, un Kalashnikov enorme rivestito di piccoli giocattoli, ironicamente feroce nel suo messaggio.

D’obbligo citare l’omaggio ai 50 anni di Corto Maltese, in concomitanza con la grande mostra sull’eroe a fumetti presso Palazzo Pepoli a Bologna, con la proiezione dello Speciale e delle prime apparizioni televisive, a cura di Andrea Losavio in collaborazione con gli eredi del disegnatore Secondo Bignardi.

 

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Bonelli Lab presenta Anna Stella Zucconi

SetUp Contemporary Art Fair, Anna Stella Zucconi, Barbie is not dead, galleria Bonelli Lab

 

L’atrio dell’’Autostazione torna nel 2017 ad essere interessato dall’Area Talk, con il suo ampio programma originale e gratuito, costituito da 13 interventi tra incontri, conferenze e tavole rotonde, sempre sul tema dell’Equilibrio. Una sezione parlerà dei progetti per Le capitali della cultura Mantova, Pistoia e Matera e l’equilibrio nell’arte contemporanea, quelli già realizzati e quelli ancora da produrre, a cura di Serena Achilli, curatrice indipendente e Direttore artistico di Algoritmo Festival.

La seconda sezione è Remember The Future, un format di contenuti itineranti, appendice al festival Voglia di Vintage di Mantova, a cura di Fabio Lucarelli.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Luigi Petracchi, galleria MMXII presenta Luigi Petracchi

SetUp Contemporary Art Fair, Luigi Petracchi, LuxLuxory, galleria MMXII

 

L’Area Bookshop e Area editoria gestita da Agenzia Nfc: quest’anno accanto a cataloghi e libri d’arte troveremo i quaderni d’autore in edizione limitata, creata ad hoc per la manifestazione. Oltre alla consolidata partnership con Exibart l’Area Editoria vedrà poi le nuove collaborazioni con Urban Magazine, Edizioni del Rio e Art Bag, progetto editoriale ideato da Alessandra Alliata Nobili ed Emiliano Zucchini.

 

Il programma è piuttosto intenso..vi basta per una serata a Bologna?

 

Michela Ongaretti

 

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Metroquadro presenta Nicola Malnato

SetUp Contemporary Art Fair, Nicola Malnato, The importance of breathing. Dreaming a Whale, galleria Metroquadro

 

SetUp Contemporary Art Fair, Saida Art Contemporain presenta Mohamed Larbi Rahhadi

SetUp Contemporary Art Fair, sez. Drawing The World-Mohamed Larbi Rahhadi, OMRI, Saida Art Contemporain

 

SetUp Contemporary Art Fair, Galleria La Linea presenta Michele Guidarini

SetUp Contemporary Art Fair, Michele Guidarini, DADA, Galleria La Linea

 

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Homi. Il risveglio del 2016 di design e lifestyle, con Design Competition in Fiera a Rho

Homi. Il risveglio del 2016 di design e lifestyle, con Design Competition in Fiera a Rho

DI MICHELA ONGARETTI

Milano si risveglia nel nuovo anno con la settimana della moda maschile, in attesa dell’evento per lei più importante dell’anno, di ogni anno, il Salone del Mobile 2016. Nell’ambito dell’arredamento però si inizia a respirare l’aria di primavera e di novità: dal 29 gennaio al 1 febbraio Rho Fiera Milano infatti ospita HOMI, appuntamento per i professionisti dedicato interamente a design e lifestyle, che si rivolge alla persona e ai suoi spazi.

Alcune creazioni di design del gioiello a HOMI

Alcune creazioni di design del gioiello a HOMI

Il nome HOMI unisce la parola home, dove la O è come un cerchio che avvolge simbolicamente l’uomo come fa la sua casa, lo spazio dove è racchiusa la vita quotidiana, alla parola Milano, in omaggio alla città ospite.

HOMI si articola in dieci differenti declinazioni secondo le tendenze più nuove dell’abitare, rappresentate dalle dieci sezioni dell’esposizione. Si tratta di aree denominate satelliti per tutti i settori di HOMI, visioni del benessere sotto ogni punto di vista, fuori e dentro la casa, di giorno e di notte, nel tempo libero e durante le occupazioni quotidiane, legate ai nuovi stili di vita contemporanei.

Living Habits è dedicato alla tavola, la cucina con i suoi arredi e complementi, illuminazione inclusa. Home Wellness riguarda il benessere in bagno, nel relax, nello sport. Fragrances & Personal care accoglie l’universo della profumazione per la persona e per l’ambiente. Fashion and Jewels include le novità del design di gioielli, abbigliamento ed accessori. Nel satellite Gift & Events possiamo vedere tutto ciò che riguarda regali, eventi, licenze e merchandising. In anticipo sulla bella stagione Garden & Outdoor è dedicato al gardening, tutti gli arredi e complementi per l’esterno, sistemi ed accessori per animali, mentre Kid Styleschiude al mondo le novità di moda, accessori, arredi e complementi per i bambini. L’universo del tessile, homeware e organizer si trova in Home TextileHobby and Work comprende hobby, musica, viaggio e lavoro. Infine Concept Labsi orienta su concept design companies, editors, contract e food.

Vista degli stand dell'edizione passata di HOMI

Vista degli stand dell’edizione passata di HOMI

Uno dei motivi per cui si parla di HOMI è senza dubbio la presenza di giovani designer grazie a due importanti concorsi: Design Competition, iniziativa della Regione Lombardia in collaborazione con ADI, Associazione per il Disegno Industriale e Unioncamere Lombardia, tutt’ora in corso, e il concluso Homi Maker Design Award organizzato da HOMI in collaborazione con Artex, Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana e con il patrocinio di CNA e Confartigianato, rivolto a giovani artigiani e/o creatori auto produttori under 35.

Il logo di Design Competition

Il logo di Design Competition

 

Design Competition ha lanciato a dicembre, per la quinta volta, il bando della Regione Lombardia. Le idee di 40 giovani designer si uniranno alle potenzialità di altrettante piccole e medie aziende manifatturiere lombarde. Durante l’edizione HOMI di gennaio i designer presenteranno il frutto della loro ricerca alle imprese, in seguito le opere saranno selezionate da una Commissione di esperti e il matching tra progetti e aziende selezionate renderà possibile la realizzazione dei prototipi in mostra durante HOMI settembre2016. La fiera sarà quindi veicolo e laboratorio per innovative soluzioni che potranno diventare parte della storia del design italiano d’eccellenza; sarà quindi l’opportunità per i designer di collaborazioni concrete, e di rinnovamento del mercato attraverso nuovi prodotti di punta per le aziende. I settori interessati rappresentano alcuni dei principali mercati di riferimento per HOMI: il Living habits, che comprende complementi d’arredo come articoli per la cucina,la tavola, e il bagno, oggettistica decorativa, tessile domestico, articoli da ufficio e illuminazione. Outdoor nell’illuminazione, decorazione e gardening, Kids, con accessori dedicati al sonno, al cibo e al relax dei bambini.

Una-creazione-di-Michela-Damone-vincitrice-di-Homi-Maker-Design-Award

Una creazione di Michela Damone vincitrice di Homi Maker Design Award

 

Mauro Parolini, assessore allo sviluppo Economico di Regione Lombardiaesprime tutta l’importanza della partnership con Unioncamere Lombardia e ADI,per garantire un reale accrescimento di competenze per i giovani, affiancati da tutor esperti, e di avere visibilità grazie a questa vetrina internazionale. Inoltre quest’anno ci sarà un accresciuto orientamento al risultato nella realizzazione dei prototipi, favorendo ancora le imprese con la dimostrazione dell’efficacia nella sperimentazione, attraverso un percorso che vuole ricalcare le fasi reali di una produzione, dal progetto, alla sua scelta da parte di un’azienda, al prodotto finito, perché “le manifestazioni fieristiche devono essere sempre più facilitatori di business”, come indica Corrado Peraboni, Amministratore Delegato di Fiera Milano, in modo da creare idee e stimoli alla crescita economica lombarda, per il mercato dei prodotti e del lavoro.

Orecchini in oro di Inner Gestalt Jewellery, vincitrice di Homi Maker Design Award

Orecchini in oro di Inner Gestalt Jewellery, vincitrice di Homi Maker Design Award

 

A Rho si vedranno anche i vincitori di Homi Maker Design Award, un concorso di ampio respiro perché coinvolge artigiani; artisti; diplomati e/o laureati provenienti da tutti i livelli d’insegnamento artistico e progettuale; giovani in fase di creazione d’impresa. Per candidarsi bastava avere una produzione propria e non avere in precedenza esposto ad HOMI.

I premi sono tre per ciascuna delle due sezioni: Living Habits, per tutte leautoproduzioni di decorazione domestica e in generale al lifestyle, e Fashion & Jewels, rivolto ai settori del gioiello ed accessorio moda.

All’interno dell’ area Creazioni la novità Sperimenta di HOMI è lo stand preallestito a disposizione delle nuove creazioni vincitrici, designer e produttori italiani ed internazionali. Questa parte dell’esposizione è organizzata anche grazie alla collaborazione di Artex, sia nell’area Homi Creazioni Design che propriamente in Homi Maker Design Award.

Un prodotto di Interno99 ad HOMI grazie alla vittoria di Homi Maker Design Award

Un prodotto di Interno99 ad HOMI grazie alla vittoria di Homi Maker Design Award

 

Le proposte innovative ed originali presentano uno stile prezioso e semplice apprezzabile soprattutto negli accessori moda come borse e bijoux. Inner Gestalt JewellerySpazio Am, Jenia DesignInterno 99Dunadesign, Michela Damone hanno vinto con il loro fresco talento emergente, in grado di coniugare l’artigianato d’arte alle aziende che rendano possibile la realizzazione di un’idea,unendo l’innovazione alle tecniche artigianali .

Il mio augurio per i creativi impegnati e premiati è che HOMI sia una vetrina che se forse non definirà una carriera, ma potrà comunque essere un gradino fondamentale. Per tutti loro un arrivederci..ad Aprile Milano vi aspetta da ogni angolo del mondo per il Fuorisalone 2016.

Michela Ongaretti

manital-saturn-colorata

Manital e Mario Mazzer, una collaborazione per prodotti dalla qualità personalizzata

Manital e Mario Mazzer, una collaborazione per prodotti dalla qualità personalizzata

Made Expo 2015: maniglie di design per Manital con il design di Mario Mazzer.

Made Expo, Milano Architettura Design Edilizia, è una fiera che riguarda l’edilizia nel suo complesso. Le sue sezioni sono Costruzioni e Materiali, Involucro e Serramenti, Interni e Finiture, Software Tecnologie e Servizi, si tratta di tutto ciò che sta alla base delle realizzazioni architettoniche e del design italiano, e valorizza le novità d’eccellenza per specifiche e svariate competenze: in questo insieme vediamo l’azienda Manital che produce maniglie per porte e finestre, e che proprio nel 2015 ha festeggiato il venticinquesimo anno di attività.

La maniglia Exa- cromata- design di Mario Mazzer per Manital La maniglia cromata Exa – design Mario Mazzer per Manital

Questo traguardo è stato raggiunto a Gennaio in occasione della fiera Bau 2015 a Monaco di Baviera, con l’esposizione dei nuovi modelli disegnati dall’architetto e designer Mauro Mazzer: la maniglia di forma esagonale Exa, e quella per portoni e porte di grandi dimensioni Saturn.

Dal 18 al 21 marzo 2015 presso Made Expo abbiamo visto questi modelli nelle loro ultime declinazioni, varianti e finiture personalizzate e personalizzabili con materiali e colori.

La maniglia SATURN, design Mario Mazzer per ManitalLa maniglia Saturn – design Mario Mazzer per Manital

Manital è nata a Vobarno (Bs) nel 1990; nel 2004 si è ampliata a tal punto da dover trasferire uffici e produzione in uno stabilimento più grande, nella vicina Gavardo, in conseguenza dell’espansione sviluppatasi negli anni precedenti in tutto il mondo. Il mercato la colloca in Spagna e in altri paesi europei, in Russia, per crescere anche nei paesi Arabi, negli Stati Uniti, Canada e Australia, India, America Latina, Sud Africa.

Per il raggiungimento di un risultato impeccabile nei prodotti, Manital dedica grande attenzione alla qualità dei materiali impiegati e utilizza tecnologie industriali sofisticate, ad esempio per lo stampaggio. Inoltre garantisce cura personalizzata di ogni pezzo. Nel 2008 ha la Certificazione di Qualità ISO 9001.

Saturn, design Mario Mazzer per Manital, versione in pelle lucida

La maniglia Saturn, versione in pelle lucida – design Mario Mazzer per Manital

L’azienda bresciana ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti: con le maniglie Dots e Carmen l’International Design Awards (USA)rispettivamente nel 2008 e nel 2010. Il design di Mario Mazzer per Manital con la maniglia Alamaro ha ottenuto il Good Design (USA) nel 2011. Così pure le maniglie Flat e Otto hanno vinto il Red Dot Award nel 2013.

L’idea di base, e strategia per il titolare Luigi Bigoloni, è l’abbinamento di design e produzione rigorosamente made in Italy, la qualità e l’innovazione di entrambi, unita all’estetica delle grandi firme del progetto.

Per le più di sessanta serie di maniglie, che lavorate nelle diverse rifiniture permettono la realizzazione di 600 possibilità di prodotto, si sono susseguite molte collaborazioni con architetti e designer di fama internazionale come, oltre a Mario Mazzer, Doriana e Massimiliano Fuksas, Sottsass Associati, David Mercatali, Valentina Downey, Itamar Harari, Pedrizzetti Associati, Maurizio Giordano e Roberto Grossi, Studio Hot Lab.

Saturn, design Mario Mazer per Manital, versione grafica-logo

La maniglia Saturn – design Mario Mazzer per Manital, versione grafica-logo

Il rapporto di committenza tra Mazzer e Manital è nato dalla presentazione di alcuni campioni di maniglie da parte del designer, da sempre interessato ad entrare nel dettaglio e studiare il potenziale dei materiali in ogni ambito della progettazione. Insieme hanno condiviso la curiosità verso un miglioramento estetico e funzionale, ampliando il concetto stesso di maniglia, e hanno intessuto un rapporto di stima che ha portato ai risultati visibili in Fiera. Attualmente stanno portando avanti un nuovo concept per porte scorrevoli, dove le funzioni di chiudere, aprire e tirare connesse alla maniglia, vengano unificate nel modello Flat. Il futuro della collaborazione sarà scritto da nuovi prodotti disegnati tenendo conto di un equilibrato rapporto qualità-prezzo.

Per continuare il percorso di 25 anni dedicati alla combinazione di design, innovazione e qualità si sono concretizzate le realizzazioni di Exa e Saturn.

Exa è definita dall’architetto “elegante e piacevolmente prensile”, la sua forma a sezione esagonale, che si estende fino al limite della rosetta, esprime la passione di Manital per il design, e il piacere per la personalizzazione in molte finiture differenti è segno dell’interesse a creare prodotti orientati su una concezione attiva dell’utilizzatore. Questa varietà è rappresentata da una vasta gamma di bronzi e delle nuove finiture rame e antracite.

La maniglia Saturn è invece indice della volontà di sperimentare: sempre in linea con quella visione non passiva del cliente è possibile scegliere la rosetta, componente strutturale della maniglia. Le opzioni di finitura sono frutto di una ricerca costante sulla durevolezza del prodotto e del componente, unita alla curiosa attenzione per le tendenze dell’interior design. E’ in questo senso ben visibile nell’equilibrio dell’arredamento perchè ideata per porte di ampie dimensioni.

Saturn, design Mario Mazzer per Manital, versione grafica florealeMadeExpo2015. La versione grafica floreale Saturn – design Mario Mazzer per Manital

Anche la rosetta stessa è di notevoli dimensioni; è larga 180 mm e alta 152 mm: suo elemento qualificante e distintivo è il disco interno, realizzabile in finitura metallica, in pelle, in cuoio o microcristalli Swarovski. Dall’anello che lo circonda si sviluppa una piccola estensione a forma di semi-cerchio, al cui interno è applicata la maniglia in ottone forgiato. Quest’ultima ha una forma piatta davanti e curva dietro e le sue estremità semicircolari si armonizzano a quelle della rosetta, si genera così un interessante gioco di rimandi tra le varie forme circolari.

Mario Mazzer, classe 1955, si è laureato al Politecnico in Architettura e in Industrial Design alla scuola Politecnica di Design. Ha avuto come docenti Marco Zanuso e Achille Castiglioni: dalla visita alla birreria Splughenbrau progettata da Castiglioni è nato il suo desiderio di fare l’architetto. La lezione appresa dai maestri si incentra sulla semplicità: da Castiglioni la visualizzazione di un’idea in varie prospettive, per poi renderla concreta e facilmente comprensibile, mentre di Zanuso vive in Mazzer l’esempio della “capacitá direndere la tecnologia elegante e semplice”, come ci spiega.Attraverso la sua esaltazione la rosetta diventa così un elemento determinante per estetica e varietà. Infatti quel dischetto interno non è soltanto disponibile in diversi rivestimenti, ma si può personalizzare con l’incisione a laser di un marchio, un logo o di una semplice frase, esso può essere sostituito o comprato anche singolarmente, rinnovabile a piacimento anche a distanza di tempo. Questa estetica è studiata per centrare un target sia residenziale che in ambito contract.

Sedia modello Rita, design Mario Mazzer per Zanotta

Sedia Rita, design Mario Mazzer per Zanotta

Gli abbiamo chiesto se esistono progetti storici a cui si sente più legato e ci ha risposto che ogni prodotto ha una storia, ed è per noi inserita nell’ottica prevalente dello studio dei materiali come accade per Manital. Cita il tavolo a muro Clino progettato per la Magis nel 1984, “perché è la perfetta sintesi tra forma, funzione e movimento”. Ricorda con affetto la sedia Rita, prodotta daZanotta, l’ultimo prodotto selezionato dal fondatore Aurelio Zanotta, da cui ha imparato una terza lezione: spostare sempre in avanti il limite della ricerca. Per questo è sempre più interessato a progetti per prodotti fuori dal furniture design, come una collezione di decanter e di cavatappi innovativi dal punto di vista formale e tecnologico, e il control remote FLUTE per MasterMotion con il quale ha vinto il Red dot, e IF design nel 2014, ed il Good Design nel 2013. I premi citati sono stati vinti in diverse altre occasioni nel corso degli anni.

Sicuramente influisce sul suo approccio progettuale al design il suo essere architetto, per cui il design rientra nel“sistema casa”; la sua preferenza accordata al mobile vive nell’integrazione delle parti con il tutto, inteso come contenitore. Ma non finisce qui, sua vera cifra stilistica è l’unione delle idee fondanti , la semplicità e l’eleganza nella tecnologia, per la sua Gestaltung, sviluppate in modo diverso nei precedenti periodi della sua carriera, e il non fermarsi ad un ambito solo. Conta più di ogni altra cosa l’attitudine a sperimentare con curiosità, non rinnegando la continua ricerca sul design semplice, l’attenzione per una tecnologia utile ma leggera, e da questa creare nuove estetiche che siano “emozionali”, rimettendosi sempre in gioco. Ci fa scoprire che le emozioni possono provenire dal varcare una soglia, che già dal primo gesto di abbassare una maniglia rivelano la personalità dell’ospite.

Michela Ongaretti