particolare di Obelisco, Carlini

MILAN DESIGN WEEK 2016. Un obelisco contemporaneo all’ingresso del Super Design Show

MILAN DESIGN WEEK 2016. L’obelisco contemporaneo di Maria Cristina Carlini all’ingresso del Super Design Show

Design Week 2016:  La scultura monumentale di Maria Cristina Carlini al Superstudio Più per il SuperDesign Show.

E’ giunta in redazione la notizia di un evento speciale che interesserà via Tortona, forse la zona più densa di eventi Fuorisalone a Milano. In quel contesto il SuperDesign Show di Superstudio Più avrà un ospite d’onore ad accogliere i visitatori, l’opera di Maria Cristina Carlini, per la prima volta esposta al pubblico dal 12 al 17 aprile.

Obelisco visto da vicino, foto di Mimmo Capurso

Obelisco visto da vicino, foto di Mimmo Capurso

 

L’Obelisco è stato realizzato alla fine dello scorso anno ed è impossibile non notarlo fin dall’ingresso, con il potente slancio verticale di oltre quattro metri, come se dalla terra lambisse il cielo. Una scultura monumentale che darà veste scenografica all’evento creativo più celebre e popolare dell’anno come la Design Week al 27 di via Tortona.

SuperdesignShow logo

SuperdesignShow logo

 

Si compone di un involucro in acciaio corten a proteggere l’anima in legno di recupero forato in alcuni punti: questi elementi testimoniano la ricerca accurata dei e sui materiali di tutto il percorso artistico della scultrice. Qui il legno è stato scelto in rappresentanza di un’idea del passato, materiale principe di manufatti antichissimi reperibile da sempre in natura senza grandi lavorazioni per renderlo utilizzabile, mentre l’acciaio corten si inserisce nel tempo presente proprio in virtù della necessità di una tecnologia che lo renda adattabile ad esigenze industriali o costruttive, e nella sua recente rivalutazione estetica oltre che igienica.

Obelisco di Maria Cristina Carlini presto visibile al Superstudio di via Tortona, foto di Mimmo Capurso

Obelisco di Maria Cristina Carlini presto visibile al Superstudio di via Tortona, foto di Mimmo Capurso

Questi materiali di differente sostanza e apparenza sono accostati per simboleggiare l’unione tra culture diverse, mostrando la possibilità di una convivenza pacifica e necessaria alla bellezza del mondo. Infatti i fori nelle imponenti travi richiamano il ricamo che solo le diverse componenti culturalidel mondo possono tessere, essi creano una trama,una rete in cui ognuna è coinvolta come elemento unico e insostituibile.

Ci si potrà avvicinare alla solida base, con la sua forma esagonale ancora la scultura al terreno ed evidenzia la tensione verso l’alto, come un albero dalle radici sicure che cresce con i suoi rami per diventare sempre più grande in futuro. Ha un valore quindi propiziatorio e fiducioso di un’evoluzione positiva della società.

Particolare dei materiali di Obelisco, foto di Mimmo Capurso

Particolare dei materiali di Obelisco, foto di Mimmo Capurso

 

Obelisco rappresenta inoltre i due aspetti principali del fare arte di Maria Cristina Carlini: lo stile essenziale e l’idea del movimento nelle forme in armonico equilibrio, e l’ispirazione sia artistica che morale alla Natura, fonte inesauribile di modelli.

Dalla Natura dipende infatti l’equilibrio della vita sul nostro pianeta, e dal nostro comportamento dipende la sua sopravvivenza. Nelle opere dell’artista irimandi agli elementi naturali sono numerosi, ed essi dialogano tra loro, all’interno di uno stesso lavoro, e con l’ambiente espositivo che li accoglie.

Lo slancio verticale di Obelisco, artista Maria Carlini, foto Mimmo Capurso

Lo slancio verticale di Obelisco, artista Maria Carlini, foto Mimmo Capurso

 

Per Obelisco esempio morale è infatti l’albero, nel suo crescere se adattato al terreno circostante ed ad esso fa riferimento la struttura verticale della scultura.

L’attività della scultrice inizia a Palo Alto in California dove inizia a lavorare il grès, per poi allargare la pratica artistica a diversi materiali come il ferro, l’acciaio corten, il legno e la resina.

A parte le mostre personali e collettive in diverse sedi pubbliche e private, nazionali e internazionali, le sue sculture monumentali si trovano in collezioni permanenti in Europa, America e Asia. Tra le più recenti citiamo La nuova città che sale per Expo 2015 presentata da Philippe Daverio.

Maria Cristina Carlini, opera monumentale La città che sale, per Expo2015

Maria Cristina Carlini, opera monumentale La città che sale, per Expo2015

 

In Italia abbiamo avuto numerose pubblicazioni sull’artista, per cui ricordiamo lecase editrici Mudima e Skira, e influenti critici hanno scritto di lei: Luciano Caramel, Claudio Cerritelli, Martina Corgnati, Gillo Dorfles, Carlo Franza, Flaminio Gualdoni, Yakouba Konaté, Elena Pontiggia.

Michela Ongaretti

Il Wasabi utilizzato per la realizzazione di packaging

Anticipazioni Fuorisalone2016: Materials Village, hub di Material ConneXion al Superstudio Più

Anticipazioni Fuorisalone2016: Materials Village, hub di Material ConneXion al Superstudio  Più

Milano Design Week 2016: Materials Village, hub di Material ConneXion a Superstudio Più, via Tortona 27.

La settimana del design  prevede un’iniziativa speciale che occuperà tutta la zona outdoor del Superstudio Più e due aree adiacenti durante il Fuorisalone. Parliamo di Materials Village 2016, format dedicato ai materiali, alle nuove tecnologie e alla sostenibilità, alla sua terza edizione dopo aver riscontrato grande successo nelle precedenti. E’ davvero un villaggio formato da diverse “casette”, ciascuna contenente un’esposizione su un progetto innovativo per il mondo dei processi produttivi e dei suoi materiali.

Materials Village 2016

Materials Village 2016

Materials Village è considerato l’hub di Material ConneXion, il maggiore centro internazionale di ricerca e consulenza su ciò che sta alla base del futuro, potenziale ecodesign: i materiali innovativi e sostenibili allo stesso tempo. E’ grazie a ciò che costituisce fisicamente un oggetto funzionale che un progetto può dirsi durevole, ed è la ricerca su queste “fondamenta” oggi più che mai indispensabile, perché il rispetto dell’ambiente non sia un semplice slogan ma una possibilità reale di produrre eccellenza sull’utilità e non soltanto sull’estetica, qualcosa che sia green da dentro e non solo in superficie.

Materials Village, l'edizione passata

Materials Village, l’edizione passata

 

Material ConneXion ha sedi a New York, Tokyo, Bangkok, Daegu, Skövde, Bilbao, Copenaghen e Hong Kong. La divisione italiana è nata nel 2002 e ha sede a Milano dove svolge attività di consulenza, promozione e formazione per ogni tipo di realtà produttiva e progettuale. Inoltre ospita un’archivio, una library fisica di oltre 4000 materiali, di cui ne tiene in esposizione circa 2500.

In occasione del Fuorisalone 2016, l’edizione accresciuta ed arricchita rispetto alle scorse sarà anche occasione per presentare le ultime novità di questa utilissima materioteca.

 

La Library di Milano

La Library di Milano

 

Le aziende coinvolte sono pure numerose, oltre trenta tra cui 3M, Beko, Christian Fischbacher, Elits, Gemanco Design, IPM Italia, Merck, Novacolor, Oltremateria, XL EXTRALIGHT, Tileskin. Sono realtà di prestigio internazionale nel settore, che testimoniano gli svariati campi d’applicazione di questi materiali: il tessile, per noi italiani fondamentale data l’importanza mondiale della moda made in Italy, la ceramica, l’architettura, l’interior e furniture design, l’elettrodomestico che ha un ruolo determinante nell’attenzione alla sostenibilità ambientale, il packaging che è protagonista dei consumi quotidiani, l’illuminazione sempre alla ricerca di nuove soluzioni ed effetti, restando nel consumo limitato dell’energia, fino alle finiture.

Il design per il packaging sostenibile

Il design per il packaging sostenibile

 

Segnalo un’installazione speciale di 3M, frutto del connubio creativo tra Design 3M e Stefano Boeri: esempio della perfetta interazione con rilevante esito sostenibile tra architettura, tecnologie dei materiali e scienza applicata.

Ma il programma è assai articolato e non si ferma all’esposizione. Tra i numerosi eventi che attireranno un numeroso pubblico, e non si limiteranno agli spazi di Superstudio, ricordo lo showcooking dello chef Alessandro Borghese; sarà presente in veste di testimonial dell’azienda Beko, leader nell’ambito degli elettrodomestici, e realizzerà dei piatti sul tema del Colore. I giorni interessati saranno il 2-13-15-16 Aprile dalle ore 17.00 alle 20.00, con lo show aperto a tutti i visitatori di Superstudio Più.

Material ConneXion Italia - Library viale Sarca 7

Material ConneXion Italia – Library viale Sarca 7

 

Ci sarà una serata su invito dedicata ai progettisti e agli studi di architettura, iniziativa speciale per coloro che vogliano incontrare designer e architetti, coloro che quotidianamente si trovano a confrontare le differenze qualitative dei materiali. Dalle ore 18 alle 21 di mercoledì 13 aprile.

Il Wasabi utilizzato per la realizzazione di packaging

Il Wasabi utilizzato per il packaging di alcuni prodotti

 

La libreria dello Spazio Ansaldo ospiterà invece un dibattito che verterà sulla tematica Architettura e Materia, tra naturale e artificiale”, con l’Architetto Stefano Boeri e Erick Quint, Chief Design Officer di 3M e altri architetti. Giovedì 14 aprile alle ore 17.00.

Michela Ongaretti

colorplay-veneta sedie

Anticipazioni Design Week 2016: il Fuorisalone di Veneta Sedie nel quartiere Isola

Anticipazioni Design Week 2016: il Fuorisalone di Veneta Sedie nel quartiere Isola

Anche quest’anno l’azienda di Padova Veneta Sedie parteciperà al Fuorisalone con un evento speciale il 14 e il 15 aprile in via Civerchio, in collaborazione con lo studio di interior design FZILa filosofia dell’evento è in linea con la mission del produttore,portare nel mercato italiano e mondiale il risultato di un’operazione che unisce il bel design Made in Italy al buon lavoro artigianale su un materiale antico e vitale come il legno, straordinario nella versatilità delle lavorazioni.
La collezione Colorplay di Veneta Sedie per esterni

La collezione Colorplay di Veneta Sedie per esterni

Il direttore Enrico Rosa ha scelto volutamente il quartiere Isola in Milano, la zona dove ancora è toccabile con mano la presenza delle botteghe artigiane, di una città che un tempo era molto più costellata di laboratori e piccole imprese fabbricatrici. Qui si trovano o sono rinate alcune attività e all’interno di una bottega artigianale, il laboratorio Cagliani, si terrà l’evento “Il futuro è l’artigianato – la forza della tradizione muove l’innovazione”.

futuro artigiano-micelli

Ispiratore di queste giornate è il libro di Stefano MicelliFuturo Artigiano. L’innovazione nelle mani degli italiani, dove si spiega che il filo rosso che lega il made in Italy di successo oggi, dalle macchine di precisione alla moda, dai grattacieli a pezzi di design in edizione limitata, è il lavoro artigiano, alla base di tutte quelle realizzazioni. Ad esso la nostra cultura non dà il giusto rilievo, mentre sono moltissime le realtà in Italia dove si trova ad essere l’ingrediente essenziale per lo sviluppo qualitativo ed innovativo. Nel volume si parla degli esempi dati da tutte le situazioni e i modi in cui l’eredità delle tecniche tradizionali sta dando futuro all’economia e al suo lancio nel mercato internazionale. Un racconto del mondo artigiano italiano, poco noto ai più, e fuori dai confini, per riflettere sul merito reale e sulle reali opportunità di crescita della nostra creatività.

Veneta Sedie. La selezione della materia prima

Veneta Sedie. La selezione della materia prima

 

Sempre secondo Micelli il lavoro dell’artigiano viene spesso associato al valore della perizia tecnica intesa come continuazione di valori tradizionali, tramandati di generazione in generazione, e slegata quindi da una necessità di innovare il linguaggio e la tecnica costruttiva di un oggetto funzionale.

Nel linguaggio comune poi non sempre l’aggettivo “artigianale” ha connotazioni positive, spesso descrive un prodotto sommariamente realizzato, mentre se si coinvolgono le vere e proprie figure del “ maestro d’arte” o la “maestria artigiana”, si rimanda alla “piena padronanza delle tecniche e delle conoscenze dell’artigiano e che suggeriscono un costante impegno al miglioramento di sé e del proprio lavoro”, questo perché è sopravvissuta in Italia una nutrita schiera di persone che continuano una tradizione e una passione per il bello e ben fatto cercando di inventare forme nuove e raffinando delle tecniche costruttive.

Un salotto Veneta Sedie nel contesto di un hotel di lusso

Un salotto Veneta Sedie nel contesto di un hotel di lusso

 

Al centro dell’operato di Veneta Sedie sta in effetti il saper fare coniugando tradizione e innovazione, a partire dalla lavorazione del legno. Insieme allostudio FZI si presenta quindi nel quartiere Isola un esempio di modelli unici, dall’estetica accattivante pur libera da tendenze passeggere, realizzati da chi ha saputo unire sapienza artigianale e tecnologica.

L’azienda nasce proprio dallavoro artigiano di Giannino Rosa nel 1962, dedicato a sedie e dondoli in legno. L’espansione dell’attività grazie al boom economico permette l’apertura nel 1976 del primo showroom, ancora esistente a valorizzare storia ed estetica dei prodotti. Nel 1986 la svolta decisiva avviene con la costruzione delprimo stabilimento, tutt’ora cuore pulsante della produzione Veneta Sedie. Nel 1996 nasce Veneta Sedie Trading con sede a Merlara, un nuovo stabilimento per le necessità di magazzino, la nuova divisione per la commercializzazione dei prodotti finiti, e un aggiunta per lo spazio produttivo. Il mercato si sta evolvendo e a questo si adattano e ampliano le creazioni.

Alcuni modelli di punta di Veneta Sedie

Alcuni modelli di punta di Veneta Sedie

 

Nel 2004 Veneta Sedie si apre al mondo del web e si rinnova nella gestione aziendale; quando poi arriva l’ondata di crisi della fine del decennio, il momento è occasione di riflessione sulla consapevolezza delle potenzialità, e nel 2013 si sceglie di mantenere la stessa qualità e continuare a produrre in Italia, incrementando la formazione ricerca continua del personale. Il 2014 segna l’arrivo di nuove soluzioni con il catalogo Top10: una selezione di 10 prodotti di punta commercializzati taylor made, la produzione sartoriale da progettarsi con il cliente, incontrando i suoi gusti e le sue esigenze.

Una sala dell'hotel Chateau Monfort a MIlano, arredo di Veneta Sedie

Una sala dell’hotel Chateau Monfort a MIlano, arredo di Veneta Sedie


Nel 2015 nascono le nuove collezioni Luxury, Shabby Chic e Color Play
, tre stili differenti interpretati attraverso le finiture e i rivestimenti.

Veneta Sedie è composta da due divisioni: Production, che realizza sedie al grezzo e Trading per la rifinitura. Grazie a questa doppia anima la produzione propriamente artigianale che fa uscire dallo stabilimento una sedia al giorno, convive con quella in serie da migliaia all’anno: in questo modo non si è persa l’identità delle origini pur rimanendo forti sul mercato contemporaneo.

 La passione e la conoscenza tecnica restano i valori attorno ai quali è cresciuta Veneta Sedie, la cura per l’oggetto in questo modo è definita nei minimi particolari aggiornando l’estetica di prodotti nati nel cuore della tradizione, e destinati anche al gusto estero, grazie appunto al know how di maestri artigiani e ai designer e creativi del Centro Stile che arricchisce e personalizza l’originaria bellezza del legno naturale, sempre con lo sguardo rivolto alle tendenze del momento.

Le migliori qualità di legno e gli altri materiali pregiati sono al servizio della rivisitazione della tradizioneper oggetti dal gusto schiettamente contemporaneo: parliamo di sedie, poltrone, divani, panche, sgabelli, tavoli e complementi come madie consolle, comò.

La bottega shabbychic di Veneta Sedie

La bottega shabby chic di Veneta Sedie

 

La produzione taylor made che si offre al cliente Contract permette inoltre la personalizzazione e il custom design: questo è il nucleo artigianale dell’azienda, dove la ricerca per la soluzione più congeniale per il cliente incontra la voglia di sperimentare.

Nell’evento del Fuorisalone 2016 vedremo quindi in Veneta Sedie un esempio di incontro felice tra tecnologie costruttive nuove e pratica artigianale; quest’ultima caratteristica, osannata dal volume di Micelli, tipica della qualità tutta di casa nostra, è caratterizzata dalla consapevolezza della sua importanza e quindi attenta alla conservazione del sapere. Veneta sedie si dimostra un caso emblematico in questo, dato che i suoi oggetti pratici e funzionali, come il design più di successo ci ha abituato dal ventesimo secolo, nascono anche dal confronto con un prezioso archivio presente nella sede, di tutti i modelli prodotti negli anni con disegni e fotografie originali.

IL Futuro è l’artiginano- la forza della tradizione muove l’innovazione. Presso Laboratorio Cagliani, via Civerchio 5. 14 e 15 aprile dalle ore 18.00 alle ore 22.00

Michela Ongaretti

Il Giardino delle Idee al primo piano

Idee e passione dalla scienza e dalla società civile. Come nutrire il pianeta secondo il Padiglione tedesco

Idee e passione dalla scienza e dalla società civile. Come nutrire il pianeta secondo il Padiglione tedesco

di MICHELA ONGARETTI

Padiglione Germania- rendering della strutturaPadiglione Germania- rendering della struttura a Expo 2015 Milano

Il padiglione Germania per l’ecocostenibilità. Per cosa si dovrebbe visitare Expo? Nel bene e nel male è un evento irripetibile, per curiosità, oppure per vedere la risposta delle diverse nazioni al tema di “Nutrire il pianeta”. Qualcuno può anche essere interessato all’atmosfera internazionale, o agli esempi di design per l’architettura temporanea e possibilmente la sua ecosostenibilità. Ma c’è un altro motivo. In un contesto risultante dai contributi dei diversi Stati quando siamo fortunati riusciamo a respirare, attraverso l’approccio dato alla tematica, lo spirito di un popolo. Ci è successo nel padiglione tedesco, dove è ben rappresentato dai contenuti e dal design ecosostenibile.

Organizzatore generale è il Ministero Federale dell’Economia e dell’Energia (BMWi) con Dietmar Schmidt come commissario generale. L’architettura, l’ideazione e il progetto sono degli studiARGE e SCHMIDHUBER con a capo l’architetto Leonard Wieckell, mentre il merito della creazione dei contenuti, esposizione e media va a Milla e Partner.

Padiglione Tedesco pianoro paessagistico e Solar Trees.Ph B. Handke (1)Il pianoro paesaggistico e i Solar Trees del padiglione tedesco ad Expo2015. Ph B. Handke

La Germania ha prodotto grandi menti scientifiche e letterarie, e viene spontaneo definirla per il rigore, nell’innovazione tecnica e tecnologica. Ma i tedeschi sono capaci di slanci appassionati, e amano la luce, il calore che cercavano in Italia e in Grecia fin dai tempi del Grand Tour. Per questo fin dall’inizio il “campo delle idee”, la rappresentazione di alcune risposte su alimentazione e sostenbilità futura del pianeta, viene affidata a sei ambasciatori “passionari”, cittadini tedeschi eccellenze nel loro ambito.I sei campi tematici corrispondenti sono: l’acqua, il suolo, il clima, la biodiversità, gli alimenti e “ il mio giardino delle idee” con esempi concreti di attivismo ambientale e nutrizionale dalla società civile.

L'attivismo della società civile nel Giardino delle IdeeMilano Expo Padiglione Germania – L’attivismo della società civile nel Giardino delle Idee

Il Padiglione si divide in due aree percorribili separatamente.

Il percorso esterno parte dalla rampa che conduce alla terrazza, permettendo di osservare le strutture architettoniche e dellle innovazioni ecologiche costituite dai Solar Trees, utilizzati per l’energia interna e realizzati in fotovoltaico organico (OPV).

All’interno si affrontano questioni serie pur mantenendo un tono giocoso. In questo sta la forza delle numerose installazioni video che sono terminali informativi sui temi affrontati, per la cui visualizzaione viene consegnato all’ingresso unseedboard da appoggiare ai sensori e seguire le istruzioni. In questo modo sono facilmente fruibili i contenuti, senza bisogno di scaricare applicazioni sul proprio smartphone.

La copertura del padiglione con il fotovoltaico OPVLa copertura del padiglione tedesco ad Expo2015 con il fotovoltaico OPV

Al termine abbiamo affrontato molti concetti, ci siamo arricchiti di informazioni utili ma potremmo esser stanchi, per questo la Germania offre una parte più di intrattenimento con lo spettacolo Be(e) Active, tenuto in una sala studiata ad hoc. E’ un dono finale del percorso, accostato ai contenuti più scientifici, che chi ha fretta per altre visite può evitare, cosi come gli spettacoli di intrattenimento più pop nell’arena alla base della struttura. Il percorso quindi è diversificato topograficamente e dal punto di vista di diversi target di pubblico.

Un momento dello show Be(e) ActiveMilano Expo padiglione Germania – Un momento dello show Be(e) Active

Sin dall’architettura si tenta di fornire risposte tecnologiche e creative al grande tema dell’energia futura, modulando esempi dalla Natura.

La rampa d’ingresso utilizza diversi tipi di legnameche compongono un paesaggio agricolo visto dall’alto e l’inclinazione suggerisce il pianoro tipico della campagna tedesca. Leggermente in salita come nel paesaggio naturale dal cui terreno spuntano germogli: qui sono l’elemento portante di comunicazione tra l’alto e il basso, l’esterno e l’interno, alberi stilizzati che escono dal piano inferiore,sostengono l’intera struttura e la “nutrono” con il fotovoltaico inserito nelle foglie, la copertura dinamica dell’edificio. Il concept è perfettamente realizzato nella struttura perché nei Fields of Ideas la base dell’alimentazione, il tema dei temi, viene dalla Natura, ed essa ha bisogno di essere sostenuta e tutelata attraverso la ricerca scientifico-tecnologica, e la collaborazione dei cittadini e dei governi. Questi tralicci portanti sbucano infatti dalla zona sottostante ricca dei contenuti interattivi del padiglione.

Per i visitatori che decidono di non entrare ma godersi la vista dal pianoro c’è comunque un’ultima chiamata verso i contenuti proprio attraverso le aperture da cui sbucano gli alberi in acciaio, possono affacciarsi e curiosare, ma anche essere richiamati da altri visitatori dal basso a contribuire con dei comandi al gioco interattivo del piano terra.

Padiglione Tedesco area tematica -alimenti-.Ph. B. HandkePadiglione Germania ad Expo2015, l’ area tematica dedicata agli alimenti-.Ph. B. Handke

In cima il grande tetto di foglie unifica esterno e interno, avvolge sia l’architettura che l’area espositiva. Se il futuro è adattarsi al modello della Natura nella morfologia, la moderna membrana che protegge il padiglione come le foglie il fusto, al tempo stesso si trova una semplicità costruttiva attraverso la riduzione di materiali,questa membrana e l’acciaio. La tecnologia innovativa utilizzata per i pannelli solari incontra per la prima volta il design nel progetto internazionale del padiglione, infatti sono stati stati studiati per adatttarsi in maniera flessibile alla morfologiadi differenti componenti architettoniche e del complesso dell’opera.

Parliamo di tecnologia fotovoltaica biologica, OPV, per i circuiti stampati di moduli esagonali, laminati su entrambi i lati e fissati tramite clips ad una rete d’acciaio a filigrana che trasporta l’energia elettrica partendo dalla cella centrale. L’energia che si produce di giorno viene immagazzinata in un sistema di stoccaggio ai piedi delle cinque strutture-germoglio per alimentare la lampada circolare a LED che di notte le illumina dal basso. Questo ciclo di energia chiuso e auto-alimentante riproduce quello naturale. Alla fine di Expo i moduli saranno riutilizzati dal consorzio di aziende tedesche ARGE OPV che li ha creati.

L'ambasciatore della biodiversità tedescaPadiglione Germania- L’ambasciatore della biodiversità tedesca Eckardt Brandt, con il suo recupero di specie antiche

Se seguiamo invece il percorso interno entriamo al pianterreno dove ci accoglie una guida per il preshow: ci informa sull’uso della seed board di cui siamo stati equipaggiati e ci presenta le aree tematiche e i suoitestimonial. Benjamin Adrion ha fondato Viva con Agua, una rete che si impegna attivamente per l’approvigionamento idrico dei paesi in via di sviluppo, Josef Braun è un coltivatore biologico che si batte per la gestione agricola sostenibile del suolo, i giovanissimiFelix Finkbeiner e Franziska Funk ci sensibilizzano sul cambiamento climatico con l’iniziativa studentesca Plant for The Planet, Eckart Brandt è un eroe della biodiversità perchè ha salvato centinaia di varietà di mele tradizionali antichissime, e continua a coltivarle. Erika Mayr è un’apicultrice metropolitana, dal centro di Berlino contribuisce alla salvaguardia delle api producendo il loro miele, infine Michael Schieferstein si batte attivamente per un rapporto sostenibile con l’alimentazione mediante l’iniziativa Foodfighters.

Passiamo al grande aperto ambiente che ci colpisce per l’utilizzo della luce naturale, e per leforme organiche delle aree espositive, identificate dai diversi colori dell’allestimento. Per ogni area c’è un’installazione video che fa parlare questi protagonisti del loro lavoro per l’ambiente.

Con la seedboard che ci permette di proiettare testi e filmati, immagini e giochi la nostra esperienza è libera e individuale, possiamo soffermarci dove e quanto riteniamo interessante.

Non è questa la sede per presentare tutti i terminali informativi , ma ci soffermeremo sugli stimoli principali per ciascuna area, dove le idee e i progetti che gravitano intorno alle risorse naturali stimolano al loro uso pensato, per contribuire alla sicurezza alimentare del futuro.

L'area tematica Acqua nel Padiglione TedescoL’area tematica dedicata all’Acqua nel Padiglione tedesco ad Expo2015

Il blu predominante della tematica acquatica offre stimoli come il recupero del fosforo come fertilizzante, a cura della piattaforma tedesca per il fosforo e la Berliner Wasserbetriebe, e un progetto pilota di Amburgo sul ciclo dell’acqua sostenibile in città.

I diversi pannelli interattivi dell’area arancione dedicata alterreno orbitano intorno all’agroforestazione come prevenzione all’erosione e stabilizzazione dell’equilibrio idrico, poi l’applicazione delle colture alternate per salvaguardare la produttività del suolo con Stiftung Oekologie & Landbau.

Per il clima il colore dominante è il giallo e si presentano soluzioni innovative che combinano la tutela del clima stesso con approvigionamento sostenibile, energia e alimentazione, ad esempiol’acquacoltura offshore, unione di allevamento ittico ed energia eolica, e l’agrofotovoltaico attraverso diverse superfici per l’energia e l’agricoltura.

biodiversità padiglione germaniaMilano Expo Germania L’area tematica della Biodiversità

Il verde chiaro della biodiversità mostra la molteplicità delle specie viventi dove degli oggetti a forma di seme ospitano progetti per la conservazione della biodiversità: la Banca dei Geni di Gastersleben, una delle maggiori al mondo, e la salvaguardia di quella genetica degli animali da allevamento.

Il settore rosso dell’alimentazione, fornisce informazioni sui prodotti quotidianamente consumati, con l’intento di rendere consapevoli dell’impatto delle nostre scelte. Un’alta parete stilizza scaffali di un supermarket, e un carrello che, fatto scorrere, visualizza caratteristiche di produzione e nutrizionali di diversi prodotti.

Il Giardino delle Idee al primo pianoExpo2015, Il Giardino delle Idee al primo piano del padiglione Germania

Verso la scala che ci condurrà al primo piano il lato oscuro del consumo: una montagna di rifiuti che due pannelli mostrano come possibile risorsa per il recupero di energia.

Al primo piano ci troviamo immersi nella luce naturale più intensa in compagnia di molte piante aromatiche, che vengono utilizzate nel ristorante del padiglione stesso, siamo nel “Giardino delle Idee”. Vicino a queste coltivazioni si possono staccare dei biglietti con proposte sul loro utilizzo: questa e altre sono le idee fiorite dalla consapevolezza dei cittadini comuni, le loro iniziative per migliorare Ambiente e Alimentazione. In quest’area si esperisce quindi una forte esperienza comunitaria della società civile tedesca. Citiamo ad esempio Foodsharing e Mund Raub che dal web segnala dove si possono raccogliere e mangiare frutti maturi nelle aree urbane.

E’ quella del movimento di due proiettori-schermo oscillanti a suon di musica, come i due grandi occhi delle api, durante la performance live dei beejays, un chitarrista e un beatboxer.

All’uscita si può passare alla terrazza, visitabile anche per chi passa dall’interno, oppure entrare nella sala suggestiva delloshow Be(e) Active, adatto in questo caso a riunire tutti i target di pubblico per l’esperienza musicale che si fa comunitaria, confermando la vocazione del Padiglione di attirare la nostra attenzione su argomenti seri, ma riunire adulti e bambini anche con la tecnologia che regala solo spensieratezza.

Michela Ongaretti