particolare di Obelisco, Carlini

MILAN DESIGN WEEK 2016. Un obelisco contemporaneo all’ingresso del Super Design Show

MILAN DESIGN WEEK 2016. L’obelisco contemporaneo di Maria Cristina Carlini all’ingresso del Super Design Show

Design Week 2016:  La scultura monumentale di Maria Cristina Carlini al Superstudio Più per il SuperDesign Show.

E’ giunta in redazione la notizia di un evento speciale che interesserà via Tortona, forse la zona più densa di eventi Fuorisalone a Milano. In quel contesto il SuperDesign Show di Superstudio Più avrà un ospite d’onore ad accogliere i visitatori, l’opera di Maria Cristina Carlini, per la prima volta esposta al pubblico dal 12 al 17 aprile.

Obelisco visto da vicino, foto di Mimmo Capurso

Obelisco visto da vicino, foto di Mimmo Capurso

 

L’Obelisco è stato realizzato alla fine dello scorso anno ed è impossibile non notarlo fin dall’ingresso, con il potente slancio verticale di oltre quattro metri, come se dalla terra lambisse il cielo. Una scultura monumentale che darà veste scenografica all’evento creativo più celebre e popolare dell’anno come la Design Week al 27 di via Tortona.

SuperdesignShow logo

SuperdesignShow logo

 

Si compone di un involucro in acciaio corten a proteggere l’anima in legno di recupero forato in alcuni punti: questi elementi testimoniano la ricerca accurata dei e sui materiali di tutto il percorso artistico della scultrice. Qui il legno è stato scelto in rappresentanza di un’idea del passato, materiale principe di manufatti antichissimi reperibile da sempre in natura senza grandi lavorazioni per renderlo utilizzabile, mentre l’acciaio corten si inserisce nel tempo presente proprio in virtù della necessità di una tecnologia che lo renda adattabile ad esigenze industriali o costruttive, e nella sua recente rivalutazione estetica oltre che igienica.

Obelisco di Maria Cristina Carlini presto visibile al Superstudio di via Tortona, foto di Mimmo Capurso

Obelisco di Maria Cristina Carlini presto visibile al Superstudio di via Tortona, foto di Mimmo Capurso

Questi materiali di differente sostanza e apparenza sono accostati per simboleggiare l’unione tra culture diverse, mostrando la possibilità di una convivenza pacifica e necessaria alla bellezza del mondo. Infatti i fori nelle imponenti travi richiamano il ricamo che solo le diverse componenti culturalidel mondo possono tessere, essi creano una trama,una rete in cui ognuna è coinvolta come elemento unico e insostituibile.

Ci si potrà avvicinare alla solida base, con la sua forma esagonale ancora la scultura al terreno ed evidenzia la tensione verso l’alto, come un albero dalle radici sicure che cresce con i suoi rami per diventare sempre più grande in futuro. Ha un valore quindi propiziatorio e fiducioso di un’evoluzione positiva della società.

Particolare dei materiali di Obelisco, foto di Mimmo Capurso

Particolare dei materiali di Obelisco, foto di Mimmo Capurso

 

Obelisco rappresenta inoltre i due aspetti principali del fare arte di Maria Cristina Carlini: lo stile essenziale e l’idea del movimento nelle forme in armonico equilibrio, e l’ispirazione sia artistica che morale alla Natura, fonte inesauribile di modelli.

Dalla Natura dipende infatti l’equilibrio della vita sul nostro pianeta, e dal nostro comportamento dipende la sua sopravvivenza. Nelle opere dell’artista irimandi agli elementi naturali sono numerosi, ed essi dialogano tra loro, all’interno di uno stesso lavoro, e con l’ambiente espositivo che li accoglie.

Lo slancio verticale di Obelisco, artista Maria Carlini, foto Mimmo Capurso

Lo slancio verticale di Obelisco, artista Maria Carlini, foto Mimmo Capurso

 

Per Obelisco esempio morale è infatti l’albero, nel suo crescere se adattato al terreno circostante ed ad esso fa riferimento la struttura verticale della scultura.

L’attività della scultrice inizia a Palo Alto in California dove inizia a lavorare il grès, per poi allargare la pratica artistica a diversi materiali come il ferro, l’acciaio corten, il legno e la resina.

A parte le mostre personali e collettive in diverse sedi pubbliche e private, nazionali e internazionali, le sue sculture monumentali si trovano in collezioni permanenti in Europa, America e Asia. Tra le più recenti citiamo La nuova città che sale per Expo 2015 presentata da Philippe Daverio.

Maria Cristina Carlini, opera monumentale La città che sale, per Expo2015

Maria Cristina Carlini, opera monumentale La città che sale, per Expo2015

 

In Italia abbiamo avuto numerose pubblicazioni sull’artista, per cui ricordiamo lecase editrici Mudima e Skira, e influenti critici hanno scritto di lei: Luciano Caramel, Claudio Cerritelli, Martina Corgnati, Gillo Dorfles, Carlo Franza, Flaminio Gualdoni, Yakouba Konaté, Elena Pontiggia.

Michela Ongaretti

Gillo-Dorfles-illy-Art-Collection

Gillo Dorfles per Illy Art Collection

Gillo Dorfles per Illy Art Collection, dal Macro di Roma al caffè di ogni giorno

Illy caffèGillo Dorfles per Illy Art Collection
Da pochi giorni ha inaugurato al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma la prima grande mostra antologica di Gillo Dorfles Essere nel tempo, sponsorizzata da Illy Caffè. Saranno in scena il pensiero e l’opera artistica di un personaggio chiave di questo e del secolo scorso, critico, sociologo delle arti, artista intellettuale influente, e sarà anche l’occasione per presentare la recente collaborazione con l’azienda leader di un prodotto italiano per eccellenza, da tempo sensibile alla promozione del talento. 
Galleria illy Pechino 2012 - Galleria Beijing - Opening

Galleria Illy Pechino 2012

L’artista è stato chiamato per disegnare la nuova Illy Art Collection, la nuova serie di tazzineesposta in anteprima durante la preview della mostra e sarà disponibile a partire da febbraio 2016 nei punti vendita illy e sul sito dell’azienda.

Dorfles si è ispirato ad alcuni suoi disegni realizzati su carta tra il 1937 e il 1940, destinati alla decorazione di tessuti. Aveva allora sperimentato la tecnica della tempera grassa all’uovo, recuperando una pratica dei grani maestri quattrocenteschi.

Illy Art Collection, artista Liu WeiIlly Art Collection, artista Liu Wei

Già all’epoca l’artista aveva quindi collaborato con delle aziende, i potenziali mecenati della nostra epoca, e a distanza di più di settant’anni diffonde il frutto della sua ricerca mediante un prodotto popolare e quotidiano, italiano per eccellenza, affida i suoi disegni nelle mani di chi li potrà osservare nel momento del risveglio o in una pausa condivisa, trasformata in esperienza estetica.

Sul servizio da tavola si gioca quindi con la ripetizione di elementi grafici e la reintrepretazione di altri segni archetipi dell’universo immaginifico di Dorfles, le sue peculiari forme e colori come visioni di organismi monocellulari fantasmatici nell’astrazione di un pattern adagiato su un campo blu, il colore della spiritualità.

La collaborazione tra l’artista e l’azienda si basa sicuramente sulla condivisione di una visione di valori comuni. Li unisce la stessa città natale, Trieste, e lo stesso orizzonte culturale mitteleuropeo. Inoltre come Dorfles ha studiato e divulgato con lungimiranza lo sviluppo di diverse forme d’arte, così Illy Caffè ha sostenuto il talento emergente, ha investito energie nell’arte contemporanea, da anni territorio di elezione per il marchio.

Illy Art Collection, artista Robert WilsonIlly Art Collection, artista Robert Wilson

Le Illy Art Collection sono piccoli oggetti d’arte in forma di tazza e tazzina, disponibili in set per espresso e cappuccino, con alcune tirature speciali costituite da una tazzina singola per caffè espresso. Come leggiamo sul sito aziendale sono creati “per unire al piacere sensoriale del caffè quello estetico per l’arte”,numerati e firmati. Nascono dal 1992 da un’idea di Francesco Illy: sulla superficie della tazzina in porcellana disegnata da Matteo Thun si sono avvicendati i,lavori di più di cento protagonisti dell’arte contemporanea come Michelangelo Pistoletto, Marina Abramović, Sandro Chia, Julian Schnabel, Robert Rauschenberg, Jeff Koons, Joseph Kosuth e James Rosenquist. Ad essi si sono affiancati diversi giovani emergenti a cui è stata donata l’opportunità di farsi conoscere internazionalmente.
La tazzina di Sebastiao Salgado, 2003

Illy Art Collection – La tazzina di Sebastiao Salgado, 2003

Dal 2006 l’operazione viene estesa ai barattoli d’autore: parliamo dell’iconico packaging Illy in metallo da 250 grammi, per il quale sempre esponenti della scena artistica internazionale concepisconoun’opera circolare e infinita. Per valorizzare l’immagine Illy sposta le informazioni commerciali, solitamente stampate sul metallo, su una pellicola trasparente removibile.

Gli artisti interessati sono stati diversi ma citiamo in particolare Michelangelo Pistoletto con Cittadellarte, e Sebastião Salgado il grande fotografo che ha ideato il progetto In Principio, sulle origini del caffè.

Sul versante dei giovani artisti l’ultimissimo barattolo è realizzato da Daria “Dasha” Zaichanka: la vincitrice del progetto speciale sostenuto da Illy in collaborazione con l’Università di Arti Applicate di Vienna.

Galleria Illy a Londra presso Flos-Moroso, 2011Galleria Illy a Londra presso Flos-Moroso, 2011

La preziosità di questi barattoli dichiara quanto la bellezza esteriore contenga la bontà interiore del blend, qualcosa di altrettanto prezioso, infatti tutti i progetti Illy si basano sull’aspirazione della cultura greca alla kalokagathia, dove la perfezione è ricercabile attraverso l‘unione di bello e buono, l’integrazione dell’etica all’estetica.

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Illy Art Collection, artisti Felipe Arturo,Ernesto Bautista, Wanja Kimani e Marcelo Moscheta

Per questo spesso Illy amplia il suo interesse per l’arte ad altri media e luoghi come mostre, musei, libri ed eventi, mettendo in comunicazione il pubblico a questi artisti. In particolare segnalo Galleria Illy, uno spazio temporaneo in luoghi chiave per la creatività di diverse città nel mondo, un salotto culturale animato di volta in volta da personaggi di fama internazionale del mondo dell’arte e della letteratura, della scienza, del design e dell’enogastronomia.

Nel 2012 si è svolta ad esempio al Parkview Green FangCaoDi, nel cuore di un nuovo distretto di Pechino, qui per il vernissage si è visto lo speciale chandelier composto da 66 enormi tazzine, collocate lungo una spirale di cinque cerchi del peso complessivo di due tonnellate; nel2011 è stata la volta di Londra nello showroom di FLOS Moroso, edizione affidata alla Fondazione Cittàdellarte di Pistoletto, nel 2010 a Istambul nella Galleria Işık Teşvikiye della Fondazione Feyziye Mektepleri, nel 2010 a Berlino negli spazi di KaDeWe, uno dei department store più famosi al mondo risalente al 1907.

Gillo Dorfles Gillo Dorfles per Illy Art collection, la tazzina con il packaging

Se desiderate visitare la mostra antologica di Gillo Dorfles, e la sua creazione per Illy Art Collection prima della sua commercializzazione, lo potrete fare al Museo Macro prima del 30 marzo 2016.

Michela Ongaretti