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INTERNI OpenBorders al Fuorisalone 2016. I chiostri dell’Università Statale con la Triennale del Design

INTERNI OpenBorders al Fuorisalone 2016. I chiostri dell’Università Statale con la Triennale del Design

Open Borders tra i più rilevanti eventi del Fuorisalone 2016.

E’ iniziato il Salone del Mobilecon il suo Fuorisalone e quest’anno anche la prestigiosa XXI Triennale Internazionale di Milano. A dare l’incipit di tutto questo lunedì ho assistito alla presentazione della mostra-evento Open Borders che coinvolge come sempre i chiostri dell’Università Statale ( un tempo la Cà Granda, XIV secolo) e l’Orto Botanico di Brera ( del XVIII secolo), visitabili fino al 23 aprile, e per la prima volta la Torre Velasca, opera avanguardistica nel 1958 e simbolo architettonico della città ora, illuminata da Audi City Lab fino al 17 aprile.

Open Borders, Ingo Maurer e Axel Schmid rivestono di luce la Torre Velasca

Open Borders, Ingo Maurer e Axel Schmid rivestono di luce la Torre Velasca

Tra queste ultime quella di Interni è alla sua diciannovesima edizione, nel 2016 esplora in senso progettuale il tema degli Open Borders, con l’invito asuperare le barriere tra le varie discipline creative: la consiglierei sempre per ogni Fuorisalone, anche in virtù delle splendide location coinvolte, monumenti simbolo della storia, dell’arte e dell’architettura milanese.Una design week di Milano ricchissima di eventi, forse troppo. Ci sono piccoli produttori più o meno innovativi, designer con sapere artigianale e per questo auto prodotti, e poi ci sono le istituzioni e gli sponsor che finanziano od organizzano grandi mostre in collaborazione con autorità del settore, eventi nei quali progettisti affermati possono presentare opere più sperimentali e fantasiose, seguendo un filo conduttore unificante per tutti i suoi protagonisti.

La presentazione di Open Borders nell'aula magna dell'Università Statale

La presentazione di Open Borders nell’aula magna dell’Università Statale

 

Moderatore-affabulatore dell’incontro è stato Philippe Daverio, per una visita virtuale delle installazioni interattive, macro-oggetti, micro-costruzioni e mostre, attraverso le parole dei suoi creatori. Io ho selezionato alcuni interventi in base alle realizzazioni personalmente più memorabili, ma consiglio di visitare ogni location.

 

Disegno dell'installazione In Out di Massimo Iosa Ghini

Disegno dell’installazione In Out di Massimo Iosa Ghini

 

L’Università Statale diventa una delle sedi ufficiali della XXI Triennale Internazionale di Milano grazie al l’installazione-mostra Casa del Viandante a cura di Marco Ferreri nel cortile del ‘700.

Le quattro casette ci portano all’antichità, quando le attività commerciali o dei pellegrini sulla penisola richiedevano lo spostamento a piedi su strade che erano per due terzi mulattiere o sentieri. La riflessione sulla pratica del camminare si avvicina al contemporaneo desiderio di riavvicinarsi alla natura quindi quello che si va a proporre si configura come un modello di albergo diffuso a basso impatto ambientale: sono quattro moduli abitativi autonomi, anche energeticamente, di circa 9 metri quadrati, con due giacigli, un tavolo e due sedie pieghevoli, una cucina e un bagno. Ogni modulo è stato poi personalizzato dallo stesso Marco Ferreri, Michele De Lucchi, Denis Santachiara e Stefano Giovannoni.

Open Borders, Empathic Fuukei di Patricia Urquiola

Open Borders, Empathic Fuukei di Patricia Urquiola

 

Nella Hall dell’Aula Magna Patricia Urquiola ha realizzato Empathic Fuukei. I pannelli “raccontano i paesaggi” come la pittura faceva un tempo, solo che oggi lo si può fare attraverso la densità dei materiali, sono superfici aperte a creare un percorso polisensoriale attraverso la sovrapposizione di materiali diversi, composti di strati visibili da Cleaf. L’architetto insiste sul concetto di vero non più legato solo al naturale, ma anche all’artificiale di nuova generazione.

Open Borders, Tower di Tchoban, Kuznetsov e Sterligova

Open Borders, Tower di Tchoban, Kuznetsov e Sterligova

Nel Cortile D’Onore.

I russi Sergei Tchoban, Sergey Kuznetsov e Agniya Sterligova hanno creato Towers che si avvicina a noi per l’idea tipicamente occidentale della torre come di un punto di riferimento per un edificio, mutevoli nella tela interattiva per il visitatore, e in dialogo verticale e orizzontale con i limitrofi palazzi e con lo spazio interno alla Statale.

Open Borders, Mad Architects con Invisible Border

Open Borders, Mad Architects con Invisible Border

 

Massimo Iosa Ghini presenta In/Out: una struttura che richiama l’architettura arcaica, anche per l’uso della pietra, racchiude un levigatissimo parallelepipedo perfetto. Come un dualismo che esprime il confine aperto dell’esistenza umana, il mostrarsi da fuori e l’individualità, come contaminazione e convivenza di polarità opposte.

Segnalo lo studio MAD Architects fondato dal cinese Ma Yansong per l’installazione Invisible Border, fasci del polimero Etfr che mutano la percezione dello spazio grazie al gioco delle superfici semitrasparenti in movimento, riflettenti il cielo di giorno e luminose di notte.

Open Borders, Parisotto e Formenton con la Stanza del Vuoto

Open Borders, Parisotto e Formenton con la Stanza del Vuoto

 

Massimo Formenton e Ado Parisotto scavalcano i confini dell’architettura per avvicinarsi alla visione cinematografica di Michelangelo Antonioni. Con La stanza del vuoto si ricrea la smaterializzazione di un luogo, con l’effetto di smarrimento e sorpresa della scena del dialogo tra Marcello Mastroianni e Monica Vitti ne film La notte : tutto questo nel rapporto tra l’esterno e l’interno, della scena o della stanza, con le pareti in vetro specchiante e i loro giochi di eco visive.

Open Borders, l'installazione Radura di Stefano Boeri

Open Borders, l’installazione Radura di Stefano Boeri

 

Nel cortile della Farmacia Stefano Boeri, l’architetto del Bosco verticale, crea Radura grazie al Consorzio Innova e la filiera del legno della regione Friuli Venezia Giulia. Luogo di decongestione pubblica per la sosta dal caos urbano, con la pedana seduta e ancora per le colonne, e l’installazione sonora di Ferdinando Arnò. Di notte diventa un circolo luminoso.

Doveroso citare Illy, da molto tempo mecenate d’arte in diversi progetti legati al brand, qui celebra nel loggiato ovest la storia di Iletta, la macchina per il caffè espresso nata ben ottant’anni fa. Si festeggia con questa mostra curata dal direttore artistico di Illy Carlo Bach anche il ventennio della X.1 per il caffè fatto in casa, in anteprima l’anniversary edition presto in commercio.

Illy per Open Borders nel Loggiato Ovest, a cura di Carlo Bach

Illy per Open Borders nel Loggiato Ovest, a cura di Carlo Bach

 

Co-producer d’eccezione è Audi Italia, che secondo le parole del direttore marketing Massimo Favaro comunica l’affinità dei luoghi e delle persone attraverso l’unione delle differenze. Con Audi City Lab In Statale, in Montenapoleone e alla Torre Velasca il progetto diffuso è untaggable, cioè fatto dalle menti che non limitano il loro campo d’azione ad una disciplina rigidamente definita.

La Torre Velasca sarà valorizzata da forme dinamiche frutto dell’incontro tra la dimensione tecnologica e quella estetica, con l’interpretazione del logo Audi diPiero Lissoni e la sua leggerezza dell’oggetto effimero. Ingo Maurer con Axel Schmid concepisce Glow, Velasca, Glow!, realizzazione tecnica di CastagnaRavelli. Il grattacielo è dipinto dalla luce ad indicare diverse zone architettoniche, la parte inferiore e la copertura “incendiate” di rosso, mentre la fascia centrale resterà di un colore scuro con alcune vivide finestre ad occhieggiare illuminate. Il city-scape diventa ancora più eccitante secondo Maurer che ama questo emblema milanese.

Open Borders all'Orto-Botanico di Brera. Vito-di Bari con My Equilibria

Open Borders all’Orto-Botanico di Brera. Vito-di Bari con My Equilibria

 

Quest’anno l’Orto Botanico sarà animato dal progetto di Vito Di Bari My Equilibria, realizzato da Metalco Active, una sorta di albero per il fitness urbano. Il sofisticato design nasconde l’alta tecnologia: la flessibilità del metallo unita alla discreta eleganza del cemento coadiuvano il desiderio di una qualità della vita migliore, spesa all’aria aperta. Sono tre strumenti ma il centraleLeopard Tree alto sette metri è l’anima principale con le sue possibili 9 isole satelliti.

Gilda Bojardi ha voluto commemorare l’archistar Zaha Hadid che nel 2011 realizzò un allestimento proprio all’interno dei Chiostri. Personaggio noto per la sua capacità superare dei limiti disciplinari restando, come il progettista dovrebbe fare di natura, out of the borders, pronto a distruggere quei limiti per raggiungere un’opera di respiro organico che accoglie la sinergia di diverse competenze.

Michela Ongaretti

Fuori Salone 2013-HYBRID ARCHITECTURE & DESIGN- installazione House of the Senses di Christophe Pillet

BE OPEN, la fondazione di Yelena Baturina che unisce Artigianato e Design nell’ottica glocal.

 

Un Incontro con Yelena Baturina, creatrice della fondazione BE OPEN che unisce Artigianato e Design nell’ottica glocal.

Be Open è una delle istituzioni che hanno reso possibile e unico il Fuorisalone 2015. Ha partecipato con Interni alle esposizioni del circuito Energy for Creativity e in particolare si è distinta per l’organizzazione della mostra-evento The Garden of Wonders all’Orto Botanico di Brera. Di recente ha annunciato il suo generoso finanziamento per le opere di riqualificazione all’interno di questo gioiello mai sufficientemente valorizzato, con la creazione della Vasca dei Pensieri, che avverrà durante il periodo di Expo anche grazie alla consulenza del Politecnico di Milano, Dipartimento “ABC”. Il progetto è inserito in una ristrutturazione generale che darà vita al Polo della Grande Brera, insieme alla Pinacoteca e a Palazzo Citterio. 

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L’impreditrice russa Yelena Baturina, che abbiamo avuto il piacere di intervistare, ha creato la fondazione con una missione filantropica: cercare di unire persone creative e idee innovative per fare rinascere realtà produttive in difficoltà, creando modelli nuovi per il futuro, in un ottica globale.

Fuori Salone 2013-HYBRID ARCHITECTURE & DESIGN- installazione House of the Senses di Christophe PilletFuori Salone 2013-HYBRID ARCHITECTURE & DESIGN- installazione House of the Senses di Christophe Pillet

La fondazione si concentra soprattutto sull’azione del design che può venire in soccorso dell’artigianato: se ora è il design a realizzare ciò che migliora la qualità della vita quotidiana, anche rapportandosi con la produzione industriale e di massa, è spesso vero che si attinge a delle tecniche di lavorazione dei materiali e degli oggetti provenienti dalla tradizione artigianale e locale, e queste ultime discipline sono oggi enormemente ricercate, soprattutto in un’ottica di durevolezza e valore estetico. Possiamo dire che artigianato e design si valorizzano reciprocamente ma che nel caso dell’hand-made locale serve una spinta in più per ermergere. Su questa visibilità nuova nel mondo globale e digitale lavora Be Open.

Be OpenBe Open Sound Portal a Trafalgar Square- 2012

Per queste finalità è nato il progetto “Made in India”, un tour di investigazione delle “piccole eccellenze” locali in connessione col design contemporaneo: nel 2014 il discorso partiva dalla nazione indiana con il suo patrimonio di know how manuale e individuale, il cui risultato è stata la creazione di un marchio di lusso ideale, SamkaraMilano rappresenta nel 2015 la seconda tappa con la mostra a Brera sul rebranding di antiche case profumiere. Il tour continuerà in altre nazioni con altre iniziative.

A supporto della forza creativa mondiale sono state organizzate conferenze, concorsi, mostre, corsi di perfezionamento ed eventi culturali con la partecipazione delle menti internazionali più importanti ed influenti : da Ron Arad a Patricia Urquiola, da Alberto Alessi a Tom Dixon a Julian Schnabel, questi personaggi hanno trasmesso la loro esperienza alle giovani generazioni, si sono offerti come giurati nei concorsi e hanno raccolto l’invito della fondazione di creare ad hoc progetti sui temi condivisi.

Installazione per Young Talent Award nei Chiostri dell'Università Statale a MilanoFuorisalone – Installazione per Young Talent Award nei Chiostri dell’Università Statale a Milano

Segnaliamo che proprio a Milano nel 2014, in occasione del Fuorisalone / Design Week, Be Open ha presentato Young Talent Award, un programma di supporto ai giovani professionisti: i vincitori hanno ricevuto un sostegno economico per un anno di attività creativa. La giuria di selezione era composta daBarber&Osgerby, Front, Giulio Cappellini e Raw Edges. Questa e le altre iniziative di Be Open coltivano il sogno di vedere laclasse dirigente del futuro composta dai creativi emergenti di oggi.

La fondazione era presente alla Design Week milanese anche nel 2013: in coproduzione con la rivista Interni è nata Hybrid Architecture & Design ed è stata prodotta l’installazione multisensoriale The House of Senses di Christophe Pillet . Il ricco programma sceglieva anche l’interazione tra cibo e design, con gli chef Massimiliano Alajmo e I’m A KOMBO coinvolti nel progetto chiamato Be Open Food Theatre.

Tornando alle origini di Be Open ricordiamo che il primo anno è stato esplorato il design sensoriale nel suo avvicinamento alla tecnologia più innovativa . La fondazione è stata protagonista del London Design Festival nel 2012 presso il Sound Portal a Trafalgar Square e l’operazione è proseguita con una masterclass sul sound design al Chelsea College of Arts, inserita nel programma “Inside the Academy”.

Be Open ha partecipato anche al Design Miami con il suo il Be Open Forum: sono state raccolte e presentate le attività di cinque giovani creativi dedicati alla progettazione secondo un appproccio sensoriale.

Abbiamo chiesto alla fondatrice e al suo staff come vengono trovati i talenti nuovi nei due ambiti di competenza, artigianato o design. In effetti la loro ricerca pare essere il filo rosso dell’attività di Be Open anche se non esiste una divisione speciale nell’organizzazione dedicata a questo. Sicuramente si indaga nella realtà accademica o si scoprono designer e artisti di rilevante interesse attraverso concorsi come accadde in India con gli studenti di design o per il contest Hand di quest’anno, sempre nelle aree geografiche e nelle comunità interessate ai singoli progetti, che ricordiamo sono sempre studiati per un intervento in primis su di esse, o attraverso l’intervento di questi artisti in simposi e master classes sugli argomenti toccati nelle attività di Be Open.

Made in India- 2014- Mostra del marchio ideale SamkaraMade in India- 2014- Mostra del marchio ideale Samkara

Siamo lieti di apprendere della fiducia che l’imprenditrice accorda all’Italia in questo momento particolare interessato alla presenza di Expo sul nostro territorio. Si ritiene che possa essere favorevole per una maggiore apertura mentale delle persone alle novità: nuove idee, persone, soluzioni, tematiche, anche nell’ambito delcollezionismo e dello stimolo alla produzione creativa. Esiste la certezza che la curiosità verrà stimolata su molti livelli anche e soprattutto in relazione a ciò su cui Expo si focalizza, la sostenibilità e le risorse naturali riguardo il cibo e il suo consumo.

Portando avanti la riflessione sul nostro paese Baturina ritiene Milano il luogo ideale dove osservare i caratteri peculiari del carattere creativo italiano: l’imprenditrice vede una combinazione del più profondo rispetto verso le tradizioni unita ad un coraggio senza riserve nella ricerca della novità, il tutto accompagnato da un innato buon gusto. Noi ci auguriamo che la sua visione possa realizzarsi, nel superamento di un periodo non così favorevole all’utilizzo interno di un mondo delle idee spregiudicato, ricco di nuove leve talentuose ma non ben emerso.

Fuori Salone 2013_BE OPEN Food Theatre presso lo showroom Moroso-Performance di Massimiliano Alajmo.Fuori Salone 2013_BE OPEN Food Theatre presso lo showroom Moroso-Performance di Massimiliano Alajmo.

L’obiettivo primario e ambizioso di operazioni come “Made In..” resta la possibilità di dare un nuovo slancio al campo dell’artigianato, potenzialmente molto ricco di soluzioni esportabili da un angolo all’altro del mondo ma più fragile perché meno equipaggiato per la sua promozione, mediante l’incoraggiamento agli scambi culturali e disciplinari. I progetti sono sviluppati per offrire nuove visioni futuribili e nel caso delle attività artigianali serve un nuovo approccio per la disperata condizione economica nella quale versano e che rischia di vedere scomparire il loro bagaglio di conoscenze secolari. Le realizzazioni dei progetti, come quello di rebranding per le case di profumo, sono un tentativo di soluzione del problema e Be Open si augura che questa ricerca sia fonte di ispirazione per altri.

Parlando di globalizzazione abbiamo chiesto se questa possa cancellare o sminuire l’unicità delle produzioni locali, ma la risposta di Baturina si concentra più su quelli che considera indiscutibili lati positivi. In pratica il fatto che i confini non esistano più e che quindi la circolazione e lo scambio di idee in ogni sfera dell’attività umana sia più semplice, favorisce il gioco di be open su “globale vs. locale” attuato ad esempio con il programma Made In india: tra i partecipanti c’era una rappresentanza di marchi di lusso italiani, e tutto il comitato di esperti conveniva sul fatto che la nuova “ondata” di globalizzazione sia focalizzata sulla conservazione dei tesori della cultura locale attraverso un pensiero globale integrato ad una comunicazione che utilizzi i nuovi media. Grande fiducia e responsabilità viene messa nelle mani dei designer contemporanei che sappiano ragionare in maniera acuta sulle opportunità della globalizzazione, e prendere il meglio del locale e del globale, per creare la propria visione personale di “glocal”.

Di conseguenza, si può ancora parlare di creatività legata ad un’origine geografica o culturale precisa. Ancora quello che conta, perché questa origine sia valorizzata, è poter ragionare attraverso una visione globale; si crede fermamente che l’attenzione dei consumatori verso i piccoli produttori d’eccellenza continui a crescere, ed è fondamentale e necessario che se ne parli in luoghi diversi da quelli d’origine della creatività locale, se si intende preservare la diversità dell’hand-made.

Nel futuro Be Open continuerà ad interessarsi ai mestieri manuali espandendo la geografia del programma “Made In”: senza anticipare troppo diciamo che lo step successivo sarà una ricerca sul nomadismo nell’artigianato in collaborazione con i maggiori musei di design nel mondo.

Michela Ongaretti

Goodesign-Michael Schoner

Goodesign-The Natural Circle alla Cascina Cuccagna, Design Week 2015

 

 

Goodesign-The Natural Circle alla Cascina Cuccagna, Design Week 2015

 Alla Cascina Cuccagna via Cuccagna 2, angolo via Muratori, durante il Fuorisalone 2015 che quest’anno si protrarrà sino all’inizio di Expo, si terrà la sesta edizione di Goodesign – The natural circle, l’evento dedicato al design e all’abitare ecologico ed ecosostenibile. Il progetto è stato creato da Best Up e Associazione Consorzio Cantiere Cuccagna, a cura di Officina Temporanea. Il format-evento Goodesign è stato selezionato nel 2014 da ADI Design Index per il Compasso d’oro.

Goodesign-Michael SchonerMichael Schoner per Goodesign- MDW2015 alla Cuccagna

Goodesign si avvale, inoltre, del patrocinio del Ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Expo in città, Camera di Commercio di Milano, Adi, Consolato Generale dei Paesi Bassi a Milano. I partner tecnici saranno Davide Groppi, Giardini Pagani, Nemes, Pixartprinting, Zeus, e i media partner Living, Abitare, BioEcoGeo, MR.


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Goodesign-Bernotat, MDW2015, ph. Marleen Sleeuwits 

Non si tratta del classico evento da Fuorisalone ma di un format di appoggio ai valori della responsabilità sociale e ambientale. Dal 14 aprile al 3 maggio saranno in mostra progetti e realizzazioni di design insieme a installazioni e performances artistiche, che raccontano la sostenibilità nella sua complessità e attualità, non dimenticando l’aspetto poetico e la sua impronta estetica, legata ad un’idea di armonia e leggerezza.

Le imprese, i designer, le associazioni gli enti e le scuole coinvolte porteranno il pubblico, attraverso la loro testimonianza, alla riflessione su modelli di benessere nuovi, basati sul rispetto dell’ambiente e delle persone.

Il design ha avuto e ha il potere di cambiare e migliorare la vita quotidiana, così, ai nostri giorni mantiene un ruolo determinante nella diffusione di comportamenti esemplari in ambito ecologico: riqualificare i processi industriali in senso ecocompatibile e’ possibile attraverso tecnologie a basso impatto ambientale, l’utilizzo di materiali riciclabili, la produzione di oggetti durevoli, più che lo smaltimento dei loro rifiuti, meglio se disassemblabili, per potere gestire con le componenti un riuso. Tutto questo non si dispiega in maniera asettica e fredda, ma attraverso la visione poetica della creatività; attrarre attenzione sull’impatto ambientale dei nostri comportamenti significa avvicinarsi alla bellezza della natura, che si riflette nel linguaggio emozionale ma lucido dell’umano, e nel tentativo di far dialogare natura e tecnologia.

Goodesign. Cucina Salinas, design Urquiola per BoffiGoodesign. Cucina Salinas, design Urquiola per Boffi

Officina Temporanea, nelle persone di Elisa Ossino, Alberto Zordan e Stefania Vasques, presenta un progetto di curatela nel quale la semplicità, la chiarezza e l’essenzialità rappresentano i valori che sintetizzano l’approccio sostenibile. L’allestimento delle diverse componenti non è simile a quello merceologico ma a quello dell’installazione artistica. Lo scopo è suscitare emozione attraverso la qualità estetica degli oggetti esposti: capire come essi coinvolgano la profondità dell’animo può invogliare ad assumere comportamenti più consapevoli come consumatori. E’ la bellezza a mostrare la via. Per questo motivo non sono privilegiate opere inedite, legate all’idea frenetica di “novità”, ma esempi etici e assimilabili, funzionali all’ecosostenibilità, come in un museo dei buoni progetti.

Tra gli esempi di virtù “verde”di designer e imprese, o tra le suggestioni poetiche dell’arte: la cucina Salinas della designer Patricia Urquiola realizzata da Boffi con materiali ecocompatibili, esempio del Parametro di Friburgo, con il suo innovativo sistema modulare costruito in leggerissimo materiale lavico. Sempre Boffi ha messo in produzione la linea di cuscini in cellulosa lavabile ed idrorepellente, design di Stefania Vasques.

Goodesign. Woodland, design Baldereschi per Seletti-Credits_Antonio di Canito

Goodesign. Woodland, design Baldereschi per Seletti, ph. Antonio di Canito

Come esempio di approccio “post-carbon” MOCA propone una soluzione abitativa in fango e paglia, mentre Mosaico Digitale presenta un’installazione che utilizza soluzioni energetiche a basso impatto. Foscarini sarà presente sul tema con i suoi prodotti, in un allestimento creato appositamente dai curatori di Officina Temporanea. Interessante la presenza di Seletti con il paravento Woodland di Alessandra Baldereschi. L’oggetto suggerisce con delicatezza l’idea della necessità di un rapporto con la natura: è ispirato alla storia di Frances Burnett “ Il giardino segreto”, crea quindi un angolo di intimità e mistero grazie alla protezione degli alberi. Il progetto Les Angles impegnerà invece Made a Mano e la francese Smarin.

Goodesign.Soojin Kang Soojin Kang alla Cascina Cuccagna, Goodesign- The Natural Circle 2015

Ci sarà un’area d’esposizione collettiva con designer ed artisti internazionali. In pratica si vedranno lampade, mobili e oggetti di design costruiti seguendo l’approccio al tema, il tutto animato dalle proiezioni di Stefano Tagliafierro e dall’installazione sonora di Roberto Pugliese, insieme agli interventi artistici di Giulia Berra, Sabrina Belfiore Lucovich con Vagabondablu e Maura Tacchinardi. Per tutto il periodo sono previste azioni performative curate da Officina Temporanea, e il ricco palinsesto di eventi nell’evento comprenderà il Fika Festival e il video New Material Award, prodotto dalla Fondazione DOEN, Materiaalfonds e l’Het Nieuwe Instituut di Rotterdam.

La cooperazione per il buon design ha coinvolto 10 paesi partecipanti; Italia, Olanda, Svezia, Polonia, Gran Bretagna, Irlanda, Finlandia, Francia, Cina, Giappone. Molto impegnata l’Olanda grazie al supporto del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi a Milano e l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma. Sono stati selezionati gli operati di dieci designer connazionali in linea con i valori propugnati. In particolare citiamo Ed van Hinte, esperto di dematerializzazione e leggerezza del design contro la sua obsolescenza, coautore del libro “Products that Last” e chairman di Lightness Studios.

Goodesign.Tuomas Markunpoika

Goodesign: Tuomas Markunpoika, MDW2015

Sarà presente il 19 aprile alla conferenza ‘Design, economia circolare e innovazione sostenibile’, nella quale, in considerazione della nuova direttiva adottata dalla Commissione UE per un modello di economia circolare, si farà un bilancio sulle soluzioni per la progettazione industriale riguardo sostenibilità e innovazione.

Non è un caso che tutto si svolga nella Cascina Cuccagna, l’edificio che vive grazie alle risorse della società civile per la sua ristrutturazione e rinascita. Luogo di fascino e convivialità, legato alle origini agricole dell’area, oggi ricco di attività stabili, gestite da varie associazioni nei suoi spazi che comprendono giardino, orto, bar e ristorante, falegnameria, ciclofficina e ostello. Durante l’anno si svolge anche un mercato biologico delle realtà agricole produttive, ed ecosostenibili, della regione.Il consolato e l’ambasciata olandese appoggiano il design come valore d’impresa supportando una serie di altri eventi: quattro designer al Salone Satellite con il nome Dutch Satellite, la conferenza di Daan Roosegaarde che si terrà presso il Museo della Scienza e della Tecnica, una mostra con progetti di Gionata Gatto & Giovanni Innella, infine il workshop di Sanks Editions all’evento Kids Design Week.

Goodesign.Liu Hsuan TzuGoodesign. Liu Hsuan Tzu per la MDW2015

Il 19 aprile tutta la zona di Porta Romana sarà in festa per il design: apriranno le loro porte laboratori, showroom e co-working allestiti per l’occasione. Durante la Design week saranno coinvolti a vario titolo i vicini Teatro Franco Parenti con ELITA Design Week Festival, la Fondazione Prada, il MUBA-Museo dei Bambini alla Rotonda della Besana, Frigoriferi Milanesi, IED, Open, Marni, NIL 28, Opendot e Macao.

Michela Ongaretti