Un gioiello della serie Non finito, design Danesi Atelier

Fuorisalone 2016: Danesi Atelier e il design di gioielli per Sarpi Bridge Oriental Design Week

Fuorisalone 2016: Danesi Atelier e il design di gioielli per Sarpi Bridge Oriental Design Week

Oriental Design Week, Sarpi Bridge-Fuorisalone2016 con i gioielli di Danesi Atelier.

Come tutte le edizioni della Design Week – non è dedicato solo a mobili, lampade e complementi d’arredo, ma coinvolge tutte le creatività legate al design, al progetto e alla sua produzione. Tra questi talenti ho notato il lavoro di Danesi Atelier, un team di sorelle che hanno fatto della passione per il gioiello una realtà imprenditoriale e creativa.

Un gioiello della serie Non finito, design Danesi Atelier

Un gioiello della serie Non finito, design Danesi Atelier

L’azienda concentrata nella realizzazione di gioielli d’arte prodotti in edizione limitata ha fatto parte della Milano Design Week lo scorso anno con il progetto internazionale 902 (TIME-the necklace collection) promosso da Sarpi Bridge Oriental nella centralissima via delle Asole. L’intento di riunire sotto lo stesso tetto diverse aziende, designer o brand italiani e cinesi, per mostrare il risultato della loro collaborazione, e in questo caso Danesi Atelier e lo studioJimu Design si sono coadiuvati vicendevolmente.

Anche per il 2016 MDW, ha inserito nella ricca esposizione i gioielli unici di Silvia e Laura Danesi, potrete quindi assaporare dal vivo l’esito della lunga ricerca su forma e materiali di chi è approdato all’oreficeria dopo un percorso in ambito artistico-performativo.

Una delle due designer a Macao in Cina

Una delle due designer a Macao in Cina

 

Le creazioni sono molto diverse tra loro nella necessità di una ricerca polimaterica, e attingono sia alla tradizione orafa che all’arte contemporanea.

E’ dal 2003 che Danesi Atelier coadiuva il lavoro di diversi artisti provenienti dal campo della musica e della danza. L’idea fondante è sempre stata quella di realizzare opere non solo da esporre o installare nell’ambiente, ma da fare vivere sulla pelle, intimamente vicine alla personalità di chi le indossa. Erano progetti per abiti-scultura principalmente in metallo e cuoio, da mettere in mostra sole ma pronte a prendere vita insieme alle sembianze umane.

Un pezzo unico della serie Non Finito, design Danesi Atelier

Un pezzo unico della serie Non Finito, design Danesi Atelier

 

Partendo da queste idee un periodo è interessato a produzioni video dove le arti performative si fondono in performances multimediali cresciute sotto l’ideale dell’opera d’arte totale, attenta alla contaminazione costante.

Da questa visione inizia il lavoro sulla gioielleria, superando l’idea di design industriale per puntare al pezzo d’arte in edizione limitata, dal pezzo unico fino al massimo di 100 riproduzioni per modello corredato ciascuno di documento di certificazione, e si progettano e realizzano anche linee in esclusiva per i clienti più esigenti.

L’ispirazione viene dalla storia del’arte dall’antichità al novecento: forme scolpite sulla cera che diventa gioiello con una grafia di un carattere personale, impressa sulla superficie attraverso incisioni, scalfiture o fiammeggiature. E’ un concept che lega la polimatericità al gesto nella sua unicità, che infine affida la finitura dei pezzi ai grandi maestri artigiani torinesi come ceramisti, orafi e pellettieri.

Allestimento presso la manifestazione a Macao

Allestimento presso la manifestazione a Macao

 

La collezione Shapes si ispira agli elementi naturali, in particolare alla vegetazione, dalla grafia contemporanea delle cortecce alla forma tortuosa e sinuosa delle radici dalla rievocazione primitiva.

Si divide in due serie: Non Finito e Sintesi.

Non Finito comprende gioielli soprattutto in bronzo, il materiale per eccellenza della scultura, che rimanda alla poetica del suo indimenticabile interprete, Michelangelo. Il non finito anche qui esprime la condizione tormentata dello spirito che lotta con la materia, nella sua manifestazione. E’ il fuoco primitivo sul metallo nella fusione grezza associata alla finitura precisa.

Non Finito, Danesi Atelier

Non Finito, Danesi Atelier

 

Il fuoco è evocato dal mantenimento dei colori della fusione mentre vediamo una finitura lucida o diamantata come guizzi di luce solo su alcune parti. I prototipi sono scolpiti direttamente sulla cera, dando un’impronta emotiva unica attraverso la scalfitura o fiammeggiatura, segno che si riproduce poi sulle fusioni.

La serie Sintesi invece stilizza le forme naturali, come ben esprime il nome. Si caratterizza per parure studiate sull’equilibrio della composizione. la realizzazione del prototipo sempre su cera modella e definisce con cura ogni linea curva, spessore o spigolosità

Il numero 902 è il nome del progetto e del brand creato da Sarpi Bridge nel 2015.

Analizzando le sue cifre capiamo la sua filosofia: “9 è gestazione, nascita di un progetto”, 0 è nulla, “dal nulla” , 2 è opposti, “grazie ai due opposti, Oriente ed Occidente”. Inoltre il numero romano corrispondente CMII contiene le iniziali del nome estesoChina & Made In Italy, perché si vuole indicare come dal legame del Made in Italy con la Cina possa rinascere il made in Italy.

Ad essere coinvolte certo sono solo eccellenze dei due paesi, per creare opportunità economiche e di scambio, creando oggetti di design e capi unici per qualità sotto il segno della collaborazione.

Un gioiello della linea Harmony, Danesi Atelier

Un gioiello della linea Harmony, Danesi Atelier

 

Danesi Atelier con Jimu Design della designer Yiping Zeng ha dato alla luce la collezione TIME- the necklace collection. Insieme per creare, partendo da punti di vista e modalità operative diverse, sotto il segno di due culture millenarie, una sfida e un dialogo aperto nella comprensione per la scelta stilistica o per l’utilizzo di una tecnica che è diventata una risposta concreta nella realizzazione di un oggetto culturale; esso è nato da due menti creative che pur restando fedeli alla propria concezione del manufatto,hanno unificato le personalità e le culture.

La collezione Fusione infine riedita in forma artistica le materie prime più preziose provenienti dalla Terra. Sono gioielli in metalli preziosi e pietra su base di ceramica, con disegni originali e realizzate dalle sapienti mani di artigiani de Il Sigillo d’Oro. Ci sono alcuni modelli prodotti in serie ma la lavorazione è per ogni pezzo curata nei dettagli in ogni fase della creazione, tale da rendere unico il risultato del prezioso decoro.

Michela Ongaretti

Design ecosostenibile nell'edizione 2011 del Fuorisalone in Cascina Cuccagna copia

Anteprime Fuorisalone 2016 Failures- Process Beyond Success alla Cascina Cuccagna

Anteprime Fuorisalone 2016  Failures- Process Beyond Success alla cascina Cuccagna

2016 Milano Design Week: Failures Process Beyond Success alla Cascina Cuccagna.

Non abbiate paura di sbagliare. O meglio non pensiate che da un errore non possa nascere una grande idea. E’ quello che hanno espresso Raumplan e ACCC – Associazione Consorzio Cantiere Cuccagna con il progetto Failures per il Fuorisalone 2016, con il patrocinio della Regione Lombardia.

Failure - Fuorisalone alla Cascina Cuccagna

Failure – Fuorisalone alla Cascina Cuccagna

 

Ad ospitare l’esposizione gli antichi ambienti restaurati da poco della Cascina Cuccagna, in zona Porta Romana, un tempo corte agricola “cittadina” con i suoi oltre 4000 mq, oggi luogo ideale per parlare di ecosostenibilità e risorse agricole, con il suo orto e il mercato settimanale di prodotti biologici, con i suoi sempre interessanti contributi culturali alla settimana del design milanese. Durante il Fuorisalone è infatti sempre intensamente popolata di visitatori, anche stranieri visto che il New York Times la segnalava tra le cose di rilievo da vedere a Milano durante Expo.

La corte della Cascina Cuccagna, Milano

La corte della Cascina Cuccagna, Milano

 

La curatela della mostra va a Raumplan, gruppo di architetti, giornalisti, designer e filosofi dedicati ad organizzare, produrre e promuovere eventi culturali. Ha ideato la piattaforma online Raumplan.info: spazio multidisciplinare per la condivisione di contenuti per la critica e la ricerca, da tutti consultabile anche con una selezione di progetti connessi alle arti visive.

Design ecosostenibile nell'edizione 2011 del Fuorisalone in Cascina Cuccagna copia

Design ecosostenibile nell’edizione 2011 del Fuorisalone in Cascina Cuccagna copia

 

Il Fuorisalone 2016 alla Cascina Cuccagna di via Muratori tocca l’argomento all’apparenza impopolare e respingente: il fallimento nell’arte e nel design. Seguendo da vicino le vicende sul tema capiamo invece che gli stessi progetti falliti, o azioni mancate, sono stati step imprescindibili al successo. Solo a partire da un errore sono nate grandi intuizioni o stimoli verso una cambiamento di direzione della ricerca intrapresa.

Restando nell’ambito del design quello che si propone è un viaggio nei suoi retroscena, nei percorsi del progetto non sempre lineari, a volte persino imprevedibili: potremo quindi vedere esempi di famosi flop, pezzi unici, prototipi e autoproduzioni d’ avanguardia.

Failures in Cascina Cuccagna, esempio di Mendini per Venini

Failures in Cascina Cuccagna, esempio di Mendini per Venini

 

Nella sala grande del primo piano, detta “Galleria” troveremo quindi una mostra collettiva allestita con pezzi unici di grandi maestri del design italiano ed internazionale comeEttore Sottsass, Marco Zanuso, Alessandro Mendini, Anna Castelli, Aldo Rossi e Richard Sapper, raccolti anche grazie alla collaborazione di brand di successo e prestigio come Kartell e Alessi.

Un'immagine della mostra Goodesign-Fuorisalone2015

Un’immagine della mostra Goodesign-Fuorisalone2015

 

Inoltre altri importanti designer odierni come Francesco Faccin e Riccardo Blumer incontrano il pubblico per parlare del proprio approccio progettuale e mostrano prototipi esemplificativi delle diverse fasi di ricerca.

Come spiega bene il titolo di questa iniziativa alla base della comprensione di un successo c’è sempre un procedimento, un processo attraverso il quale la creatività si incontra con la fattibilità, e la sperimentazione di ciò che è possibile idealmente, in pratica il rischio di creare qualcosa di sbagliato o inutile per una funzione, può generare un nuovo oggetto per una nuova funzione.

Failures in Cascina Cuccagna, esempio di Sottsass per Alessi

Failures in Cascina Cuccagna, esempio di Sottsass per Alessi

 

Di solito si mostra l’opera ben riuscita, per le sue qualità, così che spesso questa logica ha censurato lo sbaglio e la sua consapevolezza rivolta a cambi di rotta repentini. Mostrare questi errori significa rivolgere l’attenzione al processo, attore protagonista nella genesi dell’opera, che nell’era del progetto comprende tutte le arti.

Michela Ongaretti