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L’estate è pop con Takashi Murakami. Da Deodato Arte fino al 30 settembre

L’estate è pop con Takashi Murakami da Deodato Arte

di Michela Ongaretti

Dal 29 giugno e per tutta l’estate chi resta in città può rinfrescarsi d’arte presso la galleria Deodato Arte in via Marta 6. Tutta la leggerezza della Pop Art del Sol Levante nella  mostra “TAKASHI MURAKAMI: un Otaku Superdeep”, a cura di Christian Gangitano.

Purple Flowers in a Bouquet, stampa a tecnica mista,300 esemplari, firmato e numerato,71x71cm, 2010Takashi Murakami, Purple Flowers in a Bouquet, stampa a tecnica mista, 300 esemplari, firmato e numerato, 2010

Siamo già stati contagiati una volta dalla vitalità della mostra Japan Pop nello stesso spazio in primavera,  ora dopo l’equinozio l’attenzione è rivolta al più influente e celebre tra gli artisti nipponici, massimo rappresentante della cultura giapponese odierna secondo il TIME. Murakami è il principale esponente della Pop Art giapponese contemporanea: ha saputo creare un linguaggio ed un’estetica nuova, attingendo dalla fine degli anni ottanta all’iconografia e a simboli nazionali per formare le immagini e i pattern che formano il suo stile ormai inconfondibile.

Jellyfish Eyes, litografia offset a colori, firmato e numerato, 300 esemplari, 50x50cm, 2013Takashi Murakami, Jellyfish Eyes, litografia offset a colori, firmato e numerato, 300 esemplari, 2013

La mostra Otaku Superdeep comprende una selezione delle più suggestive litografie e stampe a tecnica mista create negli ultimi dieci anni. Vedremo circa trenta lavori con soggetti peculiari come gli iconici Flowers, con una spettacolare “palla” 3D, Mr. Dob o Kappa, ma potremo anche osservare opere più astratte che pur affondano le radici nella subcultura giapponese. Lo stretto rapporto con la cultura Otaku è poi evidenziato dalla presenza di alcuni Robot “mecha”.

Flowerball 3D Goldfish Colors, tecnica mista, 71x71cm, 300 esemplari, firmato e numerato, 2010

Takashi Murakami, Flowerball 3D Goldfish Colors, tecnica mista, 300 esemplari, firmato e numerato, 2010

Dal Sol levante accompagnano l’esposizione altri giovani artisti afferenti al pop contemporaneo: Tomoko Nagao, protagonista della Micropop Art ora presente nella mostra collettiva  “Botticelli Reimagined” al Victoria and Albert Museum, Hiroyuki Takahashi, molto noto a  Tokyo. Ancora Hikari Shimodacon il suo Pop Surrealismo celebre invece sulla West Coast americana; e la fotografa Hitomi Maehashi.

La produzione di Murakami nasce e cresce nella sua personale estetica Superflat che mescola riferimenti ai manga e alle anime giapponesi, navigando nella cultura Otaku per parlarci con un linguaggio naif, coloratissimo e che pare dar vita a personaggi anche dagli oggetti e dalle forme, queste figure sembra sempre che sappiano di essere osservate ed esibiscono con un sorriso, una risata o uno sguardo la loro presenza animata. L’estetica Superflat, coinvolge simboli appartenenti alla cultura e alla subcultura giapponese, per rompere definitivamente la barriera tra l’arte “high” per i danarosi collezionisti e quella “low” costituita da oggetti prodotti in serie e quindi  destinati al consumo di massa.

Gemini Nebula, tecnica mista su carta, 80x60cm,300 esemplari, firmato e numerat, 2010Takashi Murakami, Gemini Nebula, tecnica mista su carta, 300 esemplari, firmato e numerato, 2010

Chi si affaccia al Pop giapponese per la prima volta si domanderà in cosa consista la sub-cultura Otaku nella quale Murakami si identifica: si riferisce all’universo di collezionisti quasi fanatici attivi dagli anni ottanta in poi, accomunati dalla passione per i manga e le anime (animazioni giapponesi), fino a gadget di ogni tipo sul tema. A Tokyo esiste persino una via ad essa dedicata nel quartiere di Akihabara.

L’estetica Superdeep caratterizza l’ultima fase del lavoro di Takeschi Murakami, quella che vedremo in mostra. Il curatore e nipponista Christian Gangitano spiega che si sviluppa da quella Superflat dopo il terremoto e lo tsunami che colpì il nord giapponese nel 2011: a seguito di questi eventi catastrofici si verifica un avvicinamento a tematiche legate all’ambiente e al progresso, secondo una visione salvifica e spirituale. Rende appunto più “profondo” il concetto di Superflat.  “Una poetica e una cifra stilistica inconfondibili che per me e per molti artisti, operatori culturali e appassionati d’arte cresciuti tra la fine degli anni settanta e negli anni ottanta, rappresenta un punto di riferimento dell’arte e della cultura Pop internazionale”, insiste Gangitano. Si aggiunga il rapporto con le stampe del periodo Edo “Ukyo-e” e con le più raffinate tecniche di stampa, e  capiamo la portata di questa corrente artistica, di cui possiamo ammirare pezzi importanti in via Santa Marta.

And Then Kappa, tecnica mista, 300 esemplari, firmato e numerato, 50x50cm, 2006Takashi Murakami, And Then Kappa, tecnica mista, 300 esemplari, firmato e numerato, 2006

Durante l’inaugurazione potrete saperne di più grazie alla presenza del curatore che presenterà la mostra con un breve focus su questi argomenti e sull’innovativa factory Kaikai Kiki di Murakami, ispirata da quella di Warhol. In comune con la prima Pop Art il giapponese ha quella poliedricità che gli ha permesso di fare entrare la sua creatività in vari livelli di mercato “rendendo così la Pop Art un prodotto del commercio di massa”.

Narcissus-new-brandTomoko Nagao, Narcissus new brand,  vectorial art, 2014/2016

La mescolanza dell’arte tradizionale con l’immaginario feticista, soprattutto Otaku, e consumistico della società di massa e di tutta la cultura e subculture del paese d’origine, ha fatto scuola e Murakami è oggi ritenuto capostipite e “padre spirituale” di una nuova generazione di artisti giapponesi, come quelli in mostra. Si veda in particolare l’opera di Tomoko Nagao “Narcissus new brand”, dove il mito di Narciso è accostato all’utilizzo del brand sul packaging di ogni prodotto, da quello sullo scaffale del supermercato a quello nelle gigantografie pubblicitarie. Così come Narciso è ingannato dal riflesso della propria immagine e dal desiderio di unirsi a lei, alla stesso modo noi siamo ingannati dall’identificazione di un bisogno indotto dalla globalizzazione e dal consumo di massa. Qui ben vediamo come comunicazione, marketing ed arte non sono più separati da barriere, in linea con la poetica del maestro Murakami.

Michela Ongaretti

 

ladies and gents, warhol

Warhol inedito. Una mostra documentario nella nuova sede di Deodato Arte a Milano

Warhol inedito. Una mostra documentario nella nuova sede di Deodato Arte a Milano

Warhol è inedito nella nuova sede di Deodato Arte a Milano. Fino al 21 novembre 2015 è aperta la mostra ” Warhol inedito: le prime sperimentazioni digitali con Amiga” in via Santa Marta 6. Un viaggio attraverso le opere del creatore della pop art, che fu il primo artista ad appassionarsi all’uso di un computer nell’elaborazione artistica di immagini fotografiche, con alcuni lavori di Giuliano Grittini basati sulle icone di Warhol.

L'ingresso alla mostra-ph. Alessia Interlandi

L’ingresso alla mostra-ph. Alessia Interlandi

 

Vi domanderete subito ..cos’è Amiga 1000? Uno dei primissimi pc esistenti che dimostrò come il mezzo informatico non poteva o doveva servire solo come calcolatore, ma come strumento per esaltare l’immagine donando unicità a qualcosa di riproducibile all’infinito: tutto questo era possibile per chi ha fatto degli oggetti di uso comune un soggetto della propria visione.

Viene celebrato anche il trentesimo anniversario del lancio di Amiga 1000, quando Commodore invitò Warhol al Lincoln Center di New York per la creazione di un’opera d’arte, prodotta con l’ausilio di foto integrata alle prime rielaborazioni cromatiche mediante tocchi di mouse.

Andy Warhol con Debbie Harry alla presentazione di Amiga 1000, 1985

Andy Warhol con Debbie Harry mostrano i riusltati del lavoro con Amiga1000, 1985

Nacque il primo ritratto digitale, il soggetto era Debby Harry dei Blondie, che battezzò il periodo di grande sperimentazione sulle potenzialità di uno strumento allora davvero rivoluzionario, per l’artista interessante proprio perchè congeniale al suo modus operandi, dalle immagini che tanto ricordano i suoi risultati ottenuti prima di conoscere Amiga. Per due anni intensi, fino alla morte nel 1987, Warhol diede nuova veste a moltissimi suoi lavori tra cui i ritratti di Marylin Monroe, i barattoli di Zuppa Campbell, i suoi Flowers. In questa occasione si riscopre una parte dell’enorme corpus di opere per troppo tempo dimenticate.

La copertina della Rivista Amiga World, Vol_02_01_1986, gennaio_febbraio

La copertina della Rivista Amiga World, Vol_02_01_1986, gennaio_febbraio

 

Sembra incredibile come tutto ciò accadde negli anni ottanta, la preistoria della nostra era digitale. Non solo per questo vi consigliamo la visita di un’esposizione che si distanzia dal visto e “stravisto” sulla pop art, ma anche perché vi troverete catapultati nel mondo di Warhol attraverso opere mai presentate prima, un appuntamento unico in una sede nuova per la galleria che raddoppia la propria presenza nel centro storico cittadino.


Gli inediti sono nove di cui sei tra gli
acetati della serie Ladies and Gentlemen, con ritratti di modelle e drag queen. Completano la collezioneserigrafie, dischi e banconote da due dollari e centomila lire; inoltre fotografie, filmati, biglietti di Leo Castelli, alcuni numeri di “Interview” e la rivista ormai vintage “Amiga World” con l’intervista a Andy Warhol, che fece la storia di ciò che oggi è pane quotidiano della creatività in svariate discipline, il digitale in ogni sua applicazione.In via Santa Marta la vetrina invita nell’accogliente saletta al piano terra, con una selezione concentrata in poche opere, che lascia il posto alla sua parte più cospiqua nell’ ampia sala seminterrata dove sono esposti due modelli dello storico pc Amiga 1000 del 1985.

Giuliano Grittini al lavoro nel suo studio

Giuliano Grittini al lavoro nel suo studio

Warhol icona della modernità, e come pioniere eccezionale della digital art, è qui celebrato da un’altro artista, fotografo e stampatore,Giuliano Grittini.

Ha collaborato con diverse personalità della scena artistica del novecento tra cui lo stesso Warhol, e per il pubblico di Deodato Arte ha contribuito al successo di questa mostra, esponendo rielaborazioni in tecnica mista con interventi manuali su acetati e immagini digitali dell’americano, dieci in tutto.

Andy Warhol, serie Ladies and Gentleman- acetato

Andy Warhol, serie Ladies and Gentleman- acetato

 

Da non perdere per: il momento in cui la pop art ha incontrato il digitale, e lo ha invitato per restare, nell’universo creativo.

Michela Ongaretti