Disegno bellezza e fiere d'Arte. Ritratto di Lorenza Salamon

Disegno, Bellezza e Fiere d’Arte. La versione di Lorenza Salamon

Dopo la nostra entusiastica visita alla fiera Grandart per la sua apertura al panorama del figurativo, abbiamo avuto il piacere di visitare la mostra di Gianluca Corona presso la Galleria Salamon. Il successivo passo logico è stato una conversazione con Lorenza Salamon creatrice del format Grandart con Federico Rui. Con lei abbiamo avuto un incontro molto istruttivo non solo sull’arte contemporanea nel mondo delle fiere internazionali, ma sulla storia di un’attività con la sua personale  visione che privilegia gli aspetti che Artscore vorrebbe venissero accolti sempre più nel contesto, il valore del disegno e della bellezza, la nobiltà della carta e il riconoscimento obiettivo della perizia tecnica degli artisti, contro a tendenze frutto di logiche di mercato e moda per noi sempre meno vitali.

 

disegno e colore dei Flowers di Gianluca Corona

Disegno, Bellezza e Fiere d’Arte. La versione di Lorenza Salamon. Particolare di un dipinto di Gianluca Corona, ph. Sofia Obracaj

 

Ci troviamo nella Galleria Salamon che ha tutta l’aria di essere un luogo di studio, un ambiente come quello alla base dell’idea originaria di collezione dal cui sviluppo sono nate le gallerie e i musei moderni, le wunderkammer,  dove gli esemplari di naturalia e artificialia erano entrambi mirabilia, presenti al fine di destare meraviglia. Così le opere in mostra con Salamon destano meraviglia : qual è il loro punto di forza? Lo stupore emerge attraverso quale aspetto in particolare?

Proprio così. L’idea è in effetti quella di avere uno spazio ordinato e pulito ma non asettico, un ambiente che si avvicini il più possibile a quello che si vive nel lavoro quotidiano. La meraviglia arriva su due canali diversi: quello della tecnica, vogliamo cioè strabiliare ancora con un’arte che mostri un’abilità ed un talento declinato in vari personalità dai diversi artisti ma sempre unico, e il canale della bellezza. Questi sono i due argomenti portanti sui quali viene fatta una primissima selezione degli artisti che vengono poi seguiti nel tempo. I rapporti di collaborazione sono duraturi,  in molti casi ventennali come con Marzio Tamer, al punto da diventare percorsi di vita trascorsi insieme nel lavoro per l’arte.

 

Disegno e bellezza dipinta ci attendono alla galleria Salamon

Disegno Bellezza e Fiere D’Arte. L’ingresso della galleria Salamon, ph. Sofia Obracaj

 

L’origine della sua avventura come gallerista è famigliare?

Si, per me è stata una grande fortuna essere una gallerista di terza generazione. Hanno iniziato mio nonno che non ho conosciuto e mia nonna che era una donna straordinaria, visse una vita rarissima per essere nata nell’11, svolgeva un lavoro impegnativo, fu partigiana..insomma una storia densa di valori particolari per l’epoca. Io ho iniziato con mio padre nel 1986 e  le mie prime esperienze sono sulla stampa antica originale di grandi maestri, cosa che secondo me ha educato l’occhio alla ricerca spasmodica dei limiti di quello che il figurativo oggi può portare nella massima originalità possibile, perchè l’incisione ancora più di altre arti porta inventiva e originalità. il primissimo rapporto è stato con Maurizio Bottoni e Ivan Theimer, grandi pittore e scultore. Ma ad essere decisivo del mio nuovo interesse verso un certo tipo di arte contemporanea e stato Marzio Tamer che ho iniziato a seguire nel 1992. In sincerità secondo me tutti questi pittori devono a Bottoni con le molte mostre da noi curate una sorta di riconoscenza culturale, viene un pò dal suo lavoro l’apertura e l’interesse al “realismo”, giocato in maniera molto diversa da quello da quello americano ma sicuramente di realismo dobbiamo parlare. Il gruppo di artisti contemporanei è diventato sempre più nutrito e oggi costituisce il 90 per cento del lavoro, ma non abbiamo dimenticato le stampe antiche.

 

Disegno e Bellezza nell'intervista a Lorenza Salamon

Disegno Bellezza e Fiere D’Arte. La versione di Lorenza Salamon, conversazione tra Tamer e Corona, ph. Sofia Obracaj

 

Tra le diverse meraviglie noto una componente, alla quale Artscore è molto legato, quella del disegno. E’ alla base di questa pittura o che comunque lo prende in considerazione mentre in tanta arte contemporanea si tende a tralasciarlo. In un mondo come in nostro dove spesso la bellezza è considerata anacronistica o proprio negata in senso programmatico qui osserviamo dipinti legati all’idea dell’opera fatta bene: questa è una vocazione di Salamon.. ma risponde anche in effetti ad una nuova esigenza, non solo del pubblico ma in crescita nel mercato?

L’impressione è che ci sia. Finora abbiamo sicuramente lavorato in controtendenza.

Dall’entusiasmo con cui è stata accolta la mostra di Grandart che è un progetto nato proprio da questa galleria, la fiera ha agito come cartina al tornasole di quelle che erano forse delle speranze più che una certezza, direi che questa ricerca di bellezza è stata sempre più viva. Non che da punto di vista mediatico ci sia una valanga di segnalazioni ma nel pubblico c’è una rinnovata ricerca di questa bellezza, sicuramente un grande interesse perchè non si può e non si vuole vivere nella bruttura, equivale a vivere in maniera disagiata. Tutti noi vorremmo che la città sia più pulita e gradevole  possibile per chi la frequenta e la vive, così è chiaro che anche all’interno delle proprie case c’è l’esigenza di avere opere semplicemente belle e comprensibili, da giudicare con i propri occhi e il  libero arbitrio del fruitore, non come nell’arte concettuale dove c’è sempre bisogno di un intermediazione culturale. L’unico rischio di queste opere è che un errore viene percepito subito in primis dall’acquirente , insomma devono essere perfette.

Tornando sul disegno mi viene spontaneo venendo dalla stampa antica associarlo alla carta. Non riesco a considerare un’opera d’arte senza dimenticarmi della carta con tutto quello che ha portato della pittura del mondo, asiatica e occidentale, proprio per il fascino e la durevolezza incredibili che ha. Ci sono opere importanti dalla seconda metà del duecento che si conservano perfettamente, quindi dalla carta e la stampa d’arte per proprietà transitiva l’interesse passa al disegno, abbiamo tantissimi disegnatori e ancora più acquerellisti.

Non tutti gli artisti che tratto stranamente però praticano il disegno, caso raro e clamoroso è ad esempio quello di Tamer che non disegna sotto all’acquerello parte direttamente da bozzetti di 30 cm e da lì riesce a trasferirli per realizzare opere di grandi dimensioni anche due metri di altezza. Tra chi ama il disegno c’è invece chi lo tratta come vezzo personale: lo scultore Ugo Riva disegna per il suo piacere con una passione quasi superiore alla scultura, poi regala le carte agli amici.

 

Disegno e bellezza nell'acquerello di Marzio Tamer

Disegno, Bellezza e Fiere d’Arte. La versione di Lorenza Salamon. Acquerello di Marzio Tamer del 2014, courtesy galleria Salamon

 

A proposito di carta siete tra le poche gallerie che la trattano, c’è D406 ma con una selezione molto differente. Nel ‘900 la carta è stata un pò bistrattata forse perché associata al bozzetto, all’opera solo preparatoria. Qual è la sua visione di questo antichissimo e tutt’oggi vivo supporto?

Da tanti è considerato per errore come un supporto povero, può aver dato questa impressione anche  la necessità di proteggerla col vetro. Oggi si dimostra invece il danno nel non lasciarla respirare. Arrivando io dalla stampa antica le posso dire che un’acquaforte di dürer con 600 anni sulle spalle si conserva assolutamente intatta, lui consapevole della sua bravura e del suo mercato ha sempre dedicato denaro tempo ed energia nella scelta di carte adatte e di buona qualità. Le ammiriamo integre se vengono trattate al minimo della decenza, senza parlare di climatizzatori ma restando nei limiti  della tutela casalinga, E’ poi falso che non si debbano bagnare, perchè bulini acqueforti e litografie possono essere lavate con un bagno di acqua, a meno che non ci siano problemi specifici e patologici tipo il pesciolino d’argento o foxing.

 

Disegno con l'acquerello. Opere di Giorgia Oldano in mostra da Salamon

Disegno Bellezza e Fiere D’Arte. Opere di Giorgia Oldano nella galleria Salamon, ph. Sofia Obracaj

 

Secondo lei i suoi collezionisti non sono coloro che comprano opere d’arte per riporle in un caveau quindi considerando l’acquisto d’arte come investimento, vogliono invece godere dell’opera che hanno comprato?

Lo affermo con certezza perchè conosco bene i miei collezionisti. Posso dirle che ci sono dei trustees americani che stanno comprando quindi accanto agli acquirenti per piacere si sta immaginando una rivalutazione. Certo non illudiamoci che uno si porti a casa un’opera a prescindere dal suo valore. Diciamo gli italiani sono persone di successo protagonisti dell’imprenditoria sana, proprietari di piccole imprese che sanno muoversi nel mercato.  Mi rallegra che abbiano ancora più consapevolezza di me sul fatto che queste opere si rivaluteranno, però fondamentalmente le acquistano per il piacere di vederle.

 

Disegno colore e bellezza. Presso la Galleria Salamon

Disegno, Bellezza e Fiere d’Arte. La versione di Lorenza Salamon. In visita alla mostra Flowers di Gianluca Corona, ph. Sofia Obracaj

 

Quindi lei vede un futuro nella carta?

Si ci credo. Prendiamo come esempio la fiera WOP Art ( Works On Paper) che ha avuto un successo notevole e sta crescendo molto. Prendiamo un altro dato ancora più significativo secondo me: la Francia intera da sette-otto anni sta investendo moltissimo sul disegno a livello statale ( operazione di tutela da noi inesistente vuoi per colpa della burocrazia). Forse è una reazione alla perdita del testimone come piattaforma mondiale del contemporaneo dalla Francia, tenuto in assoluto fino alla seconda guerra mondiale per poi passare a New York. La Francia oggi sta cercando di recuperare il terreno perduto proprio con il disegno. A Parigi le mostre sul disegno antico e moderno aperte in contemporanea sono tante e di primaria importanza, e questo dà garanzia sul futuro: se uno Stato che si è sempre culturalmente mosso con lungimiranza maggiore di tutti gli altri si dedica al disegno ciò ci da la certezza che la carta è in assoluto in crescita.

 

Disegno senza disegno nello sfondo per l'intervista a Lorenza Salamon

Disegno Bellezza e Fiere D’Arte. La versione di Lorenza Salamon, intervista con Artscore, ph. Sofia Obracaj

 

La Carta è protagonista solo per il disegno l’incisione e l’acquerello?

Anche per la scultura! Attualmente sto trattando Alice Zanin, giovane artista che attualmente espone in Triennale e al Mondadori Multicenter di Piazza Duomo. Le sue sculture in papier mâché sono molto eleganti e aeree. Qui come per molti artisti della galleria sono animali…non si tratta di una scelta predefinita, ma è pur sempre una casualità molto ricorrente vedere elefanti fenicotteri uccelli..

 

Disegno e bellezza anche in cartapesta per Alice Zanin

Disegno, Bellezza e Fiere d’Arte. La versione di Lorenza Salamon. Un leggero levriero in papier mâché di Alice Zanin, ora in mostra in Triennale

 

E dal punto di vista dei collezionisti? Le tematiche predilette sono proprio gli animali?

Di predilette non ne individuo, ammetto che sto ancora cercando alcuni artisti su dei temi che non tratto in galleria solo perchè non ho ancora trovato autori adeguati che se ne occupino. Mi interessa avere qualcuno che rappresenti delle città in parte come fa Papetti, ma nessuno mi ha ancora convinto come resa o originalità, qualcuno tende poi a copiarlo…

 

Disegno, Bellezza e Nudo con il talento di Simone Geraci da Salamon

Disegno, Bellezza e Fiere d’Arte. La versione di Lorenza Salamon. Il nudo di Simone Geraci, ph. Sofia Obracaj

 

Da Salamon si tratta il Nudo?

Poco. Ma a giugno esporrò un artista giovane che è arrivato a me con il Premio Selvatica, che prevede per il vincitore una mostra in galleria. Si chiama Simone Gerace e fa solo nudo, parte di una “scuola” di giovani pittori siciliani molto originali formata da personalità uniche.

 

Disegno e pittura nella natura mporta di Corona

Disegno, Bellezza e Fiere d’Arte . La versione di Lorenza Salamon. Dipinto di Gianluca Corona in mostra con nature morte di frutta e fiori, ph. Sofia Obracaj

 

Parliamo della bellezza che ci circonda in questo momento. Sul comunicato per Gianluca Corona si legge che le opere sono create appositamente per Salamon e che che “il suo virtuosismo tecnico si accompagna a delle composizioni innovative e moderne”. In cosa consiste l’innovazione?

Nella pulizia.  Corona intraprende una sfida difficile perchè è difficile essere innovativi in due generi di successo come il ritratto e la natura morta. La natura morta ha almeno cinquecento anni di storia dove ogni tre o quattro generazioni c’è stato un fuoriclasse, lui è riuscito a ritagliarsi uno spazio personale con composizioni molto nitide. Ultimamente ha persino scelto il monocromo che va incontro a questa idea di pulizia mai negando il suo amatissimo colore. I fiori e la frutta molto colorata sono da sempre suoi prediletti in pittura: quello che notiamo in questa serie è come ha schiarito al massimo i fondi. Ad esempio per “Le tre torri” ha tolto tutti quei barocchismi che facevano parte dei suoi primissimi anni, si concentra molto sui tre oggetti come se fosse il ritratto del mirtillo o del lampone.

 

Disegno e pittura all'antica di Gianluca Corona

Disegno, Bellezza e Fiere d’Arte. La versione di Lorenza Salamon. Particolare del dipinto Le Tre Torri di Gianluca Corona in mostra presso la galleria Salamon, ph. Sofia Obracaj

 

E’ sempre uno il soggetto?

Questo ultimamente, fa anche nature morte composite anche su richiesta. Ad esempio un viticoltore di Amarone ha chiesto una bottiglia con la sua etichetta e tutta una serie di elementi  legati a momenti della lavorazione di quell’uva come la cannella il melograno perchè tipicamente invernali.

Il soggetto appare come  una visione teatrale come se ci accendesse solo su di lui una luce, non c’è qualcosa che disturbi il suo presentarsi isolato, un backstage.

Il backstage c’è nei riflessi dei vasi, lo ricostruisce lì da quando ha scoperto questa abilità, se osserva da vicino c’è la percezione della stanza perchè è riflessa. Il contesto si manifesta attraverso un espediente degno della sua educazione artistica, nel vaso non c’è quello che lui vede ma quello che si riflette, il resto è molto pulito.

 

Disegno e colore in una splendida natura morrta di Gianluca Corona

Disegno, Bellezza e Fiere d’Arte. La versione di Lorenza Salamon. Fiori di Gianluca Corona con il particolare del riflesso sul vaso, in mostra presso la galleria Salamon, ph. Sofia Obracaj

 

E’ come se citasse noi spettatori nella natura morta, la nostra presenza celata e manifesta secondo quell’ espediente.

E’ vero siamo presenti nello spazio alluso con il riflesso della finestra, sempre la stessa perchè è quella del suo studio. Queste sono piccole innovazioni che con la pulizia e il colpo di luce rendono l’originalità dell’opera di Corona che si capisce appartenere ai nostri giorni. Questa linda visione è stata proposta da altre personalità ma parliamo di forse tre nell’arco di secoli! In generale noi lo riconosciamo a noi coevo definire cosa identifica la sua originale identità, certo non è di oggi la tecnica perchè è tradizionale al massimo, non credo esista nessuno oggi più bravo di lui a percorrere tutte le fasi di lavorazione rinascimentali, anche molto attento nella filologia perchè questo di nuovo porta ad una conservazione impeccabile. Ci tengo molto ad affermare quest’azione  in un’epoca in cui la maggior parte degli artisti non sa e non interessa se i supporti delle loro opere siano deteriorabili, conta solo l’esprimere un attimo di vita contemporanea.

Chi viene trattato in questa galleria è attento alla cura dei materiali, e questa per me è una forma di rispetto assoluta nei confronti del collezionista, è qualcosa che ha un valore intrinseco a prescindere: io ti sto fornendo un qualcosa che è durevole per tutto quello che potevo fare nella mia capacità manuale e nella mia conoscenza dei materiali o nelle fasi creative..

 

Disegno e pittura nello spazio della galleria Salamon

Disegno Bellezza e Fiere D’Arte. La versione di Lorenza Salamon, intervista tra la natura morta di Corona, ph. Sofia Obracaj

 

Parliamo di fiere d’arte. Sono fondamentali per gli artisti? Sono molto più utili agli artisti dei galleristi, ne sono consapevoli e disposti a fare carte false pur di parteciparvi. La comunicazione oggi è molto complicata, ormai chiunque arriva a chiunque con un click dal cellulare e questo crea confusione, perchè non è detto che quel click si riveli un effettivo interesse, però bisogna combattere dal mare magnum di Instagram che propone una valanga di immagini di opere e fotografie. La fiera permette un rapporto umano, consente al cliente di vedere in tre quattro ore piuttosto che in tre quattro giorni tutto quello che gli può interessare. La maggior parte delle persone lavora oggi dieci ore al giorno quindi non ha più tempo di venire in galleria e stare a chiacchierare col gallerista a lungo, come faceva negli anni settanta.

E’ buffo pensare come la fiera, inventata nella notte dei tempi, sia oggi lo strumento migliore per mostrarsi e mostrare le proprie opere con estrema trasparenza verso colleghi e pubblico, per conoscere clienti nuovi.

 

Disegno, bellezza e fiere d'arte. Gianluca Corona tra pe meraviglie della galleria Salamon

Disegno Bellezza e Fiere D’Arte. La versione di Lorenza Salamon con Gianluca Corona in mostra, ph. Sofia Obracaj

 

In linea con il valore di economicità del tempo che lei rammenta, una fiera non sarebbe ancora più efficace se tematica? Il collezionista saprebbe già di andare per trovare qualcosa di valido per i suoi gusti.

E’ secondo me una tendenza reale che lei coglie,  dimostrata da WOP Art alla suddivisione francese con Gran Palais sul disegno antico separato da altre mostre dedicate a quello moderno e contemporaneo; nello stesso tempo io credo molto nella formula all’inglese che è esattamente agli antipodi.

Un esempio su tutti Maastricht, la punta di diamante d’Europa. Ci vogliono tre giorni per vederla bene e lei passa a cose diversissime tutte di livello, il costo impedisce la partecipazione di gallerie di second’ordine, dal gioiello di nicchia al contemporaneo a tutte le arti più impensabili prendendo in considerazione tutte le culture e le tecniche da quella africana sconosciuta fino a dieci anni fa a quella maya, dalla ceramica ai tappetti..insomma il panorama più vasto possibile di epoche artisti tecniche e culture, la sua presentazione all’apice del mercato.

Sono due forme agli antipodi che possono funzionare. Io ad esempio ho creduto molto nella fase iniziale ad Affordable per il suo principio. Ripartendo dalle mie origini: l’incisione è stata in una fascia estremamente colta ma assolutamente democratica, quindi per me Affordable rappresentava una mostra che possa avvicinare chi non fa parte di un’élite economica, mi sembrava un’idea geniale.

 

Disegno bellezza e fiere d'arte tra gli argomenti della conversazione di Artscore con Lorenza Salamon

Disegno Bellezza e Fiere D’Arte. La versione di Lorenza Salamon, conversazione dall’alto, ph. Sofia Obracaj

 

Affordable Art Fair. Nell’ultima edizione a Milano non sembrava ci fosse stata grande selezione.

Il problema è che la selezione si ferma ad un certo punto. A Grandart dove mi sono trovata da entrambe le parti della barricata, come ideatore e organizzatore ma anche presente come espositore, ho visto per la prima volta cosa dovevano affrontare coloro che offrono gli spazi. Le fiere sono operazioni costose e quindi i budget funzionano se lo spazio predefinito è usato tutto. Magari con la prima selezione si riempiono due terzi e se non si copre l’altro terzo non si riesce a ripagare le spese, quindi si inserisce quel che le capita. Questo è il vero problema, è molto banale ma molto concreto. Da un lato non dico che comprendo Affordable di Milano di turno perchè inserire opere di scarsa qualità poi va a discriminare il lavoro di tutti quelli lavorano bene, si va a pensare che sotto i 5000 euro non ci siano pezzi importanti. Ci sono in effetti incisioni disegni e opere di piccolo formato validi, una percentuale che va dall’82 all’86 per cento del mercato mondiale è costituito da opere al di sotto di quella cifra,  stiamo parlando di un potenziale pazzesco reale di mercato vero e sano. Non è la formula sbagliata che anzi trovo democratica intelligente e giusta, probabilmente la cosa è dovuta al fatto che per molte piccole gallerie, volendo venire a Milano che è la città che probabilmente funziona meglio dal punto di vista economico, l’opportunità più logica sembri Affordable.

 

Disegno e pittura nell'allestimento presso la galleria Salamon

Disegno Bellezza e Fiere D’Arte. Scorcio dell’allestimento nella galleria Salamon, ph Sofia Obracaj

 

A Grandart  questo problema ce lo siamo posto, bisogna avere una serie di esperti davvero validi per la selezione, ma il problema dell’arte contemporanea è che a volte le opere di dubbio valore si trovano anche da Sotheby vendute per migliaia di dollari..la logica di mercato spesso non giustifica la domanda che anche lei si porrà, di quale sia la reale differenza tra una stampa della Zuppa Campbell di Warhol che costa molto e l’equivalente di un artista meno noto. In questo ginepraio io taglio la testa al toro e decido di investire su artisti che inequivocabilmente sanno dipingere e sono davvero innovativi.

Per questo le fiere specialistiche sono in crescita e in quest’ottica è nata Grandart che vogliamo migliorare moltissimo, diciamo che il sessanta per cento era esattamente quello che avremmo desiderato, è nel nostro disegno che ci siano anche artisti internazionali di peso. Vogliamo dare spazio a quegli incisori disegnatori pittori e scultori che si sono mossi nell’ambito della loro tecnica, prevalentemente non esclusivamente nella figurazione: la perizia disciplinare dovrebbe essere una discriminante ha poca voce per ora in Italia quindi noi vorremmo dargliela.

 

Disegno e bellezza dipinta di Gianluca Corona

Disegno Bellezza e Fiere D’Arte. Allestimento di Gianluca Corona nella galleria Salamon, ph Sofia Obracaj

 

Durante la vernice di Corona mi disse che in Francia e in Spagna ci sono delle gallerie particolarmente rivolte al figurativo.

Più in Spagna. Da Claudio Bravo in poi il figurativo ha avuto un seguito enorme in Spagna con le prime edizioni di Arco, una fiera molto importante che c’era a Madrid . Parlavano di realismo non di figurativo. Adesso in America sta riprendendo molta attenzione ed è declinato verso il pop, colori molto sgargianti nel recuperare oggetti che fanno parte della quotidianità conosciuti dove la cultura delle persone ci si riflette, in Spagna e in Sudamerica è invece più declinato alla Corona, nel recupero di soggetti classici visti e rivisti ma riproposti con un occhio contemporaneo. In Spagna sono tanti i galleristi sull’onda di quella cultura più profonda delle nostra, perchè già alla terza generazione.

Entrambe le due scuole sono legittime nel contesto, mi piacerebbe che a Grandart andassero a colmare quel vuoto.

 

Disegno e bellezza, ritratto di Lorenza salamon durante la conversazione con Artscore

Disegno Bellezza e Fiere d’Arte. Ritratto di Lorenza Salamon durante l’intervista concessa ad Artscore

 

Mi confidò anche che sul collezionista straniero noi manteniamo un fascino enorme sull’onda della discendenza dal Rinascimento…Quindi in teoria il figurativo italiano ha più appeal dell’astratto italiano, all’estero?

Non li paragonerei ma l’abilità dei nostri artisti e l’originalità viene riconosciuta a prescindere dal genere in cui si muovono. L’immagine dell’italiano all’estero è ottima a Londra prima di tutto perchè i galleristi italiani si sono mossi molto bene. Hanno esportato eccellenza sia nell’antico che nel contemporaneo, addirittura in prima fascia, pensiamo a Voena, a  Carlo Orsi, a Schinasi che addirittura ci arrivò negli anni ottanta, ci hanno aperte delle porte meravigliose.

Michela Ongaretti

 

Disegno e bellezza tra gli argomenti della concversazione accanto al dipinto di Marzio Tamer

Disegno Bellezza e Fiere D’Arte. La versione di Lorenza Salamon, in compagnia di un’antilope di Marzio Tamer, ph Sofia Obracaj

SHIN-JUN-copia

Korean Wunderkammer. Un caleidoscopio dall’oriente presso la galleria Artespressione

Korean Wunderkammer. Un caleidoscopio dall’oriente presso la galleria Artespressione

Galleria Artespressione ospita Korean Wunderkammer:caleidoscopio dall’oriente. 

Fino al 22 dicembre via della Palla a Milano si colora della creatività coreana. La Galleria Artespressione ospita la mostra collettiva Korean Wunderkammer, parte del programma dedicato ai progetti esterni che prevede la collaborazione con enti e istituzioni internazionali.

La copertina del catalogo di Korean Wunderkammer

La copertina del catalogo di Korean Wunderkammer

 

Ora come nella precedente occasione di Brerart nel 2014 è coinvolta l’associazioneOrange Bridge, che ha proposto la selezione di sedici giovani artisti coreani, per la prima volta in questa sede con Lombardia-Corea, impegnata nella promozione della cultura d’origine in più ambiti.

La mostra è dislocata nei due ambienti della galleria: la sala oltre la luminosa vetrina al piano terra e nello spazio al primo piano, ugualmente aperto al pubblico ma più intimo e raccolto, senza soluzione di continuità con le diverse personalità artistiche esplorate.

L'interno della galleria Artespressione con la mostra Korean Wundekammer. Sul fondo opere di Jeon Ji Youn e Jang Sung An

L’interno della galleria Artespressione con la mostra Korean Wundekammer. Sul fondo opere di Jeon Ji Youn e Jang Sung An

 

La galleria di Paula Nora Seege affida il cooordinamento e la supervisione di questo e altri progetti al curatore Matteo Pacini, che mi ha accolto durante il vernissage spiegandomi le linee guida di Korean Wunderkammer.

La parola tedesca in italiano significa camera delle meraviglie o gabinetto delle curiosità e indica quel particolare ambiente dove il collezionista raccoglieva, dal sedicesimo al diciottesimo secolo, oggetti considerati straordinari per le conoscenze dell’epoca.

Shin Sang Won, Psd no.4, inchiostro su carta, 2015

Shin Sang Won, Psd no.4, inchiostro su carta, 2015

 

Non erano prettamente opere artistiche ma memorabilia come invenzioni meccaniche, esemplari di storia naturale, strumenti di misurazione e musicali, monete, cammei, rarità archeologiche o minerali, pietre preziose.

Questi oggetti avevano valore didattico ed erano utili soprattutto alla ricerca scientifica ma tutti, compresi alcuni dipinti e sculture,venivano da lontano, nel tempo e nello spazio, e per questo suscitavano stupore.

L'esposizione con le opere di Lee Un, Kim Eun Ha e Shin Gue Hang

L’esposizione con le opere di Lee Un, Kim Eun Ha e Shin Gue Hang

 

Si pensa poi che l’arte in Corea possiede una sorta di wunderkammer in grande: si tratta del Museo Nazionale aperto a Seul nell’anno dell’indipendenza dalla Corea del Sud, il 1945. E’ l’unione della prima collezione museale imperiale del 1908 situato nel famoso Palazzo Chang Gyeong Gung, con il museo del governo generale giapponese.Korean Wunderkammer ragiona sul concetto del tutto occidentale, legato a un preciso momento storico,pensando alle dinamiche alla base della sua formazione, il viaggio e la scoperta. Questi sono in questo caso declinati in senso moderno al viaggio interiore verso orizzonti nuovi, anche artistici, partendo dall’Europa, dall’Italia, verso l’Oriente, la Corea. Il paese sempre più ricco di creatività e sperimentazione, ha esportato questi sedici talenti che non interpretano il tema della wunderkammer ma ne sono nel loro insieme una rappresentazione contemporanea.

Korean Wunderkammer, particolare del dipinto Re di Jang Sung An

Korean Wunderkammer, particolare del dipinto Re di Jang Sung An

 

Il Changgyeonggung fu costruito con ogni probabilità come dimora estiva della dinastia Goryeo o Koryŏ, da cui si origina il nome Korea; fu realizzato ex-novo nel 1483, per diventare uno dei cinque grandi edifici realizzati sotto la dinastia Chosum a Seul.

Una delle caratteristiche delle Wunderkammer era senza dubbio la varietà e queste meraviglie odierne sono estremamente eterogenee, tra sperimentazioni materiche in pittura e scultura, illustrazione e fotocomposizione digitale, tessuti dipinti o intessuti, lavori a china su carta, stampa su tela, e ancora guache , colre ad olio e a tecnica mista tradizionale coreana.

Suh Eun Jin,Grandma piece of cloth, tecnica mista,2015

Suh Eun Jin,Grandma piece of cloth, tecnica mista,2015

Gli artisti in mostra a Milano ad Artespressione con Korean Wunderkammer sono: Kim Eun-ha, Suh Jung-Kyu, Seo Eun-Jin, Shin Gue-Hang, Shin Sang-Won, Shin Jun, Lee Yun-Min, Lee Ae-Ri, Lee Un, Lee Yoon-Jung, Jang-Hanni, Jeon Ji-Youn, Whang Gue-Beck, Kim in-ock, Lee Min-Han, Jang Sung-An

Una scultura di Lee Un

Una scultura di Lee Un

 

Vorrei segnalare in questo caleidoscopio chi mi ha dato interessanti spunti di riflessione sulla tecnica e sulla poetica, legata o meno al paese d’origine: Seo Eun Jin con i suoi ritagli di carta che richiamano l’idea del viaggio inteso come avventura gioiosa.

Shin Gue Hang per le sue sculture “geologiche ” dove la materia celebra l’eterno mutamento, Shin Sang Won per il suo esempio tutto orientale e contemporaneo di unire nell’inchiostro lettere e immagini.

Lee Un,The man gazing, tecnica mista, 2014

Lee Un,The man gazing, tecnica mista, 2014

 

Lee Un per la sua personale rivisitazione del dripping di colore applicata all’illustrazione, Jeon Ji Youn per la spiritualità delle sue forme geometriche e la sua speciale simbologia del colore giallo .

Una menzione particolare per Jang Sung An, ideatore di Orange Bridge, che per l’occasione ha realizzato tre dipinti con volti dal sorriso inquietante, che emergono poco dal buio non rivelando la reale fisionomia. Mi vengono indicate come teste di dittatori, io le vedo come maschere teatrali di spiriti maligni. La meraviglia a volte incute timore.

Michela Ongaretti