Lilium evidenza

Design City Milano riaccende la stagione del design. Lilium di Rossini Group è un suo fiore all’occhiello

Design City Milano riaccende la stagione del design. Lilium di Rossini Group è un suo fiore all’occhiello

 

Una visita alla prima edizione di  Design City Milano per scoprire quello che sta dietro alle creazioni dei grandi marchi. Da Overlight in via Feltre vediamo la storia della lampada Lilium di 929Milano, brand di Rossini Group, nel suo intreccio tra studio della forma e ricerca tecnologica.

 

Design City Milano 2016

Design City Milano 2016

 

In autunno a Milano è ancora primavera. Quando le foglie stanno per cadere significa che ci siamo, è ricominciata una nuova stagione, un anno intero di lavoro e nuove opportunità, di nuovi incontri prima dell’inevitabile rallentamento estivo.

Questo senso di rinascita per me nel 2016 è ancor più dolce perchè, come annunciava ad aprile l’assessore Tajani, abbiamo ora anche una fall design week, dal 2 al 9 ottobre. La Design City Milano, come è stata chiamata, ha però una vocazione ben diversa dalla settimana del design primaverile legata al Salone del Mobile.

 

Design City su I-pad, alla sua prima edizione

Design City su I-pad, alla sua prima edizione

 

Senza dubbio meno intensa e caotica, si concentra su eventi all’insegna della qualità e dei marchi di pregio, certo con meno coinvolgimento delle leve emergenti e del design indipendente, sono nove giorni dedicati alla divulgazione e alla promozione della cultura del progetto con talks e workshop di approfondimento, di dialogo tra i creatori e il pubblico fruitore del design made in Italy.

 

I segreti dei calchi- per la realizzazione di un vaso in ceramica ptrddo lo showroom Richard Ginori

I segreti dei calchi- per la realizzazione di un vaso in ceramica presso lo showroom Richard Ginori

 

Mi è bastata una passeggiata nel distretto di Brera per rendermi conto del nuovo desiderio di racconto del backstage produttivo e progettuale. In questa occasione alla base c’è l’esplorazione non solo della definizione di un’idea ma delle forze e delle dinamiche concrete per la realizzazione di un prodotto, dal coinvolgimento delle maestranze artigianali alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche.

 

Campionario di tessuti preziosi presso lo showroom di Etro in via Pontaccio

Campionario di tessuti preziosi presso lo showroom di Etro in via Pontaccio

 

Mi riferisco agli showroom di Richard Ginori, mercoledì teatro di un incontro con Marcello Bongini, maestro della manifattura e responsabile dello sviluppo Modelli e Forme, e spostandoci verso il fashion design ad un’esposizione esemplificativa del grande interesse dimostrato nel tempo per il tessuto paisley da parte di Etro, con pezzi storici e disegni originali della casa di moda, ispirati ad essi per le stoffe odierne.

L’incontro che però mi ha maggiormente colpito è stato martedì 4 ottobre presso lo spazio Overlite in via Feltre dove ho assistito alla presentazione della genesi della lampada Lilium di 929Milano, dall’idea alla realizzazione.

 

Lilium, design Stefano Valente per 929Milano

Lilium, design Stefano Valente per 929Milano

 

Una storia di design, di collaborazione nell’eccellenza tra il brand di Rossini Group e il designer Stefano Valente, presentata all’ultima edizione di Light+Building.

A prendere per prima la parola è il committente nella persona di Elisa Rossini, direttore creativo del brand di Segrate che nasce con una vocazione decorativa e di design rispetto al marchio rivolto in senso più ampio ad ogni aspetto dell’illuminazione. Rossini segue con orgoglio nella sua storia quella dello sviluppo industriale milanese, con tutta la sua operosità e la sua cultura del fare che ha avuto un forte slancio nel dopoguerra.

 

Esposizione di 929Milano

Esposizione di 929Milano

 

Lilium è fortemente rappresentativa sia della mission aziendale che dello stimolo creativo del designer Stefano Valente, secondo i quali è fondamentale l’eleganza unita alla praticità.

Riflesso di questi valori è questa lampada da terra dalla linea esile che “sboccia” nella sua ispirazione alla forma del fiore di Giglio del corpo illuminante: esso è formato da due anime in alluminio sovrapposte dal disegno stilizzato della corolla che custodisce e tende un materiale inedito per l’ambito illuminotecnico, il telo Extenzo®. Esso funge da diffusore orientato di 9°, nell’accoppiamento con la struttura, sia per suggerire la naturale posizione del fiore sia per favorire la funzione di luce di cortesia nell’ambiente. L’effetto del telo è poi quello di distribuire la luce in maniera omogenea e delicata, quasi un effetto vellutato e impalpabile all’occhio umano.

 

Lilium, design Stefano valente per 929Milano

Lilium, design Stefano Valente per 929Milano

 

La forma e lo stile del progetto sono il risultato visibile di un grande lavoro di ingegneria della luce nello sviluppo del prodotto, come ci spiega il direttore di produzione, Luca Fumagalli.

Se Valente parla dell’idea comune di fiore come elemento autonomo che si apre al mattino sprigionando fragranza e colore, al punto che basta la sua presenza a decorare ed ingentilire una stanza con la sua bellezza leggera; l’incontro con il materiale espandibile solitamente utilizzato in edilizia riesce a rendere questa armonia non solo nel prendere forma adeguandosi alla corona, dopo le numerose prove portate avanti con caparbietà, ma anche grazie allo studio tecnologico del e sul LED.

Fumagalli insiste sul fatto che la scelta del modello di illuminotecnica ha molta più importanza ora con l’avvento dei LED, e che gli adeguamenti tecnologici sono nell’ordine di mesi. Oggi dichiara la sua soddisfazione nella creazione di una lampada che raccoglie tutta questa esperienza anche in virtù del progettista architetto e ingegnere. E’ l’ingegnerizzazione dell’idea uno scoglio talvolta insormontabile, necessario per poter dare personalizzazione alla funzione del led come punto luce, che riesca a diffondere creando l’atmosfera ricercata.

 

Lilium, design Stefano valente per 929Milano, particolare del bulbo/dissipatore

Lilium, design Stefano valente per 929Milano, particolare del bulbo/dissipatore

 

Per Lilium il “cuore pulsante” è il LED con un COB da 30 watt, che necessita di una dissipazione forzata, ma questo poteva comportare un ingombro tale da impedire la leggerezza della struttura d’insieme. Nell’invenzione del dissipatore, disponibile in bianco e rosso, si è quindi creato un elemento funzionale e decorativo al contempo, che suggerisce la forma del calice del fiore a sorreggere la corolla/luce, con quei caratteristici fori che garantiscono la dissipazione del led ma somigliano più ad elementi decorativi. Questo bulbo si origina in alluminio dallo stelo in tubo di ferro verniciato nel colore bianco opaco. In ogni parte Lilium dimostra quindi di nascere dal legame indissolubile e sapiente tra design e tecnica.

 

L'interno dello spazio di Overlite in via Feltre

L’interno dello spazio di Overlite in via Feltre

 

L’incontro è stato per me occasione di scoprire l’enorme showroom di Overlite, che con i suoi 1400 mq dedicati unicamente al mondo dell’illuminazione, spero possa essere ancora teatro di approfondimenti sul design che rende la vita più semplice e confortevole. Per quanto non si trovi in un’area centrale come Brera, cosa che può avere il vantaggio di preservare dalla confusione di alcune serate, è’ un ambiente stimolante perché insieme all’interesse suscitato dai protagonisti della creatività made in Italy, ci si trova già in buona compagnia, con il suo migliaio di prodotti di pregio esposti per oltre di sessanta marchi, come in una galleria della produzione contemporanea.

Michela Ongaretti

 

Il Wasabi utilizzato per la realizzazione di packaging

Anticipazioni Fuorisalone2016: Materials Village, hub di Material ConneXion al Superstudio Più

Anticipazioni Fuorisalone2016: Materials Village, hub di Material ConneXion al Superstudio  Più

Milano Design Week 2016: Materials Village, hub di Material ConneXion a Superstudio Più, via Tortona 27.

La settimana del design  prevede un’iniziativa speciale che occuperà tutta la zona outdoor del Superstudio Più e due aree adiacenti durante il Fuorisalone. Parliamo di Materials Village 2016, format dedicato ai materiali, alle nuove tecnologie e alla sostenibilità, alla sua terza edizione dopo aver riscontrato grande successo nelle precedenti. E’ davvero un villaggio formato da diverse “casette”, ciascuna contenente un’esposizione su un progetto innovativo per il mondo dei processi produttivi e dei suoi materiali.

Materials Village 2016

Materials Village 2016

Materials Village è considerato l’hub di Material ConneXion, il maggiore centro internazionale di ricerca e consulenza su ciò che sta alla base del futuro, potenziale ecodesign: i materiali innovativi e sostenibili allo stesso tempo. E’ grazie a ciò che costituisce fisicamente un oggetto funzionale che un progetto può dirsi durevole, ed è la ricerca su queste “fondamenta” oggi più che mai indispensabile, perché il rispetto dell’ambiente non sia un semplice slogan ma una possibilità reale di produrre eccellenza sull’utilità e non soltanto sull’estetica, qualcosa che sia green da dentro e non solo in superficie.

Materials Village, l'edizione passata

Materials Village, l’edizione passata

 

Material ConneXion ha sedi a New York, Tokyo, Bangkok, Daegu, Skövde, Bilbao, Copenaghen e Hong Kong. La divisione italiana è nata nel 2002 e ha sede a Milano dove svolge attività di consulenza, promozione e formazione per ogni tipo di realtà produttiva e progettuale. Inoltre ospita un’archivio, una library fisica di oltre 4000 materiali, di cui ne tiene in esposizione circa 2500.

In occasione del Fuorisalone 2016, l’edizione accresciuta ed arricchita rispetto alle scorse sarà anche occasione per presentare le ultime novità di questa utilissima materioteca.

 

La Library di Milano

La Library di Milano

 

Le aziende coinvolte sono pure numerose, oltre trenta tra cui 3M, Beko, Christian Fischbacher, Elits, Gemanco Design, IPM Italia, Merck, Novacolor, Oltremateria, XL EXTRALIGHT, Tileskin. Sono realtà di prestigio internazionale nel settore, che testimoniano gli svariati campi d’applicazione di questi materiali: il tessile, per noi italiani fondamentale data l’importanza mondiale della moda made in Italy, la ceramica, l’architettura, l’interior e furniture design, l’elettrodomestico che ha un ruolo determinante nell’attenzione alla sostenibilità ambientale, il packaging che è protagonista dei consumi quotidiani, l’illuminazione sempre alla ricerca di nuove soluzioni ed effetti, restando nel consumo limitato dell’energia, fino alle finiture.

Il design per il packaging sostenibile

Il design per il packaging sostenibile

 

Segnalo un’installazione speciale di 3M, frutto del connubio creativo tra Design 3M e Stefano Boeri: esempio della perfetta interazione con rilevante esito sostenibile tra architettura, tecnologie dei materiali e scienza applicata.

Ma il programma è assai articolato e non si ferma all’esposizione. Tra i numerosi eventi che attireranno un numeroso pubblico, e non si limiteranno agli spazi di Superstudio, ricordo lo showcooking dello chef Alessandro Borghese; sarà presente in veste di testimonial dell’azienda Beko, leader nell’ambito degli elettrodomestici, e realizzerà dei piatti sul tema del Colore. I giorni interessati saranno il 2-13-15-16 Aprile dalle ore 17.00 alle 20.00, con lo show aperto a tutti i visitatori di Superstudio Più.

Material ConneXion Italia - Library viale Sarca 7

Material ConneXion Italia – Library viale Sarca 7

 

Ci sarà una serata su invito dedicata ai progettisti e agli studi di architettura, iniziativa speciale per coloro che vogliano incontrare designer e architetti, coloro che quotidianamente si trovano a confrontare le differenze qualitative dei materiali. Dalle ore 18 alle 21 di mercoledì 13 aprile.

Il Wasabi utilizzato per la realizzazione di packaging

Il Wasabi utilizzato per il packaging di alcuni prodotti

 

La libreria dello Spazio Ansaldo ospiterà invece un dibattito che verterà sulla tematica Architettura e Materia, tra naturale e artificiale”, con l’Architetto Stefano Boeri e Erick Quint, Chief Design Officer di 3M e altri architetti. Giovedì 14 aprile alle ore 17.00.

Michela Ongaretti

via Rocca 50
46019 - Viadana - MN - Italy

Design, ironia e citazione. Le proposte di Seletti per il Natale 2015

Design, ironia e citazione. Le proposte di Seletti per il Natale 2015

Seletti Natale 2015 – Vegaz

Il brand italiano Seletti ,con le collezioni L’Art de la table, Lighting e Objects , prepara un Natale 2015 giocoso e sofisticato.  Le creazioni fanno parte di collezioni le cui parole d’ordine sono originalità, sorpresa e ironia, unite alla citazione scherzosa di opere d’arte del nostro tempo e di casa nostra. Prego di astenersi dal leggere di seguito chi non desidera che gli oggetti di uso quotidiano portino buonumore, oltre che funzionalità.

La selezione Seletti per il Natale 2015

La selezione Seletti per il Natale 2015

Per gli altri segnaliamo in primis la linea per la tavola Cosmic Diner ideata in collaborazione con Diesel Living che già comprende un set di piatti raffiguranti i pianeti.

Oggi possiamo osservare Starman, un astronauta in porcellana il cui zaino provvisto di un foro diventa un portafiori, i macina sale e pepe Rockets, due missili in legno laccato e decorato con macinino in acciaio e ceramica.

Cosmic Diner - Diesel with Seletti

Cosmic Diner – Diesel with Seletti

 


L’ironia qui sta nel parallelismo delle azioni: l’eroismo delle missioni spaziali diventa gesto minimale nell’uso comune a tavola, come un’
iperbole al rovescioDirettamente di ritorno da Marte i bicchieri Meteorite, elettroplaccati con finitura oro sfumato e disponibili in due misure, alto e basso, uniscono sapienza artigiana alla tecnologia più funzionale perché sono formati da vetro soffiato a bocca, e doppia camera per preservare la temperatura delle bevande.

Per un pranzo meno eccentrico presentiamo la collezione Hybrid del duo CTRLZAK: unisce le culture occidentale e orientale donando all’utilizzo della bone china un design inedito, in particolare con i bicchieri da cocktail Clarice e la lattiera Berenice.

My little neighbour - Seletti

My little neighbour – Seletti

 

Nell’ambito dell’illuminazione ritorniamo un pò bambini con la lampada My Little Neighbour, che evoca la poesia del souvenir di viaggio nell’urna di vetro. In questo caso al suo interno c’è una casetta luminosa, per raccontarci una fiaba ogni volta che accendiamo la luce sul comodino.

Evocativa invece del mondo simbolico nell’arte è la linea di lampade MRND di Elena Salmistraro: sono un tributo originale dell’opera di Giorgio Morandi, di cui si rielabora l’atmosfera della sua pittura e della sua grafica nei colori e nelle forme, in una visione dove Arte e Design si esaltano e completano reciprocamente.

Still Alive - Antonio Aricò per Seletti

Still Alive – Antonio Aricò per Seletti

Passiamo dalla delicatezza alla grinta più pop conVegaz e Neon Art: le prime luci hanno struttura in metallo che contiene una sequenza di lampadine a led e riproducono tutte le lettere dell’alfabeto, le seconde sono lettere e simboli neon che si possono fissare alle pareti combinandole per formare parole o frasi personalizzate.

Tra gli oggetti dedicati allo spazio di lavoro notiamo Inception di Luca Nichetto: ricostruisce lo skyline di New York per viaggiare con la fantasia nella città moderna per antonomasia, con questo portalettere o scolapiatti in morbido materiale plastico. Sulla scrivania i vasi raccoglitori e fermacarte Still Alive di Antonio Aricò uniscono funzionalità e decorazione nel divertissement multimaterico in calde colorazioni, mentre i vasi Caméra di Marcantonio Raimondi Malerba aggiungono un’aria surreale e possono contenere liquidi grazie al loro particolare rivestimento waterproof.

Vegaz - Seletti

Vegaz – Seletti

L’arte che critica la nostra società con un’irriverente risata, ecco cosa si intende citare con gli oggetti della collezione per i regali del Natale 2015 Seletti wears Toiletpaper; i disegni provengono dalla rivista di sole immagini creata daMaurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari e sono ombrelli e cuscini nelle quattro fantasieFrog, Lipstick, Shit e Typewriter.

Se poi restiamo in tema di citazione artistica con Cattelan non dimentichiamo L.O.V.E., la scultura in Piazza Affari che diventa un oggetto di design con Seletti come souvenir di Milano, oggi restyling della versione del 2014, sottoforma di carillon, boule de neige e miniatura.

L.O.V.E. - Seletti wears Toiletpaper

L.O.V.E. – Seletti wears Toiletpaper

 

SELETTI nasce nel 1964 a Cicognara (Mn). Romano Seletti dagli anni settanta è pioniere dell’importazione di prodotti per la casa, dopo una serie di viaggi in estremo Oriente e grazie alla collaborazione dell’esperto in relazioni internazionali commerciali Luigi Goglio.

Fino agli anni ottanta arrivano tipici prodotti cinesi in bambù e smaltati da tavola, poi l’azione dei figli Stefano e Maria segue il mutamento radicale nel mondo della distibuzione, con il GDO e il passaggio dalla vendita “assistita” a quella “a libero servizio”. Stefano si forma accompagnando il padre in Cina, India , Tailandia e contribuisce a trasformare l’azienda attraverso un nuovo servizio caratterizzato dalla grande importanza del packaging creativo, come fornitore strategico del mercato GDO. Lo studio del marketing in termini di strategia, creatività e comunicazione porta avanti la vocazione di Seletti ad essere interprete del design che soddisfi i bisogni di eterogenei gruppi di consumatori, “democratico” e popolare.

Cosmic Diner - Diesel with Seletti

Cosmic Diner – Diesel with Seletti


Michela Ongaretti
Negli anni ‘90 i fratelli seguono anche l’evoluzione merceologica in Oriente includendo lavorazioni industriali complesse. Inizia ilgioco combinatorio sui nuovi materiali, di cui è esemplare la linea da tavola “Estetico Quotidiano” in porcellana e vetro borosilicato, con la sua riproposizione in materiali nobili degli articoli monouso. Grazie all’osservazione in prima persona, al dialogo con gli artigiani e fabbricanti in Cina, cresce con grande entusiasmo la creatività attraverso la sperimentazione, ispirandosi senza definizioni anche all’imperfezione da cui può “nascere un’idea vincente”, una finitura incompleta o una forma incompiuta che diventa ready made. Il brand si afferma in tutto il mondo e lancia modelli ormai classici.

Toiletpaper umbrella - Seletti

Toiletpaper umbrella – Seletti

Dal 2000 sono due le filiali ufficiali: La Seletti North America Ltd e la Seletti China, con un grande investimento sul quartier generale di Cicognara di oltre settemila metri quadrati alimentati da fotovoltaico. Il cambiamento continua perché se prima dalle grandi quantità si passa al design selezionato, oggi l’attenzione del brand è rivolta a prodotti altamente creativi ma di nuovo democratici, nel prezzo e nei materiali, ad esempio Egg of Columbus, lampade in carta pressata idrofuga del 2013. L’intento odierno è la continua evoluzione e innovazione, quindi accanto a giovani leve internazionali Stefano Seletti cerca la collaborazione di personaggi esterni al mondo del design. Egli lo intende come viaggio trasversale nell’idea di una nuova bellezza, la sua r(evolution) accompagnato da artisti visionari.

Michela Ongaretti

superstar

Pagani e Perversi Associati: dal posacenere al grattacielo

Pagani e Perversi Associati: dal posacenere al grattacielo – Un’intervista prima del Salone del Mobile 2015

 Un mese prima del Salone del Mobile 2015 siamo andati a far visita agli architetti Luciano Pagani e Angelo Perversi, di pluriennale esperienza, nati entrambi nel 1950 e attivi dall’inizio degli anni ottanta. Abbiamo avuto una piacevole conversazione che ci ha condotto attraverso i mutamenti verificatisi nel settore. L’ impronta che la coppia continua a lasciare è senz’altro fondata su un approccio integrato all’architettura, l’interior design e il design di prodotto, con le caratteristiche di versatilità e flessibilità, dove la luce svolge un ruolo fondamentale nell’integrazione stessa dell’architettura, ed è intesa come esperienza unica legata al progetto specifico, dall’illuminazione monumentale agli interni, al semplice e raffinato design di lampade.

 

Poltrone Ilar-i , design Pagani e Perversi per Domodinamica

Poltrone Ilar-i , design Pagani Perversi per Domodinamica

Pagani e Perversi hanno progettato per grandi aziende del design internazionale come Flos, Joint, FontanaArte, Zanotta, Poltrona Frau, Unifor, e vinto numerosi premi. Due Compassi d’Oro: nel 1987 per le librerie modulari Hook System per Joint, e nel 1998 per i tavoli e contenitori per ufficio Move e Flipper prodotti da Unifor, premiati anche ad IF Hannover nel 1996.

Selezionato per il Compasso d’Oro nel 1991 il sistema di lampade Grall per Flos, ancora IF Hannover nel 1999 con Alas Lamp per Regiolux-Lichtwerk GmbH; la lampada Thor è inserita nel ADI Design Index 2002 ed infine il sistema per ufficio Move 010 disegnato per Unifor, sempre IF Hannover e ADI Design Index 2012. Saranno al Salone del Mobile 2015 a Milano con i tavoli Eiffel per Hub Design.

Lampada da tavolo Thor-design Pagani e Perversi per Fontana ArteLampada da tavolo Thor-design Pagani e Perversi per Fontana Arte

Lo studio si trova in via Daniele Crespi, nel cuore di Milano. Si respira fin da subito l’atmosfera dell’ambiente di lavoro di chi ha accumulato molti anni di esperienza, serio ma informale, semplicemente quello che fin da bambini ci si aspetta di trovare nello studio dell’architetto: progetti in corso sul tavolo, molti libri e alcuni mobili che raccontano un pezzo di percorso, senza orpelli. Come spesso accade, lo stiamo sperimentando sempre più, nel lavoro di progetto la coppia è un organismo che funziona, che produce attraverso l’unione di due teste creative che si compensano. E così doveva essere perché dopo alcuni anni dalla laurea in Architettura, presso il Politecnico di Milano, i due si incontrano per caso, o per destino, e decidono di lavorare insieme.

Nasce così nel 1980 lo studio associato, che non si concentra solo sull’architettura tout court. Ci spiegano come dalla fine degli anni settanta un vento nuovo soffiava in Italia e a Milano, era la consapevolezza che il nostro design stava per assumere un ruolo diverso, non era più l’egemonia dell’international style ma si vedeva che l’Italia poteva esprimersi e reinventare una propria idea di design. La prova venne dal fatto che anche designer stranieri lavorarono per imprenditori italiani, che esprimevano appieno l’essenza di marchi innovativi, e avevano acquisito fiducia e prestigio internazionali.

Si inseriscono in questo contesto storico le prime importanti esperienze dei due professionisti che continuano fino al 1988 a portare avanti anche attività indipendenti:Pagani impegnato al centro di progettazione speciale di Flos Lightcontract, Perversi come consulente per Mondadori per ristrutturazioni delle redazioni di Repubblica e a Segrate. Insieme portano avanti gli interni del Corriere della sera, le richieste per l’azienda Flos e per privati situazioni innovative di arredo e luce, che comprendono sempre mobili e lampade con nuove sorgenti luminose. A quei tempi la progettazione su larga scala, quindi improntata all’integrazione massima tra tutte le componenti d’arredo, era frequente.

Eos- design Pagani e Perversi per Poltrona Frau

Eos- design Pagani e Perversi per Poltrona Frau

L’approccio alla progettazione, costruito e seguito negli anni, nasce dalla formazione interdisciplinare dei due protagonisti, secondo il modello complesso degli architetti che hanno fatto architettura e design assieme: come nello slogan di Rogers “dal cucchiaio alla città”, è la cultura organica del progetto a pulsare. Se il design mantiene l’assunto di migliorare la qualità della vita anche oggi, nella realtà frammentata nella quale esistiamo, dove moderno e postmoderno sono passati, oggi la qualità perde un senso di unitarietà per incontrare la coesistenza di ciò che è molto alto e ciò che è molto basso, ibrida questi posizionamenti per proporre un design non solo per tutti ma da tutti digeribile, restando sulla superficie. L’interdisciplinarità di Perversi e Pagani li rende ricercati perché si inseriscono contenuti nei dettagli di un oggetto, che regala “quell’attenzione in più a farlo congiungere con un involucro più grande”, quindi integrarlo in una collezione o in un ambiente, unendo tutte le informazioni che un architetto ha dell’insieme. Inoltre esiste nei loro lavori una interscambiabilità, una logica di destinazione d’uso non fissa: i prodotti non sono mai tipicamente da casa o esclusivamente da ufficio.

L’organizzazione del lavoro all’interno dello studio dipende molto dal tipo di commissione, non c’è come atrove una ricerca strategica del cliente perchè di solito sono le aziende a ricercare i progetti degli architetti, conoscendo il loro operato e i valori su cui si basa. Per alcune commissioni molto impegnative ci si avvale di collaboratori a progetto, con una delega all’esterno in altri casi. Il disegno vero e proprio, la sua analisi e le scelte complessive vengono sempre effettuati dai due soci. Il brief che proviene dall’azienda ha più spesso caratteristica di suggerimento su alcuni temi, come la ricerca di nuove fonti luminose, ma lascia libertà ai progettisti. Meno spesso si fanno ricerche a monte su possibilità di produzione e in seguito si interpella la ditta potenzialmente interessata; e’ sempre comunque viva l’intenzione di fare combaciare i propri valori con quelli del marchio.

Chiediamo a quali progetti di design siano particolarmente legati e vediamo alle nostre spalle Hook System, con cui vinsero il compasso d’oro nel 1987. Si tratta di una libreria congancio autoportante, di cui capiamo in pochi gesti la portata innovativa della sua versatilità, soprattutto in un ambiente sensibile di periodici spostamenti di oggetti e documenti come l’ufficio.

Ppie-design Pagani e Perversi per Vanini

Ppie-design Pagani e Perversi per Vanini

Notiamo sul tavolo una parte del posacenere Ppie con il marchio Rcs, prodotto da Vanini: oltre ad essere un’idea originale ben rappresenta gli anni delle grandi redazioni, delle aziende strutturate degli ultimi anni ottanta, sebbene la sua forma lo può portare ai nostri giorni, non si può più fumare in riunione, trasformandolo in un portamatite. Ci riporta agli anni di grande sviluppo e attività perchè l’oggetto è un simbolo stesso di tutto questo attraverso la sua forma, un ingranaggio, scomponibile in sei pezzi.

Sempre per questo ambiente nasce il tavolo da riunione Flipper per Unifor, altro Compasso d’Oro nel 1998. Possiamo parlare di home office, in quanto emblema della leggerezza e della possibilità di trasformazione da un ambiente all’altro. Questo si profila come un tema, quello dell’ufficio leggero, che torna in questi anni ad essere attuale dato lo stile di vita a cui ci siamo abituati, a vivere il lavoro come parte integrante della vita quotidiana. L’idea che Pagani e Perversi portano avanti dalla fine degli anni ottanta matura in effetti ora nella loro interpretazione del modo di far convivere nello spazio la vita privata con quella lavorativa, per loro è facile immaginare un modello che sia utile per la casa o per uno studio cambiando solo le finiture, o le misure.

I soci considerano di aver raggiunto la maturità nell’ambito dell’industrial design con il gruppo Flos e con Poltrona Frau: Eos con il divano e il sistema di sedute, pouf a tavolini da salotto, del 2000-2001. Qui notiamo come l’aspetto della luce non esaurisce la loro creatività ma si applica con la stessa mentalità trasversale, in linea con quell’idea di ufficio leggero, al furniture design. Qui come altrove è nell’approccio progettuale la nota più alta quella della versatilità e flessibilità degli oggetti nella vita di ogni giorno.

Altro modello da ricordare, centrato nella vocazione all’illuminazione, è la lampada Thor (2000) per Fontana Arte da appoggio e da parete, in vetro soffiato bianco opale. Prova come si predilige la progettazione di prodotti che durino molto, nella media odierna significa dai cinque anni in su, per questioni di persistenza d’immagine sulle mode e sullo styling.

Saily Lamp

Saily Lamp / Pagani – Perversi

Tra i lavori più recenti sono molto interessanti dal punto di vista dei materiali le lampade Saily, prodotte in serie a led da Skitsch. Nella parte esterna sono in Nomex, un materiale ignifugo della Dupont, lo stesso usato per gli avvolgimenti dei cavi elettrici. Il concept rimanda alla tenerezza del gioco infantile, povero e semplice elemento di protezione come la barchetta o il cappello del muratore. Dopo Saily con le stesse caratteristiche vediamo ancheP-Jet, sempre a led, che ricalca la forma dell’aeroplanino di carta. Queste due creazioni rappresentano solo una prima parte di progetto per Skitsch nel catalogo del 2011, il brand acquisito da Hub Design. Vocazione di Skitch è sempre il gioco pop della forma accompagnato alla ricerca tecnologica avanzata sui materiali, anch’essi alla ricerca di leggerezza nell’innovazione. per il brand Pagani e Perversi disegnano anche il tavolo Pang (2009), sempre in linea con la versatilità ricercata, adattabile a tavolo da ping pong o nell’uso comune, e il letto-panca Forrest (2009). Ci mostrano anche le lampade in rete di tessuto metallico Net sia da appoggio che in sospensione, alcune autoalimentate,compatibili a led.

Impossibile non notare in studio la poltrona Ilar-i prodotta da Domodinamica nel 2008. E’ un sistema di sedute accostate che unite creano un’isola. Prese singolarmente evocano i totem tribali africani, ma il materiale le rende contemporanee, sono in poliuretano espanso ignifugo con struttura interna in acciaio, qui rivestite in pelle colorata, si trovano anche in tessuto.

lampada Superstar, design Pagani e Perversi per Slamp

lampada Superstar, design Pagani e Perversi per Slamp

Sempre sulla strada dei materiali protagonisti di innovazione e stile parliamo della lampada Superstar ( 2012), prodotta dalla ditta Slamp in Lentiflex e Iridescent Polycarbonate, che riflette la luce come un cristallo, al quale si rimanda anche nella forma di icosaedro. La lampada è a basso consumo energetico e attaccata al cavo con calamita.


Unicità e qualità di un prodotto sono date per Pagani e Perversi dall’unione di artigianalità, ricerca e tecnologia. In tal senso si inserisce la collaborazione recente, nel
2013, con la collezione di arredi Nodo per Natura e Design, dove la tradizione artigianale e l’attenzione ai dettagli si unisce all’ecosostenibilità di realizzazione e produzione.

Eiffel, design Perversi e Pagani per Hub DesignEiffel, design Perversi e Pagani per Hub Design

Sono in produzione, e verranno presentati al Salone del Mobile 2015 i tavoli reclinabili metallici, molto leggeri e con il profilo del piano a coda di rondine Eiffel, prodotti da Hub Design, azienda che fa vivere insieme i marchi Skitch e Baleri Italia nella vocazione di coniugare estetica e avanguardia tecnologica. Saranno in fiera nel padiglione 16 presso lo stand E 35.

Michela Ongaretti

Stilnovo-Lucetta design Cini Boeri, 1970

Il rilancio di Stilnovo. Apparecchi luce del Passato nel Futuro

Il rilancio di Stilnovo: Apparecchi luce del Passato nel Futuro

Il marchio made in Italy Stilnovo ha messo nuovamente in produzione i progetti classici, quelli che hanno fatto la storia del design dell’illuminazione dal dopoguerra agli anni settanta. In occasione di questa eccezionale riedizione i suoi protagonisti hanno incontrato il pubblico martedì 17 febbraio 2015 presso la galleria Carla Sozzani. Modelli come Periscopio, Manifesto, Nuvola, Multipla, Bridge, Topo, Lampiatta, Lucetta fino ai sistemi Trepiù e Gomito rappresentano un nuovo punto di partenza per il rilancio dell’azienda, resa possibile grazie ad un team di imprenditori interessati a produrre icone che abbiano un valore attuale nel rispetto del loro disegno originale, confidando nella collaborazione di artigiani capaci di portare nel futuro le competenze della tradizione.

 

stilnovo-packaging e logoStilnovo – packaging e logo

 

Non sono oggetti destinati all’ammirazione ma all’utilizzo concreto, attraverso un possibile e studiatissimo adeguamento tecnologico.

Lo storico e critico del design Decio G. R. Carugati ha introdotto e moderato gli interventi dei grandi progettisti superstiti come Cini Boeri, Antonio Macchi Cassia, Paolo Lomazzi e Donato D’Urbino, o di loro rappresentanti e portavoce come Giovanna Castiglioni della Fondazione Achille Castiglioni, Lorenzo Facchini per Corrado Aroldi dello Studio MA2A e Ignazia Favata dello studio Joe Colombo. Erano presenti, a quello che si è rivelato un confronto sul futuro del design e della poetica del contemporaneo per il marchio, anche il sociologo Francesco Morace, gli architetti Ivana Porfiri e Danilo Premoli, i designer Paolo Ulian Valerio Cometti
.

Stilnovo- Triedro a parete. design Joe Colombo 1970Stilnovo – Triedro a parete. design Joe Colombo 1970

Fondamentale per la comprensione delle logiche e delle problematiche è stato il contributo del neo costituito comitato scientifico di Stilnovo, rappresentato da Massimo Anselmi, Roberto Fiorato, Franco Pagliarini, Francesco Morace, Danilo Premoli, Andrea Cucci e Decio Carugati. Sempre esemplificativo della missione alla quale Stilnovo si sta dedicando, questo team ha creato il Manifesto in dieci punti per enunciare le linee guida e criteri utili alle imminenti realizzazioni, cercando di definire quale siano gli elementi di identità del marchio.

Primo punto: il nome dell’azienda. Si rivolge al futuro memore di un passato di eccellenza, che richiama altri esempi italiani come il Dolce Stilnovo dantesco: come quest’ultimo fu in letteratura propulsivo di una rinascita, nella letteratura e nella lingua, così questo Stilnovo rivela una intenzione di concretizzare progetti che hanno presentato, presentano e presenteranno, un’evoluzione configurale del modo di intendere lo spazio e la funzionalità della luce, restando all’interno di quelle dinamiche di grazia ed eleganza tipiche dell’essenza italiana.

Il secondo punto parla di riappropriazione dei progetti storici come esempi tra invenzione del design e innovazione imprenditoriale versatile.

Stilnovo-Lucetta da tavolo, design Cini Boeri, 1970

Stilnovo – Lucetta da tavolo, design Cini Boeri, 1970

 

Terzo punto: l’intento della riedizione dei classici è dimostrare che esiste una continuità. Un filo rosso unisce le generazioni dei pionieri e maestri (Aulenti, Colombo, De Pas, D’Urbino, Lomazzi, Sottsass…), a quella degli eredi, e questo collegamento vive nella ricerca di qualcosa che vada oltre la decorazione, in un riconoscimento del valore innovativo del progetto storicizzato, ma che oggi è riconosciuto ancora come un’idea con una funzionalità che ha tutt’ora lo stesso senso immediato della creazione unica, di un modo di disegnare lo spazio con la luce. Questo intento è quindi culturale con una vocazione commerciale al contempo.

Al quarto punto troviamo una riflessione sul tema dell’invenzione, intesa come unione tra tecnologia ed estetica, ingegno e semplicità, favorendo nuovi designer per nuove durevoli idee.

Quinta parola chiave è la practical grace del design italiano: eccellenza dei materiali, alta qualità delle finiture e dei dettagli per creare prodotti innovativi nell’illuminotecnica.

Al sesto punto c’è la volontà di creare una collezione sostenuta da una mostra itinerante in territori interessati allo stile di casa nostra come il Brasile, la Russia e l’Asia in generale, e al settimo l’impegno nell’istruzione e nell’orientamento dei giovani attraverso convegni in tutto il mondo, supportati da enti formativi come le Università.

L’ottava idea è quella di approfondire le tematiche tra analogico e digitale al fine di ampliare le possibilità di realizzazione progettuale. Al nono punto si dichiara la volontà di Stilnovo di essere un laboratorio avanzato di idee e stimoli dall’Italia in comunicazione attiva con la dimensione internazionale. Infine che ogni singolo prodotto sia espressione di un design thinking generato sia dalla conoscenza che dall’esperienza. Ancora una volta novità e tradizione.

Stilnovo-Lampiatta tavolo. design De Pas D'Urbino Lomazzi, 1971

Stilnovo – Lampiatta tavolo. design De Pas D’Urbino Lomazzi, 1971

 

L’eleganza progettuale nel mantenere un rigore, una linea unita ad un alto livello di funzionalità, ha dovuto lottare per imporsi, o quanto meno per sopravvivere nella nicchia dell’eccellenza made in Italy. Il comitato scientifico intende valorizzare il grande patrimonio culturale dei pezzi “iconici”, per coinvolgere le nuove leve del design italiano e internazionale nella collaborazione con gli artigiani, ma anche nella convinzione che esista una grande possibilità di rilancio commerciale, garantendo sempre un prodotto 100% Made in Italy.

Stilnovo fu fondata a Milano nel 1946 da Bruno Gatta. E’ stata per decenni una realtà guida nel panorama del design di lampade. Si è interessata al marchio la rivista Domus, che la associa indissolubilmente ai nomi più prestigiosi come Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Joe Colombo, Danilo e Corrado Aroldi, Roberto Beretta, Antonio Macchi Cassia, lo studio De Pas D’Urbino Lomazzi, Ettore Sottsass, Cini Boeri, Gae Aulenti, che progettano per Stilnovo pezzi memorabili e intramontabili; il racconto di questa avventura nel design parte proprio da quel momento. In che situazione si trovava allora il nostro paese, e nello specifico la città di Milano? Giovanna Castiglioni ci riporta al 1958, quando ancora in città si conviveva con le macerie. Era necessario ripristinare la vita lavorativa anche con l’architettura: impostare gli interni e quindi le illuminazioni. Quello che si stava consumando era il “disordine invasivo della ricostruzione non programmata”: su questo terreno i Castiglioni volevano imporre un rigore progettuale, la loro voglia di sperimentare e investire, creare bandi di concorso per la selezione dei progetti.

Nasceva la lampada SALISCENDI, destinata alla Camera di Commercio, affidata nella sua costruzione al laboratorio Stilnovo. Si tratta del caso esemplare per questo progetto di riedizione, nella enunciazione dell’assunto tecnologico che deve necessariamente adeguarsi ai tempi. La cosa più difficile è stato inserirsi in una dimensione profondamente mutata nel settore esecutivo italiano, la difficoltà di trovare chi potesse riprodurre il modello, data la progressiva chiusura di laboratori artigianali, quelli che hanno conservato la tradizione tecnica e operativa.

Stilnovo- Bauletto rosso nero, design Ettore Sottsas, 1977

Stilnovo – Bauletto rosso nero, design Ettore Sottsas, 1977

Questo e gli altri modelli storici sono stati esempi eccellenti di una catena produttiva che soddisfò differenti forme d’uso, locali pubblici o interni privati, e di una scelta coraggiosa e innovativa nei materiali, che oggi saranno presenti sul mercato con un’arricchita gamma e in colori diversi. Le problematiche incontrate sono state simili a quelle di Saliscendi.

Lucetta, design Cini Boeri, 1970, verrà prodotta con materiali nuovi che creano effetti di luce diversi a seconda del colore di rivestimento del corpo, originariamente bianco. Lo stampo originale non esisteva più ed il modello è stato quindi ricostruito dall’analisi diretta di un pezzo originale, di proprietà di Cini Boeri.

Per Triedro e Topo. design di Joe Colombo, 1970, Ignazia Favata ha fornito i disegni tecnici originali per formulare corrette basi di lavorazione ai consulenti, Franco Pagliarini e Roberto Fiorato, essi sono stati indispensabili, data la perdita degli stampi industriali.

Fante, design De Pas D’urbino Lomazzi, 1970. Modello più che mai bisognoso di trovare tecnologie nuove: le fonti luminose dell’epoca sono ormai fuori mercato, così Paolo Lomazzi che ha aggiornato l’estetica con una lampadina alternativa.

Per Lampiatta, design De Pas D’urbino Lomazzi, 1971, la nuova produzione nasce dall’analisi di parti orgiginali e grazie alla memoria straordinaria dei designer, persino inassenza dei disegni tecnici originali, ricostruita in quasi tutte le versioni d’epoca.

Valigia. design Ettore Sottsass, 1977. L’idea di partenza è semplicemente una lamiera piegata, quindi molto semplice e senza particolari problemi di produzione, ma per la mancanza di disegni originali è stato fondamentale il contributo di Barbara Radice Sottsass.

Stilnovo. Catalogo e allestimento Gravita,design Antonio Macchi Cassia, 1969

Gravita. design Antonio Macchi Cassia, 1969. Solo grazie alle moderne tecnologie, magneti molto più piccoli per tenere unite le due sfere a luce una orientata e l’altra diffusa, e alla consulenza di artigiani e si può oggi produrre e distribuire. Lodevole la tenacia del designer, che finalmente non vedrà soltanto il prototipo.

Periscopio. design Danilo e Corrado Aroldi, 1967. Presenta oggi un aspetto inedito nella scelta forzata, di una nuova lampadina al posto dell’originaria Cornalux, soluzione trovata grazie a Corrado Aroldi in sinergia con Franco Pagliarini. Ci piace concludere ricordando che il MoMa di New York chiese in prestito il prototipo per una mostra permanente sul Design.

Michela Ongaretti