i disegni sott'acqua di Marcello Carrà

Carta per l’Arte con WOPART- Work on Paper Art Fair. La seconda volta a Lugano

Carta Canta a Lugano, in esposizione per quattro giorni, accompagnata da incontri e approfondimenti. E’ terminata ieri la seconda edizione di WOPART – Work on Paper Art Fair, la fiera internazionale, ma con una massiva presenza di gallerie italiane, dedicata unicamente ad opere realizzate su supporto cartaceo.

 

Capolavori optical a Lugano con Wopart

Carta per l’Arte con WOPART, Optical. Ph. Sofia Obracaj

 

Ricomincia la stagione.

Artscore che predilige opere dove sia presente ed evidente la linea del disegno, non può non amare la carta e mancare al Centro Esposizioni di Lugano per la manifestazione diretta da Luigi Belluzzi. Il comitato scientifico presieduto da Giandomenico Di Marzio e Paolo Manazza, ha selezionato 75 gallerie che in generale, già dal comunicato stampa era chiaro, non manifestano qui grande attenzione verso l’arte giovane, ma si concentrano sull’arte antica e sui grandi nomi del Novecento. Qualcosa che proviene dalla creatività viva e vegeta di artisti under 50 ci è  però rimasto impresso, e ci auguriamo di sentir parlare ancora di loro dopo questo breve resoconto.

 

In visita a Wop tra Picasso e Mirò

Carta per l’Arte con WOPART- Tra Picasso e Mirò. ph. Sofia Obracaj

 

Lo sguardo attraversa in senso trasversale le epoche e le tecniche ma si possono individuare delle categorie per delineare un percorso di queste opere su carta: disegno antico (vediamo  Guercino, Salvator Rosa, Giuseppe Maria Crespi con Pandora OM & Salaxa sa per fare alcuni esempi), stampa moderna (dal Vesuvio di Andy Warhol con l’italiana AICA Andrea Ingenito Contemporary Art,  Karel Appel), libro d’artista (di artisti storicizzati come Enrico Baj, Giulio Paolini, Emilio Isgrò in fiera anche con l’installazione di dieci serigrafie “Storie Rosse”) dalle collezioni del Museo Pecci di Prato,  fotografia d’autore (Ai Wei Wei, Mario Cresci, Edward Quinn), e quella italiana d’avanguardia della collezione Prelz, alcuni acquerelli tra ottocento e novecento da Pierre August Renoir, Fernand Leger, Francis Picabia presente anche con carte disegnate (ancora Pandora), Giorgio Morandi, presenti anche le sue più rappresentative acqueforti, stampe orientali.

 

Stampa d'arte. Andy Wahrol a WOP

Carta per l’Arte con WOPART-Stampa d’arte di Andy Warhol, ph. Sofia Obracaj

 

Infine, quello che speravamo di vedere, l’interpretazione della carta di artisti moderni contemporanei, dai disegni preparatori di opere più complesse (Christo con Vitart Modern and Contemporary), alle carte poco note sulle quali liberamente esprimere una vena grafica alternativa alla pittorica, a chi sulla carta ha costruito la propria tecnica e poetica (Omar Galliani con Scripta Maneant di Bologna, Carol Rama); dagli inizi del novecento (Gustav Klimt con Ia galleria Il castello, Pablo Picasso, Joan Mirò sempre con Vitart), alla ricerca dagli anni sessanta di casa nostra (Bruno Munari,, Mario Merz, Francesco Clemente, Rodolfo Aricò e Giuseppe Spagnulo con la milanese Grossetti Arte), ed internazionale (Joseph Kosuth (Lia Rumma di Napoli), Alex Katz ( la svizzera e milanese Galleria Monica De Cardenas), Botero ancora con Il Castello.

WOP. Disegno su carta di Christo

Carta per l’Arte con WOPART- Disegno di Christo in fiera con Vitart Modern e Contemporary Art

Rosso Isgrò a WOPART.

Carta per l’Arte con WOPART. Emilio Isgrò ,“Storie Rosse”, installazione di dieci serigrafie. ph. Sofia Obracaj

 

Le opere d’arte su carta rappresentano una nicchia assai dinamica all’interno del mercato, stanno negli ultimi anni conquistando infatti un interesse sempre maggiore da parte del pubblico, dei critici, ma soprattutto dei collezionisti. Il motivo può stare nella relativa accessibilità, comprare un pezzo su carta di un artista acclamato costa molto meno di un dipinto, quindi ampliando il numero di persone che possono portare a casa un’opera, ma anche nella maggiore varietà dell’offerta rispetto al passato: oltre alla rivalutazione della stampa d’arte che aveva subito una forte crisi anche in relazione al concetto di autenticità, si considera parte di esse la sempre più popolare e richiesta fotografia.

 

Arte su Carta a Lugano. WOP 2017

WOP. Works on Paper Art Fair a Lugano. In visita, ph. Sofia Obracaj

 

L’opinione di Artscore è sarebbe bene terrebbe separata quest’ultima disciplina dal disegno o dalla grafica, perchè le aspettative e le motivazioni all’acquisizione sono diverse e il lavoro sul supporto non è ciò che fa differire molto una foto dall’altra come invece avviene nelle altre discipline artistiche. Ma questa è un’altra storia sulla quale ci soffermeremo in altra sede; qui a WOP tra i lavori su carta c’è anche la foto che non ha destato in noi un interesse tale da inserirla nei nostri highlights.

 

La galleria carte Scoperte con opere giapponesi

Carta per l’Arte con WOPART-Lo stand della galleria milanese Carte Scoperte, ph. Sofia Obracaj

 

Parlando di opere d’arte su carta, escludendo per un momento l’incisione e la fotografia, un’ulteriore ragione di prezzo più basso sta nel fatto che spesso parliamo di opere preparatorie a lavori pittorici, e che quindi non hanno la stessa significativa compiutezza e dimensione, sono parziali rispetto ad un progetto e alla sua adesione ad una poetica e ad uno stile. Quello che vorremmo vedere sempre più invece sono opere nate con la carta e sulla carta, sperimentando le sue potenzialità materiche, deformando o valorizzando la sua natura per entrare a pieno titolo nella ricerca di un artista in maniera schietta, evidente. Non opere preparatorie ma opere finite sulla carta o con la carta. Qualche esempio di abitante del nostro mondo ideale lo abbiamo incontrato anche a Lugano lo scorso fine settimana.

 

Varietà delle opere su carta a Wop. Lugano 2017

Carta per l’Arte con WOPART-Foto, disegni e sculture in carta, ph. Sofia Obracaj

 

Tra le meraviglie dei grandi artisti citiamo la Galleria d’Arte Maggiore Gam di Bologna con acqueforti e acquerelli di Giorgio Morandi, in vendita anche il volume in edizione numerata a cento con le copie di tutte le incisioni fino al 1957 e una originale di quell’anno, inoltre uno splendido disegno di un cavaliere di Marino Marini.

 

Giorgio Morandi presentato dalla galleria a WOP, Lugano 2017

Carta per l’Arte con WOPART-la Galleria d’Arte Maggiore Gam di Bologna presenta le incisioni di Giorgio Morandi, ph. Sofia Obracaj

 

Un olio su carta di Luca Giordano della fine del seicento, per un valore molto basso pensando ad epoca ed artista, era in fiera con Pandora OM & Salaxa sa di New York, mentre abbiamo osservato da vicino gli acquerelli di Carol Rama grazie a De Primi Fine Art ( Lugano).

 

Disegno a pennarello e tempera di Carol Rama, Wop, Lugano

Carta per l’Arte con WOPART. Carol Rama, Senza Titolo, 1980 courtesy De Primi Fine Art

 

Il curatore di Vitart Modern and Contemporary sempre di Lugano ci ha istruiti su come il mercato della carta sia molto più prospero in Francia, e sulle difficoltà a rendere visibili i disegni in musei pubblici, a causa della deteriorabilità del materiale, ma soprattutto ci ha fatto spalancare gli occhi di fronte a Mirò, un preziosissimo Picasso e uno strepitoso disegno del progetto di land art per il Pont Neuf di Parigi, ovviamente di Christo.

 

Galleria Richard Saltoun, particolare di un lavoro dell'astrattista Greta Shodl

Carta per l’Arte con WOPART- particolare di un’opera di Greta Shodl, galleria Richard Saltoun.

 

Richard Saltoun (Londra) oltre al contemporaneo Penone, a litografie e un dipinto di Francis Picabia della serie “Le spagnole”, mostra le tecniche miste su carta delle pittrici astrattiste Bice Lazzari, Pia Pizzo, aderente alla corrente di Arte Concreta, e  della purtroppo poco nota Greta Shödl; Lia Rumma (Napoli) presenta il disegni preparatori per gli stencil di un progetto romano di Kentridge. Indimenticabile Mimmo Paladino esposto da Mimmo Scognamiglio (Milano).

 

Foto di Mario Cresci presso la fiera di arte su carta WOP a Lugano, 2017

Carta per l’Arte con WOPART, Fotografie di Mario Cresci nello stand della galleria Brunelli, ph. Sofia Obracaj

 

Lasciamo per ultime, non certo in ordine di importanza le gallerie Monica de Cardenas e Maria Livia Brunelli di Ferrara. A loro va il merito di averci presentato artisti affermati accanto ai nomi di giovani di sicuro interesse e potenziale di crescita.

Nello stand di Brunelli accanto alle foto di Mario Cresci e alla giovane fotografa Silvia Camporesi abbiamo subito notato i disegni a bic su carta e…sott’acqua di Marcello Carrà, un memento mori nella tematica, alla base dell’opera nature morte che ricordano il cesto di frutta di Caravaggio o animali, e nella materia lambita da acqua scura come inchiostro, all’interno di una teca rovesciabile che cela con il liquido una metà del disegno sempre diversa a seconda dell’inclinazione. Con ironia, la carta diventa forma e sostanza di una vera e propria installazione, unendo concettuale a figurativo.

 

i disegni sott'acqua di Marcello Carrà

Carta per l’Arte con WOPART. Marcello Carrà, Serie della Vita , Courtesy Maria Livia Brunelli

 

Per Monica De Cardenas è presente il direttore Filippo Percassi che ha spiegato ai giornalisti presenti il pericoloso andamento del collezionismo verso gli aspetti valutativi dell’opera degli ultimi anni, fenomeno che si spera possa rallentare grazie alle proposte delle gallerie stesse, all’intenzione di riportare attenzione verso la qualità. Dalla carta pare aspettarsi un nuovo slancio di interesse, con la scelta coraggiosa di dare spazio non soltanto allo storicizzato, e ben quotato, Alex Katz con  due disegni, ma anche ad artisti giovani come Claudia Losi e Gianluca Di Pasquale. Losi interessante per la sua necessità di manipolare la carta e comporre l’immagine attraverso diversi livelli, ancora una volta per noi apprezzabile per la possibilità dell’idea di entrare nella sfera del materiale, fagocitando e trasformando il suo supporto in componente essenziale e primaria dell’opera.

 

Alex Katz con De Cardenas in fiera a WOP, 2017

Carta per l’Arte con WOPART-Alex Katz, particolare, courtesy galleria Monica De Cardenas

 

Dipinti e disegni antichi per WOP a Lugano 2017

Carta per l’Arte con WOPART-Giovani visitatori incontrano l’arte antica- ph. Sofia Obracaj

 

All’uscita lo sguardo si fissa su un’opera che a prima vista nulla ha a che vedere con le opere d’arte. L’auto in esposizione di Tesla, la società americana che realizza lussuosi mezzi di trasporto al 100% elettrici. Certo per pochi dato il costo, ci interessa perché i suoi due motori hanno sviluppato un’idea vecchia più di cento anni, nata dalla mente di Nikola Tesla. Dunque era possibile, ma nessuno ha mai reso concreto un concetto geniale ed ecologico. Chissà se fosse stato realizzato anni fa, oggi sarebbe democraticamente presente, anche per chi non ha grandi disponibilità economiche. Il nostro mondo sarebbe diverso se accogliessimo le idee creative, l’innovazione vera da uno sguardo profondo sul reale, esterno o interiore per l’uomo, se non si ragionasse sempre in una logica di ritorno economico immediato, e deciso dall’alto. Forse molte più case conterrebbero opere d’arte, su carta e non, meno costose ma più diffuse, e la Svizzera l’avremmo raggiunta senza benzina inquinante, con l’energia che regala la Terra.

Michela Ongaretti

 

Filippo De Pisis_Composizione (Pagliaccio) 1916

Carta per l’Arte con WOPART. Il mondo di Filippo De Pisis, su carta, 1916, courtesy Galleria d’Arte Matteotti

 

WOP a Lugano, tra disegni e incisioni

Carta per l’Arte con WOPART-Di Marzio presenta la fiera ai giornalisti, ph. Sofia Obracaj

 

WOPART, Paolo Manazza in fiera

Carta per l’Arte con WOPART, Paolo Manazza accoglie la stampa, ph. Sofia Obracaj

 

Incisioni antiche a WOPART 2017

Carta per l’Arte con WOPART-Visitatori osservano le incisioni in mostra, ph. Sofia Obracaj

 

 

 

Una donna veste un kimono tra le instalazioni di Casa Gifu alla MDW2017

Forza e leggerezza di Casa Gifu con Atelier Oï. Fuorisalone 2017 da Amy D

Il Giappone del design internazionale, insieme al lavoro artigianale della tradizione di Seki, nella regione di Gifu. Installazioni, scenografie, coltelli e katane, insieme al design puro degli arredi. Tutto questo lo trovate durante il Fuorisalone 2017 presso la Galleria Amy D, con Casa Gifu II dello studio di architettura svizzero Atelier Oï.

 

Particolari costitutivi del Minoshi Garden alla mostra Casa Gifu alla MDW2017

Atelier Oï alla galleria Amy D. Fuorisalone 2017 con Casa Gifu. Particolari costitutivi in primo piano dell’allestimento Minoshi Garden, ph. Giovanni Manzoni Piazzalunga

 

Il progetto nasce dalla partnership di Atelier Oï con il governo della provincia di Gifu nel Giappone centrale, e intende valorizzare le risorse uniche delle maestranze artigianali della zona, di antichissima tradizione, attraverso un format creato appositamente per il Fuorisalone di Milano. Non si limita alla salvaguardia delle conoscenze tramandate da generazioni ma si basa sul mutuo e profondo scambio tra manualità e know how artistico e scientifico antico e moderno, cercando dare una luce nuova alle numerose e ancora vive manifatture giapponesi.

 

Una donna veste un kimono tra le instalazioni di Casa Gifu alla MDW2017

Atelier Oï alla galleria Amy D. Fuorisalone 2017 con Casa Gifu. In kimono tra le installazioni, ph. Giovanni Manzoni Piazzalunga

 

E’ quindi per il secondo anno che Amy D Arte Spazio ospita CASA GIFU , la dimora giapponese ricollocata in maniera effimera nel Brera Design District. Nella galleria di via Lovanio si terrà l’esposizione principale a cura di Atelier Oï che non sarà l’unica: sono infatti ad essa collegate le presenze dello studio giapponese in diverse sedi in città, come Palazzo Bocconi con Louis Vuitton, Artemide in Corso Monforte, l’hotel Four Seasons di via Gesù, e la Posteria di via Sacchi con Laufen Bathrooms. Fuorisalone ma anche Salone del Mobile di cui segnaliamo, sempre con Artemide, la partecipazione di Atelier Oï ad Euroluce 2017, con i gifoï di Hida Sangyo e ancora con scenografie per Usm e Passioni Nature.

L’imprinting scientifico della galleria ancora una volta non ci delude. e per chi varcherà la sua soglia ad aspettarlo ci saranno realizzazioni nate dallo studio approfondito di materiali e tecniche costruttive, con quell’eleganza formale tipica del paese del Sol Levante.

 

Manifattura giapponese alla mostra Casa Gifu alla MDW2017

Atelier Oï alla galleria Amy D. Fuorisalone 2017 con Casa Gifu. Coltelli giapponesi

 

Dopo aver esplorato nel 2016 una delle più antiche e raffinate produzioni di carta della regione di Mino,  e i lavori in legno di cedro originari di Takayama, nel 2017 la selezione verterà sul know how di Seki, oasi industriale e artigianale con l’acciaio delle sue lame, leggendarie in tutto il mondo per il loro potere tagliente e la loro resistenza. Per questo è presentata da Amy D Arte Studio una selezione di coltelli, taglierini e altri strumenti per tagliare oggetti, tessuti e alimenti, insieme ai componenti per la loro produzione che utilizza elementi tradizionali tramandati da generazioni lontane. Insieme ad essi potremo vedere una piccola collezione di pezzi storici tra cui le leggendarie katane. Sono esemplificati in 18 differenti manifatture ma il pezzo forte è  dei nostri giorni: si tratta della katana Honsekito disegnata dall’Atelier realizzata grazie ad una delle aziende artigiane più antiche di Gifu, il cui maestro rappresenta la ventiseiesima generazione della sua “casta”, è quindi utile a ricordare ed enfatizzare la portata della tradizione nella tecnico costruttiva contemporanea.

 

Una katana tradizionale alla mostra Casa Gifu alla MDW2017

Atelier Oï alla galleria Amy D. Fuorisalone 2017 con Casa Gifu e le katane tradizionali, ph. Giovanni Manzoni Piazzalunga

 

Questo lavoro sottolinea anche la vocazione alla trasversalità delle discipline che possono essere coinvolte nel design contemporaneo, al rapporto stretto con la materia e allo spirito di squadra di chi accoglie nel progetto competenze internazionali, peculiari di una storia, di una cultura materiale differente da quella dei designer che raccolgono quindi stimoli lontani nello spazio, ma anche nel tempo. La sperimentazione per Atelier Oï nasce da un rapporto intuitivo ed emozionale nella lavorazione di materiali diversi, coltivando le loro potenzialità nell’ottica dell’eccellenza locale per recuperare una conoscenza e per connetterla alle necessità progettuali: si parla la lingua di chi sa utilizzare al meglio una tecnica costruttiva magari applicandola a un diverso contesto, a un diverso prodotto.

 

Mobili e lampade di casa Gifu da Amy D

Fuorisalone 2017 da Amy D con Atelier Oï. Tavolo e sedie, lampade, piccole installazioni di Casa Gifu- Tutto ispirato alla carta giapponese.

 

E’ Seguendo questa logica che viene esplorato ancora una volta il mondo della carta: dalla conoscenza e rispetto per la sua creazione nasce una valorizzazione dell’effetto peculiare applicato all’interior design.  Atelier Oï ragiona in senso estetico sui processi quando declina l’antica tecnica di piegare la carta alla costruzione e al montaggio di mobili come tavoli e sedie, dal legno di diversi colori, ma notiamo come si possa avvicinare ancor più al recupero della tradizione con la sua eleganza formale alla vista del Minoshi Garden di Thomas Merlo & Partner (sempre in collaborazione con Atelier Oï), vincitore della scorsa edizione della Biennale d’Architettura a Venezia.  

 

Particolare del Minoshi Garden alla mostra Casa Gifu alla MDW2017

Atelier Oï alla galleria Amy D. Fuorisalone 2017 con Casa Gifu. Particolare dell’allestimento Minoshi Garden, ph. Giovanni Manzoni Piazzalunga

 

In una stanza intrisa di essenze, per suggerire un’atmosfera soave e rarefatta, troviamo pendere dal soffitto una perfetta struttura modulare realizzata dalle manifatture giapponesi come una scenografia movibile dal vento, toccata dalla sensibilità artistica e delicata della composizione generale e realizzata nei suoi diversi elementi dalla carta semi-industriale Molza, ispirata alle manifatture artigianali di carta Washi di 1300 anni fa. L’allestimento si completa con degli specchi circolari che potenziano l’aspetto visivo dell’insieme delle numerose forme leggere e bianchissime; viste dal basso sembrano farfalle o piccoli uccellini in volo corale, che rivelano l’intenzione di catturare un momento nella Natura del Giappone. L’installazione sperimentale inoltre è stata progettata per poter essere facilmente ricostituita nella serie di altri progetti futuri con Casa Gifu.

 

Installazioni mobili con Casa Gifu. Fuorisalaone da Amy D

Fuorisalone 2017 alla galleria Amy D. Le installazioni mobili di Atelier Oï , ph Giovanni Manzoni Piazzalunga

 

Come il giardino sospeso può essere vissuto personalmente a seconda del percorso con cui si intende entrare nel suo spazio, con effetti diversi a seconda della posizione dello spettatore. Così dalla parte opposta della galleria, superata l’esposizione di lame dove si può assistere alla performance, in abito  tradizionale giapponese, di estrazione e fendente con Katana, sono in esposizione scenografie mobili azionabili con semplici gesti.

 

Atelier Oï per la MDW 2017 con Casa Gifu II

Atelier Oï con Casa Gifu II per il Fuorisalone 2017. La gallerista Annamaria D’Ambrosio prova un’installazione, ph. Giovanni Manzoni Piazzalunga

 

Sono ruote in carta con la struttura portante in legno che ricordano degli ombrellini orientali visti dall’alto quando sono aperti, ma sono anche parte di un marchingegno complesso costituito da tiranti e carrucole che permettono, mediante una leva in legno e grazie alla loro leggerezza, di essere sollevate una ad una per poi riscendere verso il basso, lentamente e con una veloce rotazione su se stesse.

 

I fondatori svizzeri di Atelier Oï

Fuorisalone 2017 alla galleria Amy D. con Casa Gifu. Aebi Aurel, Louis Armand, Reymond Patrick, i fondatori di Atelier Oï ©Joël von Allmen

 

Atelier Oï è stato costituito da 1991 a La Neuveville in Svizzera dai fondatori Aurel Aebi, Armand Louis e Patrick Reymond; da allora  ha ricevuto diversi riconoscimenti a livello internazionale per progetti di architettura, interior design,  design di prodotto e scenografia. Sempre dedicato a scambi culturali ed eventi creativi, ha firmato prodotti per Artemide, B&B Italia, Bulgari, Danese, Foscarini, Lasvit, Louis Vuitton, Moroso, Parachilna, Pringle of Scotland, Rimowa, USM, Victorinox e Zanotta.

Le aziende manifatturiere coinvolte nella presentazione al Fuorisalone 2017 di coltelleria sono: G.Sakai, Hasegawa Cutlery, Hattori Cutting Tools, Kai Industries, Kimura Cutlery, Kitasho, Marusho Industry, Mitsuboshi Cutlery, Nikken Cutlery, Ohzawa Swords, Sanshu Knife, Satake Cutlery Mfg, Sekikanetsugu Cutlery, Shizu Hamono, Sumikama Cutlery Mfg, Top Products, Yaxell and Yoshiharu Cutlery.

Da vedere: per la leggerezza e la forza della tradizione giapponese nel design contemporaneo.

Michela Ongaretti

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Metroquadro presenta Nicola Malnato

SetUp Contemporary Art Fair 2017. Week end d’Arte Contemporanea a Bologna.

Mancano pochi giorni alla quinta edizione di SetUp Contemporary Art Fair.

Dal 27 al 29 gennaio Artscore si potrà avventurare nelle sale dell’Autostazione dedicate alla manifestazione in piazza XX settembre a Bologna. L’apertura in fascia serale, dalle ore 17, renderà l’atmosfera ancora più festosa ed informale favorendo l’afflusso di pubblico cittadino. Bologna apre quindi l’art week end di Bologna con SetUp accanto alla più istituzionale ArteFiera: se per la seconda manifestazione l’interesse è più rivolto ai grandi nomi e agli storicizzati, quello che attira dal 2013 SetUp è proprio la presenza di nuove leve, puntando sul qualità e  nuovi stimoli della scena emergente italiana ed internazionale.

Logo e tema di SetUp Contemporary Art fair, edizione 2017

Logo e tema di SetUp Contemporary Art Fair, edizione 2017

 

Per quanto non comprendiamo la denominazione “indipendente”, siamo lieti di ritornare nella città emiliana per le nuove proposte della Fiera d’arte più giovane d’Italia, con il suo format arricchito dai diversi premi collaterali e per un numero di gallerie partecipanti sempre maggiore rispetto alle precedenti edizioni. Nell’edizione 2017 potremo vedere il lavoro di sessanta gallerie, quindici delle quali provenienti dall’estero.

Sul carattere urban style della location abbiamo già avuto modo di esprimerci ritenendola di fascino, è sempre lodevole cambiare la vocazione di un luogo cittadino di passaggio quotidiano soprattutto se è l’Arte ad animarla per un breve periodo, ma la qualità dell’esposizione è limitata nella sua fruibilità, proprio a causa della destinazione d’uso originale ed evidente dell’edificio.

 

SetUp Contemporary Art Fair, DiegoZangirolami, La-veneranda reliquia, CragChionoReiSova ArtGallery

SetUp Contemporary Art Fair, Diego Zangirolami, La veneranda reliquia, per Crag-Chiono Rei Sova ArtGallery

 

Come ogni Fiera d’Arte di rispetto la quinta edizione di SetUp muove la sua selezione a partire da un tema guida che quest’anno le due organizzatrici Simona Gavioli e Alice Zannoni, e il comitato scientifico composto da Silvia Evangelisti e Diego Bergamaschi hanno individuato nell’Equilibrio, esplicitato anche attraverso la sua opposizione. Secondo l’interpretazione di Kierkegaard la mancanza di staticità si rivela motore dell’esistenza perciò “Osare è perdere momentaneamente l’equilibrio, non osare è perdere se stessi”, intento fatto mission per SetUp Contemporary Art fair. La lettura del mondo contemporaneo attraverso l’arte può quindi può manifestarsi nel gioco dialettico complessivo dei diversi esponenti che rendano il valore sia della proporzione, dell’armonia, della simmetria, che dell’eccesso, dinamicità di forze e forme, azione e persino sbilanciamento. L’indagazione secondo queste logiche dovrà riguardare il presente nella condizione economica, sociale, politica, delle relazioni, geografica ma anche fisica, tecnologica, formale e di identità.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Sensi Arte presenta Nicola Bertellotti

SetUp Contemporary Art Fair, Nicola Bertellotti, There mains of the day,  galleria Sensi Arte

 

Set Up ha posto delle domande ben consapevole della estrema eterogeneità delle risposte degli artisti e dei progetti curatoriali presenti: Esiste, perciò, l’equilibrio? Quanto dura? Cosa significa essere in bilico? Ci può essere equilibrio etico? Il progresso è equilibrato? Il libero arbitrio è equilibrato? L’identità di schieramento produce uno sbilanciamento? L’attrazione è un’oscillazione? Come si manifesta? Lo ha fatto perché crede che il fascino della cultura contemporanea stia nella sua contraddizione.

Secondo la vocazione del format questi interrogativi sono posti agli espositori seguendo la logica di far interagire le figure dell’artista, del curatore e del gallerista.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Galleria La Linea presenta Michele Guidarini

SetUp Contemporary Art Fair, Michele Guidarini, Rotten-Jump, Galleria La Linea

 

I progetti esposti sono suddivisi in cinque categorie:Main Section, Solo Show, Drawing the World II, P(I)IGS CAN FLY e S.O.S SetUp Open Space.

La Main Section chiama a proporre un progetto curatoriale con almeno un artista under 35, presentato da un testo critico di un curatore under 35. Riunisce le gallerie italiane ed estere secondo quello che risulta ormai essere un format consolidato di SetUp, spingendo alla massima interazione artista, curatore-critico, gallerista. Insieme a questo artista le gallerie esporranno la loro intera “scuderia” per presentare la propria visione e scelta del mondo artistico contemporaneo.

 

SetUp Contemporary Art Fair, sezione SOS, F05

SetUp Contemporary Art Fair, sezione SOS, Vinz Feel Free, F05

 

In ordine alfabetico vedremo: 3)5 ArteContemporanea (Sipicciano Graffignano – VT), A100 Gallery (Galatina – LE), A-Space gallery (Rheinfelden – Svizzera), Addaya Centre D’Art Contemporani (Maiorca – Spagna), ART and ARS Gallery (Galatina – LE), BBelgravia arte contemporanea (Bologna), BI-BOx Art Space (Biella), BONELLILAB (Canneto sull’Oglio – MN), Cartavetra (Firenze), CASA FALCONIERI Centro di ricerca e sperimentazione (Cagliari), Città dell’Arte (Venezia), CRAG – CHIONO REISOVA ART GALLERY (Torino), Eggers 2.0 Let’s do it together (Torino), Etra Home Gallery (Napoli), exfabbricadellebambole (Milano), Falcinella Fine Art (Mantova), FEDERICO RUI ARTE CONTEMPORANEA (Milano), Galleria B4 (Bologna), Galleria 13 – arte moderna e contemporanea (Reggio Emilia), Galleria 33 (Arezzo), INCREDIBOL – Erika Deák Gallery (Bologna – Budapest), Il Cerchio e Le Gocce (Torino), InConnection Art Center (Orte – VT), ISCULPTURE (San Gimignano – SI), LuxLuxury Group (Bologna-Miami-Dubai – Abu Dhabi-Doha), MARTINA’S GALLERY (Giussano –MB), metroquadro (Torino), MuseoNuovaEra (Bari), PORTANOVA12 (Bologna), SENSI ARTE (Colle Val d’Elsa–SI), spaghettiparty.it (Udine), Spazio Espositivo EContemporary (Trieste), Spazio Lavit (Varese), Stefano Bartoli (Vezzano sul Crostolo –RE), Vibra Spazio contemporaneo di idee (Ravenna), Viridian Artists (New York), VV8 ARTECONTEMPORANEA (Reggio Emilia).

 

SetUp Contemporary Art Fair, Martinas Gallery presenta Stikki Peaches

SetUp Contemporary Art Fair, Stikki Peaches, Martina’s Gallery

 

Solo Show intende presentare i progetti di sei gallerie che mostrano il lavoro di un unico artista, italiane ed internazionali.

Partiamo da lontano con la State of The Art Gallery and Magazine di Clermont (Florida), insieme ad ABC arte Bologna Cultura (BO), ADD-art (Spoleto – PG), Galleria La Linea (Montalcino – SI), STUDIO 38 CONTEMPORARY ART GALLERY (Pistoia), Stefano Bartoli (Vezzano Sul Crostolo – RE).

Le categorie Solo Show e Main Section concorrono per il Premio SetUp, per artisti e i curatori under 35, il vincitore sarà deciso dalla giuria composta dal comitato scientifico unito al Comitato Direttivo, Simona Gavioli e Alice Zannoni.

 

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Stefano Bartoli presenta Alessandra Zini

SetUp Contemporary Art Fair, Alessandra Zini, Atterraggio sulla Terra, galleria Stefano Bartoli

 

Il progetto P(I)IGS CAN FLY a cura di Eleonora Battiston, riunisce cinque realtà internazionali, cinque stati denominati dall’acronimo PIIGS caratterizzati da economie deboli e situazioni di debito pubblico:per riagganciarsi al tema di SetUp 2017, sono luoghi dove è venuto meno l’equilibrio sociale, politico ed economico ripercuotendosi nell’ambito culturale con notevoli tagli economici, ma dove non è mancata continuità nella produzione artistica di alto livello, anche in reazione all’instabilità, generando nuovi contenuti e suggerendo tematiche ad interpretare con nuove visioni la situazione in corso  A Set Up  ecco quindi la Spagna con le gallerie Blanca Soto di Madrid e Artizar di TenerifePortogallo, il Portogallo con Módulo–Centro Difusor de Arte di Lisbona, la Grecia con ALMA GALLERY di Atene,  e l’Irlanda con Steambox Gallery di Dublino.

 

SetUp Contemporary Art Fair, sez. PIIGS, Artizar presenta Jose Luis Serzo

SetUp Contemporary Art Fair, sez. PIIGS, Jose Luis Serzo, Teatrorum-nocturno, galleria Artizar

 

Drawing the World II è la categoria di Mónica Álvarez Careaga, curatrice e direttrice di Drawing Room Madrid, che ha selezionato quattro gallerie di fama internazionale per presentare altrettanti artisti provenienti da paesi diversi, accomunati dalla pratica del disegno come disciplina fondamentale per la costruzione delle opere e per l’interpretazione del mondo. Le gallerie sono: Ulf Larsson Galerie di Colonia, la Rodriguez Gallery di Poznan, Saida Art Contemporain di Tetouan e della Galleria Siboney di Santander, e gli artisti Natarajaa dall’India, la polacca Dorota Buczkowska , il marocchino Mohamed Larbi Rahhali  e Teresa Moro da Madrid.

 

SetUp Contemporary Art Fair, sez. Drawing The World, Rodriguez Gallery presenta Dorota Buczkowska

SetUp Contemporary Art fair, sez. Drawing The World, Dorota Buczkowska, One year in sanatorium, Rodriguez Gallery

 

S.O.S SetUp Open Space è una novità del 2017, la sezione funziona come spazio per 9 progetti sperimentali, e valorizza artisti che siano innovativi e rivoluzionari attraverso il proprio linguaggio. A promuovere e presentare questi artisti saranno Artegiro (Conzano – AL), C.A.C.C.A Centro per l’Arte Contemporanea sulla Cultura Alimentare (Bologna), Collaterart A.P.S. (Salerno), Current (Milano), Peninsula (Berlino), Polisonum (Roma), PrintAboutMe (Torino), Vinz Feel Free (Valencia – Spagna), (Bolzano).

E’ la sezione che comprende gli iscritti al Premio Alviani ArtSpace, per il quale la galleria di Pescara si impegna a dare davvero spazio in galleria durante la stagione 2017-2018, in linea con la sua finalità di ricerca e di contaminazione tra linguaggio artistico e tecnologico.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Artegiro presenta Talaatharb, sez. SOS

SetUp Contemporary Art Fair, SOS, Talaatharb, Pink, per Artegiro

 

Gli altri premi in programma saranno:  il Premio Residenza Casa Falconieri che offrirà dieci giorni all’artista vincitore per lavorare all’interno dello Studio Casa Falconieri, nel cuore della Sardegna, e il Premio fotografico Tiziano Campolmi. Quest’ultimo sarà suddiviso in due fasi, prima la selezione avverrà attraverso i like espressi sulla pagina facebook del premio, in seguito una commissione in carne ed ossa, composta dal presidente dell’associazione Campolmi Andrea Benericetti e dal direttivo di SetUp, sceglierà tra i cinque lavori selezionati dal pubblico online.

 

SetUp Contemporary Art fair, Arredamento a cura di Camisa11

SetUp Contemporary Art fair, arredamento area relax e bookshop a cura di Camisa11, Volta Rosso

 

Ulteriore novità, fuori dalle categorie espositive di SetUp ma perfettamente in linea con gli interessi di ARTscore, è HANDOVER, dove l’equilibrio sarà esplorato nel suo confine tra arte e design. Handover significa letteralmente staffetta e l’intento è in effetti quello di passare le conoscenze o la sensibilità necessaria a far funzionare una sfera creativa rispetto all’altra, nell’orientamento ad esempio del designer si accoglie una visione scultorea o pittorica dell’oggetto progettato. Ciò che ne risulta è un pezzo di art-design, che dopo l’approccio culturale che lo determina va oltre la sua funzionalità. Sono aziende di design di rilievo ad aver aderito a questo esperimento di mostrare la vita donata al design dall’arte, Alessandra Francesca Borzacchini,Camisa 11 Design, StoneLab Design Gumdesign, Walter Vallini.

Il design sarà protagonista anche nella Collectors Lounge, con spazi esclusivi per un numero collezionisti. il merito dell’allestimento va a Gianpaolo GAZZIERO, del noto tempio del design e arredamento a Bologna; pietre miliari del design saranno a disposizione grazie alla prestigiosa collaborazione con Cappellini.

 

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Sensi Arte presenta Elisa Mearelli

SetUp Contemporary Art Fair, Elisa Mearelli, Il sogno di Icaro, galleria Sensi Arte

 

Sono molti i progetti speciali quest’anno, per lasciarvi alcune sorprese ci limitiamo a segnalare l’opera K17 di Fabrizio Fontana all’ingresso, presentata da Ars and Ars di Galatina, un Kalashnikov enorme rivestito di piccoli giocattoli, ironicamente feroce nel suo messaggio.

D’obbligo citare l’omaggio ai 50 anni di Corto Maltese, in concomitanza con la grande mostra sull’eroe a fumetti presso Palazzo Pepoli a Bologna, con la proiezione dello Speciale e delle prime apparizioni televisive, a cura di Andrea Losavio in collaborazione con gli eredi del disegnatore Secondo Bignardi.

 

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Bonelli Lab presenta Anna Stella Zucconi

SetUp Contemporary Art Fair, Anna Stella Zucconi, Barbie is not dead, galleria Bonelli Lab

 

L’atrio dell’’Autostazione torna nel 2017 ad essere interessato dall’Area Talk, con il suo ampio programma originale e gratuito, costituito da 13 interventi tra incontri, conferenze e tavole rotonde, sempre sul tema dell’Equilibrio. Una sezione parlerà dei progetti per Le capitali della cultura Mantova, Pistoia e Matera e l’equilibrio nell’arte contemporanea, quelli già realizzati e quelli ancora da produrre, a cura di Serena Achilli, curatrice indipendente e Direttore artistico di Algoritmo Festival.

La seconda sezione è Remember The Future, un format di contenuti itineranti, appendice al festival Voglia di Vintage di Mantova, a cura di Fabio Lucarelli.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Luigi Petracchi, galleria MMXII presenta Luigi Petracchi

SetUp Contemporary Art Fair, Luigi Petracchi, LuxLuxory, galleria MMXII

 

L’Area Bookshop e Area editoria gestita da Agenzia Nfc: quest’anno accanto a cataloghi e libri d’arte troveremo i quaderni d’autore in edizione limitata, creata ad hoc per la manifestazione. Oltre alla consolidata partnership con Exibart l’Area Editoria vedrà poi le nuove collaborazioni con Urban Magazine, Edizioni del Rio e Art Bag, progetto editoriale ideato da Alessandra Alliata Nobili ed Emiliano Zucchini.

 

Il programma è piuttosto intenso..vi basta per una serata a Bologna?

 

Michela Ongaretti

 

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Metroquadro presenta Nicola Malnato

SetUp Contemporary Art Fair, Nicola Malnato, The importance of breathing. Dreaming a Whale, galleria Metroquadro

 

SetUp Contemporary Art Fair, Saida Art Contemporain presenta Mohamed Larbi Rahhadi

SetUp Contemporary Art Fair, sez. Drawing The World-Mohamed Larbi Rahhadi, OMRI, Saida Art Contemporain

 

SetUp Contemporary Art Fair, Galleria La Linea presenta Michele Guidarini

SetUp Contemporary Art Fair, Michele Guidarini, DADA, Galleria La Linea

 

Hautematerial durante la lavorazione del legno

Hands on Design. Il brand italiano che nasce dall’incontro tra artigianato e design internazionale

Hands on Design. Il brand italiano che nasce dall’incontro tra artigianato e design internazionale

Hands on Design è un brand milanese sviluppato nel 2015 da Shiina+Nardi Design Snc, la cui mission è quella di ideare e realizzare oggetti attraverso la connessione tra il mondo dell’artigianato tradizionale e di alto segmento, dei singoli laboratori, a quello del design contemporaneo, con una speciale attenzione al panorama giapponese. Si possono ammirare le collezioni in uno spazio dedicato al progetto, collocato in una zona strategica per il design milanese degli ultimi anni, Porta Venezia.
Hands on Design, interno dello spazio in via Rossini

Hands on Design, interno dello spazio in via Rossini

 

Lo showroom Hands On Design ha inaugurato da soltanto alcuni mesi, il 18 febbraio 2016, ed è stato teatro di una prima mostra in occasione delFuorisalone 2016. Poco prima della Design Week avevo intervistato Setsu e Shonibu Ito, tra i protagonisti dell’esposizione nello showroom di via Rossini 3; grazie al mio interesse per i designer giapponesi sono venuta a conoscenza del lavoro unico svolto da Hands on Design.

Conferma della forte componente nipponica nel progetto, un’anima della coppia fondatrice, è stato per me martedì 14 giugno, quando ho visitato il negozio in occasione dell’evento di saluto all’estate: gli oggetti della collezione 2016 sono stati interpretati da Sumiko Furukawa con una performance floreale secondo l’arte dell’Ikebana.

Lampadario Bugatti, design Shiina+Nardi Design, manifattura Kanaami Tsuji, 2016

Lampadario Bugatti, design Shiina+Nardi Design, manifattura Kanaami Tsuji, 2016

 

Hautematerial durante la lavorazione del legno

Hautematerial durante la lavorazione del legno

 

La bellezza scaturita è semplice, ma complessa nella sinergia alla sua base, che rende unico un oggetto e non assimilabile alla moda del momento. C’è qualcosa di assoluto nella purezza dei materiali forgiati secondo norme antiche e naturalmente in armonia con l’ambiente, ecosostenibili nel loro DNA. Non solo: i progettisti Shiina+Nardi rispecchiano la forte componente italiana e giapponese del brand, ma hanno svolto e continuano a svolgere attività di ricerca internazionale delle migliori manifatture e maestranze artigianali, al fine di metterli in contatto e nella possibilità di confrontarsi con il lavoro dei designer più innovativi ed esteticamente originali, per ricevere input tecnici e culturali nuovi e utili al rilancio di una disciplina. A loro volta i designer scoprono l’umanità e maestria di lavorazioni che sono state alla base dell’evoluzione progettuale e dell’industria, l’inizio della Storia del Design, e ne possono interpretare con sensibilità le potenzialità, anche nell’ottica di un’apertura dei valori artigiani a mercati più ampli e attuali. L’unione dei due saperi rafforza il valore intrinseco di un oggetto.

Preparazione della lacca giapponese secondo la tecnica tradizionale Urushi, di Maruyoshi Kosaka

Preparazione della lacca giapponese secondo la tecnica tradizionale Urushi, di Maruyoshi Kosaka

 

La professione e la tecnica artigianale è quindi portata alla ribalta e riscoperta nella sua veste più contemporanea, che sia la costruzione di cestelli di legno, di vasi e contenitori torniti o delle murrine millefiori. Da esse oggi abbiamo, solo per fare alcuni esempi di Hands On Design, i piatti opalescenti degli stessi Shiina+Nardi, le ciotole laccate Urushi di Giulio Iacchetti, i vetri eterei di Kanz Architetti, solo per fare alcuni esempi: mi fanno pensare alla strada aperta dalle collezioni di fine ottocento delle Arts and Crafts, con la loro straordinaria portata innovativa e di qualità estetica nella loro durevolezza.

Tavolino Shushu, design di Tsukasa Goto, manifattura di Hiroaki Usui, 2016

Tavolino Shushu, design di Tsukasa Goto, manifattura di Hiroaki Usui, 2016

 

Fra le aziende artigiane protagoniste del progetto Hands on Design sono: Artexa, Ercole Moretti, Fara Gioielli, Shuji Nakagawa, Shibaji Ochiai, Takeo Shimizu, Slow Wood, Soffieria, Tumar, Warousoku Daiyo, 224 Porcelain, Kanaami Tsuji, Hiroaki Usui, Ogatsu Ishi, Yoko Takirai Jewellery, Hautematerial, Risogama, Kaykado, Maruyoshi Kosaka.

Un momento della lavorazione del feltro, Gruppo Tumar Art (Kirghizistan)

Un momento della lavorazione del feltro, Gruppo Tumar Art (Kirghizistan)

 

I designer coinvolti nel 2016: Tomoko Mizu, Carlo Contin, Lorenzo Damiani, Denis Guidone, Giulio Iacchetti, Setsu &Shinobu Ito, Kanz Architetti, Kazuyo Komoda, Minale-Maeda,Ilaria Marelli, Eliana Lorena, Shiina+Nardi Design, Takirai Design, Natsuko Toyofuku, Carlo Trevisani, Gum Design, Roberto Sironi, Laudani-Romanelli, Buzzo- Lambertoni, Barbara Archiuolo, Tsukasa Goto.

Il negozio Hands on Design è stato disegnato da Paolo Ortelli e si trova in un un’edificio dal genius loci artistico, che ha ospitato nel tempo gli studi/bottega di Medardo Rosso, Lucio Fontana, Marcello Nizzoli. Oggi il luogo è teatro della creatività milanese nella concentrazione di laboratori di restauro, botteghe d’arte, atelier di moda e di design. Anche il contesto storico e architettonico, siamo nella zona del liberty cittadino, pare dunque accompagnare gli stessi valori del brand.

Sgabello Ovarin, design di Giulio Iacchetti, manifattura Hautematerial e Tumar, 2016

Sgabello Ovarin, design di Giulio Iacchetti, manifattura Hautematerial e Tumar, 2016

 

Vi consiglio la visita segnalandovi due prodotti sintomatici della sinergia artistica tra artigiani e designer. Il primo è il lo sgabello Ovarin disegnato da Giulio Iacchetti e realizzato da Tumar Art, per il feltro della tradizione del Kirghizistan, e Hautematerial, italiani specializzati nella lavorazione del legno, il secondo è il lampadario Bugatti frutto della lavorazione in rete metallica di Kyoto di Kanaami Tsuji e del progetto di Shiina+Nardi Design.

Pensate, qui ogni oggetto ha una lunga storia fatta di diverse tradizioni, eppure ha un aspetto nuovissimo, è quasi nato ieri.

Michela Ongaretti

Il Wasabi utilizzato per la realizzazione di packaging

Anticipazioni Fuorisalone2016: Materials Village, hub di Material ConneXion al Superstudio Più

Anticipazioni Fuorisalone2016: Materials Village, hub di Material ConneXion al Superstudio  Più

Milano Design Week 2016: Materials Village, hub di Material ConneXion a Superstudio Più, via Tortona 27.

La settimana del design  prevede un’iniziativa speciale che occuperà tutta la zona outdoor del Superstudio Più e due aree adiacenti durante il Fuorisalone. Parliamo di Materials Village 2016, format dedicato ai materiali, alle nuove tecnologie e alla sostenibilità, alla sua terza edizione dopo aver riscontrato grande successo nelle precedenti. E’ davvero un villaggio formato da diverse “casette”, ciascuna contenente un’esposizione su un progetto innovativo per il mondo dei processi produttivi e dei suoi materiali.

Materials Village 2016

Materials Village 2016

Materials Village è considerato l’hub di Material ConneXion, il maggiore centro internazionale di ricerca e consulenza su ciò che sta alla base del futuro, potenziale ecodesign: i materiali innovativi e sostenibili allo stesso tempo. E’ grazie a ciò che costituisce fisicamente un oggetto funzionale che un progetto può dirsi durevole, ed è la ricerca su queste “fondamenta” oggi più che mai indispensabile, perché il rispetto dell’ambiente non sia un semplice slogan ma una possibilità reale di produrre eccellenza sull’utilità e non soltanto sull’estetica, qualcosa che sia green da dentro e non solo in superficie.

Materials Village, l'edizione passata

Materials Village, l’edizione passata

 

Material ConneXion ha sedi a New York, Tokyo, Bangkok, Daegu, Skövde, Bilbao, Copenaghen e Hong Kong. La divisione italiana è nata nel 2002 e ha sede a Milano dove svolge attività di consulenza, promozione e formazione per ogni tipo di realtà produttiva e progettuale. Inoltre ospita un’archivio, una library fisica di oltre 4000 materiali, di cui ne tiene in esposizione circa 2500.

In occasione del Fuorisalone 2016, l’edizione accresciuta ed arricchita rispetto alle scorse sarà anche occasione per presentare le ultime novità di questa utilissima materioteca.

 

La Library di Milano

La Library di Milano

 

Le aziende coinvolte sono pure numerose, oltre trenta tra cui 3M, Beko, Christian Fischbacher, Elits, Gemanco Design, IPM Italia, Merck, Novacolor, Oltremateria, XL EXTRALIGHT, Tileskin. Sono realtà di prestigio internazionale nel settore, che testimoniano gli svariati campi d’applicazione di questi materiali: il tessile, per noi italiani fondamentale data l’importanza mondiale della moda made in Italy, la ceramica, l’architettura, l’interior e furniture design, l’elettrodomestico che ha un ruolo determinante nell’attenzione alla sostenibilità ambientale, il packaging che è protagonista dei consumi quotidiani, l’illuminazione sempre alla ricerca di nuove soluzioni ed effetti, restando nel consumo limitato dell’energia, fino alle finiture.

Il design per il packaging sostenibile

Il design per il packaging sostenibile

 

Segnalo un’installazione speciale di 3M, frutto del connubio creativo tra Design 3M e Stefano Boeri: esempio della perfetta interazione con rilevante esito sostenibile tra architettura, tecnologie dei materiali e scienza applicata.

Ma il programma è assai articolato e non si ferma all’esposizione. Tra i numerosi eventi che attireranno un numeroso pubblico, e non si limiteranno agli spazi di Superstudio, ricordo lo showcooking dello chef Alessandro Borghese; sarà presente in veste di testimonial dell’azienda Beko, leader nell’ambito degli elettrodomestici, e realizzerà dei piatti sul tema del Colore. I giorni interessati saranno il 2-13-15-16 Aprile dalle ore 17.00 alle 20.00, con lo show aperto a tutti i visitatori di Superstudio Più.

Material ConneXion Italia - Library viale Sarca 7

Material ConneXion Italia – Library viale Sarca 7

 

Ci sarà una serata su invito dedicata ai progettisti e agli studi di architettura, iniziativa speciale per coloro che vogliano incontrare designer e architetti, coloro che quotidianamente si trovano a confrontare le differenze qualitative dei materiali. Dalle ore 18 alle 21 di mercoledì 13 aprile.

Il Wasabi utilizzato per la realizzazione di packaging

Il Wasabi utilizzato per il packaging di alcuni prodotti

 

La libreria dello Spazio Ansaldo ospiterà invece un dibattito che verterà sulla tematica Architettura e Materia, tra naturale e artificiale”, con l’Architetto Stefano Boeri e Erick Quint, Chief Design Officer di 3M e altri architetti. Giovedì 14 aprile alle ore 17.00.

Michela Ongaretti

Isola, cucina. design Setsu e Shinobi Ito per Abitare il Tempo a Verona nel 2014

Setsu e Shinobu Ito . Design interattivo e zen per il Salone del Mobile 2015

Setsu e Shinobu Ito . Design interattivo e zen per il Salone del Mobile 2015

Fuorisalone 2015 e Salone del Mobile

Setsu & Shinobu Ito sono una coppia famosa nel mondo del design contemporaneo, e dal 1997 hanno scelto Milano per vivere e lavorare, continuando con il loro studio come consulenti per importanti aziende e brand internazionali tra cui Riva1920, Gruppo Euromobil, Guzzini, Lavazza, Canon, Panasonic (Japan), Sony Music Group, Nava, Richard Ginori. Il design di Setsu & Shinobu Ito sarà presente sia al Salone del Mobile 2015 che al Fuorisalone con numerosi pezzi in anteprima per Fonderia Artistica Campagner, gruppo Euromobil con l’azienda Desirée, Aisin, Slow Wood, Ianiro, Tumar, Grassi Pietre.

Sofa per Grassi Pietre ed allestimento, Marmomacc 2011

Sofa per Grassi Pietre ed allestimento, Marmomacc 2011

 

Dal 1995, anno di fondazione dello studio, hanno progettato in svariati ambiti: dall’architettura al design di interni, design di prodotto, industriale e del packaging, amando applicare ai valori creativi quelli interattivi, oggi più che mai attuali, soprattutto legati alla mobilità. I loro lavori sono stati premiati con vari premi internazionali come The Young & Design Award 1999 (Italia), The Good Design Award 2001 (Giappone), The Toyama Product Design Award 2001 (Giappone), ADI Design Index 2001 e 2005 (Italia) e il Compasso d’Oro nel 2011.

Letto SHELLON, design Setzu e Shinobu Ito per Euromobil- Desirée

Letto SHELLON, design Setzu e Shinobu Ito per Euromobil- Desirée

 

Alcuni loro progetti fanno parte della collezione permanente del Museo del Design in Triennale di Milano e Die Neun Sammlung International Design Museum di Monaco. Diverse pubblicazioni sono dedicate a loro, sia libri che riviste di settore: citiamo la biografia East-West Designer (Italia 2008), International Design Year Book (Sterling 1996, 1997, 1998, 2000, 2001, 2004, 2007), The Eco-Design Handbook (Sterling 2002), New Furniture Design (2005 negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania), 1000 New Designs (Sterling 2006), European Design Since 1985 (2009), Plastic (Spagna 2007), Process (2009 Testata British Issue), e Elle Decor (Italia, Aprile 2010), per celebrare i 20 anni di attività della prolifica coppia.

Sono inoltre visiting professor presso Domus Academy, Politecnico e IED di Milano, IUAV di Venezia e Tsukuba University di Tokyo. Setsu Ito è membro della giuria dell’ IF Design Award 2015 in Germania.

Tavolo ENN- design Setzu e Shinobu Ito per Slowood

Tavolo ENN- design Setzu e Shinobu Ito per Slowood

Setsu Ito si è laureato all’Università Tsukuba in Giappone, ha in seguito collaborato con il leader del design italiano d’avanguardia Alessandro Mendini per lo Studio Alchimia, e con colui che considera maestro del design moderno, Angelo Mangiarotti. Shinobu Ito ha conseguito la laurea all’Università d’Arte Tama a Tokyo e iniziato la sua carriera presso CBS Sony (Sony Music Entertainment) in Sony Creative Products, seguita da un Master alla Domus Academy di Milano.

Isola, cucina. design Setsu e Shinobi Ito per Abitare il Tempo a Verona nel 2014

Isola, cucina. design Setsu e Shinobi Ito per Abitare il Tempo a Verona nel 2014

 

La loro peculiarità e forza sta nell’integrazione tra le tradizioni giapponese e italiana, e nella combinazione delle personalità e attitudini individuali, veicolate al progetto per Studio Ito Design. Hanno a cuore la tecnologia e l’artigianalità, attingendo alle tradizioni e ai mestieri antichi delle due nazioni, e il loro design invita a seguire un ritmo più lento e contemplativo della vita.

Nella loro vasta esperienza dei diversi settori del design si sono sempre avvalsi della collaborazione attiva con altri professionisti. Possiamo dire che il loro marchio di fabbrica è l’integrazione di forze congiunte per dare al processo creativo e progettuale una prospettiva ampia, e creare prodotti che abbiano una sostanza plurima, un senso dell’estetica data dalla composizione di diversi punti di vista e stili, legati alle diverse culture, ereditarie e progettuali o tecniche.

 

Centrotavola IKKO design Setzu e Shinobu Ito per Tumar

Centrotavola IKKO design Setzu e Shinobu Ito per Tumar

 

Il loro approccio alla progettazione implica un coinvolgimento più diretto dell’uomo con la natura e i suoi ambienti, arredi e packaging favoriscono questa intimità nuova. Indagano le relazioni interpersonali e sociali, e l’interazione tra i potenziali utilizzatori delle loro creazioni e lo spazio circostante, per costruirne di più dinamiche, in movimento e cambiamento come lo sono sempre il Tempo e lo Spazio. Il design si avvicina ancora alla Natura nel suo adattarsi a delle relazioni trasversali tra persone e cose, si basa infatti sui concetti di “cambiamento”, “movimento” e “ritmo” combinati al senso di attesa e anticipazione di volta in volta. La finalità è riuscire a scatenare delle emozioni, delle sensazioni tattili, e favorire determinati gesti.

In tema di interattività segnaliamo la presenza al Superstudio Più dell’azienda giapponese Aisin, che presenterà sistemi di mobilità avveniristici basati sull’innovativa tecnologia dei sensori. Lo studio Ito favorisce un rapporto mediato con la tecnologia, utile negli oggetti comuni ma resa più armonica e “addomesticata”, più vicina all’uomo grazie all’estetica. Si visioneranno elementi dal design originale ispirato alle tecnologie più avanzate del settore automobilistico come maniglie, sportelli e spoiler, e domestico, come letti e macchine da cucire.

Poltroncina WING-Setzu e Shinobu Ito per Euromobil- Desirée

Poltroncina WING-Setzu e Shinobu Ito per Euromobil- Desirée

 

Al Salone del Mobile 2015 di Rho vedremo la poltroncina WING, il letto SHELLON, per il gruppo Euromobil e l’azienda Desirèe. Si aggiunge la collezione DABLIU che è una vera e propria famiglia di elementi d’arredo; libreria, seduta, consolle, appendiabiti.

Wing accentua la leggerezza della struttura attraverso linee sinuose e sottili, e il suo schienale alto ricorda delle ali. Esso è particolarmente flessibile grazie a due strati di poliuretano, interno morbido ed esterno rigido.

Seduta-appendiabiti DABLIU-design Shinobu e Setzu ito per Euromobil- Desirée

Seduta-appendiabiti DABLIU-design Shinobu e Setzu ito per Euromobil- Desirée

 


Dabliu nasce dalla combinazione tra struttura in tondino metallico e basi in legno
, sono elementi d’arredo dalla linea rigorosa e scultorea. La libreria: cambia aspetto a seconda del punto di osservazione, la si può ruotare per ottenere un diverso effetto visivo, creando così una vera e propria architettura d’interni, sempre in accordo con l’idea dei designer di interattività dei pezzi in relazione alla loro mobilità. Shellon ricalca la stessa idea di lievità, appare come sollevato da terra per la posizione dei piedi e il loro taglio inclinato, che va rastremandosi verso l’interno. L’effetto di tridimensionalità è dato invece dalla lieve curvatura della testata, sottolineato dall’imbottitura rivestita con un tessuto percorso da linee irregolari, come pieghe suggerite.

E’ ancora una scultura mobile e dalla doppia funzione di seduta e appendiabiti la sedia Dabliu. Di grande impatto architettonico, si può inserire in diversi ambienti domestici. La struttura è come per la libreria in tondino metallico trattato e saldato; il cuscino in materiale poliuretanico è rivestito con tessuto sfoderabile. Lo stesso discorso vale per la consolle, il cui piano d’appoggio è in legno, e l’appendiabiti da parete.

Divano COCOCI-Setzu e Shinobu Ito per Slowood

Divano COCOCI-Setzu e Shinobu Ito per Slowood

L’azienda Slow Wood ospiterà – per il Fuorisalone 2015 nello showroom di Foro Buonaparte il divano COCOCI, la sedia e il tavolo ENN, e la poltrona e il paravento MORI.

La particolarità di Cococi sono i braccioli che prendono forma dall’unica struttura in legno di frassino che corre dietro lo schienale, si presentano sinuosi e scultorei, invitando all’esperienza tattile del legno e della sua naturalezza.

La stessa sensazione di calore e morbidezza del legno, resa ancor più pura dalla sua nudità, vive nella sedia e nel Tavolo Enn. Nella prima la struttura ricalca la forma esistente anche in natura, nell’irregolare andamento di schienale e seduta, e sostiene con eleganza lo schienale asimmetrico. Anche il tavolo presenta elementi asimmetrici come il piano, mentre perfettamente simmetrica risulta la struttura dai montanti a sezione ellittica, e si compone di due pezzi a forma di H.

Paravento MORI- design Setzu e Shinobu Ito per Slowood

Paravento MORI- design Setzu e Shinobu Ito per Slowood

 

Il paravento Mori è estremamente lineare e autoportante, formato da una base a S e una struttura verticale unite da listelli. Gioca con l’estetica dei pieni e dei vuoti. I designer affermano: è “come una persona nella foresta alberata, che vede e non vede, guardiamo con piacere l’insieme ma non distinguiamo tutta la molteplicità delle forme”.

Per l’azienda di illuminazione Ianiro in Via Spontini, durante il Fuorisalone 2015, sono presentate le lampade da terra IIIRO e IANEBEAM.

Iiro in giapponese significa colore. La lampada rivisita il proiettore professionale per illuminazioni in studi televisivi, con il corpo luminoso come una scatola cubica bianca e le facce laterali a forma di alette per direzionare il fascio luminoso. Un tubo telescopico sostiene il diffusore, è fissato con elementi metallici su una struttura lignea ed e’ possibile ruotare il corpo su se stesso a 360 gradi, sia verticalmente che orizzontalmente.

Lampada da terra IANEBEAM- Setzu e Shinobu Ito per Ianiro Illuminazione

Lampada da terra IANEBEAM- Setzu e Shinobu Ito per Ianiro Illuminazione

 

Ianebeam riprende invece il disegno del proiettore Ianiro per uso professionale, creando un proiettore per uso domestico, che riesce ad irradiare luce e calore visivo allo stesso tempo. Sono presenti le alette bianche per indirizzare il fascio di luce ma sulla parte frontale.

All’interno della mostra Hands on Design alla galleria Orsorama di via dell’ Orso, per il Fuorisalone 2015 ci sarà IKKO per Tumar, una collezione per la tavola composta da tovaglietta con centrotavola integrato, sottobicchiere e sottobottiglia o sottocaraffa. Ogni elemento è in 100% feltro naturale proveniente dal Kyrgyztan.

Il portaspazzolino Eda regge gli spazzolini Misoka, Salone del Mobile 2015

Il portaspazzolino Eda regge gli spazzolini Misoka, Salone del Mobile 2015

 

Per Fonderia Artistica Campagner, presso Misoka Opificio 31, Officina 2, via Tortona – zona ricca di eventi Fuorisalone 2015 per eccellenza – il Portaspazzolino EDA in fusione d’alluminio, progettato specificamente per lo spazzolino da denti nanotecnologico Misoka (design Kosho Ueshima).

Nella stessa location per Grassi Pietre, vedremo la Fontana IZUMI ( in giapponese “fonte naturale“), che fa riferimento al giardino zen e al naturale scorrere del tempo, dal suo centro l’acqua scorre fino al bordo del piano in pietra. Anche qui si gioca con i punti di vista, dall’alto le linee sono squadrate e minimali, tendono ad ammorbidirsi verso la base, nell’avvicinarsi al secondo elemento importante nel giardino zen, la Terra. Installabile sia in esterni che in ambienti chiusi.

MISOKA, allestimento dello spazio di Setsu e Shinobu Ito, Fuorisalone 2015

MISOKA, allestimento dello spazio di Setsu e Shinobu Ito, Fuorisalone 2015

 

KONOHA, sembra esser mossa dal vento come una foglia (in giapponese questo il significato del suo nome), nonostante sia di marmo. Siamo così ancora nell’atmosfera del giardino zen per il rimando al terzo elemento,l’Aria. Konoha si può appoggiar su tutti i lati, per aver così differenti piani di seduta. Ancora una volta un invito al rispetto e al piacere delle differenze nei punti di vista.

Michela Ongaretti