Chandelier Niagara di Lladrò

Artigiani e designer nella tradizione della porcellana. Tutto nello showroom Lladrò

Entrare nello showroom di Lladrò a Milano in Piazza Fontana è come varcare la soglia del paese dei balocchi. Dopo la fondazione dei fratelli Lladrò nel 1953 a Valencia, il marchio spagnolo è vivo e vegeto senza abbandonare la tradizione dell’alta porcellana, per realizzare prodotti per il collezionismo e per la funzionalità domestica. Oggi tutti i laboratori di produzione sono ancora a Valencia, ma Lladrò è diventata una multinazionale che esporta in più di 120 paesi nei cinque continenti, che continua a proporre le sue creazioni seguendo l’antico metodo artigianale, unico e raffinatissimo. Da alcuni anni si è avvicinato al lavoro di designer internazionali, o meglio: i designer internazionali hanno dedicato la propria attenzione e personalizzato un materiale nato e cresciuto nel lusso della decorazione.

 

Scultura della linea Classica. Showroom Llladrò tra design e tradizione nella porcellana

Nello showroom di LLadrò a Milano. Tradizione della porcellana in una scultura della linea Classic

 

Artscore oggi è accolto dal direttore dello showroom Guillaume Heuze, da lui accompagnato in un viaggio incantato tra l’antico e il contemporaneo. Ci mostra le principali linee contrassegnate dallo stile genuino di chi si rinnova senza rinunciare alla propria storia.

Nel salone principale vediamo alcuni esempi della linea Etnica e Atelier, poi scorgiamo la Classic e ReClassic, che reinterpreta la forma di sculture pensate e realizzate negli anni cinquanta.

La linea Atelier è quella più contemporanea, quella che coinvolge maggiormente la creatività dei designer, di cui un nome su tutti è quello di Bodo Sperlein, per l’uso domestico e la decorazione: comprende vasi, gioielli, l’illuminazione, piccoli oggetti come tappi per bottiglie, svuotatasche, inside-out box, ceramica per la tavola, vassoi, chandelier. Molto identificativo di Lladrò, quasi un suo tributo, è il lavoro di Committee che prende vecchie statuette e le ridisegna in senso più moderno, tempestandole di piccoli fiori secondo la tecnica artigianale e senza tempo della casa spagnola.

 

Chandelier Niagara, particolare. Showroom Lladrò a Milano

Lo chandelier Niagara nello showroom di Lladrò, particolare. Collezione Re-cyclos by Bodo Sperlein

 

L’eccellenza di Lladrò passa attraverso la conoscenza profonda del materiale e delle sue tecniche di lavorazione, non si accontenta però di tramandare metodo e tecnologia grazie al coordinamento di un’equipe di professionisti ultra specializzati, ma cresce attraverso la ricerca e lo sviluppo delle potenzialità della porcellana al fine di creare effetti differenziati e nuovi nel gusto e per la funzionalità, soprattutto negli ultimi anni.

Il nostro interesse parte da qui, dall’immenso lampadario Niagara al centro dello showroom, dove appunto una cascata di fate alate dalle sinuose forme scende da cavi in fibra ottica a custodire come lucciole i led di ultima generazione. Fa parte della collezione Recyclos del designer Bodo Sperlein, uno tra i numerosi oggetti della linea più moderna Atelier.

 

Nello showroom di LLadrò a Milano.Particolare della collezione Re-cyclos della Linea Atelier

Showroom Lladrò. Partcolare dell’illuminazione di Bodo Sperlein, collezione Re-cyclos della Linea Atelier

 

Ciò che Heuze ci fa notare è il vantaggio della porcellana rispetto al vetro: il colore e la forma che si può decidere in corso d’opera, inoltre la luce attraverso essa si dona ai nostri occhi più calda, basti vedere l’atmosfera creata dai disegni della luce stessa mentre passa attraverso le fessure delle ali. Tutto è maggiormente avvolgente, rispetto all’effetto eclatante del vetro.

Campeggiano su una parete le sculture The Guest, sempre nel catalogo Atelier, un personaggio ideato dal designer Jaime Hayon per il laboratorio Lladrò. La sagoma in porcellana, disponibile interamente bianca o nera, è sensibile di diverse personalizzazioni nella sua colorazione esterna, grazie all’intervento di diversi designer e artisti contemporanei internazionali, in una versione differente tra la taglia Big e Little per ciascun creativo. Si sono attivati per The Guest Paul Smith, Rolitoland, Gary Baseman, Tim Biskup, Devilrobots, lo stesso Jaime Hayon ha dato la sua impronta e il suo modello è ormai sold out.

 

Nello showroom di Lladrò. The Guest

Showroom Lladrò. The Guest di Jaime Hayon. Personalizzazione di Rolitoland

 

Ci domandiamo  quali siano i clienti abituali e di che nazionalità si interfacci maggiormente lo showroom. Dato lo stile lussuoso meno in uso in Italia e in Europa parliamo di b2b verso architetti che progettano per clienti stranieri, soprattutto Russia, Asia e Medio Oriente. Prima di noi sono entrati dei coreani, poi spessi si vedono iraniani, israeliani e russi, mentre gli italiani sono progettisti che si rivolgono a clienti finali proprio di quelle aree geografiche.

Nel nostro territorio si spinge di più i prodotti dal taglio più moderno di Atelier, come The Guest ad esempio, c’è l’intento di svilupparlo sempre più nel futuro perché c’è il forte desiderio di andare oltre ai mercati orientali e posizionarsi vicino al design innovativo, con l’ambizione di restituire all’europa il prestigio della porcellana , chiamata oro bianco durante la dinastia cinese Tang (618 – 907) e portata in Europa dal chimico tedesco Friedrich Böttger nel 1708 alla corte dell’elettore di Sassonia Augusto il Forte.

 

Nello showroom di Lladrò a Milano la silhouette di Mademoiselle.

Nello showroom di Lladrò a Milano la silhouette di Mademoiselle nella tradizione della porcellana.

 

A questo nuovo impulso partecipa in particolar modo l’illuminazione, notiamo in showroom la linea Belle de Nuit in varianti di diversi colori dove la porcellana assume forme più contemporanee e la lampadina si ricarica come un cellulare. Ancora la collezione Mademoiselle che riprende delle silhouette di donna per trasformarsi  in lampade. Sono in Europa in effetti tra i prodotti più venduti.

Le collaborazioni o consulenze spesso sono interdisciplinari oltre che internazionali. Le sculture della linea Etnica vantano nei laboratori di Valencia la presenza di un monaco tibetano che controlla che la creazione rispetti la tradizionale iconografia, anche perché gli acquirenti installano le opere all’interno di paesi con la stessa cultura religiosa d’appartenenza delle rappresentazioni: in India per le statue buddiste, in Cina i Dragoni, e gli apprezzati Samurai in Giappone.

 

La lampada Belle de Nuit nello showroom Lladrò, particolare

Belle de Nuit, lampada in porcellana con presa usb. Nello showroom di Lladrò

 

Heuze mi  mostra un catalogo per collezionisti, le sue pagine interne sono la narrazione della creazione di un pezzo in edizione limitata, partendo dall’ispirazione al disegno preparatorio per arrivare alla storia delle diverse fasi della sua realizzazione.

Ogni tre-quattro anni Lladrò produce un pezzo da collezione, non è commissionato ma gli appassionati conoscono il momento dell’imminente uscita, ne fanno richiesta aspettando con impazienza questa masterpiece creation e spesso la comprano anche senza averla ancora vista. La produzione è destinata unicamente a questi collezionisti provenienti da diversi orizzonti: americani, sudamericani o europei, grandi conoscitori di Lladrò da moltissimi anni.

Sono nomi ricorrenti, ogni boutique nel mondo ne ha due o tre noti, sono coloro che quest’anno per Maison Et Objets a Parigi facevano esplicita richiesta di vedere il capolavoro tenuto dietro ad una tenda, perché ben sapevano della sua misteriosa esistenza.

 

Sculture etniche nello showroom di LLadrò a Milano in Piazza Fontana

Lo showroom di Lladrò a Milano. Sculture etniche in alta porcellana sullo sfondo di Piazza Fontana

 

Questi esemplari hanno un prezzo crescente in base al numero di uscita, non sono mai più di cento pezzi e i primi cinquanta hanno un prezzo più basso degli ultimi ancora in circolazione. La “scena” di quest’anno si chiama Carnevale di Venezia, misura ben un metro e 50 di lunghezza per 90 centimetri in altezza e noi lo abbiamo visto..

 

Tutto il know-how di Lladrò in testa. Una scultura nello showroom

Tutto il know-how di Lladrò in testa. Una scultura nello showroom con i preziosi fiori realizzati a mano petalo per petalo.

 

Lo stile di classico di Lladrò può piacere o non piacere ma bisogna riconoscere che la tecnica di lavorazione della porcellana è unica, soprattutto i pezzi da collezione esibiscono tutto il know how dell’azienda di Valencia, tutto ciò che le maestranze sanno fare anche nei minuscoli dettagli.  Il direttore dello showroom ci racconta: “per i visi una esiste una persona che per tutto il giorno si occupa solamente di dipingere nasi e bocche, e ci sono artigiani specializzati solo nell’espressione del volto, per i fiori una signora da più di trent’anni acquista fiori freschi e li copia con la tecnica originale della casa a base di pasta di porcellana. Poi c’è chi incolla chi dipinge chi passa il phon chi verifica..

Dei pezzi più elaborati e tradizionali qui ne teniamo uno soltanto perchè ha un prezzo più alto di qualunque altra nostra produzione, bisogna considerare che per arrivare a questo risultato lo lavorano 50 mani differenti!”

Michela Ongaretti

 

Affordable Art fair, Milano 2017. Paolo Pettignani

Anche nel 2017 l’arte contemporanea è Affordable a Milano. Arte e Fiera al Superstudio Più

Nel 2017 ritorna con un pizzico in anticipo. Non sentiamo ancora l’odore di primavera quest’anno mentre la città è invasa dai manifesti rosa shocking di Affordable Art Fair, visitabile dal 10 al 12 febbraio. L’arte contemporanea accessibile è in fiera presso il Superstudio Più di via Tortona, per la settima volta, sotto la direzione di Manuela Porcu. Tornano in scena pittura, scultura, fotografia e installazioni proposte da ben 85 gallerie, inoltre nelle diverse giornate sono in programma talk di approfondimento e workshop con artisti per bambini e adulti.

 

Paolo Vergano, Affordable Art Fair 217 a Milano

Affordable a Milano, 2017. Paolo Vergnano con Evvivanoé Esposizioni D’arte

 

Parola d’ordine: Affordable. Arte accessibile in termini economici, tutte le opere sono acquistabili con un budget massimo di seimila euro, ma anche nell’intento di portare le persone ad interessarsi alle diverse proposte della produzione artistica, rendendola  alla portata di tutti, compresi coloro che ne siano attratti senza esserne degli esperti, nella fruizione più comprensibile dell’arte contemporanea, meccanismo che ci auguriamo possa continuare a svilupparsi nella realtà italiana. A Milano, in una location raggiungibile con facilità, non solo i collezionisti ma anche i semplici curiosi hanno quindi l’occasione per farsi un’idea del panorama artistico italiano e europeo in un contesto informale e vario.

 

Affordable Art Fair Milano 2017, Nicola Bergolio

Affordable a Milano 2017, Nicola Bertoglio, Zoia Gallery

 

Un week end all’insegna del talento nell’arte contemporanea come lo è stato per l’art week end di Bologna ma con una connotazione più precisa, forse più glamour e raccolta pensando alla location sempre più nota per Affordable e per il Fuorisalone fisso in aprile in concomitanza del Salone del Mobile.

Il principio su cui si basa questo format è in teoria esaltante, nato dalla mente del fondatore inglese Will Ramsay nel lontano 1999 con la prima Affordable Art Fair a Battersea Park, Londra, è stata e sicuramente continua a rappresentare un nuovo modo di collezionare l’arte contemporanea anche se Artscore si domanda, e non è l’unico interlocutore a farlo, se ad un allargamento del bacino di utenza possa corrispondere un abbassamento di qualità del prodotto e dei suoi contenuti.  In linea di massima risponde che non parliamo di “prodotto” con parametri fissi per l’arte contemporanea, e che un prezzo più contenuto può provenire dalla giovane età e iniziale carriera di un artista valido, oppure dall’utilizzo di  materiali meno costosi e di misure ridotte nelle opere. E’ certo che non stiamo ragionando sul valore di investimento tout court, ma dal valore estetico che un collezionista reputa di un’opera d’arte contemporanea, e ricordiamo che il parametro nel mercato dell’arte può crescere in seguito…ma deve pur formarsi grazie a chi crede in un talento.

 

Affordable Art Fair, Milano 2017, Lars Tunebo

Affordable a Milano nel 2017, in fiera Lars Tunebo, High in New York.

 

Detto questo non resta che cedere alla curiosità e andare a toccare con mano la situazione dell’arte contemporanea a prezzo contenuto. Potremo rimanere delusi o scoprire che nella rivoluzione di Affordable a Milano lo stato democratico dell’Arte può entrare nel nostro mondo quotidiano.

In ogni caso accanto ai giovani riconosciuti nel loro valore e a emergenti di cui sentiremo parlare, (Artscore si riserva una valutazione onesta solo dopo la visita), saranno presenti ad Affordable a Milano anche grandi nomi nel panorama dell’arte contemporanea come Ugo Nespolo, Michelangelo Pistoletto, Enrico Castellani, Piero Gilardi, Giosetta Fioroni, Altan, Paul Kostabi e Toccafondo.

 

Affordable Artfair, Milano 2017, Gian Piero Gasparini

Affordable a Milano nel 2017, Gian Piero Gasparini, Carly, 2016.

 

Le Sezioni

La consueta sezione Main prevede un rinnovamento negli attori coinvolti: tra le gallerie che ormai sono una presenza e una garanzia fissa nel 2017 entrano nel circuito realtà provenienti da tutto il mondo, con artisti dall’Australia, dal Giappone e dall’Europa dell’Est.

La novità per l’edizione 2017 è la sezione Milano Contemporary, che si focalizza sulle gallerie della città ospite. L’intento è di fare conoscere le realtà che promuovono arte contemporanea, che a dispetto di quanto in tanti credono possono anche rivelarsi accessibili. Affordable anche a Milano quindi con l’intento e l’augurio che i collezionisti nuovi, o semplicemente gli amanti dell’arte, possano venire a conoscenza dei luoghi e delle attività delle gallerie attive tutto l’anno.

 

Una foto di Tea Falco ad Affordable Art Fair a Milano nel 2017

Affordable a Milano, 2017. Galleria Gli Eroici Furori, fotografia di Tea Falco

 

ARC Gallery, Deodato Arte, Pisacane Arte, Gli Eroici Furori, Morotti Arte Contemporanea, STATUTO13 Arte Contemporanea, Alidem- L’arte della Fotografia, Spaziofarini6, Carré d’Artistes, Martina’s Gallery, Carte Scoperte , Milano Style Art, Artematta, Independent Artists.

La fotografia continua ad avere un grande seguito nella specifica sezione di cui indico le gallerie coinvolte: Capital Culture Gallery, Monteoliveto, The Bleach Box Photography Gallery, The public House of Art, Alidem- L’arte della Fotografia, Spaziofarini6, LUMAS, G2Atelier.

 

Affordable Art fair, Milano 2017. Paolo Pettignani

Affordable a Milano nel 2017, in fiera Paolo Pettigiani

 

Presente nel 2017 la sezione Young, composta di artisti under40 e gallerie emergenti come : Young Folly & Muse, Federica Morandi Art Projects, Zoia Arte contemporanea, Burning Giraffe Art Gallery, Winarts, StART UP, The Outartlet Gallery, ExpArt Studio and Gallery, Studio Ida Harm.

I Talk

Anche l’approfondimento di temi attuali per l’arte è alla portata di tutti: Affordable a Milano propone MILANO CONTEMPORARY e FALL IN ART, due cicli di incontri e conferenze con grandi personalità del settore. Nell’ area talk ogni giorno dell’edizione 2017 sono previsti i racconti ispiratori di curatori, artisti e fondazioni, coloro insomma che intorno all’arte contemporanea hanno costruito una vita e una carriera.

Alle 15,30 per MILANO CONTEMPORARY: Il 10 febbraio Elena Zaccarelli e Barbara Guidotti di Christie’s Milano parleranno di mercato e funzionamento della casa d’asta, soffermandosi anche sul boom dell’arte italiana del dopoguerra. L’11 febbraio sarà la volta di Roberto Ungaro, direttore di Pisacane Arte che spiegherà le varie attività della galleria nel territorio milanese tra cui il Progetto Milano Vola Alto. Il 12 Febbraio si potranno ascoltare Andrea Zardin (Carte Scoperte Art Gallery) e il critico Luciano Tellaroli che racconteranno dei progetti di scambio e promozione tra giovani artisti, tra Milano e il Giappone.

 

Affordable Art Fair, Milano 2017, Johan Thunell

Affordable a Milano nel 2017, in fiera Johan Thunell con l’opera Nylle

 

Alle 17,30 per FALL IN ART. Il 10 febbraio ci sarà Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, che nel 1995 trasformò la sua attività di collezionista in una vera  propria Fondazione. Il programma culturale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è sviluppato in collaborazione col critico Francesco Bonami: il talk verterà sulla nascita dell’ente e sulle ultime tendenze registrate nell’arte contemporanea.

 

Affordable Art fair 2017 a Milano. Stefano Bonora

Affordable a Milano, 2017. In fiera Stefano Bonora con Artakademy

 

Sabato 11 Febbraio Giorgio Fasol, uno dei più importanti collezionisti italiani, prezioso nel saper riconoscere i talenti emergenti che emergeranno, converserà con Marco Trevisan, economista pasionario dell’arte contemporanea che nel 2010 ha portato Affordable a Milano e insieme a Fasol collabora alla piattaforma di di crowdfunding Artraising.org.

Domenica 12 Febbraio i talk sono con Independent Collectors: piattaforma specializzata in mostre online, interviste e storie di collezionisti, sono questi ultimi gli ospiti d’onore, che parleranno delle nuove generazioni del collezionismo e saranno a disposizione per le domande del pubblico. Nienke van der Wal, giovane collezionista olandese che spiegherà perché ha fondato Young Collectors Circle, la piattaforma per incoraggiare i giovani ad acquistare arte. Amy Binding  discuterà dell’importanza di condividere la sua esperienza attraverso un portale, mentre Roswitha Wille parlerà del ruolo delle donne nel mercato dell’arte, e della sua collezione al femminile.

 

Affordable 2017 a Milano, Pep Marchegiani

Affordale a Milano nel 2017, Pep Marchegiani, Galleria Colonna e Hipponion Art Gallery

 

Workshop

Per Affordable a Milano ogni giorno alle 16,30 si svolgeranno diversi workshop tenuti dagli artisti proposti dalle gallerie di Milano. Deodato Arte propone il primo workshop venerdì 10 febbraio con Tomoko Nagao, sabato sarà la volta di Enrico Macchiavello per Artematta, mentre domenica 12 Gli Eroici Furori Arte Contemporanea presenta i celebri Urbansolid.

Progetti Speciali

Molto attiva quest’anno la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, a tre giovani curatori provenienti dalla CAMPO, il corso per curatori Campo della Fondazione, è stata affidata  la selezione degli Young Talents del 2017, creata per gli artisti emergenti. I loro nomi saranno una sorpresa fino alla serata inaugurale del 9 febbraio.

 

Affordable Milano 2017, Felipe Cardena

Affordable a Milano 2017, Felipe Cardena con Deodato Arte, Lost Memories, serigrafia in edizione limitata a 100 pezzi

 

Attesissima per la seconda edizione durante Affordable a Milano la Warsteiner Art Battle: una sfida a colpi di pennello e spray tra talenti nuovi del mondo della street art. I migliori arricchiranno la collezione privata di Warsteiner, partner affezionato di Affordable a Milano.

La piattaforma Art Sweet Art ideata da Laura Caruso e Saverio Verini è una novità della settima edizione di Affordable a Milano: nata nel marzo 2016 è dedicata alle residenze d’artista in abitazioni private, dove il collezionista interviene in maniera attiva nella creazione dell’opera d’arte, in collaborazione con l’artista e parte del processo creativo. Legato ad Art Sweet Art e al suo intento di interazione nuova del pubblico con l’opera d’arte, la serata inaugurale del 9 febbraio vedrà  in scena il ritratto fotografico con la performance del collettivo fotografico Pogovic Photo Circus, modificato in diretta dopo la posa di persone dal pubblico.

 

CBM IItalia ad Affordable nel 217

Affordable a Milano nel 2017. Un laboratorio di CBM Italia Onlus

Affordable a Milano è sempre più accessibile anche nell’attenzione a persone con necessità particolari.  CBM Italia Onlus, parte della più grande Organizzazione Umanitaria internazionale, parteciperà ad Affordable a Milano con i laboratori artistici e tattili Vietato non toccare, percorsi sensoriali per esplorare la realtà con la vista, il tatto e l’udito. Venerdì 10 dalle 14.00 alle 18.00 e Sabato e Domenica dalle 11.00 alle 18.00 sarà organizzato il laboratorio per partecipanti dagli otto anni in su, dove saranno esposte le opere dello scultore non vedente, ambasciatore di CBM, Felice Tagliaferri.

Sono moltissimi gli stimoli proposti il prossimo week end in fiera, e noi siamo curiosi di capire quanto l’arte contemporanea possa essere Affordable a Milano, e viceversa.

Michela Ongaretti