SetUp Contemporary Art Fair, galleria Metroquadro presenta Nicola Malnato

SetUp Contemporary Art Fair 2017. Week end d’Arte Contemporanea a Bologna.

Mancano pochi giorni alla quinta edizione di SetUp Contemporary Art Fair.

Dal 27 al 29 gennaio Artscore si potrà avventurare nelle sale dell’Autostazione dedicate alla manifestazione in piazza XX settembre a Bologna. L’apertura in fascia serale, dalle ore 17, renderà l’atmosfera ancora più festosa ed informale favorendo l’afflusso di pubblico cittadino. Bologna apre quindi l’art week end di Bologna con SetUp accanto alla più istituzionale ArteFiera: se per la seconda manifestazione l’interesse è più rivolto ai grandi nomi e agli storicizzati, quello che attira dal 2013 SetUp è proprio la presenza di nuove leve, puntando sul qualità e  nuovi stimoli della scena emergente italiana ed internazionale.

Logo e tema di SetUp Contemporary Art fair, edizione 2017

Logo e tema di SetUp Contemporary Art Fair, edizione 2017

 

Per quanto non comprendiamo la denominazione “indipendente”, siamo lieti di ritornare nella città emiliana per le nuove proposte della Fiera d’arte più giovane d’Italia, con il suo format arricchito dai diversi premi collaterali e per un numero di gallerie partecipanti sempre maggiore rispetto alle precedenti edizioni. Nell’edizione 2017 potremo vedere il lavoro di sessanta gallerie, quindici delle quali provenienti dall’estero.

Sul carattere urban style della location abbiamo già avuto modo di esprimerci ritenendola di fascino, è sempre lodevole cambiare la vocazione di un luogo cittadino di passaggio quotidiano soprattutto se è l’Arte ad animarla per un breve periodo, ma la qualità dell’esposizione è limitata nella sua fruibilità, proprio a causa della destinazione d’uso originale ed evidente dell’edificio.

 

SetUp Contemporary Art Fair, DiegoZangirolami, La-veneranda reliquia, CragChionoReiSova ArtGallery

SetUp Contemporary Art Fair, Diego Zangirolami, La veneranda reliquia, per Crag-Chiono Rei Sova ArtGallery

 

Come ogni Fiera d’Arte di rispetto la quinta edizione di SetUp muove la sua selezione a partire da un tema guida che quest’anno le due organizzatrici Simona Gavioli e Alice Zannoni, e il comitato scientifico composto da Silvia Evangelisti e Diego Bergamaschi hanno individuato nell’Equilibrio, esplicitato anche attraverso la sua opposizione. Secondo l’interpretazione di Kierkegaard la mancanza di staticità si rivela motore dell’esistenza perciò “Osare è perdere momentaneamente l’equilibrio, non osare è perdere se stessi”, intento fatto mission per SetUp Contemporary Art fair. La lettura del mondo contemporaneo attraverso l’arte può quindi può manifestarsi nel gioco dialettico complessivo dei diversi esponenti che rendano il valore sia della proporzione, dell’armonia, della simmetria, che dell’eccesso, dinamicità di forze e forme, azione e persino sbilanciamento. L’indagazione secondo queste logiche dovrà riguardare il presente nella condizione economica, sociale, politica, delle relazioni, geografica ma anche fisica, tecnologica, formale e di identità.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Sensi Arte presenta Nicola Bertellotti

SetUp Contemporary Art Fair, Nicola Bertellotti, There mains of the day,  galleria Sensi Arte

 

Set Up ha posto delle domande ben consapevole della estrema eterogeneità delle risposte degli artisti e dei progetti curatoriali presenti: Esiste, perciò, l’equilibrio? Quanto dura? Cosa significa essere in bilico? Ci può essere equilibrio etico? Il progresso è equilibrato? Il libero arbitrio è equilibrato? L’identità di schieramento produce uno sbilanciamento? L’attrazione è un’oscillazione? Come si manifesta? Lo ha fatto perché crede che il fascino della cultura contemporanea stia nella sua contraddizione.

Secondo la vocazione del format questi interrogativi sono posti agli espositori seguendo la logica di far interagire le figure dell’artista, del curatore e del gallerista.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Galleria La Linea presenta Michele Guidarini

SetUp Contemporary Art Fair, Michele Guidarini, Rotten-Jump, Galleria La Linea

 

I progetti esposti sono suddivisi in cinque categorie:Main Section, Solo Show, Drawing the World II, P(I)IGS CAN FLY e S.O.S SetUp Open Space.

La Main Section chiama a proporre un progetto curatoriale con almeno un artista under 35, presentato da un testo critico di un curatore under 35. Riunisce le gallerie italiane ed estere secondo quello che risulta ormai essere un format consolidato di SetUp, spingendo alla massima interazione artista, curatore-critico, gallerista. Insieme a questo artista le gallerie esporranno la loro intera “scuderia” per presentare la propria visione e scelta del mondo artistico contemporaneo.

 

SetUp Contemporary Art Fair, sezione SOS, F05

SetUp Contemporary Art Fair, sezione SOS, Vinz Feel Free, F05

 

In ordine alfabetico vedremo: 3)5 ArteContemporanea (Sipicciano Graffignano – VT), A100 Gallery (Galatina – LE), A-Space gallery (Rheinfelden – Svizzera), Addaya Centre D’Art Contemporani (Maiorca – Spagna), ART and ARS Gallery (Galatina – LE), BBelgravia arte contemporanea (Bologna), BI-BOx Art Space (Biella), BONELLILAB (Canneto sull’Oglio – MN), Cartavetra (Firenze), CASA FALCONIERI Centro di ricerca e sperimentazione (Cagliari), Città dell’Arte (Venezia), CRAG – CHIONO REISOVA ART GALLERY (Torino), Eggers 2.0 Let’s do it together (Torino), Etra Home Gallery (Napoli), exfabbricadellebambole (Milano), Falcinella Fine Art (Mantova), FEDERICO RUI ARTE CONTEMPORANEA (Milano), Galleria B4 (Bologna), Galleria 13 – arte moderna e contemporanea (Reggio Emilia), Galleria 33 (Arezzo), INCREDIBOL – Erika Deák Gallery (Bologna – Budapest), Il Cerchio e Le Gocce (Torino), InConnection Art Center (Orte – VT), ISCULPTURE (San Gimignano – SI), LuxLuxury Group (Bologna-Miami-Dubai – Abu Dhabi-Doha), MARTINA’S GALLERY (Giussano –MB), metroquadro (Torino), MuseoNuovaEra (Bari), PORTANOVA12 (Bologna), SENSI ARTE (Colle Val d’Elsa–SI), spaghettiparty.it (Udine), Spazio Espositivo EContemporary (Trieste), Spazio Lavit (Varese), Stefano Bartoli (Vezzano sul Crostolo –RE), Vibra Spazio contemporaneo di idee (Ravenna), Viridian Artists (New York), VV8 ARTECONTEMPORANEA (Reggio Emilia).

 

SetUp Contemporary Art Fair, Martinas Gallery presenta Stikki Peaches

SetUp Contemporary Art Fair, Stikki Peaches, Martina’s Gallery

 

Solo Show intende presentare i progetti di sei gallerie che mostrano il lavoro di un unico artista, italiane ed internazionali.

Partiamo da lontano con la State of The Art Gallery and Magazine di Clermont (Florida), insieme ad ABC arte Bologna Cultura (BO), ADD-art (Spoleto – PG), Galleria La Linea (Montalcino – SI), STUDIO 38 CONTEMPORARY ART GALLERY (Pistoia), Stefano Bartoli (Vezzano Sul Crostolo – RE).

Le categorie Solo Show e Main Section concorrono per il Premio SetUp, per artisti e i curatori under 35, il vincitore sarà deciso dalla giuria composta dal comitato scientifico unito al Comitato Direttivo, Simona Gavioli e Alice Zannoni.

 

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Stefano Bartoli presenta Alessandra Zini

SetUp Contemporary Art Fair, Alessandra Zini, Atterraggio sulla Terra, galleria Stefano Bartoli

 

Il progetto P(I)IGS CAN FLY a cura di Eleonora Battiston, riunisce cinque realtà internazionali, cinque stati denominati dall’acronimo PIIGS caratterizzati da economie deboli e situazioni di debito pubblico:per riagganciarsi al tema di SetUp 2017, sono luoghi dove è venuto meno l’equilibrio sociale, politico ed economico ripercuotendosi nell’ambito culturale con notevoli tagli economici, ma dove non è mancata continuità nella produzione artistica di alto livello, anche in reazione all’instabilità, generando nuovi contenuti e suggerendo tematiche ad interpretare con nuove visioni la situazione in corso  A Set Up  ecco quindi la Spagna con le gallerie Blanca Soto di Madrid e Artizar di TenerifePortogallo, il Portogallo con Módulo–Centro Difusor de Arte di Lisbona, la Grecia con ALMA GALLERY di Atene,  e l’Irlanda con Steambox Gallery di Dublino.

 

SetUp Contemporary Art Fair, sez. PIIGS, Artizar presenta Jose Luis Serzo

SetUp Contemporary Art Fair, sez. PIIGS, Jose Luis Serzo, Teatrorum-nocturno, galleria Artizar

 

Drawing the World II è la categoria di Mónica Álvarez Careaga, curatrice e direttrice di Drawing Room Madrid, che ha selezionato quattro gallerie di fama internazionale per presentare altrettanti artisti provenienti da paesi diversi, accomunati dalla pratica del disegno come disciplina fondamentale per la costruzione delle opere e per l’interpretazione del mondo. Le gallerie sono: Ulf Larsson Galerie di Colonia, la Rodriguez Gallery di Poznan, Saida Art Contemporain di Tetouan e della Galleria Siboney di Santander, e gli artisti Natarajaa dall’India, la polacca Dorota Buczkowska , il marocchino Mohamed Larbi Rahhali  e Teresa Moro da Madrid.

 

SetUp Contemporary Art Fair, sez. Drawing The World, Rodriguez Gallery presenta Dorota Buczkowska

SetUp Contemporary Art fair, sez. Drawing The World, Dorota Buczkowska, One year in sanatorium, Rodriguez Gallery

 

S.O.S SetUp Open Space è una novità del 2017, la sezione funziona come spazio per 9 progetti sperimentali, e valorizza artisti che siano innovativi e rivoluzionari attraverso il proprio linguaggio. A promuovere e presentare questi artisti saranno Artegiro (Conzano – AL), C.A.C.C.A Centro per l’Arte Contemporanea sulla Cultura Alimentare (Bologna), Collaterart A.P.S. (Salerno), Current (Milano), Peninsula (Berlino), Polisonum (Roma), PrintAboutMe (Torino), Vinz Feel Free (Valencia – Spagna), (Bolzano).

E’ la sezione che comprende gli iscritti al Premio Alviani ArtSpace, per il quale la galleria di Pescara si impegna a dare davvero spazio in galleria durante la stagione 2017-2018, in linea con la sua finalità di ricerca e di contaminazione tra linguaggio artistico e tecnologico.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Artegiro presenta Talaatharb, sez. SOS

SetUp Contemporary Art Fair, SOS, Talaatharb, Pink, per Artegiro

 

Gli altri premi in programma saranno:  il Premio Residenza Casa Falconieri che offrirà dieci giorni all’artista vincitore per lavorare all’interno dello Studio Casa Falconieri, nel cuore della Sardegna, e il Premio fotografico Tiziano Campolmi. Quest’ultimo sarà suddiviso in due fasi, prima la selezione avverrà attraverso i like espressi sulla pagina facebook del premio, in seguito una commissione in carne ed ossa, composta dal presidente dell’associazione Campolmi Andrea Benericetti e dal direttivo di SetUp, sceglierà tra i cinque lavori selezionati dal pubblico online.

 

SetUp Contemporary Art fair, Arredamento a cura di Camisa11

SetUp Contemporary Art fair, arredamento area relax e bookshop a cura di Camisa11, Volta Rosso

 

Ulteriore novità, fuori dalle categorie espositive di SetUp ma perfettamente in linea con gli interessi di ARTscore, è HANDOVER, dove l’equilibrio sarà esplorato nel suo confine tra arte e design. Handover significa letteralmente staffetta e l’intento è in effetti quello di passare le conoscenze o la sensibilità necessaria a far funzionare una sfera creativa rispetto all’altra, nell’orientamento ad esempio del designer si accoglie una visione scultorea o pittorica dell’oggetto progettato. Ciò che ne risulta è un pezzo di art-design, che dopo l’approccio culturale che lo determina va oltre la sua funzionalità. Sono aziende di design di rilievo ad aver aderito a questo esperimento di mostrare la vita donata al design dall’arte, Alessandra Francesca Borzacchini,Camisa 11 Design, StoneLab Design Gumdesign, Walter Vallini.

Il design sarà protagonista anche nella Collectors Lounge, con spazi esclusivi per un numero collezionisti. il merito dell’allestimento va a Gianpaolo GAZZIERO, del noto tempio del design e arredamento a Bologna; pietre miliari del design saranno a disposizione grazie alla prestigiosa collaborazione con Cappellini.

 

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Sensi Arte presenta Elisa Mearelli

SetUp Contemporary Art Fair, Elisa Mearelli, Il sogno di Icaro, galleria Sensi Arte

 

Sono molti i progetti speciali quest’anno, per lasciarvi alcune sorprese ci limitiamo a segnalare l’opera K17 di Fabrizio Fontana all’ingresso, presentata da Ars and Ars di Galatina, un Kalashnikov enorme rivestito di piccoli giocattoli, ironicamente feroce nel suo messaggio.

D’obbligo citare l’omaggio ai 50 anni di Corto Maltese, in concomitanza con la grande mostra sull’eroe a fumetti presso Palazzo Pepoli a Bologna, con la proiezione dello Speciale e delle prime apparizioni televisive, a cura di Andrea Losavio in collaborazione con gli eredi del disegnatore Secondo Bignardi.

 

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Bonelli Lab presenta Anna Stella Zucconi

SetUp Contemporary Art Fair, Anna Stella Zucconi, Barbie is not dead, galleria Bonelli Lab

 

L’atrio dell’’Autostazione torna nel 2017 ad essere interessato dall’Area Talk, con il suo ampio programma originale e gratuito, costituito da 13 interventi tra incontri, conferenze e tavole rotonde, sempre sul tema dell’Equilibrio. Una sezione parlerà dei progetti per Le capitali della cultura Mantova, Pistoia e Matera e l’equilibrio nell’arte contemporanea, quelli già realizzati e quelli ancora da produrre, a cura di Serena Achilli, curatrice indipendente e Direttore artistico di Algoritmo Festival.

La seconda sezione è Remember The Future, un format di contenuti itineranti, appendice al festival Voglia di Vintage di Mantova, a cura di Fabio Lucarelli.

 

SetUp Contemporary Art Fair, Luigi Petracchi, galleria MMXII presenta Luigi Petracchi

SetUp Contemporary Art Fair, Luigi Petracchi, LuxLuxory, galleria MMXII

 

L’Area Bookshop e Area editoria gestita da Agenzia Nfc: quest’anno accanto a cataloghi e libri d’arte troveremo i quaderni d’autore in edizione limitata, creata ad hoc per la manifestazione. Oltre alla consolidata partnership con Exibart l’Area Editoria vedrà poi le nuove collaborazioni con Urban Magazine, Edizioni del Rio e Art Bag, progetto editoriale ideato da Alessandra Alliata Nobili ed Emiliano Zucchini.

 

Il programma è piuttosto intenso..vi basta per una serata a Bologna?

 

Michela Ongaretti

 

SetUp Contemporary Art Fair, galleria Metroquadro presenta Nicola Malnato

SetUp Contemporary Art Fair, Nicola Malnato, The importance of breathing. Dreaming a Whale, galleria Metroquadro

 

SetUp Contemporary Art Fair, Saida Art Contemporain presenta Mohamed Larbi Rahhadi

SetUp Contemporary Art Fair, sez. Drawing The World-Mohamed Larbi Rahhadi, OMRI, Saida Art Contemporain

 

SetUp Contemporary Art Fair, Galleria La Linea presenta Michele Guidarini

SetUp Contemporary Art Fair, Michele Guidarini, DADA, Galleria La Linea

 

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Cazziefighe. Una deliziosa mostra pornografica ovvero un’antologia del talento milanese

Cazziefighe. Una deliziosa mostra pornografica ovvero un’antologia del talento milanese

di Michela Ongaretti

Iniziata in leggerezza, finirà in un battito d’ali come il lieve passaggio di una farfalla.

Schietta fin dal titolo, Cazziefighe è la mostra nata dalla mente di Massimo Kaufmann e Ivano Sossella, la dichiarazione d’indipendenza di due artisti di lunga esperienza che concepiscono l’esposizione come una grande opera formata da quelle degli 86 creativi coinvolti. Tutti liberamente invitati ad esplorare reinventarsi o ritrarre quel che vive sotto ai nostri vestiti. La mostra dura in tutto quattro giorni, e bisogna sbrigarsi perchè domani sarà l’ultima occasione per visitarla presso lo spazio Laltalena in via Binda 7.

cazziefighe001 (1)Vista generale della mostra Cazziefighe, foto di Sofia Obracaj

Tema vivace e dalle mille visioni, mai volutamente esplicitato come ora, dimostra che l’arte può anche divertire, perché il corpo è prima di tutto un gioco in regalo, e gli organi genitali hanno una storia da raccontare, che tutti conoscono e in pochi hanno mostrato costretti dal pregiudizio della decenza, della rispettabilità negata dall’intimità esibita. La materia di Cazziefighe oggi è democraticamente per tutti, come può essere l’arte, ma non da tutti, infatti nell’eterogenea selezione questa mostra ha coinvolto chi sa parlare con la propria arte.

cazziefighe011 (1)L’opera di Andrea Zucchi per C&F, foto di Sofia Obracaj

Il gioco può volgere al serio perchè se spesso si sorride, (Stefano de Molfetta), o ci si meraviglia (Coniglioviola e Rosario Gallardo) per lo stesso soggetto, l’ azione o reazione di fronte al sesso può portare a riflessioni sulla visione (Giancarlo Marcal), sull’apparenza, (Francesco Arena), o ad inquietudini ancestrali e surreali per Umberto Chiodi. Qualcuno accosta il sesso alla morte, (Stefano Abbiati), mentre per Andrea Zucchi il racconto è retrò come il suo svelamento teatrale.

cazziefighe012 (1)Umberto Chiodi per C&F, foto di Sofia Obracaj

C’è Vedovamazzei che analizza il design di un pene e il personaggio di Massimo Giacon che di pene perisce nella sua incapacità di gestirlo, mentre lo stesso pene è sineddoche dell’intera personalità per Agnese Guido. La scultura è perlopiù dedicata all’organo femminile, con Lucrezia Zaffarano e nella foto di Loredana Galante.

Il disegno di Giovanni Manzoni Piazzalunga per C&FIl disegno di Giovanni Manzoni Piazzalunga per C&F

Per altri ancora il sesso femminile o maschile è semplicemente bello (Valeria Finazzi e Cosimo Filippini), e visto da vicino è un piccolo capolavoro di linee morbide e quasi astratte (Giovanni Manzoni Piazzalunga), o un delicato oggetto di devozione rinascimentale per Armando Perez Prieto.  

cazziefighe015La scultura di Lucreazia Zaffarano, foto di Sofia Obracaj

Tutte le più di ottanta opere sono su una sola parete sul fondo della sala, ci stanno giuste giuste nella misura totale, e per il mio gusto personale, unito alla volontà di potermi concentrare sulla singola opera, che abbia un respiro nella distanza anche mentale dalla successiva, soprattutto in una collettiva, ho un momento di confusione. Un attimo nel quale tutto mi sembra confondersi e mescolarsi: in realtà è un effetto voluto perché la visione dei genitali umani, fantasiosa surreale o descrittiva, è corale, ed è dall’unione della voci in una sola che si sviluppa una logica addizionale: la parete è brulicante di risatine e sussurri, fragilità e osservazioni, dichiarazioni di intenti e di genere, sguardi dal buco della serratura o a porta spalancata.

cazziefighe029C&F fotografati durante il vernissage, foto di Sofia Obracaj

Al vernissage conosco Ivano Sossella, mi presenta lui stesso una chiave di lettura fresca, divertita, che avvicina l’arte ad una scorribanda collettiva, una allegra brigata, anche se poi sempre allegra non è la visione della sessualità con i suoi retaggi psicologici e psicanalitici..sul suo volto leggo il piacere di avere riunito con successo una larga fetta degli artisti operanti intorno al panorama milanese scevri dall’intervento di galleristi, tutti su una parete per un gioco lungo quattro giorni, felice di aver riunito “un’accozzaglia di gentaglia”,  intenta a fare arte con il sesso.

cazziefighe037Volti di C&F, foto di Sofia Obracaj

Massimo Kaufmann e Ivano Sossella si sono avvalsi della collaborazione di altri due artisti, Carlo Spoldi e Yari Miele, e il supporto tecnico di due giovanissimi, Lorenzo Fioranelli e Lucrezia Zaffarano. La mostra è stata resa possibile grazie alla generosità di Ho Jin Jung e il catalogo grazie a Marco Genzini, Emmegigroup.

cazziefighe063Artisti e ospiti, foto di Sofia Obracaj

Potete vedere l’album completo dell’evento qui

https://www.facebook.com/obraphoto/photos/?tab=album&album_id=1107280669318302

..ed ecco l’elenco completo degli artisti

Stefano Abbiate, Paola Alborghetti , Sevil Amini, Roberto Amoroso, Daniela Ardiri , Francesco Arena Silvia Argiolas, Stefano Arienti, Mattia Barbieri, Angelo Barile, Enzo Basello, Alessandro Bazan Lorenza Boisi,  Simona Bramati, Jacopo Casadei, Giorgio Cattani, Elisa Cella, Maurizio Cesarini Umberto Chiodi, Michele Chiossi, Marco Cingolani, Coniglioviola, Francesco Correggia, David Dalla Venezia, Kalina Danailova, Francesco De Grandi, Francesco De Molfetta, Pier Giorgio De Pinto, Doan
Ilaria Facci, Cosimo Filippini, Valeria Finazzi, Lorenzo Fioranelli, Giovanni Frangi, Eckehard Fuchs
Valerio Gaeti, Loredana Galante, Rosario Gallardo, Daniele Galliano, Giuseppe Gallo, Massimo Giacon, Domiziana Giordano, Agnese Guido, Donald Hyams, Michelle Jarvis, L Orma, Marco Lavagetto, Corrado Levi, Ivan Lupi, Giancarlo Marcali, Barbara Mauceri, Karl Klaus Mehrkens, Davide Merlo, Piero Mezza Botta, Yari Miele, Alberto Mugnaini, Anna Muzi, Saba Najafi, Katja Noppes
Guido Nosari, Andrea Nurcis, Max Papeschi, Armando Perez Prieto, Giovanni Manzoni Piazzalunga
Stefano Pizzi, Michela Pomaro, Angelo Pretolani, Rahmani Banafsheh, Stefano Romani, Giovanni Ruggiero, Giuliano Sale, Antonio Serrapica, Emila Sirakova, Ivano Sossella, Carlo Spoldi, Sukran Moral, Giovanni Testori, Roberta Toscano, Francesco Tricarico, Vania Elettra Tam, Vedovamazzei
Dany Vescovi, Lucrezia Zaffarano, Giulio Zanet, Andrea Zucchi , Christian Zucconi.

Michela Ongaretti

 

 

 

 

 

Da Mustacchi

Supereroi pelosi. Baffi e capigliature nelle illustrazioni di Antonio Bonanno

Supereroi pelosi. Baffi e capigliature nelle illustrazioni di Antonio Bonanno

 

Give me a head with hair, long beautiful hair, shining gleaming steaming flaxen waxen. Give me it down to there, hair, shoulder length or longer, here, baby, there, mamma, everywhere, daddy daddy hair! Flow it, show it, long as God can grow it, my hair! (Hair ,1979)

 

Non solo libri da Gogol & Company in via Savona. Anche se varrebbe la pena andarci solo per quelli, soprattutto per i piccoli e grandi volumi di illustrazione, essi sono un punto di partenza.

Il 28 aprile, accanto a delle tavole originali de El Gato Chimney, c’erano quelle dei protagonisti della mostra collettiva “Codex Arboreum Maior”, una sorta di erbario visionario sul tema dell’albero, declinato secondo l’immaginazione di ventidue creativi su carta.

Da Mustacchi

Dalla mostra al libro, il gruppo di illustratori dell’entourage della scuola di illustrazione del Castello Sforzesco ha autoprodotto un bel volume con tutti gli interventi, e dal libro alla mostra, perché quel giorno la mia curiosità mi aveva portato a scoprire i due albi di Antonio Bonanno “Mustacchi” e “Coiffures”. L’artista era presente insieme ai disegni originali e alle stampe numerate.

Codex Arboreum per me ha funzionato come anticipazione del lavoro di Bonanno, che racconta con alcune immagini a colori la storia del suo “Albero dei Baffi”. Nei volumetti di Logos edizioni raddoppia la sua “ossessione” per barbe e capelli.

Coiffures di Antonio Bonanno, edizioni Logos

Sono una seconda edizione prima distribuita in Francia con Edition du Lampion e testimoniano la fortuna dell’illustratore oltralpe. Apprezzato il gusto retrò del racconto di prodigi moderni e inspiegabili, il tratteggio incrociato con ordine a china, il “circo” di personaggi che vivono accanto alla normalità del resto della popolazione, senza impedire alla propria diversità di prendere il sopravvento. Non sono freaks ma solo rispettabili signori e signorine usciti dall’età vittoriana o da un film muto, con baffi o capelli straordinariamente rigogliosi capaci di azioni fuori dalla loro funzione originaria, vitali di una personalità propria, compagni di avventure accanto alle persone a cui appartengono i corpi con cui convivono, stravolgendo le loro esistenze.

Antonio Bonanno e Silvio Boselli

Secondo la mia visione queste intricate masse “pelose”, presenti prepotentemente a caratterizzare personaggi maschili e femminili, hanno una funzione di simbolo forte di resistenza nella stravaganza. Non è la condizione esistenziale esclusivamente dell’artista, è quella di ogni persona che vive con coraggio una diversità, che anzi riesce a migliorare la propria condizione attraverso la liberazione di questa peculiare caratteristica. Pelosi supereroi.

Le stampe numerate di Mustacchi e Coiffures

Conferma della propria esistenza, femminilità o mascolinità estrema, desiderio di differenziarsi o di sentirsi liberi, la nostra peluria è una dichiarazione di indipendenza.

Lunghi capelli quale simbolo di rottura per la controcultura hippy, o baffi scolpiti a marchiare una signorilità nel diciannovesimo secolo, se sono stati osannati per la loro bellezza da artisti, poeti e letterati come il citato Dalì che disse “Senza baffi un uomo non è vestito correttamente”, nessuno li ha mai immaginati se non fluenti. Qui l’esagerazione rende le illustrazioni gradevoli e allo stesso tempo grottesche, come una raccolta di immagini di memorabilia di un viaggio, con quel pizzico di ironia in più.

Da Coiffures

Davanti al bivio della scelta tra i due albi non mi so decidere, ma anche se finché vivrò vorrò una chioma come quella auspicata dal personaggio del musical Hair, mi tuffo nell’universo inesplorato dei baffi. Se devo scoprire un mondo mi affaccio all’altra parte del cielo per capire: quali sono i poteri di un paio di mustacchi prodigiosi?

Michela Ongaretti

Fotografie di Sofia Obracaj

Il volume L'albero dei Baffi

Antonio Bonanno durante la presentazione dei volumi

Dedica disegnata

Illustrazioni da Gogol e Company

L'albero dei Baffi per Codex Arboreum Maior, particolare

Illustrazione di Antonio Bonanno

L'albero Nuvola di Silvio Boselli per Codex Arboreum Maior

Le mani dell'illustratore vicino ai volumi di Coiffures

L'illustratore firma una copia di Mustacchi

Particolare di una stampa

Particolare di una delle illustrazioni L'albero dei Baffi

Particolare di una tavola per L'albero dei Baffi in Codex Arboreum Maior

Un estratto del testo di Mustacchi

Visitatori della mostra presso la libreria Gogol e Company

Tavola originale de L'albero dei Baffi

Kyoko Dufaux, 2015, La scimmia e il pino, acrilico su tela

Gravitazione. Juryoku. Tre artiste giapponesi a confronto presso Paraventi Giapponesi-Galleria Nobili a Milano

Gravitazione. Juryoku. Tre artiste giapponesi a confronto presso Paraventi Giapponesi-Galleria Nobili a Milano

Akiko Kurihara, Ayumi Kudo, Kyoko Dufaux  alla  Galleria Paraventi Giapponesi di via Marsala 4 a Milano  Aperta fino al 30 gennaio 2016. Indirizzo: via Marsala 4 .

 

Una passeggiata nella zona di via Solferino mi ha fatto scoprire la galleria Paraventi Giapponesi, dove sono stata accolta da Raffaella Nobili per la visita alla mostraGravitazione. Juryoku. 重力, a cura di Matteo Galbiati e costituita dalle opere dalle tre artiste Akiko Kurihara, Ayumi Kudo e Kyoko Dufaux.

Kyoko Dufaux, 2015, La scimmia e il pino, acrilico su telaKyoko Dufaux, 2015, La scimmia e il pino, acrilico su tela

Raffaella e Alessio Nobili hanno aperto lo spazio nel 2006 per occuparsi esclusivamente di arte nipponica: ha infatti il nome di un oggetto identificativo della delicatezza decorativa del sollevante; e di questa grazia riflessiva continua a nutrirsi la mia memoria. Consiglio quindi fino al 30 gennaio la visita alle opere delle tre creative residenti da diversi anni in Europa, operanti nell’ambito del design, dell’illustrazione e della scultura.

logo_nobili

paraventi-giapponesi-paravento-con-peonie-e-uccellini-della-collezione-nobili-periodo-edo-inizio-xix-secolo-particolareParavento con peonie e uccellini della collezione Nobili, periodo Edo, inizio XIX secolo, particolare

Il tema della gravitazione è stato declinato secondo le peculiari e ben differenti personalità artistiche; riguarda la nozione fisica intesa come forza di attrazione dei corpi verso il centro della Terra, e l’interazione tra due masse, con le teorie di Newton e Einstein, ma anche una condizione morale secondo il termine latinogravitas che rimanda ad un atteggiamento dettato da sobrietà e gestione controllata delle emozioni, pur negative. Questo concetto pare avvicinarsi a quelli buddisti di sati e appamāda, dove il primo indica lo stato di coscienza illuminata e il secondo la continuità dello stato di sati. Appamāda e gravitas trovano un punto di contatto nella nella persistenza di uno stato di coscienza senza interruzioni o limiti temporali.

Su questi valori semantici, sui relativi punti di contatto tra due culture, hanno lavorato le tre artiste con opere realizzate ad hoc.

Per me è stato come entrare in un mondo sconosciuto, dove la cultura d’ origine delle protagoniste informa la qualità delle opere. Può sembrare ovvio ma in quest’epoca di globalizzazione siamo abituati a considerare l’arte come produzione generalmente internazionale, senza considerare come l’approccio dipenda da un’educazione alla bellezza peculiare, qui avvertibile nell’attenzione formale e nell’affidare i concetti a figurazioni lineari, grafiche, anche nella gioielleria e nei pezzi di scultura.

Ayumi Kudo, Non è escluso che un dolore sordo un giorno provochi altro dolore acuto, 2015, inchiostro, matita colorata, tavola di legnoAyumi Kudo, Non è escluso che un dolore sordo un giorno provochi altro dolore acuto, 2015, inchiostro, matita colorata, tavola di legno


Kurihara realizza i gioielli della serie Thinking about the gravity, che gioca conironia sul pensiero della gravità come forza fisica.In Giappone, mi spiega Raffaella, non esiste differenziazione tra arte e artigianato, e queste opere mostrano in effetti come si possa indossare un concetto. Sono collane, orecchini, anelli, ciondoli in materiali preziosi differenti che ci spingono ad osservare il reale e restare divertendoci della sua poliedrica o doppia interpretazione, così il peso la forma o il colore diventano materia per espedienti inaspettati e quasi magici. Il girocollo Upside down gioca sul confronto col doppio od opposto, sfida le leggi fisiche, del senso di gravità appunto, perché la parte più lunga e verosimilmente più pesante si orienta verso l’alto e non verso il basso.

Akiko Kurihara, Alchemistic stick, 2015, collana oro giallo 18K e argento 925 Akiko Kurihara, Alchemistic stick, 2015, collana oro giallo 18K e argento 925

Alchemistic stick è sempre un girocollo con un ciondolo che ne contiene la catena, per metà in oro e per metà in argento ossidato: se si tira la catenella da un lato essa risulta interamente dorata, se la si tira dall’altro assume il colore scuro, come se il nostro peso e la nostra forza fossero in grado di renderci alchimisti che sanno trasformare l’oro in argento, e viceversa.

Ayumi Kudo, 2015,Gravità di parola,penna, inchiostro, carta e chiodo (1)Ayumi Kudo, 2015,Gravità di parola,penna, inchiostro, carta e chiodo

Ayumi Kudo è l’artista che mi ha più colpito con i suoi disegni e le sue sculture. I lavori grafici sono accompagnati da un testo che chiarisce, orienta al ragionamento suggerito e ne amplifica la portata espressiva.

Le parole e le immagini costruiscono pari passo il senso di tutte le opere che riflettono sull’idea di peso in senso fisico e figurato, come per la piccola scultura composta da una penna stilografica carica di inchiostro che imbibisce il blocco di fogli nel quale è conficcata come una spada, a dimostrare la portata a lungo termine, il peso appunto, di un contenuto comunicato con la scrittura.

Tracce di vita è un insieme di minuscole sculture inedite in marmo, hanno forma e peso diversi come diverso è il peso di ciascuno di noi, determinato in base alla gravità relativa al punto geografico sul globo.

Ayumi Kudo, Tracce di vita (in senso orario Galileo Galilei, Isaac Newton, Ayumi Kudo, Aristotele e Fumitaka KudoAyumi Kudo, Tracce di vita (in senso orario Galileo Galilei, Isaac Newton, Ayumi Kudo, Aristotele e Fumitaka Kudo).

Kudo ha rappresentato in due pezzi la differenza tra il peso suo e del marito, tra Italia e Giappone, mentre la forma delle singole opere è la traccia della gravitazione nell’esperienza del viaggio geografico e culturale, attraverso i personaggi che hanno “pesato” sulla sua formazione.

Sono le storie di scienziati artisti e letterati come Einstein, Galileo, Saint- Euxepérie, Leonardo da Vinci.

Kyoko Dufaux

Kyoko Dufaux, 2015,L’acquazzone improvviso, acrilico su tela

Kyoko Dufaux è in primis un’illustratrice, in mostra con dipinti legati all’idea della leggerezza, della levità costruita attraverso il suggerimento dellamancanza di gravità dei suoi personaggi.

Essi sono animali nati dalla mente immaginifica vicino alla narrazione dell’illustrazione e della sua atmosfera fiabesca: sono “antropizzati” al punto da vivere gesti e situazioni con una sensibilità e una postura umana, e ritratti mentre rappresentano momenti dove la loro natura rivela l’attaccamento al terreno, la gravità, e il suo superamento nella tensione verso il cielo, la leggerezza, come se indicassero la dualità dell’umano nella dedizione al peso quotidiano degli eventi insieme al desiderio di allontanarsi da esso, per realizzare i nostri sogni. Si veda ad esempio l’olio dal titolo La scimmia e il Pino, dove la bestiola si stacca dall’albero con movenze da danzatrice, levitando nell’aria per avvicinarsi alla luna.

Illustri, Biennale dell'Illustrazione di Vicenza

ILLUSTRI Festival, la biennale dell’Illustrazione a Vicenza

ILLUSTRI Festival, la biennale dell’Illustrazione a Vicenza

4 – 8 dicembre 2015: ILLUSTRI Festival è la biennale dell’Illustrazione a Vicenza con grandi mostre ed eventi.  Il primo week-end di dicembre per i milanesi è Sant’ Ambrogio e per tanti occasione di spostarsi. Illustri Festival potrebbe in questo caso trasformare la città di Vicenza in una desiderabile meta per chi ama il disegno, il colore e la fantasia, in una parola sola l’illustrazione. Dal 4 all’8 dicembre la città palladiana si animerà con diverse iniziative: tre importanti mostre e molti eventi distribuiti nel centro storico. Previsti incontri con gli illustratori, workshop per professionisti e semplici appassionati, portfolio review rivolti a giovani artisti emergenti, momenti formativi per le scuole.

Manifesto per Illustri Festival 2015

Manifesto per Illustri Festival 2015

 

Illustri Festival è una creatura dell’associazione Illustri: come biennale di illustrazione è alla sua prima volta nel 2015, mentre le tre mostre principali seguono la formula dell’edizione Illustri passata e tutte, a differenza degli eventi, proseguiranno fino al 31 gennaio del 2016.

Ci sarà la personale di un grande illustratore noto internazionalmente, quest’anno l’argentino Pablo Lobato, una collettiva di undici artisti italiani emergenti, e una per quelli di lunga carriera.

Borges visto da Pablo Lobato

Borges visto da Pablo Lobato

 

Anche le location sono tutte da guardare, soprattutto per chi scopre per la prima volta Vicenza.

Gli emergenti di Saranno Illustri sono in Palazzo Chiericati. la collettiva Illustri con i grandi nomi degli illustratori italiani si terrà nella Basilica Palladiana, mentre la mostra di Lobato, Illustrissimo sarà presso le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari. L’area degli interrati del Palazzo Chiericati è studiata per l’innovazione contemporanea ed è stata denominata Chiericati Underground, per il Festival ospita la mostra collettiva delle opere di undici tra le speranze dell’illustrazione italiana, già apprezzate e valorizzate da alcuni brand.

Il Manifesto di Saranno Illustri

Il Manifesto di Saranno Illustri

 

In Basilica Palladiana torna la mostra con 150 opere dei big del settore, negli spazi del piano nobile. Si presenterà composta da undici mini-personali sul linguaggio peculiare di ciascun illustratore, mondi eterogenei in un confronto valorizzante e vivace. Infine l’altro storico Palazzo Leoni Montanari, sede delle Gallerie d’Italia, vedrà il genio internazionale di Pablo Lobato con un omaggio a tutta la sua carriera, nella selezione della sua produzione migliore accostata ad opere inedite. Le vernici di queste mostre sono appositamente sfalsate per riuscire ad incontrare il pubblico del week end, rispettivamente il 4, il 5 e il 6 dicembre.

Alle esposizioni principali si aggiungono altri protagonisti.  Sempre in Basilica Palladiana:

Shout2016 mette in mostra i lavori di Alessandro Gottardo in arte Shout, in collaborazione con Burgo Group, azienda leader tra i produttori europei di carte grafiche e speciali. Vedremo le sei illustrazioni per il calendario Burgo 2016 insieme a disegni originali e bozzetti preparatori sul tema della carta.

Omaggio a Toni Vedù alla Basilica Palladiana celebra il pittore vignettista ed illustratore vicentino, scomparso questa primavera. Un’ampia visuale su molte tavole originali per mostrare il suo tratto, e il suo colore dall’ironia sferzante e popolare.

Un'illustrazione di Toni Vedù

Un’illustrazione di Toni Vedù

 

Nel Chiericati Underground ci saranno anche gliOlimpic Frames, un’illustrazione inedita per ogni squadra olimpica italiana che gareggerà in Brasile nel 2016. Diciotto come gli illustratori italiani partecipanti, tutti legati a brand e magazine del mondo sportivo. Quest’iniziativa è possibile grazie a Kinder + Sport, il progetto di Responsabilità Sociale Ferrero a sostegno della pratica sportiva giovanile, il cui tema focale per la mostra è la “Joy of Moving”. I disegnatorisono Roberto Blefari, Bomboland, Stefano Colferai, Matteo Cuccato, Federica Del Proposto, Ilaria Faccioli, Ilaria Falorsi, Mauro Gatti, Ale Giorgini, Riccardo Guasco, Federico Mariani, Simone Massoni, Rita Petruccioli, Francesco Poroli, Giulia Sagramola, David Sossella, Totto Renna e Jacopo Rosati.

Il Manifesto di Illustri

Un Manifesto di Illustri 2015

 

Per quanto riguarda i portfolio review il 4 e il 6 dicembre, forniranno la loro consulenza professionisti come Malika Favre, oggi tra i più importanti disegnatori mondiali, e l’agenzia di Londra Dutch Uncle, nota internazionalmente con sedi a Londra, Tokio e New York, ha tra i propri clienti marchi come Adidas, Audi, Coca Cola, Gucci, Honda, Tiffany.

La review dei due direttori creativi Helen Cowley e Dan Chrichlow sarà selettiva la massimo perchè solo quattro tra i candidati potranno far visionare il proprio lavoro, dopo un’attenta valutazione di Illustri. L’associazione le propone dopo averle sperimentate in diverse città italiane con un un notevole successo.

Per chi andrà al festival come disegnatore segnalo l’imperdibile Illustri lab, un ciclo di laboratoridedicati al ritratto presso leGallerie d’Italia, che proseguiranno anche a gennaio. Sono quattro i professionisti a tenerli con quattro approcci molto diversi: il tutto incentrato sullo studio del proprio viso. Paolo Lobato in due ore parlerà del suo processo creativo della caratterizzazione facciale nelle sue illustrazioni. Il duo Bomboland resterà con i partecipanti tre ore per un Paper Selfie con la tecnica dell’illustrazione papercut, Stefano Colferai aiuterà a creare un modello 3d in plastilina del viso dei partecipanti con il laboratorio Plastica facciale: creare il proprio avatar in plastilina. Infine Cartoonati: diventare un personaggio dei cartoni animati tenuto da Matteo Cuccato.

Illustrissimo

Illustrissimo

 

Inoltre per cinque giorni, Illustri lab sarà anche presso il polo B55, con un ciclo di workshop per professionisti e studiosi, amatori creativi e bambini. Tra gli otto proposti: lo showcase di Mauro Gatti che presenterà progetti con disegni per gif, giochi, animazioni e progetti interattivi.Francesco Poroli racconta il brief attraverso diversi case-histories, come si traducono le parole in immagini . Il Character design sarà spiegato da MatteoCuccato con l’utilizzo di materiali da disegno Faber Castell, e un ci sarà un laboratorio-dimostrazione con l’acquerellista Marina Marcolin. Le iscrizioni sono aperte on-line e alcuni corsi già chiusi..bisogna affrettarsi!

Michela Ongaretti