La signorina Else e la Vienna fin de siècle. Punti di vista all’Out Off

by Michela Ongaretti
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La signorina Else, Cecilia Cinardi

La signorina Else è lo spettacolo tratto dal testo di Arnold Schnitzler che al Teatro Out Off si accompagna ad un programma di lezioni, letture e concerti legati all’affascinante fil rouge di un’epoca in trasformazione, la fin de siècle austriaca.

Testimone e fulgido esempio della crisi pronta ad esplodere in senso politico e sociale, La Signorina Else e in generale la letteratura di Schnitzler portano alla ribalta le contraddizioni di un modo di vivere e libera l’espressione dell’inconscio, in uno straordinario parallelismo con il lavoro di Sigmund Freud, concittadino dello scrittore e medico viennese.

La signorina Else, 1 -Teatro Out Off. artscore.it
Una scena di La signorina Else al Teatro Out Off. Ph. Alessandro Villa

Fino al 7 dicembre prima di ogni rappresentazione è possibile partecipare ai diversi appuntamenti culturali, che approfondiscono diversi aspetti e stimolano la riflessione sulle diverse sfaccettature della vita nella Vienna fin-de-siècle, alcune per me inaspettate. Un’immersione tra gli incontri, le influenze e i protagonisti dello spirito di un’epoca che ha visto nascere la novella La Signorina Else.

La signorina Else in rosso

In scena La signorina Else di Arthur Schnitzler con Cecilia Cinardi e la regia di Federico Olivetti. L’opera si avvale della coreografia di Michela Lucenti, le scene e costumi di Emanuela Dall’Aglio.
Cecilia Cinardi in scena al  teatro Out Off- artscore.it
Cecilia Cinardi nello spettacolo con la regia di Federico Olivetti. Ph. Alessandro Villa

E’ uno spettacolo che vive di un’unica scarna scenografia, con una sola presenza che genera azione con il solo racconto di voce e gestualità. Dominato dal colore rosso acceso del fondale e del lucente abito di Else, un calore che contrasta con la superficie specchiante (un lago ghiacciato), e i pochi oggetti freddi. Grigia la panchina e il lampione da cui tuttavia traspare un segnale attivo, vigile.

Talvolta l’apertura di uno spettacolo con un unico attore mi fa temere per il peggio: la noia. 

In effetti è tutto nelle mani della o del protagonista: l’aderenza allo svolgimento drammaturgico di un testo, noto in questo caso, la capacità di farlo seguire fino in fondo e di attivare una certa empatia verso le vicende umane che evoca. Se non riesce a dare tutto questo, già a metà spettacolo vorrei lasciare il teatro. Cecilia Cinardi mi ha tenuto salsa alla poltrona, con il pensiero in tensione verso qualcosa che è stato immaginato, ma che potrebbe essere accaduto davvero. 

Cecilia Cinardi in scena- artscore.it
Sguardo sull’inquietudine. Ph. Alessandro Villa

Il monologo interiore non è invenzione registica ma rispetto del testo originale, che nasce come punto di vista interno alla narrazione, però al Teatro Out Off si avvicina al pubblico con una tonalità emotiva più leggera. Anche con altri romanzi Schnitzler fu un pioniere del flusso di coscienza, prima di Virginia Woolf e di James Joyce; ne La Signorina Else è funzionale ad scandagliare le aspettative, i desideri di una giovane della buona società, nel correre accanto al suo disagio e timore per la futura perdita di ogni privilegio a causa del comportamento del padre, avvocato col vizio dell’appropriazione indebita. Il pericolo ha un sapore forte che intacca le dichiarazioni di spensieratezza, così una licenza che potenzia il testo originale la si può notare nella reiterazione innaturale della frase “splendida serata!”

Gesti disperati per La Signorina Else. artscore.it
Gestualità esasperata per la giovane Else. Ph. Alessandro Villa
Gioca sulla realizzazione dell’incombente, sulla verità indigesta del dramma in corso, La signorina Else di Schnitzler. 

Quella di Cecilia Cinardi conferma la duplicità dei sentimenti della ragazza, già pulsante prima dell’arrivo del fatidico telegramma, che in seguito si dondola tra indecisione e rifiuto, fino alla scelta fatale. Quando però la perdita di lucidità dovuta alla vergogna potrebbe essere a tutti gli effetti una discesa nell’abisso, a teatro siamo intrattenuti dai caratteri mimati delle persone con cui Else si confronta, da cui in un certo senso si difende, da tutti. Nell’intimità della sua mente emergono impulsi inconfessabili ma pur sempre delicati, frivoli, con un riferimento al sogno rivelatore che è un leit motiv dello scrittore, e con la stessa delicatezza l’attrice riferisce nei gesti le presenze degli altri personaggi.  Aggiunge una punta di grottesco che rende poco più sopportabile la tragedia e notare le sfumature ironiche dell’osservazione della vittima sulla situazione.

Cecilia Cinardi interpreta la Signorina Else al teatro Out Off.- artscore.it
Cecilia Cinardi è la Signorina Else al teatro Out Off. Ph. Alessandro Villa
Insomma siamo arrivati alla fine della pièce non in caduta libera ma tra i balzi umorali della protagonista, secondo una magistrale interpretazione.

E noi del pubblico in un certo senso siamo in scena. Sulla lampada che illumina Else è disegnato un occhio contornato da morbide ciglia, come un punto di osservazione esterno che conferma la consistenza del suo racconto interiore. Sul palo del lampione un nodo che non si scioglierà, il rosso vibrante di un’anima al suo tramonto si spegnerà avvicinandosi sempre più al suo opposto cromatico, quando ogni fuoco lambisce il ghiaccio eternamente freddo.

La fragile anima di Else, in scena l teatro Out Off- artscore.it
Una fiamma sempre più fievole. Ph. Alessandro Villa, courtesy Teatro Out Off

Un formato originale di appuntamenti al Teatro Out-Off

Arthur Schnitzler è ricordato come uno degli osservatori più sensibili delle contraddizioni nell’animo borghese, delle sue tensioni profonde che colpiscono l’esistenza quotidiana. Nelle sue novelle e nei suoi romanzi ha portato alla luce l’ipocrisia nella rappresentazione di un mondo elegante e rigido, una facciata tenuta in piedi oltre il limite della sua credibilità. Quella di Schnitzler era una visione dall’interno di quel contesto sociale, scoperchiando con maestria il coacervo di desideri nascosti e pulsanti della profondità individuale.

Con l’intento di fornire una lettura più ampia della pièce La Signorina Else, il teatro Out Off offre un percorso di incontri transdisciplinari. Occasioni di racconto del suo tempo, nel clima sul limite di un tracollo, che avrebbe subito una trasformazione radicale. 

Uno spettacolo in rosso da Schnitzler. artscore.it
La signorina Else, scenografie di scene e costumi di Emanuela Dall’Aglio. Ph. Alessandro Villa
Cito volentieri gli interventi che mi sono parsi più illuminanti, ricordando ai miei lettori che sabato 6 e domenica 7 l’ambientazione de La Signorina Else sarà suggerita dalla musica di Schubert, Brahms e Webern con un Concerto del Quartetto Kantor.

Dentro l’immaginario di quest’inizio Novecento inquieto e vitale ci ha portati ad esempio la germanista, traduttrice e scrittrice Gabriella Rovagnati. Ha parlato della società borghese nella Vienna della «allegra apocalisse» come la definì lo stesso Schnitzler, della capitale asburgica dipinta da da Roth, da Musil e e da Zweig, della sua magnificenza e dei costumi intransigenti. Ha descritto la “ prima vita” da medico prima di scegliere la carriera di letterato nel circolo della Giovine Vienna e ha inoltre narrato della Prima Guerra Mondiale con lo slancio militarista che Schnitzler, da pacifista, avversava.

La signorina Else. In rosso sul lago ghiacciato. artscore.it
In rosso sul lago ghiacciato. Ph. Alessandro Villa, courtesy Teatro Out Off

Interessante anche il parallelo tra gli anni 1920 e 2020. Ad inscenarlo è stato il giornalista Jacopo Tondelli, co-fondatore e direttore della testata Gli stati Generali. Se nella prima epoca tramontava il Cristianesimo e i sistemi idealistici venivano soppiantati da posizioni fenomenologico-esistenzialiste avvicinandosi ai regimi totalitari, con la Prima Guerra Mondiale come colpo di grazia, anche il 2020 spalanca porte alle insicurezze. La tecnologia e il progresso che hanno portato benessere ora sono visti come ragione di catastrofi ambientali, la Rete e la globalizzazione sono percepite come minaccia alla libertà. Mentre la Pandemia rivela fragilità impensabili, il genere umano tende a vedersi senza sbocchi, eco di altri echi, senza chiare appartenenze ma con nostalgie irrazionali. Nel 1920 e nel 2020 tutti gridano all’Apocalisse, eppure dalla rottura degli antichi equilibri potranno sprigionarsi nuove energie e possibilità. 

Tra gli altri stimolanti dialoghi

Ricordo quello tra la viola di Giulia Pancheri e le poesie dei coevi Trakl, Hofmannsthal e Rilke lette dall’attrice Giulia Viana. Ancora le vibrazioni di un’epoca non potevano non risuonare anche nel sogno, anzi nei Sogni di Schnitzler, recentemente raccolti in un volume, di cui alcuni passi sono stati interpretati da Alberto Marcello.

Un primo piano di Cecilia Cinardi al testro Out Off- artscore.it
Primo piano di Cecilia Cinardi nei panni di Else. Ph. Mauro Petito

Il professor David Meghnagi, psicanalista e storico, ha approfondito l’affinità intellettuale tra Schnitzler e Freud, rendendo edotto il pubblico sulla sorprendente condivisione di intuizioni di due vivaci menti circa l’Inconscio, soprattutto sulle verità sprigionate dai sogni, dalla loro interpretazione. Entrambi appartenenti alla comunità ebraica di Vienna, ma di diversa estrazione sociale, pur non essendosi mai frequentati la loro corrispondenza cartacea dimostra come talvolta ciò a cui la scienza anela è stato per altre vie trovato nell’arte.

Michela Ongaretti 

Qui per la programmazione teatrooutoff.it/stagione-2025-2026/

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