Bruce Nauman: una vitale ricerca sull’uomo. In mostra a Venezia e Milano

by Marta Russo
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Contrapposto Studies, installation view 5

Bruce Nauman, l’artista americano che ha esposto nei musei più importanti del mondo vincendo anche un Leone d’oro alla Biennale di Venezia, ha ancora vivido fra i suoi ricordi il momento che ha dato origine alla sua carriera. Un’illuminazione che gli ha permesso di diventare uno degli artisti più rinomati nel panorama artistico contemporaneo. 

Bruce Nauman, For Beginners (all the combinations of thumb and fingers), 2010
For Beginners (all the combinations of thumb and fingers), 2010. Collection of the Los Angeles County Museum of Art and Pinault Collection, © Bruce Nauman by SIAE 2021, courtesy Sperone Westwater, New York
Dopo essersi laureato, si trovava nel suo studio a San Francisco. Beveva caffè e facendo avanti e indietro si chiedeva con insistenza cosa significasse essere un artista. “Cosa può fare un artista?” 

Questo era l’interrogativo che riempiva i suoi pensieri confusi ed incerti. Come in tutta la sua produzione, anche in quel momento primigenio la domanda aveva molta più importanza della mera risposta. Così un’idea fece breccia nella sua mente e si disse: “Beh, se io sono un artista e sto bevendo un caffè camminando su e giù per il mio studio, allora forse anche questa è arte”.

Bruce Nauman, Walks In Walks Out, 2015
Walks In Walks Out, 2015, © Bruce Nauman by SIAE 2021, courtesy Sperone Westwater
Quel che è straordinario della produzione di Nauman è che ha sempre posto al centro delle sue riflessioni l’uomo in quanto individuo da scoprire costantemente.

Superando quel senso di ovvietà della sua natura e per farlo si è focalizzato su sé stesso, sul suo corpo che è diventato il medium primum di meditazioni personali che hanno coinvolto con grande fluidità l’uso di varie forme espressive e diversi media. Questa è l’immancabile premessa del dietro le quinte della mostra pensata da Punta della Dogana a Venezia, visitabile fino al 27 novembre.

Bruce Nauman Contrapposto Studies a Punta della Dogana
Bruce Nauman Contrapposto Studies a Punta della Dogana, 2021. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi © Bruce Nauman by SIAE 2021

Il titolo “Bruce Nauman. Contrapposto Studies” si riferisce al nuovo lavoro svolto dall’artista che reinterpreta uno dei suoi primi lavori dove sperimentava l’uso delle immagini in movimento: Walk with Contrapposto del 1968, in cui Nauman avanzava lungo un corridoio di legno allestito nel suo studio mentre si sforzava di mantenere la posa chiastica. Si tratta di una posa ideata nell’arte classica per coniugare il ritmo all’equilibrio. Si basa sulla contrapposizione reciproca delle parti del corpo durante l’atto di incedere: alla gamba portante corrisponde l’altra flessa, al lato del fianco contratto l’altro rilassato e al braccio sollevato quello disteso. 

Walk with Contrapposto, 1969. Bruce Nauman
Walk with Contrapposto, 1968. Courtesy of the artist and Electronic Arts Intermix (EAI), New York © Bruce Nauman by SIAE 2021
I through VII, 2015-2016, Bruce Nauman- Punta della Doganan
Bruce Nauman, I through VII, 2015-2016. Punta della Dogana, 2021. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi © Bruce Nauman by SIAE 2021
Un’armonia tra le parti che molto fa pensare a Platone quando scriveva: “Non muovere mai l’anima senza il corpo, né il corpo senza l’anima, affinché difendendosi l’uno con l’altra, queste due parti mantengano il loro equilibrio e la loro salute.” 

La ricerca di tale sinergia è il filo rosso che dalla fine degli anni Sessanta ritorna oggi nell’indagine dell’artista. Nauman studia la condizione dell’essere umano, la sua eterna insicurezza ed il grado di mutevolezza del significato degli eventi a seconda dell’angolazione da cui li si osserva. Un perno mentale continuo, ossessivo, dove la sperimentazione è la sola possibilità per un’eventuale fuga, o di una radicale presa di coscienza di una condizione immutabile. Nel fare ciò esalta i processi di percezione visiva, psicologica e fisica e separa la distinzione tra “guardare con gli occhi e vivere con il corpo”. Nella nuova interpretazione del contrapposto, l’artista è ormai ottantenne e avanza con un equilibrio precario, sotto la maglia si intravede persino la sacca della colostomia.

Walking a Line, 2019. Nauman a Palazzo Grassi
Walking a Line, 2019. Courtesy of the artist and Sperone Westwater, New York. © Bruce Nauman by SIAE 2021
A Venezia Nauman non è solo. I curatori, Carlos Basualdo e Caroline Bourgeois, hanno voluto porre al centro della mostra l’influenza della vitalità del suo lavoro coinvolgendo e creando un dialogo tra il maestro e performers di danza contemporanea

Molti nel campo della danza sono stati stimolati dalla sua riflessione sul suono, sul lavoro in uno studio, sui gesti e su cos’è l’arte. Uno di questi ballerini è la leggenda William Forsythe (massimo innovatore del balletto classico degli ultimi decenni, sempre aperto a sperimentazioni) che ha creato una coreografia legata indissolubilmente a dei corridoi che assorbono rumori ambientali, diversamente dalle altre opere in mostra che producono suoni. Il pezzo del ballerino porta all’estremo le conseguenze filosofiche e sensoriali dell’installazione Diagonal Sound Wall di Nauman: una parete fonoassorbente che pone il visitatore in stato di deprivazione sonora.

Lenio Kaklea, Sonatas et Interludes. Dancing Studies di Bruce Nauman
Dancing Studies di Bruce Nauman. Lenio Kaklea, Sonatas et Interludes
Grandi nomi di coreografi come Lenio Kaklea, Ralph Lemon e Pam Tanowitz dialogano con il lavoro di Nauman: danza, performance, linguaggio, suono e puro silenzio si fondono nella ricerca di un’armonia tra le parti. 

Non mancano anche brani di musica visiva, come Both Sitting Duet di Matteo Fargion e Jonathan Burrows, che eseguono una coreografia dedicata al rapporto tra la musica e il gesto, o la trasposizione di un brano musicale effettuato con lo sfregamento delle mani su un tavolo da parte di tre percussionisti. La ripetizione di queste performance svolte dagli artisti per il pubblico fa parte del processo stesso che rende ogni volta nuova un’opera. Nauman si è interessato molto alla ripetizione (che compare anche in relazione all’uso della parola) e guardando a lui questi giovani artisti hanno compreso che in ogni momento dell’esecuzione, il lavoro diventa incarnazione delle possibilità del pensare e del muoversi insieme e ciò non sarebbe possibile senza un equilibrio tra elementi diversi: tra corpo e mente, tra le parti stesse del corpo e tra il corpo ed il suo ambiente. 

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Bruce Nauman, Left or Standing-Standing or Left-Standing. Pirelli HangarBicocca, ph. Agostino Osio
È invece dedicata all’indagine di Bruce Nauman sull’ambiente la mostra “Neons Corridors Rooms” che è in corso all’ Hangar Bicocca di Milano e visitabile fino al 26 febbraio 2023

Qui sono raccolte trenta opere realizzate dalla seconda metà degli anni Sessanta che esplorano – in aggiunta a lavori presentati nelle recenti retrospettive dell’artista – la dimensione spaziale e architettonica. È presente una tra le prime sperimentazioni dell’artista con lo spazio e la struttura del corridoio: Performance Corridor del ’69, un lavoro pensato per includere la partecipazione diretta degli osservatori, i quali dovevano fisicamente inoltrarsi negli spazi angusti della struttura per riuscire a vederla, sostituendosi all’artista nel ruolo di performer. L’obiettivo non era tanto l’intervento dello spettatore, ma la ripetizione sequenziale di gesti e movimenti operati dal pubblico presente e futuro. Un futuro che si ripresenta adesso con questa nuova rassegna dedicata alla sperimentazione del neon, sottolineando ancora una volta il carattere vitale delle opere di Bruce Nauman nello sviluppo dell’arte contemporanea.

Marta Russo

Green Light Corridor-1970. Pirelli HangarBicocca-
Bruce Nauman, Green Light Corridor, 1970. Pirelli HangarBicocca, ph. Agostino Osio

Per maggiori informazioni:

Bruce Nauman. Contrapposto Studies. Fino al 27 novembre 2022 a Palazzo Grassi-Punta della Dogana, Venezia. https://www.palazzograssi.it/

Bruce Nauman. Neons Corridors Rooms. Fino al 26 febbraio 2023 presso Pirelli HangarBicocca, via Chiese 2 a Milano. https://pirellihangarbicocca.org/

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